alla fine è dovuto intervenire dio a dirgli che la guerra era finita, come per il giapponese che trovato su un'isola 30 anni dopo la fine della guerra gli hanno dovuto portare l'ordine dell'imperatore per calmarlo.
La fine di tutte le discussioni?
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Marino ma....ma....ottimo, che sorpresa!!!Originariamente Scritto da marinocastellan Visualizza Messaggio
La storia di Abramo è razionale e ha un senso ma è stata volutamente esagerata per far capire meglio ciò che significa:
fare la volontà di Dio.
Nella fattispecie,Abramo ha fatto la volontà di Dio ma Isacco non è morto ! !

Abramo è l'uomo della fede, infatti: Il prototipo di colui che crede, oltre ogni prova
E lo stesso Isacco è figura di Gesù Cristo. Che passa dalla morte alla vita....
ARTICOLO 1
IO CREDO
I. L'obbedienza della fede
144 Obbedire (« ob-audire ») nella fede è sottomettersi liberamente alla parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la verità stessa. Il modello di questa obbedienza propostoci dalla Sacra Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta.
Abramo – « padre di tutti i credenti »
145 La lettera agli Ebrei, nel solenne elogio della fede degli antenati, insiste particolarmente sulla fede di Abramo: « Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava » (Eb 11,8). 172 Per fede soggiornò come straniero e pellegrino nella Terra promessa. 173 Per fede Sara ricevette la possibilità di concepire il figlio della Promessa. Per fede, infine, Abramo offrì in sacrificio il suo unico figlio. 174
146 Abramo realizza così la definizione della fede data dalla lettera agli Ebrei: « La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono » (Eb 11,1). « Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia » (Rm 4,3). 175 « Forte in [questa] fede » (Rm 4,20), Abramo è diventato « padre di tutti quelli che credono » (Rm 4,11.18). 176
147 Di questa fede, l'Antico Testamento è ricco di testimonianze. La lettera agli Ebrei fa l'elogio della fede esemplare degli antichi che « ricevettero » per essa « una buona testimonianza » (Eb 11,2.39). Tuttavia « Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi »: la grazia di credere nel suo Figlio Gesù, « autore e perfezionatore della fede » (Eb 11,40; 12,2).http://www.vatican.va/archive/catech...1s1c3a1_it.htmamate i vostri nemici
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Qui a dir la verità era il contrario, i popoli vicini stavano ancora combattendo. Per quello che ho potuto capire Abramo rappresenta un capostipite mitico, difficile dire se fosse un uomo reale o una corrente di pensiero.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
alla fine è dovuto intervenire dio a dirgli che la guerra era finita, come per il giapponese che trovato su un'isola 30 anni dopo la fine della guerra gli hanno dovuto portare l'ordine dell'imperatore per calmarlo.
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Insomma per te Gesù Cristo è una specie di pomodoro, sta dappertuttoOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioMarino ma....ma....ottimo, che sorpresa!!!
Abramo è l'uomo della fede, infatti: Il prototipo di colui che crede, oltre ogni prova
E lo stesso Isacco è figura di Gesù Cristo. Che passa dalla morte alla vita....
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Non è la prima volta che per farsi dare retta si dice che lo ha detto dio con un po di scenografia al contorno e l'opposizione si seda.Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioQui a dir la verità era il contrario, i popoli vicini stavano ancora combattendo. Per quello che ho potuto capire Abramo rappresenta un capostipite mitico, difficile dire se fosse un uomo reale o una corrente di pensiero.
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Basta ascoltare qualche invasato che di solito si rifugia in chiesa per essere ascoltato di diritto.
Frasi come : lo dice Dio, dio è con te, anzi con me
, se ne sentono a iosa; se poi chiedi: come è fatto Dio o come parla o come si mostra, buio fitto; di solito, per iniziare ci sono le frasi già fatte.
Secondo me non è possibile estrapolare senza conoscere gli usi ed i costumi in cui certe frasi sono state pronunciate. Io credo in Dio ed anche in Gesù, per questo su certe cose sono molto scettico, anzi a volte mi fanno sorridere; sovente poi si nasconde l'ignoranza dietro la parola fede; ma per me la fede è qualcosa di più di quello che a prima vista sembrerebbe, è una specie di conquista personale che costa anche sacrificio e soprattutto coerenza.
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La quale riveste un'accezione positiva, Okno.Originariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioNon a caso vi definite le pecore del signore.
Ed anche il Signore usa molte volte la metafora della pecora perduta....
amate i vostri nemici
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Tutte le Antiche Scritture lo attendevano, Crep....Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioInsomma per te Gesù Cristo è una specie di pomodoro, sta dappertutto
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"Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui." (luca 24)amate i vostri nemici
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Io non metto in dubbio che una pecora non si offenda ad essere definita tale, metaforicamente parlando.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioLa quale riveste un'accezione positiva, Okno.
Ed anche il Signore usa molte volte la metafora della pecora perduta....
Sto solo dicendo che la spiritualità che mi fa sentire parte di un gregge non mi attira, io non sono una pecora."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
-=1313=-
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Infatti la similitudine della pecora andava bene ai tempi dei pastori, oggi potrebbe essere un operaio od un impiegato se il padrone risultasse illuminato. A parte questa parentesi, secondo me Gesù insegna, in crescendo, come si avvia in un certo mondo che lui chiamava "regno dei cieli" perché così si pensava. Oggi si può benissimo dire " un posto preparato da Dio". Riflettendo ancora, trovo che il metodo di Gesù, se applicato dove è possibile, possa portare in maniera analitica al "tutto" come per certe religioni orientali, dove, a me sembra, vi si arrivi in maniera sintetica. In sostanza se abbiamo il coraggio e la forza di camminare come suggerito riusciamo, con Gesù, volta per volta ad intravvedere un regno staccato dalla quotidianità del mondo e, mano a mano che si procede, ci troviamo ugualmente immersi nel tutto ( in Dio) così da avere attraverso l'analisi ( volta per volta e volta dopo volta) la sensazione di esserci per un attimo; gli antichi la chiamavano sineddoche, cioè una parte per il tutto. Con Gesù si agisce, con le religioni orientali, a me sembra, che l'agire sia il non agire, ma entrambe porterebbero a Dio. I cammini o le strade sono diverse, ma l'arrivo mi sembra ugualmente condiviso.Last edited by crepuscolo; 19-04-2013, 18:14.
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Eppure giusto ieri Francesco ha sottolineato, ordinando 10 nuovi sacerdoti, "siate pastori, non funzionari".Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioInfatti la similitudine della pecora andava bene ai tempi dei pastori, oggi potrebbe essere un operaio od un impiegato se il padrone risultasse illuminato."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
-=1313=-
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Il Pastore, infatti, ha un profondo amore per le sue pecore: Le conosce per nome....una per una...
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». (Giovanni 10)amate i vostri nemici
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Più che le scritture lo attendevano gli scrittoriOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioTutte le Antiche Scritture lo attendevano, Crep....
"Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui." (luca 24)
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