Trasposizione della nozione di campo dalla fisica alla sfera trascendentale: l'Amore

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  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12683

    #1

    Trasposizione della nozione di campo dalla fisica alla sfera trascendentale: l'Amore

    “Amore come campo”: é una ipotesi discussa in vari dibattiti nel quadro di incontri "Scienza-Fede".
    Senza dubbio, suggestiva. Si riallaccia anche (King mi perdonerà/correggerà benevolmente la castroneria da ignoranza non malevola) alle filosofie orientali.
    IMHO, l'idea di “Amore come campo” può essere formulata in modo corretto soltanto a condizione di liberare il termine “Amore” dal suo significato puramente psicologico o sentimentale. In questo contesto, “Amore” non indica infatti l’emozione umana privata (l'ammore), ma un "Principio generale di connessione, integrazione e coerenza tra gli enti".
    La nozione di “campo” proviene dalla fisica moderna. A partire da Faraday, Maxwell e poi dalla teoria quantistica dei campi, il campo non viene più inteso come semplice supporto delle interazioni, ma come realtà fondamentale: le particelle stesse possono essere considerate eccitazioni locali di campi distribuiti nello spazio-tempo. Il punto filosoficamente rilevante è che il modello del campo supera la concezione classica della realtà come insieme di oggetti isolati e autosufficienti. La relazione diventa primaria rispetto alla sostanza separata.
    L’ipotesi speculativa dell’“Amore come campo” tenta precisamente di trasferire, in senso analogico, questa struttura concettuale dalla fisica alla metafisica. Il reale verrebbe allora interpretato non come aggregato di entità indipendenti, ma come rete dinamica di relazioni. In tale prospettiva, ciò che tradizionalmente viene chiamato “Amore” designerebbe il principio generale di integrazione della realtà: la tendenza alla connessione, alla coerenza e alla formazione di strutture ordinate. (Che la "realtà" sia il risultato "apparente e concreto" di relazioni é un'ipotesi emergente da studi sulla gravita quantistica, Quindi, fisica 100%)
    Una simile intuizione possiede precedenti antichi. In Empedocle, Amore e Discordia rappresentano le forze cosmiche di aggregazione e separazione. La differenza rispetto alle formulazioni contemporanee consiste nel fatto che oggi il modello teorico di riferimento non è più quello della sostanza metafisica intesa, ma quello della relazione e dei sistemi complessi.
    In effetti, alcuni aspetti della teoria dell’informazione e della scienza della complessità sembrano offrire analogie interessanti. Nei sistemi auto-organizzati emergono configurazioni coerenti capaci di mantenere ordine e struttura anche lontano dall’equilibrio termodinamico. Alcune moderne teorie della coscienza attribuiscono inoltre importanza decisiva al grado di integrazione informazionale di un sistema.
    In senso puramente filosofico l’“Amore-campo” potrebbe allora essere reinterpretato come aumento della connettività significativa e della coerenza sistemica.
    Occorre però tener presente che la fisica utilizza il concetto di campo in senso rigorosamente matematico: esso è definito mediante equazioni, proprietà dinamiche e verifiche sperimentali. Quando il termine viene trasferito alla metafisica, tale rigore non si conserva automaticamente. Il rischio è produrre uno slittamento linguistico in cui termini scientifici “campo”, “energia”, “quantistico”, “informazione” mantengono il prestigio culturale della scienza ma ne perdono il corretto significato tecnico.
    La difficoltà/equivoco nasce precisamente qui. Una teoria scientifica deve formulare previsioni controllabili e risultare, almeno in linea di principio, falsificabile. La nozione di “Amore come campo”, invece, non dispone attualmente di formalizzazione matematica né di verificabilità empirica. Essa appartiene quindi non alla fisica, ma alla metafisica o alla filosofia della realtà.
    Un ulteriore sviluppo della teoria conduce all’identificazione tra “Amore”, “campo” e “Dio”. In una formulazione filosoficamente rigorosa, tuttavia, “Dio” non dovrebbe essere concepito come ente antropomorfico separato dal mondo, ma come principio universale di intelligibilità e connessione del reale. Dire “Dio è Amore” significherebbe allora affermare che il fondamento della realtà non è l’isolamento, ma la relazione costitutiva tra gli enti. Il “campo” diverrebbe il modello concettuale mediante cui pensare una presenza universale che non coincide con alcun oggetto particolare, ma rende possibile la reciproca connessione di tutti gli enti.
    Rimane però decisiva la distinzione tra metafora filosofica e teoria scientifica. L’equazione “Amore = campo = Dio” può possedere notevole forza simbolica e speculativa; può persino costituire una sofisticata ontologia relazionale, cioè una concezione della realtà fondata sul primato delle relazioni. Non può però rivendicare, allo stato attuale, il rango di teoria fisica senza uscire dai criteri di rigore scientifico..
    Last edited by restodelcarlino; 15-05-2026, 09:55.
    ...vassapé...
  • King Kong
    رباني
    • 05/07/17
    • 2396

    #2
    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    “Amore come campo”: é una ipotesi discussa in vari dibattiti nel quado di incontri "Scienza-Fede".
    Senza dubbio, suggestiva. Si riallaccia anche (King mi perdonerà/correggerà benevolmente la castroneria da ignoranza non malevola) alle filosofie orientali.
    .
    Mi chiami in causa come se fossi un esperto in materia, ma di fronte a un tema che hai introdotto in maniera così precisa devo riconoscere la mia dimensione di pigmeo della scienza.
    Al massimo posso ricordare che nelle scuole che tu chiami mistiche, si fa sempre richiamo a tre elementi:
    Buddha; Dharma; Sangha.
    Vale a dire:
    Buddha = il Maestro;
    Dharma = la legge universale;
    Sangha = la comunità attorno al Maestro.
    Come a sottolineare che la realizzazione (l'Amore) é conoscibile solo in presenza di tutti e tre gli elementi e che quindi é possibile solo collettivamente (Sangha) = "Il Campo".
    Alcuni insegnanti "moderni" la definiscono anche il "Buddhafield". Solo nel momento in cui si crea un Buddhafield, la realizzazione é possibile.

    Nel sufismo abbiamo gli stessi elementi:
    Il Murshid o Sceicco;
    La Sharia;
    La Tariqa.

    Il Murshid o Sceicco o Pir é l'insegnante con un' autorizzazione verificabile e certa.
    La Sharia, La legge o le regole che i discepoli (Murid) sono invitati ad osservare. Oggi purtroppo caricata di un'immagine negativa per motivi che esulano da questa discussione.
    La Tariqat (plurale: Turuq) cioè la comunità attorno allo Sceicco. Anche in questo caso la Realizzazione, fatti salvi i primi due elementi, avviene all'interno della comunità. Un Campo Mistico.

    Per i nostri amici cattolici "Mutatis mutandi" le cose non dovrebbero essere diverse:
    Un capo della comunità;
    le scritture e la dottrina;
    la chiesa (o l'Ordine monastico di appartenenza)
    In che misura qui sia ancora presente l'aspetto mistico potrebbe essere oggetto di altra discussione che non sarò io ad aprire.
    Aut hic aut nullubi

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    • Vega
      Opinionista

      • 04/05/05
      • 17975

      #3
      È la Forza!
      "...E un campo energetico creato da tutte le cose viventi. Ci circonda, ci penetra, mantiene unita tutta la galassia."
      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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      • restodelcarlino
        giullare

        • 13/05/19
        • 12683

        #4
        Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio

        ....omissis....Alcuni insegnanti "moderni" la definiscono anche il "Buddhafield". Solo nel momento in cui si crea un Buddhafield, la realizzazione é possibile.....
        ...la mia, in "Pensiero orientale", é un "infinitesimo di ordine superiore...
        Quindi, sbaglio di molto se dico che in tutte queste tradizioni la “realizzazione” non appare come esperienza puramente individuale, ma come evento relazionale e strutturato? Maestro, Legge e Comunità sembrano costituire le condizioni di possibilità del “Campo”. In questo senso, il Buddhafield o il “campo mistico” non sarebbe soltanto una metafora spirituale, ma una forma di coerenza collettiva capace di rendere possibile la trasformazione interiore.
        Ho capito bene?

        ...vassapé...

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        • restodelcarlino
          giullare

          • 13/05/19
          • 12683

          #5
          Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
          È la Forza!
          "...E un campo energetico creato da tutte le cose viventi. Ci circonda, ci penetra, mantiene unita tutta la galassia."

          no
          esttamente il contrario



          ...vassapé...

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17975

            #6
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • King Kong
              رباني
              • 05/07/17
              • 2396

              #7
              Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
              ...la mia, in "Pensiero orientale", é un "infinitesimo di ordine superiore...
              Quindi, sbaglio di molto se dico che in tutte queste tradizioni la “realizzazione” non appare come esperienza puramente individuale, ma come evento relazionale e strutturato? Maestro, Legge e Comunità sembrano costituire le condizioni di possibilità del “Campo”. In questo senso, il Buddhafield o il “campo mistico” non sarebbe soltanto una metafora spirituale, ma una forma di coerenza collettiva capace di rendere possibile la trasformazione interiore.
              Ho capito bene?
              Forse possiamo dire che ognuno dei tre elementi é indispensabile, che la realizzazione é personale e che il Buddhafield é il terreno di coltura.
              Aut hic aut nullubi

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              • restodelcarlino
                giullare

                • 13/05/19
                • 12683

                #8
                Sì, detto così mi sembra molto più preciso: la realizzazione resta personale, ma non nasce nel vuoto; il “Campo” potrebbe essere allora la condizione relazionale che la rende possibile e trasmissibile.

                ...vassapé...

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                • PACE
                  Opinionista
                  • 27/08/07
                  • 1447

                  #9
                  Dante afferma - in conclusione del suo poema - che l'amore è quella forza che muove tutto l'universo; in questo senso, trovo che il post di Vega non sia poi così sballato
                  "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                  • restodelcarlino
                    giullare

                    • 13/05/19
                    • 12683

                    #10
                    Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
                    Dante afferma - in conclusione del suo poema - che l'amore è quella forza che muove tutto l'universo; in questo senso, trovo che il post di Vega non sia poi così sballato
                    Spero mi sia lecita una precisazione:

                    Vega dice (citando Obi-Van Kenobi)
                    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                    È la Forza!
                    "...E un campo energetico creato da tutte le cose viventi.
                    quindi, conseguenza
                    Amore, dantesco o "campo", invece é "origine" .
                    Last edited by restodelcarlino; 15-05-2026, 09:37.
                    ...vassapé...

                    Comment

                    • Vega
                      Opinionista

                      • 04/05/05
                      • 17975

                      #11
                      Potremmo fare un parallismo con la Forza, nel senso se ci potrebbe essere un Lato Chiaro dell'Amore e un Lato Oscuro o no?
                      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                      • PACE
                        Opinionista
                        • 27/08/07
                        • 1447

                        #12
                        Certo, bravissima! Non per caso - a volte - sentiamo parlare di amore tossico...amore malato....
                        Dio crea tutto per amore, fa muovere tutto partendo dall'amore; che poi, in conseguenza del peccato, può guastarsi e guastare il mondo
                        "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                        • PACE
                          Opinionista
                          • 27/08/07
                          • 1447

                          #13
                          Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                          Spero mi sia lecita una precisazione:

                          Vega dice (citando Obi-Van Kenobi)

                          quindi, conseguenza
                          Amore, dantesco o "campo", invece é "origine" .
                          Il verbo "muovere" è dinamico, non statico; implica sempre una trasformazione delle cose
                          "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66057

                            #14
                            Perfetto. E anche qua, appoggiamoci al testo....

                            Qual è ‘l geomètra che tutto s’affige per misurar lo cerchio, e non ritrova,
                            pensando, quel principio ond’elli indige, 135

                            tal era io a quella vista nova:
                            veder voleva come si convenne
                            l’imago al cerchio e come vi s’indova; 138

                            ma non eran da ciò le proprie penne:
                            se non che la mia mente fu percossa
                            da un fulgore in che sua voglia venne. 141

                            A l’alta fantasia qui mancò possa;
                            ma già volgeva il mio disio e ‘l velle,
                            sì come rota ch’igualmente è mossa,

                            l’amor che move il sole e l’altre stelle.
                            amate i vostri nemici

                            Comment

                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66057

                              #15
                              Vale a dire:

                              Come lo studioso di geometria, che si ingegna con tutte le sue forze per misurare la circonferenza e non trova, pensando, quell'elemento di cui manca, così ero io davanti a quella visione straordinaria:

                              volevo capire come l'immagine umana si inscrivesse nel cerchio e in che modo si collocasse al suo interno;

                              ma le mie ali non erano adatte a un volo simile (non ne avevo le capacità): senonché la mia mente fu colpita da una folgorazione, grazie alla quale poté soddisfare il suo desiderio.

                              Alla mia alta immaginazione qui mancarono le forze; ma ormai l'amore divino, che muove il Sole e le altre stelle, volgeva il mio desiderio e la mia volontà, come una ruota che è mossa in modo uniforme e regolare (Dio aveva appagato ogni mio intimo desiderio).

                              Meraviglioso!
                              amate i vostri nemici

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