Il regno di Dio

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #31
    Prima di fantasticare è bene conoscere.
    In precedenza avevo parlato del modo d'intendere il regno di Dio da parte dei sadducei, ora possiamo parlare di come l'intendevano gli zeloti.
    Il movimento clandestino nazionalparticolaristico e socialrivoluzionario degli zeloti ( =zelanti), scaturito dall'ala radicale dei farisei, interpreta il primo comandamento (regalità esclusiva e incondizionata di Dio9 come un compito che impone di lottare con la forza delle armi contro l'empia potenza occupante e di stabilire un nuovo ordine teocratico, l'espressione " regno di Dio" non ricorre certo nelle fonti che parlano degli zeloti, ma la sua idea è presente.
    E' davvero sorprendente che l'espressione formale " regno di Dio" ( malkhut shamaijm, malkuta' djhwh) ricorra nel linguaggio ebraico del tempo di Gesù relativamente di rado e non rappresenti affatto un'espressione guida e un concetto chiave. Nei testi che parlano dell'attesa apocalittica del futuro essa viene usata in senso escatologico. E nella predixcazione del Battista, che annuncia esclusivamente l'imminente giudizio dell'ira, né l'espressione né l'idea trovano posto.

    In modo ben diverso si comporta Gesù. Egli pone decisamente al primo posto ed al centro della sua predicazione il concetto e l'espressione del regno ( escatologico) di Dio, espressione ben nota al suo popolo e per esso comprensibile, ma piuttosto negletta e poco tinta di attese apocalittiche e nazionali. A fronte di un suo uso molto scarso in tutta le letteratura del primo giudaismo essa ricorre oltre ottanta volte nei vangeli sinottici e affiora in continuazione e con frequenza in tutti gli strati della tradizione gesuana sinottica, per poi regredire di nuovo quasi completamente nella re4stante letteratura neotestamentaria. Il regno di Dio costituisce il centro e, in fondo, l'unico tema della comparsa di Gesù: egli subordina e pospone ad esso tutto il resto.
    Heinz Schurmann esprime con molta precisione questo fatto quando dice : " Il concetto di "regno di Dio" aveva nell'uso linguistico e religioso del tempo una portata decisamente secondaria . Gesù lo ha fatto un concetto cardine della sua predicazione, ne ha fatto un concetto che la riassume e la unifica".
    Dimportanza decisiva è ora naturalmente vedere come egli parla del regno di Dio. Egli ne parla in un modo che anche l'uditore di quel tempo era costretto a prestargli ascolto. Il tema centrale ed il tema quadro onnideterminante della sua predicazione assume quindi un senso nuovo anche sotto il profilo del contenuto, e ciò sotto vari aspetti. Rileviamone i tratti distintivi decisivi: a) l'annuncio che il regno di Dio si è fatto già adesso vicino ed è già arrivato ( e che non l'attendiamo solo per il futuro o che la sua venuta sia cronologicamente imminente); b) la connotazione del regno incipiente di Dio, dal punto di vista del suo contenuto, come offerta salvifica incondizionata e universale di Dio a tutti gli uomini ( la bontà perdonante e salvante di Dio si rivolge illimitatamente a tutti9; c) il collegamento di questo regno salvifico di Dio , che sta per giungere, con l'azione e con la persona di Gesù ( quale suo agente e rappresentante definitivo). Sotto tutti e tre gli aspetti il messaggio di Gesù si distingue sostanzialmente dalle idee e dalle attese del suo 8 e del nostro) tempo.

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #32
      La speranza del Regno di Dio, è alla fin fine ciò che fà vivere il credente....

      "Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.
      Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.
      Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo!" (1.Corinzi, 15)
      amate i vostri nemici

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #33
        Certo, anche per Gesù il regno di Dio ha una sua dimensione futura: esso è un'entità che deve ancora venire ( Mc 10,15.23-25; Mt 8,11), e noi dobbiamo pregare per la sua venuta ( Lc 11,2 "Venga il tuo regno"). Gesù non ignora illusoriamente la realtà irredenta, conferma il futuro temporale del regno di Dio ( compiuto) e vive e pensa alla luce del futuro di Dio.
        Ma molto più caratteristico è sulle sue labbra l'annuncio del regno di Dio che si è fatto vicino o, meglio, che già è giunto nel presente e sta per irrompere. Il contenuto decisivo e centrale e l'autentico tema del suo messaggio stanno in questa affermazione priva di analogie: "Il regno di Dio è vicino" ( Mc 1,15; Lc 10,9/Mt 10,7). Tale affermazione non va intesa nel senso di una imminenza temporale e di una attesa prossima temporale. la formulazione al passato remoto ( enghiken) indica piuttosto la durata di una cosa già compiuta: Dio stesso si è fatto vicino con la sua attività sovrana e rimane definitivamente vicino. Più chiaro ancora questo diventa nelle affermazioni di Gesù che parlano con precisione dell'inizio già presente e della presenza del regno di Dio: " Se io scaccio i demoni con il dito di Dio, è dunque giunto (éphthsen) a voi il regno di Dio. Le cacciate di demoni e le guarigioni di ammalati fanno parte, per la mentalità ebraica, dell'inizio del tempo salvifico escatologico atteso per il futuro ( Is 35,5s). Tale futuro escatologico penetra già, questa è l'affermazione di Gesù, con la sua azione direttamente nel presente: il regno di Dio ha inizio ora.
        A motivo di questo avvento attuale del regno di Dio ( nell'esperienza di Gesù e mediante la sua azione) l'attesa del futuro compiuto regno di Dio da parte di Gesù è intrinsecamente e coerentemente un'"attesa prossima". Essa è un'attesa prossima profeticamente viva dell'avvento finale improvviso e temporalmente non calcolabile (Lc17,20) della piena signoria di Dio. Tale regno non è però sinonimo di uno sconvolgimento apocalittico-catastrofico di questo mondo, ma al contrario indica il suo ripristino come creazione, cioè come spazio della sovranità e della sollecitudine di Dio ( Mt 5,45). Pertanto Gesù non guarisce malati per prepararli alla loro imminente fine, bensì per guarire la creazione ferita ( = per fare il campo della sovranità di Dio).
        L'affermazione della presenza attuale ( non solo della vicinanza temporale) dello sperato regno di Dio è un'idea inusuale e addirittura inaudita nel giudaismo. "Nessuno dei precedenti messaggeri israelitici di Dio era arrivato all'idea di affermare l'attività anticipata, l'nizio attuale del regno escatologico di Dio, e questo nel modo in cui, come ci viene testimoniato, l'avrebbe fatto Gesù. Gesù di Nazaret è, secondo un'affermazione dello storico ebreo David Flusser, "l'unico ebreo antico a noi noto" ad aver predicato che "il nuovo tempo della salvezza è già cominciato".

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #34
          a mi sono dimenticato:
          Ma tu cono credi che il regno dei cieli sia già qui o è da venire.
          Ti ho fatto questa domanda per sapere se hai capito quello che ho scritto.

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #35
            Ahahahahahaha sono ormai settimane che lo stò ripetendo, carissimo
            Il Regno di Dio è stato seminato sulla Terra da Gesù Cristo: Stà crescendo e maturando, ma ne raccoglieremo i frutti copiosi nella pienezza dell'Eternità!
            amate i vostri nemici

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #36
              No, cono, eppure Gesù l'ha spiegato bene: il seminatore è Dio, Gesù è il seme, e noi siamo la terra.
              Noi non dobbiamo raccogliere i frutti, quelli li raccolgono gli Angeli al momento giusto, che, per il grano, è la mietitura; noi siamo solo terra; ma la terra, quando c'è il seme, che è Gesù, da nutrimento al seme stesso che muore proprio per portare frutto; il tempo ce lo mette Dio, e la parola, o verbo o logos la dice il seme è dirà pure se è cresciuto bene o è se è rinsecchito, cioè se la parola di Gesù non ha avuto seguito, cioè non ha portato il frutto sperato.
              Last edited by crepuscolo; 15-11-2012, 15:21.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #37
                Mi sà che stiamo dicendo le stesse cose in modo diverso....
                Secondo me conviene sempre appoggiarci alla Scrittura e alle parole del Cristo, che dici?

                "Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami". (Matteo 13)
                amate i vostri nemici

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #38
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Mi sà che stiamo dicendo le stesse cose in modo diverso....
                  (Matteo 13)
                  Spiegami tu qual'è questa cosa in comune?
                  Io non ti capisco, tu dici che Gesù è il seminatore ed io ti correggo dicendo che Gesù ha detto che è Dio il seminatore, tu, poi bellamente, te ne vieni dicendo che stiamo dicendo la stessa cosa......,...per me la tua cosa è assai ignota, c'è qualcosa che non mi convince.
                  Tu cosa dici?

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #39
                    Ma no...una volta capito che quaggiù siamo solo di passaggio, tutto appare chiaro, amico Crep.
                    Ciao, buonanotte
                    amate i vostri nemici

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #40
                      ...e sogni d'oro.
                      ..o celesti?!
                      Dio o mammona?

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                      • acid75
                        Opinionista
                        • 16/01/07
                        • 1603

                        #41
                        ...

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #42
                          ..

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #43
                            Quello che non mi convince è questo: anticamente i nostri progenitori si erano accorti che la natura può mostrarsi come bene e come male, avevano personalizzato queste sensazioni o coivolgimenti, non conoscendo la natura come la conosciamo noi oggi, con divinità buone e cattive cercando di rendere vane le forze malefiche imprigionandole in statuette raffiguranti il malefico di turno ed ogni volta che ci passavano davanti lo maledivano, invece i buoni effetti erano materializzati in belle statuine, i "lari" che accoglievano anche il progenitore per eccellenza, l"antico dei giorni" che venne poi con il tempo divinizzato essendo ormai diventata mitica l'immagine del progenitore, di solito il fondatore della stirpe, ricorrendo alla memoria,che divenne storia, come espresse bene Omero con il suo " cantami o diva..." poiché allora esisteva esclusivamente la tradizione orale e cantata o rimata per meglio ricordarsela.
                            Ebbene, dopo questo periodo di formazione del "genere umano", da non confondere col "genere selvaggio", si cominciarono a creare le prime comunità numerose dove ognuno aveva i suoi lari o defunti/divinizzati ed niziarono le controversie o cagnare: è meglio il mio, no il mio è più potente, il mio porta fortuna, e via dicendo e via capendolo perché non siamo poi cambiati di molto, e qualche furbetto riusci a convincere i cittadini che era meglio avere un luogo comune....e da quel giorno i lari divennero uno e divino per eccellenza.
                            Ci volle Gesù per togliere i ladroni dal tempio che per millenni avevano fatto affari d'oro.
                            la finisco un altro momento perchè mi è venuta fame......
                            Last edited by crepuscolo; 09-12-2012, 19:57.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #44
                              ....sono mesi che mangio...ormai ho anche digerito, ma di voi neanche una notizia...vi è piaciuto o no il pranzetto?????

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