Cono e l'Ascensione

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  • PACE
    Opinionista
    • 27/08/07
    • 1447

    #16
    Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio

    Ciao Doxa, io penso semplicemente che se c'è un argomento che lo intriga, lo interessa, interviene a prescindere da chi posta o promesse fatte, e poi potrebbe pure essere che anche se non interviene comunque passi a leggere ogni tanto nel forum o qualcuno lo tenga aggiornato.
    Confesso la mia colpa. Si, è venuto anche a trovarmi qua in Umbria; persona squisita, credetemi
    "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66057

      #17
      Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
      Pace ha scritto



      Fratel Pax, perché mi “invochi” appellandomi “signor Doxa” ? Non voglio avere la sensazione di essere un “visitatore apostolico” in questa comunità virtuale. Comunque, anziché "signore" chiamami "eminenza", cardinale di Santa Romana Chiesa: sono modesto e di miti pretese.

      Nel contempo è palese il tuo sentirti in questo forum come estraneo, non integrato, forse perché ti senti offeso dalle nostre risposte a te non confacenti. Ci permetti di avere opinioni diverse dalle tue certezze in fatto di religione ?

      Lasciami dire che il tuo isolamento consente di farti immaginare su un piedistallo, distinto e distante da noi. Non dimenticare, però, che la superbia è uno dei peccati capitali.

      Se puoi, cerca di agire come fratel Cono, eroico combattente per la fede cristiana, che non si fa scrupoli nell’esprimere i suoi pensieri, anche se viene contestato.

      Dopo la necessaria premessa, continuo il thread dedicandotelo 😉

      La festività dell'Ascensione è molto antica. La prima testimonianza è del vescovo e scrittore Eusebio di Cesarea (260 circa – 340 circa). Fu consigliere e biografo dell’imperatore romano Costantino I.

      Nel quarto secolo anche Agostino, vescovo d’Ippona, descrisse la festa dell’ascensione come solennità diffusa.

      Nel 306 durante il Concilio ad Elvira (l’attuale Granada, in Spagna) fu discussa la data in cui celebrare l'Ascensione, e si decise di non commemorarla nel giorno di Pasqua, né in quello di Pentecoste, perché, secondo il racconto degli Atti degli Apostoli, l'ascensione di Gesù avvenne 40 giorni dopo la Pasqua, che è una festa mobile, per conseguenza varia anche la data della festività dell'Ascensione, che fino a circa 50 anni fa avveniva il giovedì della sesta settimana del “tempo pasquale”.

      Nel passato la ricorrenza dell'Ascensione era giorno di precetto. Nei tre giorni precedenti i devoti si dedicavano alle preghiere, agli atti di penitenza, le confraternite organizzavano processioni.


      Dal 1977 la festa dell’Ascensione non è più un giorno festivo di precetto. La Conferenza Episcopale Italiana ha spostato la sua celebrazione dal giovedì alla domenica successiva. Idem per la festa del Corpus Domini. Come conseguenza l’obbligo di partecipazione alla Messa è assolto la domenica.

      L’ascensione è il compimento del mistero pasquale, la fine della missione di Gesù sulla terra e il suo ritorno nel mondo divino a cui appartiene come Figlio di Dio.

      Alcuni teologi, tra i quali Karl Rahner e Jürgen Moltmann, ipotizzarono l'assenza degli apostoli durante la presunta ascensione, però capirono che Gesù, terminata la sua missione, era tornato a Dio.

      Per il teologo evangelico tedesco Rudolf Bultmann (1884 – 1976), noto per i suoi studi dedicati alla demitologizzazione del messaggio evangelico, il racconto dell'ascensione è condizionato dalla visione mitologica dell'epoca di Gesù, che vedeva il mondo diviso in tre piani: al centro la Terra, al di sopra il cielo e al di sotto gli inferi.

      Oggi il cielo, come nell'antico significato, non è più un luogo sopra di noi, in cui vive Dio e la sua corte, non esiste più, pertanto il racconto dell'ascensione non si può più prendere alla lettera come se fosse un fatto storico.

      Secondo il biblista statunitense Robert Funk (1926 2005) tale narrazione fu ideata in epoca apostolica per mettere fine alle crescenti affermazioni di apparizioni di Gesù nelle comunità cristiane.

      Come ho detto in un precedente post il Vangelo di Marco accenna all'ascensione, ma non racconta come avvenne. L'evento è descritto negli Atti degli Apostoli, redatti dopo i Vangeli sinottici.

      L'influente e controverso teologo svizzero Hans Kung (1928 - 2021) scrisse che con il racconto degli Atti, l’evangelista Luca non voleva solo dare concretezza all'idea dell'elevazione di Gesù, ma il suo scopo principale era quello di correggere l'aspettativa dei credenti di un suo imminente ritorno sulla Terra.

      Con il suo allontanamento dal mondo, Gesù delegò l'annuncio cristiano ai discepoli e pose le premesse per l’inizio della missione della Chiesa.

      L'evangelista Luca ammonì i seguaci di Gesù a non guardare continuamente il cielo, ma testimoniare Gesù nel mondo, come sanno ben fare i nick Pace e Cono.


      🖐
      Ciao Doxa, rieccomi! Domani ricorre l'Ascensione: tempo di prime Comunioni. Le due cose sono strettamente collegate.....
      Te affermi infatti che i cristiani non sono chiamati a stare col naso all'insù, ma a testimoniare l'Amore di Dio. Fin dalla più tenera età!
      amate i vostri nemici

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66057

        #18
        Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
        Nel post n. 6 ho inserito l’immagine di un dipinto del pittore fiammingo Juan de Flandes, nato nel 1450 a Gand e morto in Spagna nel 1519.

        Dello stesso artista belga “offro” alla vostra visione una particolare Ascensione di Gesù, realizzata tra il 1514 e il 1519.

        Juan de Flandes propone un’inquadratura sorprendente, come se uno scatto fotografico fosse avvenuto in ritardo, quando Gesù era già in volo verso il Padre.

        Del Risorto si vedono soltanto i piedi. La parte superiore del corpo di Gesù è nascosta per dare maggiore rilievo alle impronte dei suoi piedi, impresse sulla cima del Monte degli Ulivi.

        L’insolita immagine rivela il significato dell’episodio sul quale l’evangelista Luca si sofferma sia alla conclusione del suo vangelo (Lc 24, 51) sia all’inizio degli Atti degli Apostoli (At 1, 9 – 11).


        Juan de Flandes, Ascensione, pittura a olio su pannello di legno di pino, cm 110 x 84, Museo del Prado, Madrid.

        Nascosto da una nuvola, Cristo ascende al cielo davanti a Maria e agli apostoli, tra i quali il barbuto San Giacomo, con il bastone e il cappello da pellegrino, collocato sulla destra guardando il dipinto.
        Bellissima icona, grazie! Quando ancora si poteva andare a Gerusalemme, visitammo anche l'edicola dell'Ascensione.
        Te sei mai stato in Terrasanta?

        amate i vostri nemici

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