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  • Namas
    Opinionista
    • 15/04/12
    • 385

    #211
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    A precisa domanda dell'apostolo Filippo, Gesù proprio cosi' risponde, amica Namas:

    Dal Vangelo secondo Giovanni

    In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
    Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
    Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
    In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».
    E sui passi che ho citato prima, cosa rispondi?
    Cono, che ti devo dire, si vede che le parole per noi due hanno un diverso significato.
    "Chi ha visto me ha visto il Padre" potrebbe anche significare, come credi tu, identica sostanza fra Gesù e Dio Padre, ma anche, in modo molto più sensato per il mio modesto modo di vedere, che Gesù esprime talmente la volontà di Dio da diventare come uno specchio della divinità (ovviamente spirituale, dato che Dio non ha e non può avere un corpo fisico).
    Gesù ribadisce molte volte la sua perfetta comunione con il Padre celeste, ma questo non prova affatto che sia lui stesso un dio. Anzi, quando afferma "le parole che io vi dico, non le dico da me stesso" dimostra una volta di più che non c'è nessuna identità con Dio.
    E' il Padre che parla attraverso lui - quindi Gesù si definisce un tramite.
    Se fosse Dio, pari all'altro che sta nei cieli, non potrebbe affermare che non parla da se stesso, perché ci sarebbe equivalenza fra le sue parole e quelle del Padre. Direbbe "queste sono le mie/ o al massimo le nostre parole".
    Ora, se tu vuoi credere diversamente, liberissimo: solo che la tua è una scelta di pura fede, perché l'evidenza di cui parli non c'è. Se ci fosse, gli ebrei e i musulmani si sarebbero già tutti convertiti al cristianesimo e non esisterebbero neppure tutte le altre religioni del mondo.
    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Mah, non direi proprio. Ebrei e musulmani non sono certo atei,
    Era riferito al fatto che tu preferiresti un Gesù uomo come noi.Ma poichè chi crede usa un tramite quantomeno ispirato da Dio, evidentemente non può essere un uomo come noi. Evidentemente mi sono espresso male. Ecco diciamo così un Gesù come lo vedi tu è importante ma a me, suo credente, non basta.
    E' vero, quello che hai detto non è indice di ateismo ma per un cristiano che crede in Gesù anche come un essere superiore il fatto che Gesù sia stato un uomo eccezionale non gli porta niente di più di quanto può portare un socrate, anche lui uomo eccezionale.
    Mi domando che male ci sarebbe se lo fosse (intendo un umano eccezionale, un tramite ispirato da Dio). Perché deve essere per forza un essere soprannaturale? Questo tuo modo di vedere è soggettivo quanto il mio: dipende dalla fede e dalle tradizioni.
    Se un dio dovesse scendere sulla terra e dichiararsi tale in prima o seconda persona, prima di dargli la fede che esige aspetterei di vedere i fatti...perché bellissime parole le sanno dire anche gli umani di alto rango, ma i fatti divini, quelli sono un po' più rari, no? Quelli li fanno soltanto gli dei.
    Last edited by Namas; 12-09-2012, 16:25.

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #212
      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
      ma cono, tutto quello che si trova nella nostra mente non è che astrazione della realtà.
      Supponiamo 10.000 anni fa, un figlio ( non quello della parabola) organizaza per ereditare una congiura per uccidere il padre. Il padre che nera Egiziano, invece di ucciderlo gli dice" Vattene via e non farti più vedere, per me sei morto", non ti sembra che il padre stia dicendo una cosa impropria' però ha anticipato l'idea che anche nella vita non ci sono le morti che fanno continuare a vivere, ma ci sono morti che morti non sono ma servono a rendere l'idea della decisione sacrosanta.
      Non è astrazione, ma realtà! Realmente la nostra natura ferita dal peccato, ci spinge a voler essere autonomi da Dio, Crep. Ad abbandonare la casa del Padre per percorrere le nostre vie, confidando nelle nostre forze e nella nostra intelligenza....
      Il più delle volte, con risultati simili a quelli descritti nella parabola.
      amate i vostri nemici

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66028

        #213
        Originariamente Scritto da Namas Visualizza Messaggio
        E sui passi che ho citato prima, cosa rispondi?
        Cono, che ti devo dire, si vede che le parole per noi due hanno un diverso significato.
        "Chi ha visto me ha visto il Padre" potrebbe anche significare, come credi tu, identica sostanza fra Gesù e Dio Padre, ma anche, in modo molto più sensato per il mio modesto modo di vedere, che Gesù esprime talmente la volontà di Dio da diventare come uno specchio della divinità (ovviamente spirituale, dato che Dio non ha e non può avere un corpo fisico).
        Gesù ribadisce molte volte la sua perfetta comunione con il Padre celeste, ma questo non prova affatto che sia lui stesso un dio. Anzi, quando afferma "le parole che io vi dico, non le dico da me stesso" dimostra una volta di più che non c'è nessuna identità con Dio.
        E' il Padre che parla attraverso lui - quindi Gesù si definisce un tramite.
        Se fosse Dio, pari all'altro che sta nei cieli, non potrebbe affermare che non parla da se stesso, perché ci sarebbe equivalenza fra le sue parole e quelle del Padre. Direbbe "queste sono le mie/ o al massimo le nostre parole".
        Ora, se tu vuoi credere diversamente, liberissimo: solo che la tua è una scelta di pura fede, perché l'evidenza di cui parli non c'è. Se ci fosse, gli ebrei e i musulmani si sarebbero già tutti convertiti al cristianesimo e non esisterebbero neppure tutte le altre religioni del mondo.

        Mi domando che male ci sarebbe se lo fosse (intendo un umano eccezionale, un tramite ispirato da Dio). Perché deve essere per forza un essere soprannaturale? Questo tuo modo di vedere è soggettivo quanto il mio: dipende dalla fede e dalle tradizioni.
        Se un dio dovesse scendere sulla terra e dichiararsi tale in prima o seconda persona, prima di dargli la fede che esige aspetterei di vedere i fatti...perché bellissime parole le sanno dire anche gli umani di alto rango, ma i fatti divini, quelli sono un po' più rari, no? Quelli li fanno soltanto gli dei.
        Hai centrato il punto: Si può dire che Cristo è risorto solo per mezzo della fede, Namas.
        Pertanto, le parole, le opere e l'intero evento storico di Gesù, pur essendo limitati in quanto realtà umane, tuttavia, hanno come soggetto la Persona divina del Verbo incarnato, «vero Dio e vero uomo», e perciò portano in sé la definitività e la completezza della rivelazione delle vie salvifiche di Dio, anche se la profondità del mistero divino in se stesso rimane trascendente e inesauribile. La verità su Dio non viene abolita o ridotta perché è detta in linguaggio umano. Essa, invece, resta unica, piena e completa perché chi parla e agisce è il Figlio di Dio incarnato. Per questo è la fede che ci permette di professare che il Verbo fatto carne, in tutto il suo mistero, che va dall'incarnazione alla glorificazione, è la fonte, partecipata, ma reale, e il compimento di ogni rivelazione salvifica di Dio all'umanità, e che lo Spirito Santo, che è lo Spirito di Cristo, insegnerà agli Apostoli, e, tramite essi, all'intera Chiesa di tutti i tempi, questa «Verità tutta intera» (Gv 16,13).
        Molto spesso i farisei dicevano a Gesù: "Come osi perdonare i peccati? Solo Dio può farlo!". Appunto ignorando che Dio stava in faccia a loro....
        amate i vostri nemici

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #214
          Originariamente Scritto da marinocastellan Visualizza Messaggio

          gente simile a quella che ha inventato l'automobile,il trattore,la penicillina,il telefonino ecc.
          :
          ..., il preservativo, la carta igienica a 2 veli, per i più esigenti.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #215
            Originariamente Scritto da Namas Visualizza Messaggio
            E sui passi che ho citato prima, cosa rispondi?
            Cono, che ti devo dire, si vede che le parole per noi due hanno un diverso significato.
            "Chi ha visto me ha visto il Padre" potrebbe anche significare, come credi tu, identica sostanza fra Gesù e Dio Padre, ma anche, in modo molto più sensato per il mio modesto modo di vedere, che Gesù esprime talmente la volontà di Dio da diventare come uno specchio della divinità (ovviamente spirituale, dato che Dio non ha e non può avere un corpo fisico).
            Gesù ribadisce molte volte la sua perfetta comunione con il Padre celeste, ma questo non prova affatto che sia lui stesso un dio. Anzi, quando afferma "le parole che io vi dico, non le dico da me stesso" dimostra una volta di più che non c'è nessuna identità con Dio.
            E' il Padre che parla attraverso lui - quindi Gesù si definisce un tramite.
            Se fosse Dio, pari all'altro che sta nei cieli, non potrebbe affermare che non parla da se stesso, perché ci sarebbe equivalenza fra le sue parole e quelle del Padre. Direbbe "queste sono le mie/ o al massimo le nostre parole".
            Ora, se tu vuoi credere diversamente, liberissimo: solo che la tua è una scelta di pura fede, perché l'evidenza di cui parli non c'è. Se ci fosse, gli ebrei e i musulmani si sarebbero già tutti convertiti al cristianesimo e non esisterebbero neppure tutte le altre religioni del mondo.

            Mi domando che male ci sarebbe se lo fosse (intendo un umano eccezionale, un tramite ispirato da Dio). Perché deve essere per forza un essere soprannaturale? Questo tuo modo di vedere è soggettivo quanto il mio: dipende dalla fede e dalle tradizioni.
            Se un dio dovesse scendere sulla terra e dichiararsi tale in prima o seconda persona, prima di dargli la fede che esige aspetterei di vedere i fatti...perché bellissime parole le sanno dire anche gli umani di alto rango, ma i fatti divini, quelli sono un po' più rari, no? Quelli li fanno soltanto gli dei.
            Si, hai ragione le nostre sono due delle tante strade per arrivare al centro. Secondo me infatti non è tanto la posizione occupata nel percorso, quanto il movimento, centripeto, molto simile ad " Attirerò tutti a me" descitta nei Vangeli.
            Last edited by crepuscolo; 13-09-2012, 17:43.

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #216
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              Non è astrazione, ma realtà! Realmente la nostra natura ferita dal peccato, ci spinge a voler essere autonomi da Dio, Crep. Ad abbandonare la casa del Padre per percorrere le nostre vie, confidando nelle nostre forze e nella nostra intelligenza....
              Il più delle volte, con risultati simili a quelli descritti nella parabola.
              ma stai scherzando o dici quello che pensi di te.
              L'autonomia mal si coniuga con il giornaliero pregare Dio, e questo è quello che io faccio per umiliarmi difronte a Dio nella posizione che usano anche i Musulmani, ranicchiati ed a testa china.

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              • marinocastellan
                Opinionista
                • 29/12/11
                • 1066

                #217
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                ma stai scherzando o dici quello che pensi di te.
                L'autonomia mal si coniuga con il giornaliero pregare Dio, e questo è quello che io faccio per umiliarmi difronte a Dio nella posizione che usano anche i Musulmani, ranicchiati ed a testa china.

                Definizione di preghiera data dallo scienziato dell'anima,Guru Nanak :

                Pregare = fare assoluto silenzio nella mente,eliminando qualunque pensiero e ascoltare
                solo e soltanto la voce di Dio ,che ovviamente è senza parole.

                Conosci qualcuno che sa farlo?

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #218
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  ma stai scherzando o dici quello che pensi di te.
                  L'autonomia mal si coniuga con il giornaliero pregare Dio, e questo è quello che io faccio per umiliarmi difronte a Dio nella posizione che usano anche i Musulmani, ranicchiati ed a testa china.
                  Non fraintendere: Stò parlando in generale. La nostra tentazione più grande è quella di Adamo: Decidere noi cos'è bene e cos'è male. Prendere il posto del Creatore pur essendo soltanto creature.....

                  La realtà del peccato, e più particolarmente del peccato delle origini, si chiarisce soltanto alla luce della rivelazione divina. Senza la conoscenza di Dio che essa ci dà, non si può riconoscere chiaramente il peccato, e si è tentati di spiegarlo semplicemente come un difetto di crescita, come una debolezza psicologica, un errore, come l'inevitabile conseguenza di una struttura sociale inadeguata, ecc. Soltanto conoscendo il disegno di Dio sull'uomo, si capisce che il peccato è un abuso di quella libertà che Dio dona alle persone create perché possano amare lui e amarsi reciprocamente.

                  Il peccato originale - una verità essenziale della fede

                  388 Col progresso della Rivelazione viene chiarita anche la realtà del peccato. Sebbene il popolo di Dio dell'Antico Testamento abbia in qualche modo conosciuto la condizione umana alla luce della storia della caduta narrata dalla Genesi, non era però in grado di comprendere il significato ultimo di tale storia, che si manifesta appieno soltanto alla luce della morte e della risurrezione di Gesù Cristo. 505 Bisogna conoscere Cristo come sorgente della grazia per conoscere Adamo come sorgente del peccato.
                  amate i vostri nemici

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #219
                    Sono d'accordo che in fatto di peccato, o deviazione con retromarcia dal centro, non si capisca molto; alcuni crederebbero di andare avanti invece andrebbero indietro e viceversa con tutte le sfumature che la chiesa è riscita a dipingere, tipo : se non zuppa è pan bagnato. Prima dell'avvento di Gesù nessuno sapeva niente ora tutti sanno tutto di tutto. Il rischio e di fare un gran botto come la rana che credeva di essere un bue.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #220
                      L'incarnazione del Verbo ha portato una luce nuova su tutte quante le Antiche Scritture, Crep. E' la chiave di lettura di tutto e, come detto sopra, Lui stesso ha affermato che lo Spirito Santo guiderà la Chiesa "alla Verità tutta intera"! Per gradi...a piccoli passi....ma la Sua promessa quella è e quella rimane.
                      amate i vostri nemici

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #221
                        Originariamente Scritto da marinocastellan Visualizza Messaggio

                        Definizione di preghiera data dallo scienziato dell'anima,Guru Nanak :

                        Pregare = fare assoluto silenzio nella mente,eliminando qualunque pensiero e ascoltare
                        solo e soltanto la voce di Dio ,che ovviamente è senza parole.

                        Conosci qualcuno che sa farlo?

                        ..e per ultimo ci metterei trovare le mie risposte, poiché senza risposte tutto ciò che viene prima non serve a niente. Detto in gergo: è come una scopata senza venire.

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #222
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Non fraintendere: Stò parlando in generale. La nostra tentazione più grande è quella di Adamo: Decidere noi cos'è bene e cos'è male. Prendere il posto del Creatore pur essendo soltanto creature.....
                          ma cono caro, sarai tu che decide cos'è bene e cos'è male; se non ti dispiace, io cerco di capire che cosa è bene e che cosa è male. Se sei tu che decidi che cosa è bene e che cosa è male....allora vatte a confessà.

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                          • Namas
                            Opinionista
                            • 15/04/12
                            • 385

                            #223
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Hai centrato il punto: Si può dire che Cristo è risorto solo per mezzo della fede, Namas.
                            Ahi che ritorniamo al solito disco rotto. Tu ti attacchi a questa benedetta fede, ma chi non ce l'ha non si capisce bene dove si dovrebbe appendere.
                            Se non ci possiamo basare sulle parole delle sacre scritture, che dovrebbero essere la fonte della nostra religione (dico nostra nel senso della tradizione), su che cosa, allora?
                            Esiste una logica, nella nostra mente, che ci deriva dal creatore. Se fosse errata, non avremmo raggiunto il livello di progresso scientifico e tecnologico di cui disponiamo e di cui godono anche i rappresentanti del clero. Perciò non posso accettare che la fede salti fuori come un miracolo, senza passare anche dalla ragione.
                            Fra l'altro, lo stesso Cristo dei Vangeli raccontava parabole per convincere razionalmente i suoi ascoltatori...Certo oggi un Messia non userebbe le stesse metafore e allegorie, ma allora il suo scopo era raggiungere la comprensione di gente umile e analfabeta. Non si appellava soltanto alla fede, perché sapeva che essa per sorgere ha bisogno di parole, di significato, di senso.
                            Adesso invece sembra che ai cattolici non interessi più niente.
                            Dal momento in cui la Chiesa ha deciso cosa vogliono dire la Bibbia e i Vangeli, sono finite tutte le dispute su questioni dottrinali, roba che un tempo i cristiani si scannavano, altro che dibattiti mediatici, e spesso concludevano in piazza con un allegro falò. Non dico che fosse il caso di continuare in quel modo, per carità, fortunatamente è finita, ma l'indifferenza di oggi è deprimente, mi sa di cimitero.
                            Originariamente Scritto da marinocastellan Visualizza Messaggio

                            Definizione di preghiera data dallo scienziato dell'anima,Guru Nanak :

                            Pregare = fare assoluto silenzio nella mente,eliminando qualunque pensiero e ascoltare
                            solo e soltanto la voce di Dio ,che ovviamente è senza parole.

                            Conosci qualcuno che sa farlo?

                            Direi di sì. Conosco una persona che lo fa da molto tempo e me ne ha parlato. Non è cattolica, però.
                            Un'esperienza che è molto difficile descrivere a chi non l'ha mai provata. E' come se quella voce che si fa largo nel silenzio o nel rumore dell'ambiente comunicasse direttamente al tuo cervello, ma tu capisci che non proviene dall'interno, che non sono fantasie o pensieri tuoi sublimati.
                            D'altra parte non hai neppure bisogno di formulare parole o frasi per rispondere, perché quella "forza" legge nella tua mente, sa quello che vuoi prima ancora che tu provi a saperlo.
                            La cosa più interessante è che questa forza (Dio) non è mai ostile verso nessuno, non esprime giudizi negativi o terrorizzanti; lascia che sia tu a capire cosa è giusto o sbagliato nelle tue azioni, e se hai sbagliato lo senti chiaramente, con dolore ma anche con un grande sollievo.
                            E' una presenza che comunica gioia, fiducia e, per quello che mi è stato detto, non incita mai ad odiare, a biasimare qualcuno né a vendicarsi.
                            Potrei descriverla come una consapevolezza profonda di se stessi e del mondo. Uno stato di non solitudine, qualcosa di veramente speciale. E non occorre trovarsi in un luogo definito, va bene anche una strada affollata, anche se il raccoglimento aiuta.

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #224
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              ma cono caro, sarai tu che decide cos'è bene e cos'è male; se non ti dispiace, io cerco di capire che cosa è bene e che cosa è male. Se sei tu che decidi che cosa è bene e che cosa è male....allora vatte a confessà.
                              E' la Parola che Dio ci rivela ad orientarci, Crepuscolo.

                              Dal Vangelo secondo Marco

                              In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
                              E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
                              amate i vostri nemici

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66028

                                #225
                                Originariamente Scritto da Namas Visualizza Messaggio
                                Ahi che ritorniamo al solito disco rotto. Tu ti attacchi a questa benedetta fede, ma chi non ce l'ha non si capisce bene dove si dovrebbe appendere.
                                Se non ci possiamo basare sulle parole delle sacre scritture, che dovrebbero essere la fonte della nostra religione (dico nostra nel senso della tradizione), su che cosa, allora?
                                Esiste una logica, nella nostra mente, che ci deriva dal creatore. Se fosse errata, non avremmo raggiunto il livello di progresso scientifico e tecnologico di cui disponiamo e di cui godono anche i rappresentanti del clero. Perciò non posso accettare che la fede salti fuori come un miracolo, senza passare anche dalla ragione.
                                Fra l'altro, lo stesso Cristo dei Vangeli raccontava parabole per convincere razionalmente i suoi ascoltatori...Certo oggi un Messia non userebbe le stesse metafore e allegorie, ma allora il suo scopo era raggiungere la comprensione di gente umile e analfabeta. Non si appellava soltanto alla fede, perché sapeva che essa per sorgere ha bisogno di parole, di significato, di senso.
                                Adesso invece sembra che ai cattolici non interessi più niente.
                                Dal momento in cui la Chiesa ha deciso cosa vogliono dire la Bibbia e i Vangeli, sono finite tutte le dispute su questioni dottrinali, roba che un tempo i cristiani si scannavano, altro che dibattiti mediatici, e spesso concludevano in piazza con un allegro falò. Non dico che fosse il caso di continuare in quel modo, per carità, fortunatamente è finita, ma l'indifferenza di oggi è deprimente, mi sa di cimitero.

                                Direi di sì. Conosco una persona che lo fa da molto tempo e me ne ha parlato. Non è cattolica, però.
                                Un'esperienza che è molto difficile descrivere a chi non l'ha mai provata. E' come se quella voce che si fa largo nel silenzio o nel rumore dell'ambiente comunicasse direttamente al tuo cervello, ma tu capisci che non proviene dall'interno, che non sono fantasie o pensieri tuoi sublimati.
                                D'altra parte non hai neppure bisogno di formulare parole o frasi per rispondere, perché quella "forza" legge nella tua mente, sa quello che vuoi prima ancora che tu provi a saperlo.
                                La cosa più interessante è che questa forza (Dio) non è mai ostile verso nessuno, non esprime giudizi negativi o terrorizzanti; lascia che sia tu a capire cosa è giusto o sbagliato nelle tue azioni, e se hai sbagliato lo senti chiaramente, con dolore ma anche con un grande sollievo.
                                E' una presenza che comunica gioia, fiducia e, per quello che mi è stato detto, non incita mai ad odiare, a biasimare qualcuno né a vendicarsi.
                                Potrei descriverla come una consapevolezza profonda di se stessi e del mondo. Uno stato di non solitudine, qualcosa di veramente speciale. E non occorre trovarsi in un luogo definito, va bene anche una strada affollata, anche se il raccoglimento aiuta.
                                Namas, esiste indubbiamente una ragionevolezza della fede, ci mancherebbe! Anche un ateo incallito trasale e si pone domande davanti a un cielo stellato o a un tramonto autunnale, per dire. Ma credere che un uomo (che era anche Dio) sia risorto dai morti a vantaggio di tutti noi....beh, presuppone assolutamente il dono della fede!
                                amate i vostri nemici

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