Gesù

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #46
    Vabbè, ma io da un assunto debbo partire e nel nostro contesto, in prima approssimazione, mi sembra che sia ragionevole partire dalla figura di gesù come licenziata dal sant'uffizio, anche perchè, se viene a dubbio un solo particolare, saltano tutti i credi ufficiali in merito e anche i credenti mi diventano miscredenti.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #47
      E' attraverso dissidenti, o miscredenti come li chiami tu che la religione è avanzata. Se vuoi ancora adorare i sassi come in Australia si può fare ma oggi ci interessano i sassi come meteoriti

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #48
        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
        Vabbè, ma io da un assunto debbo partire e nel nostro contesto, in prima approssimazione, mi sembra che sia ragionevole partire dalla figura di gesù come licenziata dal sant'uffizio, anche perchè, se viene a dubbio un solo particolare, saltano tutti i credi ufficiali in merito e anche i credenti mi diventano miscredenti.
        Guarda che è proprio attraverso i dissidenti o come li chiami tu i miscredenti che la religione avanza in qualità e concretezza. Anche i monoliti più pesanti soccombono o si adeguano alla modernità del pensiero umano. La figura di Gesù licenziata dal sant'Uffizio e solo teorica e di una teoria che difficilmente può mettersi in pratica se non nell'insalatiera del "tutto è amore" che assorbe ogni residuo. Ma per me non è così, l'amore è una forza difficile da possedere perchè prescinde di essere al posto di Dio e chi lo dice è senz'altro un tipo presuntuoso perchè sa benissimo che non è così. Il tutto è amore è solo una supposizione che sia così.
        Cerchiamo almeno di essere sinceri con noi stessi ed anche con gli scritti. Solo un Dio buono può essere amore, e volendo possiamo trovare piccole orme su ciò che gli uomini hanno sperimentato di questo sentimento, ma il piede che l'ha prodotta rimane alquanto misterioso.
        se tu chiedi a qualsiasi credente: dimmi che cosa ha fatto Dio per te fisicamente, anzi palpabilmente, e non solo a livello di idee o sentimenti che potrebbero essere fuorvianti se, come dici giustamente tu, non corrisponde il riscontro tangibile.
        Nel vangelo non bastava la tomba vuota ma gli apostoli dovevano sperimentare fisicamente il risorto. Se è successo, come si dice, chi avrebbe potuto tirarsi indietro difronte a tale fantastica evidenza?
        Last edited by crepuscolo; 24-08-2012, 19:14.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #49
          Se togli certe fondamenta rimane solo un'aleatoria convinzione propria di qualcosa di proprio.
          L'insieme molto più realistico della versione ufficiale, ma è difficile costruirci sopra una religione organizzata.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #50
            Il discorso è un pochiono più complicato. La religione cattolica, per semplificare ed è quella che in Italia conosciamo meglio, ha ereditato dal passato qualcosa che per ricordarsela e per impartire delle direttive ha messo per iscritto magari manipolandolo o aggiornandolo ( insomma c'è il messaggio originario che è quello di Gesù ma è mescolato al tutto), poi c'è il rito che è una serie di offici che hanno lo scopo di amalgamare le parti con il tutto; ed anche nei riti c'è qualcosa che assomiglia la messaggio originale.
            Lascio quindi intendere che per potersi impadronire del messaggio primiero occorrono diverse qualità tra le quali senz'altro quella di consultare chi ne sa di più, e questi bisogna leggerli perchè non vanno certo a passeggio per le nostre stade; altra fase è proiettare il tutto nel suo contesto per conoscere i veri significati dei detti e delle parabole di Gesù risultando che ereno diretti a coloro del suo tempo, una fase terminale è quella di estrapolare il tutto a me che vivo oggi e qui verificando quanto vera e quanto forte è quello che c'è scritto, e questo sicuramente è il sistema migliore per interiorizzare il messaggio. Altre estrapolazioni o frasi generiche come, amore, misericordia, sacrificio, ecc, vanno secondo me prese con le pinze dato che possono facilmente peccare di genericità ed ognuno che ascolta la pensa come gli è attitudine pensare, ossia come vuole, poi c'è il madornale errore di trasportare tutto alla lettere, oppure di citare solo i detti che fanno comodo. Come vedi Il gatto anche nell'ortodossia c'è gran confusione, tanto che ci si sente obbligati di imporre dogmi che nulla hanno a che vedere con il messaggio di Gesù, ma sono elucubrazioni mentali della teologia seguente.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #51
              Ma ci vuole un perchè proprio per fare ciò?
              Non ti metti a studiare fisica atomica per rispondere a delle curiosità del tempo libero e se c'è del vero in questa storia serve per i morti, non da soluzioni per i vivi e per il momento lo status è di vivi e i problemi urgenti, dove, o rispondi adeguatamente, o fai una una finaccia, si susseguono.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #52
                Scusa, se io mi metto a studiare fisica per sapere come è fatto l'universo e gli atomi, o le forze che sono le leggi universali che governano il mondo è nobile; se poi certe forze o particelle sono indeterminabili non per questo smetto di studiarla, anzi rifletto sul significato di tempo.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #53
                  Se ti ci metti, cosa che mediamente succede se ci sono motivazioni più forti del risolvere quesiti del tempo libero.
                  Se non sei coinvolto in quelle carriere ti basta e avanza la divulgazione e se vedi il sibolo della radioattività sai che non è posto per te e non cerchi di aprire i contenitori

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                  • evalorn
                    Opinionista
                    • 28/01/06
                    • 852

                    #54
                    Io penso che ambedue ambiscano ad "essere"; cioè trovarsi o ritrovarsi in uno stato di grazia.
                    Vedo che Marino non mi ha risposto...

                    No ma vedi per esser simili son simili, solo che bisogna capir bene il perché... nessun maestro zen che si rispetti fa una vera e propria distinzione tra le varie scuole e correnti di pensiero (per dirla all'occidentale) che lo caratterizzano..
                    Perché se lo zen è vuoto, come si può distinguere tra una scuola che accetta l'illuminazione come fine ultimo ed una che non l'accetta?
                    Ma quest'ultimo concetto non è così facile da assimilare,e dopo aver letto molto ci si può ritrovare al punto di partenza.
                    Quel che dici può essere, da un certo punto di vista, assolutamente vero... a dirla tutta io simpatizzo per la disciplina Sotozen proprio per questo. Se il fine della meditazione diviene la meditazione stessa, la grazia , per quanto transitoria, o addirittura illusoria, diviene raggiungibile... Se invece ci si impone obiettivi metafisici (come l'illuminazione, lo stato di grazia e d'annullamento assoluto) le cose si complicano...

                    E, a dirla tuta, non sono così ambizioso da voler sperimentare l'illuminazione così come non m'interessa giungere a toccare un qualsiasi 'essere superiore'....
                    "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
                    l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
                    questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #55
                      Ma, in concrete, in che consistono lo stato di grazia e quello di illuminazione?

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                      • evalorn
                        Opinionista
                        • 28/01/06
                        • 852

                        #56
                        Ma, in concrete, in che consistono lo stato di grazia e quello di illuminazione?
                        Spero non lo stessi chiedendo a me perché io proprio non lo so. Ne' m'interessa saperlo...
                        E' come se una persona creativa si chiedesse: ma in concreto l'arte che cos'è?

                        Ti posso consigliare, ammesso che t'interessi, di andarti a leggere qualche testo in cui si parli di nirvana, o meglio ancora di satori, che è un concetto un po' più interessante ...

                        Quanto al meccanismo (e solo a quello) in se', io ho sempre pensato si trattasse di una scarica di endorfine.. anche se per qualche motivo i buddisti non sono d'accordo.
                        "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
                        l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
                        questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

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                        • marinocastellan
                          Opinionista
                          • 29/12/11
                          • 1066

                          #57

                          Un certo giorno Galileo Galilei CAPI' che è la terra che gira attorno al sole e non viceversa.
                          Quello era uno stato di illuminazione: lui era solo contro tutto il mondo.
                          Ed essere soli contro tutto il mondo (umano) vuol dire essere illuminati.

                          Lo "stato di grazia" invece non significa nulla.

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #58
                            Spero non lo stessi chiedendo a me perché io proprio non lo so.
                            Visto che sono cose nominate chiedo cosa siano ed è più interessante, avendo una risposta, cosa sono per chi le nomina, che non per i soliti manuali del tema.

                            Se poi è una condizione di benessere ci sono tanti modi quante sono le persone.

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                            • evalorn
                              Opinionista
                              • 28/01/06
                              • 852

                              #59
                              Visto che sono cose nominate chiedo cosa siano ed è più interessante, avendo una risposta, cosa sono per chi le nomina, che non per i soliti manuali del tema.

                              Se poi è una condizione di benessere ci sono tanti modi quante sono le persone.
                              Se io pretendessi di saper spiegare il Satori in maniera oggettiva sarei un pazzo... Ne' più ne meno di chi sostiene di poter parlare con dio e raccontargli la sua giornata.

                              Inoltre dovresti chiedere a chi sostiene di averle effettivamente provate, certe esperienze.

                              Io mi limito a far meditazione.
                              "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
                              l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
                              questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #60
                                Non devi spiegare sartori, chi vuole se lo leggerà.
                                Semmai spieghi ciò che ti aspetti tu e, nel caso, ciò che ottieni da ciò che fai, meditazione, perchè si fa qualcosa per dei risultati propri mentre lo si fa, o in previsione dell'avverarsi di una aspettativa che è ragionevole ipotizzare prima, altrimenti manca la motivazione per fare ciò che si fa.

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