Elogio del catechismo

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #91
    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
    Valutando in proprio ogni propria decisione in funzione delle condizioni al contorno di quel momento e in generale non ha molto significato valutare ora per un allora che aveva la sua diversa realta' sia oggettiva che soggettiva.
    Si, invece per me ha importanza; in sostanza, ogni momento della nostra vita, se vogliamo, ma io direi volenti o nolenti abbiamo sempre a che fare con l'uomo nuovo che si sovrappone continuamente all'uomo vecchio, quello che eri prima, e, supposto che il tempo maturi e non faccia imputridire il soggetto, sia spiritualmente che materialmente ne troverà certo vantaggi.
    Quanto abbiamo faticato per trasformare il nostro io bambino, assai egoista ed ignorante, in un uomo sano ed adulto? Io credo abbastanza.
    In sostanza, per me, la nostra vita è stato, è e sarà un continuo introitare dall'esterno, sia essa la natura che il nostro prossimo, cominciando dai genitori che sono stati il nostro primo contatto. Io non credo che l'isolamento nei propri pensieri e sentimenti possa portare alla conoscenza profonda di noi stessi; ovviamente c'è chi scantona ma secondo me è una illusione; è il confronto che matura e contribuisce ad accrescere la nostra obbiettività, anche verso noi stessi, obbiettivita dietro la quale si nasconde l'oggettività che è il metro migliore per misurare le cose. Evidentemente ci sono anche situazioni in cui uno può ritirarsi, si fa per dire, a vita privata, ma sicuramente quel modo prefigura uno stadio precedente già vissuto intensamente con gli altri.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #92
      Originariamente Scritto da dietrologo
      sono gli strumenti per migliorarmi , vedo i miei difetti negli altri e me li correggo , ringrazio i difetti altrui ( anche peccati) che in altro modo non potrei vedere i miei
      Si, specialmente se sei un tipo riflessivo ed autoironico, oppure ti fanno talmente ridere che pensi a te....come io sono fatto così male? Scherzo caro dietrologo. Comunque io non li definirei strumenti, casomai esseri, tutti siamo esseri, chi in un modo e chi in un altro, fagli fare un salto di qualità! Mi sbaglierò ma strumenti mi fa venire in mente le macchine, fatte apposta per....
      Last edited by crepuscolo; 31-01-2014, 18:35.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #93
        invece per me ha importanza
        Certo un andamento diffuso non impedisce delle singolarita' che appunto producono colpe retroattive.

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #94
          Originariamente Scritto da dietrologo
          sapevo che mi avresti frainteso
          Perchè? Dai non fare quella faccetta da impunito
          Forse perché peso troppo le parole, ma per me le parole sono l'espressione, magari anche inconscia, dei nostri pensieri; io credo che sia l'unico modo di comprendere il pensiero altrui quando non c'è contatto fisico, ti riferisci alla parola "strumenti"? Altrimenti il tuo pensiero mi è sembrato carino, cioè s'impara come non comportarsi guardando quant'è ridicolo il difetto altrui, senza per questo condannare ma ponendo attenzione facendo un trasfert, e quello secondo me è un passo già importante, poiché chi giudica senza che il giudizio passi prima dentro di se, non ha niente da imparare e di conseguenza niente da insegnare, sempre che voglia insegnare.
          Last edited by crepuscolo; 31-01-2014, 20:42.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #95
            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
            Certo un andamento diffuso non impedisce delle singolarita' che appunto producono colpe retroattive.
            ...e soprattutto errori ripetitivi.

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            • Shangrilla
              Opinionista
              • 23/01/14
              • 107

              #96
              Cos'è' il paradiso

              Il paradiso e' il ritorno alla casa del Padre dopo un viaggio, a volte breve a volte Lungo, in una terra che produce solo triboli e spine. Nella casa del Padre vi sono molte dimore preparate da Nostro Signore per tutti coloro che lo amano e onorano il suo nome. Dimorare nella casa del Padre significa rientrare in possesso dei beni perduti a causa del peccato originale , quel peccato che certe " menti illuminate" hanno abolito con decreto filosofico. Garanzia di questo al di la' e' il racconto evangelico della Trasfigurazione, sono le parole che Gesù' in croce dice al buon ladrone "oggi sarai con me in paradiso", sono le parole di S. Paolo che scrisse "quelle cose che occhio non vide, ne' orecchio udì' , ne' mai entrarono in cuore d'uomo, quelle cose Dio ha preparato per coloro che lo amano. Io sono affascinata, incantata, conquistata da questo regno promesso e faccio mie le parole di Pascal "niente mi è' troppo difficile per l'eternità.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24587

                #97
                Originariamente Scritto da Shangrilla Visualizza Messaggio
                Garanzia di questo al di la'...
                ma voi catechisti studiate la grammatica sullo stesso manuale? anche l'amico Cono scrive "al di là", mentre il nome sarebbe "Aldilà";

                a parte questi dettagli, quando scrivi:
                Dimorare nella casa del Padre significa rientrare in possesso dei beni perduti a causa del peccato originale, quel peccato che certe " menti illuminate" hanno abolito con decreto filosofico;

                cosa distinguerebbe oggettivamente l'idea che esista un "peccato originale" dalla sua negazione a parte, ovviamente, la tua personale opinione che la Dottrina dica il vero ?
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Shangrilla
                  Opinionista
                  • 23/01/14
                  • 107

                  #98
                  Paradiso

                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  ma voi catechisti studiate la grammatica sullo stesso manuale? anche l'amico Cono scrive "al di là", mentre il nome sarebbe "Aldilà";

                  a parte questi dettagli, quando scrivi:
                  Dimorare nella casa del Padre significa rientrare in possesso dei beni perduti a causa del peccato originale, quel peccato che certe " menti illuminate" hanno abolito con decreto filosofico;

                  cosa distinguerebbe oggettivamente l'idea che esista un "peccato originale" dalla sua negazione a parte, ovviamente, la tua personale opinione che la Dottrina dica il vero ?
                  Non sono una catechista. I dettagli cui ti riferisci sono di nessun conto. Il peccato originale e' un dogma e tutto ciò' che puzza di dogma va negato. Questo per soccorrere le menti deboli perché' non si lascino infinocchiare. Ciao.

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24587

                    #99
                    Originariamente Scritto da Shangrilla Visualizza Messaggio
                    Il peccato originale e' un dogma e tutto ciò' che puzza di dogma va negato. Questo per soccorrere le menti deboli perché' non si lascino infinocchiare. Ciao.
                    non ho davvero capito:
                    prima sembri lamentarti perché filosofi che definisci sarcasticamente "menti illuminate" avrebbero abolito il "peccato originale";

                    ora, non capisco se "Il peccato originale e' un dogma e tutto ciò' che puzza di dogma va negato" lo attribuisci a qualcuno, oppure è una tua opinione, il che suonerebbe strano da chi dice di apprezzare il Catechismo.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • Shangrilla
                      Opinionista
                      • 23/01/14
                      • 107

                      #100
                      Ho letto da qualche parte che il feto vive felice nel grembo materno. Se si potesse interrogarlo e chiedergli se non vede l'ora di nascere risponderebbe che sta bene dov'è' e ci vuole stare per sempre. A niente servirebbe dirgli che nascendo vedrebbe il sole le stelle gli alberi i fiori gli animali che mangerebbe cioccolato e altre cose buone, che andrebbe in bicicletta e poi in auto...perché' sa niente di tutto ciò' è non riesce a immaginario neppure lontanamente. Così' noi nei confronti del paradiso. A nient serve sapere che l'al di la' sarà' straordinario e inimmaginabile. Come il feto non conosce altro che il suo sacco amniotico, così' noi non conosciamo ( o non vogliamo conoscere) altro che la nostra bella e tragica realtà' terrena. Riconosco che è' difficile riflettere su ciò' che L.Borges ha definito "una usanza che tutti prima o poi dobbiamo rispettare". Eppure dovremmo sapere (o perlomeno capire) che l'agonia della morte non è' che il travaglio di un parto imminente. Ma chi ha voglia di pensarci? In un film al limite del blasfemo, Pasolini fa dire al buon ladrone, in risposta a Gesù' che gli promette "oggi sarai con me in paradiso" "ma io mi starebbe tanto bene su questa terra".
                      Last edited by Shangrilla; 02-02-2014, 11:22.

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                      • Shangrilla
                        Opinionista
                        • 23/01/14
                        • 107

                        #101
                        Ti è' sfuggito che ho parlato n senso ironico

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24587

                          #102
                          Originariamente Scritto da Shangrilla Visualizza Messaggio
                          Ti è' sfuggito che ho parlato n senso ironico
                          no, appunto, avevo capito, ma l'esposizione non era chiara;

                          però, così "te la suoni e te a canti", perché argomenti in luogo del presunto interlocutore;

                          la filosofia non ha questionato il peccato originale in quanto dogma, perché per un filosofo i dogmi di fede sono per definizione indiscutibili: ci credi, oppure no;

                          il problemone nasce invece da una questione di coerenza logica nello stesso ambito del dogma, come per un teorema in cui figuri un'equazione palesemente sbagliata, anche accettandone i postulati:

                          se Dio è Creatore di Tutto - e quando dico tutto vuol dire proprio tutto, ivi inclusi i sentimenti e il libero arbitrio che con quelli è in relazione - Onnipotente - ossia, può tutto al di sopra di tutto e tutti - e Onnisciente - ossia, gli è noto tutto dall'inizio alla fine dei tempi, ivi incluso qualsiasi pensiero o azione in potenza o in atto, evidentemente Egli è anche artefice dello stesso peccato originale e del Male stesso, poiché questo è parte della Creazione;

                          se invece asserisci che il peccato e il Male non originano da Dio, né direttamente, né indirettamente, allora implichi necessariamente che nel Creato vi sia qualcosa di estraneo - pre-esistente ? - e che Dio non sia Creatore di ogni cosa, Onnipotente e Onnisciente;

                          guarda che da questa alternativa non si scappa, eh ! tertium non datur

                          insomma, il frutto proibito e il serpentello qualcuno li deve aver messi lì, e le risposte della Dottrina sono sempre elusive sulla questione, per il motivo semplicissimo che la nozione del Creatore e della Creazione, e quella del peccato e del Male sono nate in ere diverse, e non pensate per definire un sistema coerente.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • Shangrilla
                            Opinionista
                            • 23/01/14
                            • 107

                            #103
                            A axeugene

                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            no, appunto, avevo capito, ma l'esposizione non era chiara;

                            però, così "te la suoni e te a canti", perché argomenti in luogo del presunto interlocutore;

                            la filosofia non ha questionato il peccato originale in quanto dogma, perché per un filosofo i dogmi di fede sono per definizione indiscutibili: ci credi, oppure no;

                            il problemone nasce invece da una questione di coerenza logica nello stesso ambito del dogma, come per un teorema in cui figuri un'equazione palesemente sbagliata, anche accettandone i postulati:

                            se Dio è Creatore di Tutto - e quando dico tutto vuol dire proprio tutto, ivi inclusi i sentimenti e il libero arbitrio che con quelli è in relazione - Onnipotente - ossia, può tutto al di sopra di tutto e tutti - e Onnisciente - ossia, gli è noto tutto dall'inizio alla fine dei tempi, ivi incluso qualsiasi pensiero o azione in potenza o in atto, evidentemente Egli è anche artefice dello stesso peccato originale e del Male stesso, poiché questo è parte della Creazione;

                            se invece asserisci che il peccato e il Male non originano da Dio, né direttamente, né indirettamente, allora implichi necessariamente che nel Creato vi sia qualcosa di estraneo - pre-esistente ? - e che Dio non sia Creatore di ogni cosa, Onnipotente e Onnisciente;

                            guarda che da questa alternativa non si scappa, eh ! tertium non datur

                            insomma, il frutto proibito e il serpentello qualcuno li deve aver messi lì, e le risposte della Dottrina sono sempre elusive sulla questione, per il motivo semplicissimo che la nozione del Creatore e della Creazione, e quella del peccato e del Male sono nate in ere diverse, e non pensate per definire un sistema coerente.

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                            • Shangrilla
                              Opinionista
                              • 23/01/14
                              • 107

                              #104
                              In risposta a axeugene , devo precisare che io non ho "fatto le scuole alte" e che la mia cultura (se così' si può' chiamare) proviene dal Vangelo, dall'Imitazione di Cristo, dalle biografie dei Santi (di quelli di oggi, di ieri, dell'altro ieri) dei quali sono una una grande fan) perciò' non posso che rispondere col mio amato catechismo nel quale trovo scritto: chi sono i demoni? Risposta: i demoni sono angeli ribellatisi a Dio per superbia e precipitati nell'inferno, i quali per odio contro Dio, tentano l'uomo al male". La caduta di Lucifero e' di grande aiuto per capire il peccato originale,l'orgoglio, l'autonomia. Il Faust di Goethe non vuole tanto il potere per innalzare se stesso su tutti gli altri ma vuole essere egli stesso la fonte di ciò' che lo riguarda.

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24587

                                #105
                                Originariamente Scritto da Shangrilla Visualizza Messaggio
                                In risposta a axeugene , devo precisare che io non ho "fatto le scuole alte" e che la mia cultura (se così' si può' chiamare) proviene dal Vangelo, dall'Imitazione di Cristo, dalle biografie dei Santi (di quelli di oggi, di ieri, dell'altro ieri) dei quali sono una una grande fan) perciò' non posso che rispondere col mio amato catechismo nel quale trovo scritto: chi sono i demoni? Risposta: i demoni sono angeli ribellatisi a Dio per superbia e precipitati nell'inferno, i quali per odio contro Dio, tentano l'uomo al male".
                                infatti, come ti avevo premesso, il catechismo non può rispondere se non eludendo la domanda:

                                che senso ha che Dio abbia creato angeli capaci di ribellarsi, che non abbia previsto la loro ribellione, il loro malum agire, la malizia ?

                                non bisogna aver fatto grandi studi per notare la contraddizione:
                                se Dio ha creato e previsto tutto, in quanto onnipotente e onnisciente, anche il peccato e il male sono opera sua, i diavoli e la tentazione, tutto; e tutto rientra parimenti nel Disegno divino; e a quel punto, che senso ha condannare il peccatore, se anche lui ne fa "parte prevista dal copione" ?
                                capisci bene che non è interrogativo da poco;
                                altrimenti devi per forza rivedere tutto l'impianto teologico e dottrinario;

                                poi, libera tu di farti piacere quello che credi;

                                ma mi sembra quantomeno un capellino azzardato tacciare sarcasticamente di essere "menti illuminate" quei filosofi che si sono posti il problema dell'origine del peccato e del male, e poi ammettere candidamente di non essere in grado di offrire una risposta coerente, e nemmeno di citarla dalla tua fonte di riferimento che, come è evidente, rimanda semplicemente alla domanda sul perché quegli angeli sarebbero stati creati con la libertà di cedere alla tentazione, ecc...
                                c'è del lardo in Garfagnana

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