Doni e Amore; ma... 'o véramènte?

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  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12574

    #1

    Doni e Amore; ma... 'o véramènte?

    La Vita è un Dono, segno tangibile dell'Amore di un Padre che ci ama.... eccetera eccetera.
    L'Amore sarebbe la risposta al grande interrogativo esistenziale. Almeno, a sentire i "figli di Abramo".
    Poi uno comincia a documentarsi.
    Lasciamo perdere l'applicazione pratica, come appare dalla Storia: l'essere umano è fallace (per colpa originaria), e tutti possono sbagliare, no?
    Andiamo ai testi. Come sempre, quando si voglia approfondire un tema importante.
    Dopo poche pagine nasce il dubbio di aver sbagliato libro e di stare leggendo "Pedagogia del terrore e applicazioni pratiche".
    Si parte con una trappola degna di un esperimento di laboratorio: un albero, un divieto, un serpente particolarmente loquace e due esseri umani che, evidentemente, non avevano ancora letto le mie sconclusionate svanverate sulla manipolazione. Esito? Condanna. E mica con la condizionale: collettiva, incompressibile, discendenza compresa. Ad aeternum.
    Da quel momento il menù è senza equivoci: tu lavorerai con il sudore della fronte; tu partorirai con dolore; la terra produrrà spine e triboli; e, già che ci siamo, arriverà pure la morte, col suo corteo di mali e malattie. Non esattamente il regolamento di un villaggio turistico. Che non sia Guantánamo... no, quello viene dopo.
    Poi la storia continua con diluvi, piaghe, città distrutte, distruzioni esemplari, castighi di ogni genere.
    E uno pensa: vabbè, sarà l'Antico Testamento. Aspettiamo il Nuovo. Magari cambia la pedagogia.
    In effetti il linguaggio si addolcisce. Si parla di misericordia, di perdono, di amore per il prossimo e perfino per il nemico.
    Finalmente una buona notizia.
    Poi, però, ricompaiono il giudizio finale, la separazione tra salvati e dannati, il fuoco eterno, il pianto e lo stridore di denti. L'Amore c'è, ma sempre accompagnato da una nota a piè di pagina che suona più o meno così: "Se non fai il bravo, sono guai".
    Insomma, più che il principio pedagogico di una madre che dica al figlio "ti voglio bene", sembra quello del burbero maresciallo dei CC che concluda il discorso con un rassicurante: "E adesso... fila e fa il bravo"
    Sbaglio di molto, dicendo che il carburante principale non mi sembra l'Amore, ma la "paura" ?
    Si sostituisce la "Paura dell'ignoto" con quella del "Giudizio".
    L'incertezza del "Chi sono ? Che ci sto a fare ?", con la certezza che devi espiare una colpa originaria, con una prospettiva di "equo processo".
    L'Amore, semmai, arriva come premio per chi supera l'esame senza fare troppe domande... ed è anche piuttosto fortunato.
    Da maligno giullare mi viene allora un dubbio.
    Quando un sistema educativo insiste continuamente sul premio promesso e sul castigo annunciato, siamo davvero nel regno dell'Amore?
    O siamo, più semplicemente, nel regno dell'obbedienza?
    Perché l'obbedienza, nella storia dell'umanità, è sempre stata uno degli strumenti più efficaci per gestire il potere.

    O, forse, la risposta alle grandi domande esistenziali é un altra.
    Vassapé

    ...sempre senza vilipendere, aggredire, insultare nessuno.
    Quale che possa essere il genere




    ...vassapé...
  • LadyHawke
    Osservatrice

    • 29/04/19
    • 9345

    #2
    Quando un sistema educativo insiste continuamente sul premio promesso e sul castigo annunciato, siamo davvero nel regno dell'Amore?
    O siamo, più semplicemente, nel regno dell'obbedienza?
    Siamo nel regno dell'obbedienza.
    Partiamo dall'origine quello che per i credenti ritengono è il peccato originale: perchè ordinare di non mangiare il frutto di un certo albero e metterglielo a portata di mano?
    Scegliere la conoscenza o l'ignoranza?
    Secondo l'idea mia e pure quella di una conoscente psicologa, nessun peccato originale " se tutti ci limitassimo all'obbedienza, saremmo burattini incapaci di muovere un passo da soli. E allora perchè dotarci di un cervello anziché una scheda elettronica e di un telecomando? La storia annovera molti personaggi-eroi che hanno disubbidito....
    Quindi se al potere i burattini ubbidienti fanno comodo, è un fatto incontrovertibile che solo un sano interesse a sperimentare, capire, conoscere, può condurre avanti."
    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
    Confucio

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    • Ninag
      Opinionista
      • 05/03/24
      • 1539

      #3
      Resta comunque il mistero delle altre religioni, chissà chi furono i primi "umani".

      Comment

      • restodelcarlino
        giullare

        • 13/05/19
        • 12574

        #4
        Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio
        Resta comunque il mistero delle altre religioni, chissà chi furono i primi "umani".
        Chi furono i primi "umani", tali (umani, intendo) in quanto cercarono una risposta "razionale" alle paure dell'ignoto?
        Probabilmente il primo sacerdote e il primo scettico "razionalista" erano seduti attorno allo stesso fuoco. E litigavano come oggi.
        Cambiano il panorama spazio-temporale, le conoscenze della natura e, quindi, le risposte: dèi, mitologie, comandamenti, liturgie.
        La "grande domanda", per chi se la pone, resta sostanzialmente invariata.

        La risposta?

        Vassapé.
        ...vassapé...

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        • King Kong
          رباني
          • 05/07/17
          • 2368

          #5
          Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

          Chi furono i primi "umani", tali (umani, intendo) in quanto cercarono una risposta "razionale" alle paure dell'ignoto?
          Probabilmente il primo sacerdote e il primo scettico "razionalista" erano seduti attorno allo stesso fuoco. E litigavano come oggi.
          Cambiano il panorama spazio-temporale, le conoscenze della natura e, quindi, le risposte: dèi, mitologie, comandamenti, liturgie.
          La "grande domanda", per chi se la pone, resta sostanzialmente invariata.

          La risposta?

          Vassapé.
          E, aggiungo, forse la risposta, anche nel contesto di una religione, filosofia, mitologia, ideologia, resta un traguardo individuale.
          Aut hic aut nullubi

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          • restodelcarlino
            giullare

            • 13/05/19
            • 12574

            #6
            Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio

            E, aggiungo, forse la risposta, anche nel contesto di una religione, filosofia, mitologia, ideologia, resta un traguardo individuale.
            confermo: sei più King che kong


            ...vassapé...

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            • Ale
              Opinionista

              • 18/08/20
              • 21395

              #7
              Quella di Adamo ed Eva è chiaramente una favola con tanto di morale, ovvero, nella vita pagherai le cazzate fatte da altri...
              ...due c0gli0ni istigati da un serpente mangiano una mela ed io devo avere una vita dimmerd per colpa loro? Ma per piacere, questo ha senso solo nella nostra tutt'altro che perfetta vita terrena
              ...e lasciamo stare gli spauracchi di un'altra religione parallela con adepti famosi per scassare i @@ suonando i campanelli di domenica mattina, per i quali l'inferno dalle fiamme esterne esiste veramente
              ...poi per chi avesse ancora dubbi basta documentarsi sugli "aggiornamenti" per adattarsi ai vari contesti nel tempo, citando a memoria da Focus (cartaceo) il purgatorio è un'invenzione del medioevo per dare una sistemazione alla nuova classe emergente, da punire si ma senza esagerare


              Mens sana in corpore sano

              Počasi se daleč pride 🐌

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              Working...