Cristologia

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #1

    Cristologia

    Vorrei farvi partecipi del pensiero del pastore protestante Bonhoeffer morto martire in un campo di concentramento nazista.
    Premesso che per il teologo la cristologia deve essere orientata verso il Cristo nella sua totalità che non deve in alcun modo essere separato dalla sua opera, infatti egli è interrogato e risponde come qualcuno che si identifica con la propria opera.

    I) INCARNAZIONE
    L'incarnazione registra l'entrata di Dio nella realtà creata. Questa entrata, tuttavia, non significa semplicemente l'accettazione del mondo e del carattere umano così come sono. Infatti Gesù è l'uomo senza peccato, questo è il fatto decisivo. Cionondimeno in mezzo agli uomini Gesù è vissuto in estrema povertà, senza sposarsi ed è morto come un criminale. Pertanto l'umanità di Gesù implica già una duplice condanna dell'uomo, la condanna assoluta del peccato e la condanna relativa dell'ordine stabilito dall'uomo. Ma anche sotto il peso di questa condanna Gesù è realmente uomo, ed è suo volere che noi siamo uomini. Egli non rende la realtà umana indipendente ma neppure la distrugge, bensì le permette di restare come ciò che è prima dell'ultimo, ossia come penultimo che esige di essere preso seriamente a suo modo e, allo stesso tempo, di non essere preso seriamente, un penultimo che è diventato il rivestimento eterno dell'ultimo.

    2) CROCIFISSIONE
    La crocifissione significa che Dio pronuncia la sua condanna finale sulla creazione decaduta. La reiezione di Gesù sulla croce da parte di Dio implica la reiezione di tutta la razza umana, senza eccezioni. La croce di Gesù è la sentenza di morte pronunciata sul mondo. Ora l'uomo non si può gloriare della sua umanità né il mondo dei suoi ordinamenti divini. La gloria degli uomini ha raggiunto il suo punto conclusivo davanti al Crocifisso, lacerato, sanguinante, sputacchiato. Però la crocifissione di Gesù non significa annichilimento del mondo creato sic et simpliciter, perché ormai sotto il segno della morte, cioè la croce, gli uomini potranno continuare a vivere, a loro condanna se disprezzano la croce, a loro salvezza se invece la onorano. L'ultimo è diventato effettivo sulla croce, come giudizio su tutto ciò che è penultimo e, allo stesso tempo, come misericordia verso il penultimo che si inchina davanti al giudizio dell'Ultimo.

    3) RISURREZIONE
    La resurrezione, infine, significa che Dio col suo amore e con la sua onnipotenza pone fine alla morte e chiama in vita una nuova creazione. Gesù risorse come uomo ed in tal modo diede agli uomini il dono della resurrezione. Perciò l'uomo rimane uomo, anche se è un uomo nuovo, rinato, che non rassomiglia più all'uomo vecchio. Fino a quando attraverserà la frontiera della morte, anche se è risorto con Cristo, egli rimane nel mondo del penultimo, il mondo in cui Gesù è entrato e sul quale è stata eretta la croce. Quindi, fintanto che la terra continua ad esistere, neppure la resurrezione distrugge il penultimo, ma la vita eterna , la nuova vita entra con forza sempre più grande nella vita terrena e conquista spazio per se stessa.

    Conclusione
    Per riassumere tutte le funzioni che il Cristo, nella sua qualità di Ultimo, svolge nei confronti del penultimo, Bonhoeffer adopera il termine Stellvertretung (sostituzione, rappresentazione, vicarietà), un termine usuale anche nella teologia tradizionale, ma al quale il geniale teologo protestante dà un'intensità semantica nuova. Per lui la vicarietà costituisce l'essenza della vita di Cristo. " Egli non era - dichiara Bonhoeffer - un individuo che desiderava di acquistare una perfezione sua propria, ma viveva come colui che ha preso su di sé e ha portato dentro di sé gli io di tutti gli uomini. Tutto, la sua vita, la sua azione, la sua morte, è stato vicarietà. In lui si è realizzato ciò che devono essere la vita, l'azione, la sofferenza degli uomini. E poiché il Cristo è vita, qualsiasi altra vita è determinata da lui ad essere vicarietà". Precisando ulteriormente il concetto di "vicarietà", Bonhoeffer dice che essa consiste "nella donazione totale della propria vita per gli altri" Essa si esercita anzitutto nei confronti degli altri uomini ma non solo per loro: anche le cose sono oggetto di vicarietà. e Gesù con la sua opera ha indirizzato nuovamente il mondo delle cose e dei valori verso l'uomo, com'era stabilito nella creazione e, in tal modo, ha restituito loro quell'autentica profanità che è loro propria.
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #2
    Dall'uomo a Dio e da Dio all'uomo.

    La cristologia deve partire dalla divinità oppure dall'umanità?
    deve prendere una direzione discendente, andando da Dio all'uomo, o una direzione ascendente, risalendo dall'uomo a Dio?

    Cristologia dal basso
    la tendenza favorevole alla cristologia dal basso deriva da una reazione al fatto di aver messo in luce troppo esclusivamente la divinità di Cristo. Come non si può ammettere che i principi dogmatici si sostituiscono alla ricerca storica, così non si può tollerare che la divinità di Gesù sia affermata a detrimento della sua umanità. Si deve riconoscere la legittimità di questa reazione, come pure del bisogno, da parte di molti cristiani e teologi d'oggi, di riconoscere in Cristo uno che sia interamente uomo, in tutto simile a noi eccetto nel peccato. Uno dei compiti più urgenti della cristologia contemporanea consiste nell'esaminare tutti gli aspetti e tutte le implicazioni dell'esistenza umana di Cristo.
    la cristologia dal basso giustamente sottolinea che nell'umanità di Cristo si rivela la sua divinità. la rivelazione non ci giunge direttamente per mezzo di una semplice illuminazione interiore che ci fa credere nel Figlio di Dio. Essa avviene nell'uomo Gesù, e tutto ciò che possiamo sapere del Figlio di Dio ci è manifestato dalle parole, dai gesti e dai fatti dell'esistenza umana di Gesù di Nazareth.
    Di conseguenza dobbiamo sempre scrutare questa figura umana per scoprire l'identità del Salvatore. Ciò non vuol dire che di Gesù noi possiamo conoscere solo ciò che è umano. Infatti pure essendo uomo, egli trascende l'umano, e manifesta una trascendenza divina. ma è sempre mediante la sua umanità che egli rivela ciò che la trascende.
    se si risale all'origine della cristologia, per spiegare come si è formata la fede nella divinità di Cristo, bisogna proprio partire dall'umanità di Gesù. da questo punto di vista, vi è una priorità dell'umano in cristologia. D'altra parte questa priorità non va intesa nel senso che prima è necessario riconoscere in Gesù un semplice uomo, un uomo simile a noi, per poi cercare di scoprire in lui una manifestazione di Dio. Non c'è un primo stadio dove ci si limita al Cristo uomo, ed un secondo dove si cerca di risalire fino al Cristo Dio. In realtà , tutta l'umanità di Gesù rivela il divino, e deve essere considerata in questa prospettiva.
    L'esistenza umana di Gesù forma un tutto che non si può separare dalla sua identità divina e dall'intenzione di rivelare questa identità. Dicendo che l'umanità di Cristo è simile alla nostra, non si vuol escludere con ciò che la sua dimensione trascendente.
    Dimenticando nell'analisi dei suoi atteggiamenti umani il mistero della sua persona divina, si renderebbe quest'umanità più banale, più povera, più "insignificante". Questo vorrebbe dire privarla del suo valore di rivelazione. Cristo è sì un uomo, ma un uomo che esprime Dio e lo manifesta.

    Ps. Pensieri presi un po' qua ed un po' là ed assemblati.
    Last edited by crepuscolo; 27-06-2014, 18:51.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Cionondimeno in mezzo agli uomini Gesù è vissuto in estrema povertà, senza sposarsi ed è morto come un criminale.
      Un falegname all'epoca era un maggiorente del villaggio e giuseppe non aveva fama di essere povero, ne gesu' pati' la fame visto che il gruppo godeva di un buon finanziamento di alcune devote.
      Anche la morte, certo violenta, ma all'epoca quanti morivano nel proprio letto? non e' stata da criminale comune, ma da perseguitato politico, una fine che oggi si guarderebbero bene dal fargli fate proprio per evitare di creare il martire.
      Comunque anche allora lo condannarono per reati politici e cio' lo differenzia dai comuni.

      Ora se il tizio parte a quel modo crea delle perplessita' sul resto delle sue interpretazioni.


      PARTE III - Il Mito di Gesù (capitolo 1)
      QUALCHE CHIARIMENTO Prima di addentrarci nel dettaglio, affatto semplice, degli eventi che hanno generato e costituito la base della ...
      Last edited by Il gatto; 27-06-2014, 20:13.

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #4
        Chi ha detto quelle cose?
        per quanto riguarda il breviario ateo mi sembra dalle prime righe che stia parlando della storia del cristianesimo, o forse della chiesa invece io voglio esprimere i concetti per una seria ricerca su Gesù Cristo, chi era, che cosa diceva e che cosa avrebbe voluto.
        Poi come dici tu una morte è come un'altra, ma il fatto stesso che tramarono per arrestarlo e lo condussero al Sinedrio davanti allo stesso gran sacerdote Caifa la fa pensare diversamente da condannato politico; sono gli stessi sacerdoti che a furor di popolo, popolo pagato o minacciato, hanno costretto Ponzio Pilato a trasformare la condanna religiosa in politica; la scritta affissa sul titulus: "Gesù Nazzareno re dei Giudei" la dice lunga su quale regalità si alludesse, non certo quelle riferita da Gesù. Comunque Pilato non volle cambiare la scritta in: "Gesù Nazzareno che si è fatto re dei Giudei" come aveva richiesto Caifa e c.
        Last edited by crepuscolo; 27-06-2014, 20:50.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Non sta da nessuna parte la poverta' di gesu', era collocabile nella borghesia imprenditoriale e che avesse un comportamento sobrio non lo colloca fra i mendicanti.
          Nella storia del deserto pati' la fame, ma la fame degli indigenti e' diversa da quella degli esploratori che stanno realizzando una missione epocale.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #6
            Io direi meglio che Gesù ha rinunciato a lavorare per il denaro, probabilmente il padre guadagnava bene a così avrebbe potuto fare anche lui, ma dopo essersi assicurato l'autosufficienza della sua famiglia, se ne andò da casa per parlare di se e di Dio, più di Dio che di se. Chi lavora deve pensare al lavoro poi al resto. Poi, per sue caratteristiche non fece mancare mai niente a chi aveva deciso di seguirlo, ma nulla di più del mangiare quello che c'era e dormire dove si presentasse l'occasione. Addirittura dice chiaramente che, la prima volta che mandò i suoi discepoli da soli a provare, li rifornì di bisaccia, ma il massimo era vivere senza alcuna preoccupazione di sorta, senza alcuna scorta, gustare Dio fino in fondo. Deve essere stata dura ma alla fine li convinse.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Quel vivere senza alcuna preoccupazione sebbene non fosse lusso per l'epoca era molto ed indica che certamente non si faceva una vita da homeless.
              Certo predichi e non lavori, ma sempre i predicatori di successo hanno avuto sostegno in denaro e natura.
              Anche al matrimonio gesu' viene presentato come ospite di rilievo cosa che poco si adatta ad un pezzente che campavdi carita'.

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              • Serpentis
                Opinionista
                • 27/06/14
                • 65

                #8
                Il Nazzareno è solo un archetipo ebraico.
                Nullafacente,screanzato, viveva della carità degli altri e era sempre intendo a bere e a mangiare. Quando non diceva cazzate. ... Infarcite di magia numerologica ebraica. Così che il subconscio dei Gentili percepisse degli insegnamenti contro natura come buoni e giusti.

                La sua storia fittizia è stata copiata palesemente da miti pagani e dall'alchimia spirituale.
                Ciò è evidente.
                L'incarnazione deriva dalle nozze regali degli aspetti maschili e femminili dell'anima.
                La crocifissione si riferisce alla Nigredo o opera al nero.
                La resurrezione alla Albedo o opera al Bianco.
                Tutto questo per maledire i Gentili estromettendoli dal sapere Occulto e dai culti Misterici. Questo per non permettere ai Gentili di compiere il proprio destino, cioè diventare creature Immortali attraverso il completamento del Magnum Opus.

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Per Il gatto

                  La storia di Zaccheo la dice lunga, infatti egli non campava di carità, non mi risulta che Gesù avesse chiesto l'elemosina, chi donava era sempre riconoscente verso di lui, che insegnava.Per quanto riguarda il matrimonio credo fossero parenti della madre.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #10
                    Originariamente Scritto da Serpentis Visualizza Messaggio
                    Il Nazzareno è solo un archetipo ebraico.
                    Nullafacente,screanzato, viveva della carità degli altri e era sempre intendo a bere e a mangiare. Quando non diceva cazzate. ... Infarcite di magia numerologica ebraica. Così che il subconscio dei Gentili percepisse degli insegnamenti contro natura come buoni e giusti.

                    La sua storia fittizia è stata copiata palesemente da miti pagani e dall'alchimia spirituale.
                    Ciò è evidente.
                    L'incarnazione deriva dalle nozze regali degli aspetti maschili e femminili dell'anima.
                    La crocifissione si riferisce alla Nigredo o opera al nero.
                    La resurrezione alla Albedo o opera al Bianco.
                    Tutto questo per maledire i Gentili estromettendoli dal sapere Occulto e dai culti Misterici. Questo per non permettere ai Gentili di compiere il proprio destino, cioè diventare creature Immortali attraverso il completamento del Magnum Opus.
                    Sembra di sognare

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                    • Serpentis
                      Opinionista
                      • 27/06/14
                      • 65

                      #11
                      Evidentemente la Bibbia sarà anche uno dei libri più venduti al mondo, ma è fortunatamente uno dei meno letti.

                      In questo passo il Nazzareno mostra tutta la sua vanagloria e golosità:
                      Luca 5
                      33 Allora gli dissero: "I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure i discepoli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!".
                      34 Gesù rispose: "Potete far digiunare gli invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro?

                      Qui invece si incazza con un albero colpevole di non offrirgli dei fichi per fare uno spuntino:

                      Marco 11
                      12 La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame.
                      13 E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trovò altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi.
                      14 E gli disse: "Nessuno possa mai più mangiare i tuoi frutti". E i discepoli l'udirono.
                      20 La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici.
                      21 Allora Pietro, ricordatosi, gli disse: "Maestro, guarda: il fico che hai maledetto si è seccato".
                      22 Gesù allora disse loro: "Abbiate fede in Dio!"

                      Il nazareno odiava anche lavarsi e farsi il bagno. Qui il nazareno incoraggia a non lavarsi:

                      Matteo 15
                      1 In quel tempo vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero:
                      2 "Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!"
                      19 Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.
                      20 Queste sono le cose che rendono immondo l'uomo, ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende immondo l'uomo".

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #12
                        Infatti dirà poi di quelli che gli facevano queste stupide domande: " voi siete come quei bambini che siedono nelle piazze e criticano sempre invece di giocare, è venuto il Battista e voi non avete voluto far penitenza, sono venuto io e non volete stare allegri...insomma che cazzo volete?"
                        Se ci fai caso Gesù rispondeva a tono, come se leggesse nei cuori degli astanti.
                        per quanto riguarda il lavarsi il succo è solo questo, c'è chi guarda l'esteriorità delle cose e lì si ferma c'è invece chi vuole andare nel profondo e di certe superstizioni non ne ha bisogno.
                        Per quanto riguarda gli invitati a nozze evidentemente la risposta era indirizzata a chi gli rimproverava di non essere sposato.
                        Last edited by crepuscolo; 27-06-2014, 22:48.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Evidentemente la Bibbia sarà anche uno dei libri più venduti al mondo, ma è fortunatamente uno dei meno letti.
                          Ma cinema, televisione e indottrinamento hanno sostituito la lettura e la trama generale e' conosciuta.
                          Se il libro te lo raccontano difficile che spendi tempo a leggerlo, il finale e' noto e che il colpevole e' il maggiordomo pure.

                          Magari sono i tuoi riferimenti ispiratori ad essere meno noti, fanno pensare ad una trama esoterica/demonologica??? e andrebbero un tantinello illustrati in generale per inquadrare l'insieme delle considerazioni.

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                          • andreric
                            Opinionista
                            • 26/04/14
                            • 883

                            #14
                            Chi dicono le folle che io sia?” —*LUCA 9:18.
                            GESÙ fece questa domanda ai suoi discepoli perché sapeva che la gente aveva svariate opinioni su di lui. Comunque non c’era alcun valido motivo per confondersi. Gesù non era un eremita e non operava avvolto in un manto di segretezza. Era uno che si mescolava apertamente con le persone nei villaggi e nelle città. Predicava e insegnava pubblicamente perché voleva che la gente sapesse la verità su di lui. —*Luca 8:1.
                            Possiamo comprendere la verità su Gesù esaminando le sue parole e azioni, che sono riportate nei quattro Vangeli della Bibbia: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. È in queste narrazioni ispirate che troviamo le risposte a domande ricorrenti su Gesù. —*Giovanni 17:17.
                            DOMANDA: Gesù è davvero un personaggio storico?
                            RISPOSTA: Sì. Alcuni storici, fra cui Giuseppe Flavio e Tacito (entrambi del I*secolo), menzionano Gesù come figura storica. Ma sono i Vangeli a fornire le prove più convincenti che Gesù è un personaggio storico, non immaginario. Nell’indicare tempi e luoghi, i loro resoconti sono specifici e particolareggiati. Ad esempio, per documentare l’anno in cui Gesù iniziò il suo ministero, l’evangelista Luca fa menzione di sette autorità allora in carica, autorità i cui nomi sono stati confermati da fonti storiche. —*Luca 3:1, 2,*23.
                            Le prove secondo cui Gesù è un personaggio storico sono irrefutabili. Un libro afferma: “La maggioranza degli studiosi ammetterà che nel I*secolo visse effettivamente un uomo noto come Gesù di Nazaret”. —*Evidence for the Historical Jesus.
                            DOMANDA: Gesù è Dio?
                            RISPOSTA: No. Gesù non si considerò mai uguale a Dio. Anzi, più volte mostrò di essergli subordinato. Ad esempio, definì Geova “Dio mio” e “il solo vero Dio”. (Matteo 27:46; Giovanni 17:3) Solo una persona in una posizione subordinata avrebbe usato espressioni simili. Un dipendente che definisce il datore di lavoro “il mio capo” o “il responsabile” dimostra chiaramente di ricoprire una posizione subalterna.
                            Gesù dimostrò anche di essere distinto da Dio. In un’occasione disse ad alcuni nemici che minavano la sua autorità: “Nella vostra stessa Legge è scritto: ‘La testimonianza di due uomini è vera’. Io sono uno che rende testimonianza di se stesso, e il Padre che mi ha mandato rende testimonianza di me”. (Giovanni 8:17,*18) Gesù dev’essere separato da Geova, altrimenti come avrebbero potuto lui e il Padre essere considerati due testimoni?
                            DOMANDA: Gesù era solo un uomo buono?
                            RISPOSTA: No, era molto di più. Gesù sapeva di avere vari ruoli importanti nel compiere la volontà di Dio. Eccone alcuni:
                            ● “Unigenito Figlio di Dio”. (Giovanni 3:18) Gesù conosceva le sue origini. Era venuto all’esistenza molto tempo prima di nascere sulla terra. “Sono sceso dal cielo”, spiegò. (Giovanni 6:38) Gesù fu la prima opera creativa di Dio e collaborò con lui alla creazione di tutte le altre cose. Essendo l’unico direttamente creato da Dio, Gesù poté giustamente essere definito l’“unigenito Figlio di Dio”. —*Giovanni 1:3,*14; Colossesi 1:15,*16.
                            ● “Figlio dell’uomo”. (Matteo 8:20) Gesù si riferì a se stesso come al “Figlio dell’uomo”, espressione che ricorre spesso nei Vangeli, circa 80*volte. Essa indica che era un essere umano a tutti gli effetti e non Dio incarnato. In che modo l’unigenito Figlio di Dio nacque come uomo? Per mezzo dello spirito santo Geova trasferì la vita di suo Figlio nel grembo della vergine ebrea Maria, in modo che potesse aver luogo il concepimento. Così Gesù nacque perfetto, senza peccato. —*Matteo 1:18; Luca 1:35; Giovanni 8:46.
                            ● “Maestro”. (Giovanni 13:13) Gesù indicò chiaramente che l’incarico affidatogli da Dio era quello di ‘insegnare e predicare la buona notizia’ del Regno di Dio. (Matteo 4:23; Luca 4:43) Con notevole chiarezza e semplicità spiegò cos’è il Regno di Dio e cosa farà per compiere la Sua volontà. —*Matteo 6:9,*10.
                            ● “La Parola”. (Giovanni 1:1) Gesù servì quale Portavoce di Dio, fu cioè il mezzo usato da Dio per trasmettere informazioni e istruzioni. Geova impiegò Gesù per comunicare il suo messaggio agli esseri umani sulla terra. —*Giovanni 7:16,*17.
                            DOMANDA: Gesù era il Messia promesso?
                            RISPOSTA: Sì. La Bibbia prediceva la venuta del Messia, o Cristo, termini che significano “Unto”. Il Messia promesso avrebbe avuto un ruolo chiave nella realizzazione del proposito di Geova. In un’occasione una samaritana disse a Gesù: “So che viene il Messia, che è chiamato Cristo”. Allora lui le disse chiaramente: “Sono io che ti parlo”. —*Giovanni 4:25,*26.
                            Ci sono elementi che dimostrano che Gesù era davvero il Messia? Esistono tre tipi di prove che insieme lo dimostrano incontestabilmente, proprio come un’impronta digitale contraddistingue un’unica persona. Quali sono?
                            ● La sua discendenza. La Bibbia prediceva che il Messia sarebbe venuto da Abraamo tramite la linea di discendenza di Davide. (Genesi 22:18; Salmo 132:11,*12) Gesù discendeva da entrambi. —*Matteo 1:1-16; Luca 3:23-38.
                            ● Profezie adempiute. Le Scritture Ebraiche contengono decine di profezie riguardanti la vita del Messia sulla terra, profezie che includono particolari relativi alla sua nascita e alla sua morte. Gesù le adempì tutte. Ad esempio, nacque a Betleem (Michea 5:2; Luca 2:4-11), fu chiamato fuori d’Egitto (Osea 11:1; Matteo 2:15) e fu messo a morte senza che gli venisse rotto neppure un osso (Salmo 34:20; Giovanni 19:33,*36). È praticamente impossibile che Gesù potesse manovrare le cose in modo che la sua vita adempisse tutte le profezie messianiche.
                            ● La testimonianza di Dio stesso. Al tempo della nascita di Gesù, Dio mandò degli angeli ad annunciare ad alcuni pastori che era nato il Messia. (Luca 2:10-14) Nel corso del ministero di Gesù, in più occasioni Dio stesso parlò dal cielo dicendo che lo approvava. (Matteo 3:16,*17; 17:1-5) Geova diede a Gesù il potere di fare grandi miracoli, fornendo così un’ulteriore prova del fatto che si trattava del Messia. —*Atti 10:38.
                            DOMANDA: Perché Gesù doveva soffrire e morire?
                            RISPOSTA: Essendo senza peccato, Gesù non meritava di soffrire. Non meritava neanche di essere inchiodato a un palo come un comune criminale e lasciato lì a morire di una morte vergognosa. Nonostante ciò, Gesù si aspettava un simile trattamento e fu disposto a sopportarlo. —*Matteo 20:17-19; 1*Pietro 2:21-23.
                            Le profezie messianiche predicevano che il Messia doveva soffrire e morire per coprire i peccati di altri. (Isaia 53:5; Daniele 9:24,*26) Gesù stesso disse che era venuto “per dare la sua anima come riscatto in cambio di molti”. (Matteo 20:28) Coloro che ripongono fede nel valore espiatorio della sua morte di sacrificio hanno la prospettiva di essere liberati dal peccato e dalla morte e di vivere per sempre su una terra paradisiaca. —*Giovanni 3:16; 1*Giovanni 4:9,*10.
                            DOMANDA: Possiamo credere veramente che Gesù fu risuscitato dai morti?
                            RISPOSTA: Sì. Gesù era certo che sarebbe stato destato dai morti. (Matteo 16:21) È importante rilevare, però, che né Gesù né gli scrittori della Bibbia asserirono mai che la sua risurrezione fosse un evento naturale. Un’idea del genere non sarebbe credibile. La Bibbia dice invece: “Dio lo ha risuscitato, sciogliendo le doglie della morte”. (Atti 2:24) Se accettiamo il fatto che esiste un Dio e che egli è il Creatore di tutte le cose, non avremo difficoltà a credere che abbia potuto risuscitare suo Figlio dai morti. —*Ebrei 3:4.
                            Esistono prove convincenti che attestano che Gesù fu risuscitato? Considerate quanto segue.
                            ● Testimonianze oculari. Circa 22*anni dopo la morte di Gesù, l’apostolo Paolo scrisse che c’erano stati più di 500 testimoni oculari che l’avevano visto risorto, la maggioranza dei quali era ancora in vita. (1*Corinti 15:6) Uno o due testimoni potrebbero essere considerati inattendibili, ma chi potrebbe ritenere inattendibile la testimonianza di 500 testimoni oculari?
                            ● Testimoni credibili. I primi discepoli di Gesù —*che erano in una posizione unica in quanto a sapere cosa era veramente accaduto*— annunciarono con coraggio che Gesù era stato risuscitato. (Atti 2:29-32; 3:13-15) Anzi, secondo loro credere nella risurrezione era essenziale per la fede cristiana. (1*Corinti 15:12-19) Quei discepoli erano disposti a morire piuttosto che rinnegare la loro fede in Gesù. (Atti 7:51-60; 12:1,*2) Conoscete qualcuno che sarebbe disposto a morire per quella che sa essere una menzogna?
                            Ciao Riccardo

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                            • andreric
                              Opinionista
                              • 26/04/14
                              • 883

                              #15
                              Perché Gesù è chiamato il Figlio “primogenito” di Dio?*(1)
                              Perché è chiamato “la Parola”?*(1)
                              Perché Gesù venne sulla terra come uomo?*(2-4)
                              Perché faceva miracoli?*(5)
                              Cosa farà Gesù nel prossimo futuro?*(6)
                              1. Prima di venire sulla terra Gesù visse in cielo come persona spirituale. Fu la prima creatura di Dio e perciò è chiamato il Figlio “primogenito” di Dio. (Colossesi 1:15; Rivelazione [Apocalisse] 3:14) Gesù è l’unico Figlio che Dio creò da sé. Geova si servì di Gesù, nella sua esistenza preumana, come suo “artefice” nel creare tutte le altre cose in cielo e sulla terra. (Proverbi 8:22-31; Colossesi 1:16,*17) Si servì di lui anche come suo principale portavoce. Per questo Gesù è chiamato “la Parola”. —*Giovanni 1:1-3; Rivelazione 19:13.
                              2. Dio mandò il Figlio sulla terra trasferendo la sua vita nel grembo di Maria. Quindi Gesù non ebbe un padre umano. Ecco perché non ereditò nessun peccato o imperfezione. Dio mandò Gesù sulla terra per tre motivi: (1)*Per insegnarci la verità riguardo a Dio (Giovanni 18:37), (2)*per mantenere una perfetta integrità, provvedendoci un modello da seguire (1*Pietro 2:21) e (3)*per sacrificare la sua vita per liberarci dal peccato e dalla morte. Perché questo era necessario? —*Matteo 20:28.
                              3. Disubbidendo al comando di Dio, il primo uomo, Adamo, commise quello che la Bibbia chiama “peccato”. Perciò Dio lo condannò a morte. (Genesi 3:17-19) Non soddisfaceva più le norme di Dio, quindi non era più perfetto. Un po’ alla volta invecchiò e morì. Adamo trasmise il peccato a tutti i suoi figli. Ecco perché anche noi invecchiamo, ci ammaliamo e moriamo. Come poteva essere salvata l’umanità? —*Romani 3:23; 5:12.
                              4. Gesù fu un essere umano perfetto proprio come Adamo. A differenza di Adamo, però, Gesù ubbidì a Dio alla perfezione anche nella massima prova. Egli poté quindi sacrificare la sua vita umana perfetta e pagare per il peccato di Adamo. Questo è il “riscatto” di cui parla la Bibbia. In tal modo i figli di Adamo potevano essere liberati dalla condanna a morte. Tutti coloro che ripongono fede in Gesù possono avere il perdono dei peccati e ricevere la vita eterna. —*1*Timoteo 2:5,*6; Giovanni 3:16; Romani 5:18,*19.
                              5. Quando era sulla terra Gesù sanò i malati, sfamò gli affamati e calmò burrasche. Addirittura risuscitò i morti. Perché faceva miracoli? (1)*Provava pietà per coloro che soffrivano e voleva aiutarli. (2)*I suoi miracoli dimostravano che era il Figlio di Dio. (3)*Indicavano ciò che farà per l’umanità ubbidiente quando regnerà sulla terra. —*Matteo 14:14; Marco 2:10-12; Giovanni 5:28,*29.
                              6. Gesù morì, fu risuscitato da Dio come creatura spirituale e ritornò in cielo. (1*Pietro 3:18) In seguito Dio lo ha fatto Re. Presto Gesù eliminerà tutta la malvagità e le sofferenze dalla terra. —*Salmo 37:9-11; Proverbi 2:21,*22.
                              Questo è ciò che la Bibbia dice di Gesù ciao Riccardo

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