Differenze

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  • Kanyu
    *

    • 10/05/19
    • 23121

    #1

    Differenze

    Almeno (con tutto il rispetto per chi crede e si inginocchia davanti un crocifisso morto con il capo reclinato, il costato trafitto e tutti i segni dello sfacelo di un corpo torturato), qui si vedono la bellezza dei colori, i visi sorridenti e la beatitudine di dei in cui è "bello" credere.
    Per come la vedo io, ovvio.


    "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"
  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12548

    #2
    Le forme iconografiche non nascono per caso: sono la traduzione visiva di concezioni religiose differenti. Molte divinità orientali vengono raffigurate con colori vivaci, volti sereni, sorrisi e un'atmosfera di beatitudine, perché rimandano a un'idea del divino come armonia, equilibrio o illuminazione. Il cristianesimo, invece, pone al centro la Passione: un uomo torturato e crocifisso, poiché la sofferenza viene interpretata come espiazione del peccato e sacrificio per la salvezza dell'umanità. Naturalmente, il racconto cristiano non si esaurisce sulla Croce: quella è una fase del percorso che culmina nella Resurrezione, cioè nella vittoria sulla morte. E l'iconografia si adegua...da Piero della Francesca in poi...
    Per questo motivo, un confronto puramente estetico rischia di essere fuorviante: non si stanno osservando semplicemente immagini diverse, ma teologie diverse.
    Personalmente, troverei ancora più interessante una rappresentazione artistica di un eventuale "Supremo Iniziatore" dell'universo che non fosse affatto antropomorfa: non un vecchio con la barba, non un giovane crocifisso, non una divinità sorridente, ma un simbolo capace di evocare l'origine delle leggi della natura e del cosmo. È, naturalmente, un'ipotesi alternativa, ma forse più coerente con l'idea di un "principio primo" che trascenda qualsiasi antropomorfismo.
    Ma lascio la parola a chi ne sa più di me nella materia.

    ...vassapé...

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    • PACE
      Opinionista
      • 27/08/07
      • 1414

      #3
      Sofferenza, dolore e morte sono il grande tabù della nostra società; non lo vogliamo vedere, non ne vogliamo parlare. Siamo costretti quando ci muore una persona cara, un amico, un conoscente....
      Ma il vuoto che producono in noi le domande ultime, le domande fondamentali, vogliamo eluderlo prima possibile. Poichè ci risulta intollerabile
      "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24584

        #4
        nei primi secoli, la figura di Cristo - poco rappresentata - era apollinea e felice, un guaritore potente e sbarbato, con gli amici apostoli;
        poi è subentrato il Cristo pantocratore, potente e severo, delle rappresentazioni bizantine e medievali;
        la sofferenza della croce appare in età gotica, più o meno;

        chi è curioso, anche senza necessariamente studiare, può almeno prendere le misure;
        così, per dire, il 95% delle idee diffuse sul "passato" e su cui abbiamo formato giudizi "solidissimi" è sbagliato
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • restodelcarlino
          giullare

          • 13/05/19
          • 12548

          #5
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          nei primi secoli, la figura di Cristo - poco rappresentata - era apollinea e felice, un guaritore potente e sbarbato, con gli amici apostoli;
          poi è subentrato il Cristo pantocratore, potente e severo, delle rappresentazioni bizantine e medievali;
          la sofferenza della croce appare in età gotica, più o meno;

          chi è curioso, anche senza necessariamente studiare, può almeno prendere le misure;
          così, per dire, il 95% delle idee diffuse sul "passato" e su cui abbiamo formato giudizi "solidissimi" è sbagliato
          Axe è la nostra memoria? La nostra coscienza? O semplicemente il fastidioso archivista che spunta fuori ogni volta che ci eravamo costruiti una bella convinzione? Temo tutte e tre le cose.

          Ed ecco che ci ricorda un dettaglio non proprio secondario: il Cristo sofferente, che oggi identifichiamo quasi automaticamente con il cristianesimo, è il risultato di un'evoluzione iconografica. Basta osservare alcuni grandi crocifissi medievali, come quelli conservati ad Arezzo e a Sansepolcro: il Cristo vi appare ancora vestito, solenne, quasi regale, ben lontano dall'immagine del corpo devastato dalla tortura che diventerà dominante nei secoli successivi. Sarà soprattutto con il gotico che l'arte insisterà sulla dimensione drammatica della Passione.

          Morale: prima di discutere del passato, conviene lasciargli almeno il diritto di raccontarsi da solo. E, ogni tanto, basta guardare un'opera d'arte: insegna più di molte discussioni.
          Post scriptum: doxa, se ci sei, batti un colpo....e scrivici il tuo parere

          ...vassapé...

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          • restodelcarlino
            giullare

            • 13/05/19
            • 12548

            #6
            Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
            Sofferenza, dolore e morte sono il grande tabù della nostra società; non lo vogliamo vedere, non ne vogliamo parlare. Siamo costretti quando ci muore una persona cara, un amico, un conoscente....
            Ma il vuoto che producono in noi le domande ultime, le domande fondamentali, vogliamo eluderlo prima possibile. Poichè ci risulta intollerabile
            Non ne sarei così sicuro. L'uomo non ha mai amato sofferenza, dolore e morte: ha semplicemente inventato, nei millenni, modi diversi per conviverci. E non credo che le “domande ultime” siano mai stata la preoccupazione primaria della maggioranza dell’umanità. Per lo più si è lavorato, allevato figli, combattuto guerre e cercato di sopravvivere.
            C'è chi ha fondato una religione, chi filosofie, chi si é dato alla scienza, alla tragedia, alla letteratura.... e chi, più modestamente, cerca di arrivare a fine mese per campare (alla meno peggio) qualche anno in più.
            O accettato 42 come risposta
            Certe riflessioni si presentano come domande, ma assomigliano spesso agli incipit della predicazione: si parte da una presunta inquietudine universale per arrivare, senza troppe deviazioni, alla risposta attesa. Insomma, non chiedono, ma "introducono". Mettono sul tavolo una tesi già pronta, con contorno di inquietudine universale inclusa. Se vogliamo, una forma educata e gentile di ..."persuasione occulta".
            Concludendo, più che un tabù della nostra società attuale mi sembra una costante della nostra specie: vivere, finché si può, e interrogarsi sull'universo quando ( e se) avanza un po' di tempo.

            Last edited by restodelcarlino; Oggi, 13:45.
            ...vassapé...

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17954

              #7
              Anche il Diavolo, in parallelo, ha subito le sue brave evoluzioni nel tempo.
              Come un Gesù raffigurato giovane, imberbe dei primi tempi, anche Lucifero era dipinto sempre come un angelo, senza tratti mostruosi.
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • Ninag
                Opinionista
                • 05/03/24
                • 1527

                #8
                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                Anche il Diavolo, in parallelo, ha subito le sue brave evoluzioni nel tempo.
                Come un Gesù raffigurato giovane, imberbe dei primi tempi, anche Lucifero era dipinto sempre come un angelo, senza tratti mostruosi.
                Credo che Lucifero sia l'angelo della luce, infatti esistono anche chiese che gli sono dedicate.

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