Originariamente Scritto da SilviaR
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- se invece ci ha lasciato un margine di libertà , sperava che noi non avessimo disubbidito, ma avendolo fatto lo abbiamo deluso e a mali estremi estremi rimedi, si fa carne per redimerci
tutta questa cosmogonia non torna, e per forza:
dapprima è stata concepita come ordinamento monoteista del rapporto tra l'uomo e la natura ostile caratteristico delle società primitive e pagane, con tutta la modulazione del sacrificio propiziatorio per ingraziarsi il dio di turno;
anche l'autolesionismo in psicologia mostra una radice analoga, il prevenire una punizione temuta;
il Cristianesimo, nelle sue diverse fasi ed evoluzioni invece rappresenta la progressiva emancipazione dalla natura ostile e il conseguente percorso antropocentrico, con la fine della negozialità e del sacrificio, alla quale subentra - in misura e fasi diverse - la centralità della coscienza;
solo che questa nozione tende a creare nuove categorie di pensiero, di tipo laico, in cui si separa nettamente un'etica condivisa e convenuta, che si riversa laicamente nelle leggi dello stato, mentre le questioni prettamente religiose diventano essenzialmente dominio del sentimento privato e sottratte ad un'autorità moralmente legittimata, dottrinaria, che viene per forza relativizzata anche dove sopravvive;
cioè, le religioni sopravvivono ma trasfigurate, dato che la nozione dogmatica con cui siamo soliti pensarle è ampiamente superata nella sostanza di come esse vengono percepite dalla maggioranza di chi le segue.



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