Cono nel suo ultimo post, nel topic dedicato a "La seduzione del male", ha scritto
Ci ha salutati dandoci appuntamento verso la metà di maggio. Ma non possiamo attendere tanto tempo per dialogare con lui. Siamo sitibondi delle sue parole di conforto. Nell’astinenza forzata, oso scrivergli questo post.
Diletto fratel Cono, narratore dell’inenarrabile, noto per il tuo parlare angelico, ci hai informati che in questi giorni stai percorrendo il crinale che ti condurrà all’Ascensione, che quest’anno avverrà giovedì 14 maggio, ma in Italia la Chiesa cattolica la posticipa dal giovedì alla domenica, perciò il 17 maggio.
Sei sulla soglia dell’esitante anelare al divino, alle visioni dell’assoluto, nell’attesa lambisci una fine senza fine e, come il mistico Jean-Joseph Surin (1600 – 1665), dici: “Felice morte, felice sepoltura. / Di quest’amante nell’Amore assorto. / Che non scorge più né grazia né natura. / Ma l’abisso solo nel quale è caduto. / Pari mi è che io viva o muoia. / Solo mi basta che l’Amor mi rimanga” (Jean-Joseph Surin, “Cantiques spirituels”, 5).
Nel giorno dell’Ascensione mediterai le parole che scrisse la monaca e badessa Bernardina Floriani (1603 – 1673), nota come Giovanna Maria della Croce: “E vidi quel gran re del cielo e di tutto l’universo nel più intimo dell’anima […]. E spargeva per tuta l’anima li odori dei suoi divini aromati, rendendo quela tuta ripiena di dolcezza e celeste sua vita. E in questo nuotava l’anima in Dio meglio che non il pesce nel’aqua” (Giovanna Maria della Croce, “Vita”).
Ancora vivente, Bernardina ebbe, come te, fama di santità.
Lo so, sei affascinato dalle immagini di santi e sante in estasi mistica, ma per te l’orizzonte ultimo e più vero è il silenzio: l’osculum aeternitatis, prefigurato e atteso. Nel silenzio le tue labbra si consociano e sugellano l’unione con Dio.
In ambito teologico la tua scelta apofatica per la conoscenza di Dio conserva , intatta, la sua scaturigine, ritmando invocazione e respiro: “Trattieni un poco il respiro, il tempo che il tuo intelletto trovi il luogo del cuore, e vi faccia pienamente dimora. Al principio tutto ti parrà tenebroso e duro. Ma quando avrai compiuto quest’opera dell’attenzione, senza posa, notte e giorno, in te troverai una gioia senza fine”: questa locuzione è presente nella“Filocalia", parola di origine greca, composta da “philo-“ (= amore) + “kalos” (= bello) = “amore del bello”. Nel contesto spirituale cristiano ortodosso indica l'amore per la bellezza di Dio, ma è anche considerata ascesi e contemplazione per purificare l'intelletto.
La “Filocalia” è una raccolta di 36 testi ascetici e mistici della tradizione cristiana ortodossa, al IV al XV secolo, pubblicata per la prima volta a Venezia nel 1782. La raccolta fu curata da Nicodemo l’Agiorita e Macario di Corinto.
Gli autori di quei testi trattano temi come la preghiera contro le tentazioni e la concupiscenza, l’importanza della sobrietà e dell’ascesi per raggiungere la comunione con Dio.
Per quanto riguarda la tua concupiscenza è meglio sorvolare, altrimenti ogni giorno dovresti andare a confessarti. Come si chiama il tuo confessore preferito nella chiesa di Sant’Agostino ?
Ciao Cono, buona domenica 😀🖐
Ci rileggiamo, davvero, all'Ascensione.
Diletto fratel Cono, narratore dell’inenarrabile, noto per il tuo parlare angelico, ci hai informati che in questi giorni stai percorrendo il crinale che ti condurrà all’Ascensione, che quest’anno avverrà giovedì 14 maggio, ma in Italia la Chiesa cattolica la posticipa dal giovedì alla domenica, perciò il 17 maggio.
Sei sulla soglia dell’esitante anelare al divino, alle visioni dell’assoluto, nell’attesa lambisci una fine senza fine e, come il mistico Jean-Joseph Surin (1600 – 1665), dici: “Felice morte, felice sepoltura. / Di quest’amante nell’Amore assorto. / Che non scorge più né grazia né natura. / Ma l’abisso solo nel quale è caduto. / Pari mi è che io viva o muoia. / Solo mi basta che l’Amor mi rimanga” (Jean-Joseph Surin, “Cantiques spirituels”, 5).
Nel giorno dell’Ascensione mediterai le parole che scrisse la monaca e badessa Bernardina Floriani (1603 – 1673), nota come Giovanna Maria della Croce: “E vidi quel gran re del cielo e di tutto l’universo nel più intimo dell’anima […]. E spargeva per tuta l’anima li odori dei suoi divini aromati, rendendo quela tuta ripiena di dolcezza e celeste sua vita. E in questo nuotava l’anima in Dio meglio che non il pesce nel’aqua” (Giovanna Maria della Croce, “Vita”).
Ancora vivente, Bernardina ebbe, come te, fama di santità.
Lo so, sei affascinato dalle immagini di santi e sante in estasi mistica, ma per te l’orizzonte ultimo e più vero è il silenzio: l’osculum aeternitatis, prefigurato e atteso. Nel silenzio le tue labbra si consociano e sugellano l’unione con Dio.
In ambito teologico la tua scelta apofatica per la conoscenza di Dio conserva , intatta, la sua scaturigine, ritmando invocazione e respiro: “Trattieni un poco il respiro, il tempo che il tuo intelletto trovi il luogo del cuore, e vi faccia pienamente dimora. Al principio tutto ti parrà tenebroso e duro. Ma quando avrai compiuto quest’opera dell’attenzione, senza posa, notte e giorno, in te troverai una gioia senza fine”: questa locuzione è presente nella“Filocalia", parola di origine greca, composta da “philo-“ (= amore) + “kalos” (= bello) = “amore del bello”. Nel contesto spirituale cristiano ortodosso indica l'amore per la bellezza di Dio, ma è anche considerata ascesi e contemplazione per purificare l'intelletto.
La “Filocalia” è una raccolta di 36 testi ascetici e mistici della tradizione cristiana ortodossa, al IV al XV secolo, pubblicata per la prima volta a Venezia nel 1782. La raccolta fu curata da Nicodemo l’Agiorita e Macario di Corinto.
Gli autori di quei testi trattano temi come la preghiera contro le tentazioni e la concupiscenza, l’importanza della sobrietà e dell’ascesi per raggiungere la comunione con Dio.
Per quanto riguarda la tua concupiscenza è meglio sorvolare, altrimenti ogni giorno dovresti andare a confessarti. Come si chiama il tuo confessore preferito nella chiesa di Sant’Agostino ?
Ciao Cono, buona domenica 😀🖐





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