il peccato

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #91
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    e infatti io ho scritto che certi percorsi possono essere comuni, ma anche no;

    tu mi parli dell'ateo, ma che mi dici del credente che considera cosa santa e non peccato portare un 747 contro le torri gemelle - ieri, non nel Medioevo - ? non è forse la dimostrazione lampante che la nozione di cosa sia peccato è relativa ?
    Uccidere è peccato: Partiamo da qui. Prima che una violazione contro la legge civile è una violazione contro quella morale. Che Dio ha inscritto nell'anima e nella coscienza di ogni uomo, Axe. Sia esso musulmano o cristiano, ebreo o buddhista, ateo o credente. Chi compie il Male provoca uno strappo, una frattura, una lacerazione prima di tutto verso sè stesso. E poi, di riflesso, verso la società.
    Solo successivamente possiamo disquisire sulle intenzioni, sulle induzioni e sulle nozioni.
    amate i vostri nemici

    Comment

    • SilviaR
      Sylvia
      • 10/03/12
      • 1139

      #92
      Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
      Uccidere un uomo è peccato? Perfetto.

      Se tu vivessi in una tribù stanziale di coltivatori e allevatori, la tua massima virtù sarebbe quella di vivere in armonia con gli altri del tuo clan. Gli animali, opportunamente preparati per il sacrificio, verrebbero uccisi in una grande cerimonia di ringraziamento alla presenza di tutti (a tal proposito mi viene in mente una scena formidabile di Apocalypse now).
      Se tu vivessi in una tribù di cacciatori nomadi, la tua massima virtù sarebbe quella di collaborare a uccidere una bestia di grandi dimensioni, a rischio della tua stessa vita. Una volta eseguito il compito, i sopravvissuti probabilmente ringrazierebbero la bestia per essersi lasciata uccidere a loro beneficio.
      Se tu vivessi in una tribù di guerrieri, la tua massima virtù sarebbe quella di uccidere quanti più nemici possibile, anche qui a rischio della tua stessa vita. E ti adorneresti con orgoglio delle loro cotenne, magari dopo averne mangiato il cuore.

      Al giorno d'oggi nessuno di noi penserebbe che uccidere sia cosa buona. Eppure sui nostri piatti troviamo ogni giorno vegetali trattati con ogni sorta di concimi e pesticidi, e pezzi di cadaveri di animali allevati in condizioni ignobili per qualsiasi essere vivente. E bada bene che di tutto il cibo che produciamo, un buon terzo viene distrutto al solo motivo di sostenere i prezzi dell'industria alimentare.
      Dall'altra parte del mondo ci sono esseri umani che ogni giorno muoiono di fame, di guerra e di malattie. La privazione dei loro più elementari diritti è la logica conseguenza di una strategia deliberata a privarli delle loro risorse per gonfiare le tasche di quei pochi oligarchi delle materie prime, che poi le rivendono a noi con enormi profitti. Lo chiamano post-capitalismo.
      Nessuno pensa di dare a questi poveri disgraziati il cibo destinato al macero, però vengono a chiederci di aiutarli. Una goccia nel mare, forse, dato che gran parte degli aiuti che destiniamo loro (dopo averli derubati per molto di più) va ad alimentare il mercato nero e i signori della guerra, fantocci in combutta coi governi e le multinazionali dell'occidente.

      Certo, noi non vediamo queste scene se non di sfuggita, e anche in tal caso l'imbarazzo dura lo spazio di uno sketch. La nostra società gronda sangue da ogni dove, e anche noi siamo parte del meccanismo.
      Ma fisicamente non siamo noi a muovere la mannaia che li ammazza. Perciò questo non è peccato.

      Quello che dici è vero, e anch'io sono colpevole e lo so, ma non so farci nulla.
      Io sono il problema e io la soluzione
      "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

      Comment

      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #93
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Uccidere è peccato: Partiamo da qui. Prima che una violazione contro la legge civile è una violazione contro quella morale. Che Dio ha inscritto nell'anima e nella coscienza di ogni uomo, Axe. Sia esso musulmano o cristiano, ebreo o buddhista, ateo o credente. Chi compie il Male provoca uno strappo, una frattura, una lacerazione prima di tutto verso sè stesso. E poi, di riflesso, verso la società.
        Solo successivamente possiamo disquisire sulle intenzioni, sulle induzioni e sulle nozioni.
        Cono, continui a non capire il punto che ho sollevato, o fai finta ?

        è ovvio che per me e per te, oggi, uccidere è male;

        ma questo non c'entra nulla con la questione che ho chiamato in causa che, lo ripeto per l'ennesima volta, non riguarda l'eventualità che in ogni epoca si considerino determinate azioni come peccato;

        bensì, riguarda l'idea per cui l'essere umano sia educato all'idea di essere per sua stessa natura peccaminoso, e che pertanto si trovi nella situazione debitoria di doversi emendare, non perciò che eventualmente faccia, ma per ciò che egli è per nascita;

        questa cosa ha un grande rilievo nel percorso di educazione ed elaborazione della personalità perché crea uno stato di soggezione e censura preventiva delle proprie pulsioni vitali e curiosità, in ultima analisi, la castrazione dei propri talenti.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • BiO-dEiStA
          Eufonista
          • 22/02/10
          • 5403

          #94
          Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
          Quello che dici è vero, e anch'io sono colpevole e lo so, ma non so farci nulla.
          A partire dal tuo esempio, sto solo dicendo che il concetto di peccato è molto relativo.
          Umano, troppo umano, per dirla con Nietzsche.
          Originariamente Scritto da Careful with that
          i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
          Originariamente Scritto da Ned Flanders
          Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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          • SilviaR
            Sylvia
            • 10/03/12
            • 1139

            #95
            Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
            A partire dal tuo esempio, sto solo dicendo che il concetto di peccato è molto relativo.
            Umano, troppo umano, per dirla con Nietzsche.
            Sì , ma non credi che ci sia qualcosa che vada oltre la relatività del peccato? L'intenzione?
            Per una certa tribù uccidere significa essere eroi, ma ad esempio può essere vietato che ne so...lavarsi le mani prima di mangiare..altrimenti è peccato e chi contravviene a questa regola volontariamente fa peccato.
            Io sono il problema e io la soluzione
            "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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            • Figlio
              Opinionista
              • 27/02/14
              • 12

              #96
              Questa è una questione vana.

              È chiaro della Genesi che il mangiare del frutto che causa la morte è il primo male, cioe il primo suicidio e quindi l'omicidio.
              Il nome dell'Albero della Conoscenza del Bene e del male indica che non vi era il male prima del peccato originale.
              Quindi: il peccato = un'azione mala.

              Eppure: alcune azioni sono considerate buone in una cultura, ed i peccati nell'altra.

              Per esempio: il suicidio. Bene in Giappone, male qui. Perche?

              Perche la religione shinto non è generata di Dio. Neanche il buddismo non è generato di Dio, ma fa un passo avanti, considerando l'omicidio come una karma mala. Il giudaismo è generato di Dio revelato e quindi conosce la nozione del peccato come la violazione della volontà di Dio.
              E questo è il proprio senso della parola.

              Poi, era iniziato il processo dell'apostasia ed il peccato è stato dato un nuovo significato: una cosa culturalmente o comportamentalmente inaccettabile.* Ma tutti sanno che questo non è il proprio senso, siccome la parola è del vocabolario religioso. Se tu non sei religioso, puoi non la usare e non porresti quesiti inutili come questo qui.
              Last edited by Figlio; 07-03-2014, 19:59.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #97
                Originariamente Scritto da Figlio Visualizza Messaggio
                Questa è una questione vana.

                È chiaro della Genesi che il mangiare del frutto che causa la morte è il primo male, cioe il primo suicidio e quindi l'omicidio.
                Il nome dell'Albero della Conoscenza del Bene e del male indica che non vi era il male prima del peccato originale.
                Quindi: il peccato = un'azione mala.

                Eppure: alcune azioni sono considerate buone in una cultura, ed i peccati nell'altra.

                Per esempio: il suicidio. Bene in Giappone, male qui. Perche?

                Perche la religione shinto non è generata di Dio. Neanche il buddismo non è generato di Dio, ma fa un passo avanti, considerando l'omicidio come una karma mala. Il giudaismo è generato di Dio revelato e quindi conosce la nozione del peccato come la violazione della volontà di Dio.
                E questo è il proprio senso della parola.

                Poi, era iniziato il processo dell'apostasia ed il peccato è stato dato un nuovo significato: una cosa culturalmente o comportamentalmente inaccettabile.* Ma tutti sanno che questo non è il proprio senso, siccome la parola è del vocabolario religioso. Si tu non sei religioso, puoi non la usare e non porresti quesiti inutili come questo qui.
                cioè, se una persona non fa parte di alcuna religione organizzata non dovrebbe esaminare la religione e concetti che essa postula come fatto storico e filosofico nelle sue conseguenze reali ?
                ma che dici ?
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #98
                  Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                  Quello che dici è vero, e anch'io sono colpevole e lo so, ma non so farci nulla.
                  Possiamo però rispondere a Biodeista che di tutte le loro azioni, gli uomini dovranno un giorno rendere conto a Dio. Anche di quelle più occulte.
                  amate i vostri nemici

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #99
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    Cono, continui a non capire il punto che ho sollevato, o fai finta ?

                    è ovvio che per me e per te, oggi, uccidere è male;

                    ma questo non c'entra nulla con la questione che ho chiamato in causa che, lo ripeto per l'ennesima volta, non riguarda l'eventualità che in ogni epoca si considerino determinate azioni come peccato;

                    bensì, riguarda l'idea per cui l'essere umano sia educato all'idea di essere per sua stessa natura peccaminoso, e che pertanto si trovi nella situazione debitoria di doversi emendare, non perciò che eventualmente faccia, ma per ciò che egli è per nascita;

                    questa cosa ha un grande rilievo nel percorso di educazione ed elaborazione della personalità perché crea uno stato di soggezione e censura preventiva delle proprie pulsioni vitali e curiosità, in ultima analisi, la castrazione dei propri talenti.
                    E dunque, secondo te, educare i nostri figli al rispetto degli altri equivale a castrarli? A limitarli? A soffocare la loro libertà?
                    Io credo invece sia importante, oserei dire basilare, invitarli a conoscere poco alla volta cos'è l'Uomo. Cosa si scatena, a volte, dentro il suo cuore e dentro la sua anima....Prepararli, in ultima analisi, al grande combattimento della vita.
                    amate i vostri nemici

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #100
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      E dunque, secondo te, educare i nostri figli al rispetto degli altri equivale a castrarli? A limitarli? A soffocare la loro libertà?
                      Io credo invece sia importante, oserei dire basilare, invitarli a conoscere poco alla volta cos'è l'Uomo. Cosa si scatena, a volte, dentro il suo cuore e dentro la sua anima....Prepararli, in ultima analisi, al grande combattimento della vita.
                      ma certo, e chi dice il contrario ?

                      però questo è diverso dall'educare all'idea che essi nascano peccatori, perché nella mente di una creatura bambina o giovane una concezione radicale di questo tipo crea uno stato di soggezione e paura di se stessi, dei propri desideri e delle proprie curiosità, ed è prodromo di una condizione di infelicità, perché si cresce pensandosi "sbagliati" di necessità;

                      se osservi il percorso di vita di tante persone ti accorgi presto di quanto questo sentimento radicale di inadeguatezza le abbia indotte a scelte infelici, autolesioniste o dannose anche per gli altri, magari violente o criminali;

                      per chiarezza, non intendo dire che questa cosa sia esclusiva della nozione religiosa e dottrinaria di peccato, beninteso; ma appartiene anche a tante altre impostazioni educative.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #101
                        Di nuovo capisco cosa intendi dire, Axe. Ma siamo realmente agli àntipodi, su questo...
                        Non si tratta di inculcare una nozione, ai nostri figli. Ma di aiutarli pian piano alla vita. Ad avere una spina dorsale in grado di sorreggerli quando i venti soffieranno forti.
                        Omettere di farlo o, peggio, suggerire loro che in fondo l'Uomo sia una creatura tanto buonina e giusta...questo si, che li aliena dalla realtà.
                        amate i vostri nemici

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                        • Vega
                          Opinionista

                          • 04/05/05
                          • 17951

                          #102
                          Però se gli insegni l'omertà, l'ipocrisia ( e tanto altro di negativo)...insomma cono, non è che fare 365 giorni l'anno patetici predicozzi sul forum resetti o ti metta al riparo da certi tuoi gravi errori.

                          Tu vieni qui a fare la parte del buono, del verginello, di quello che redarguisce le pecorelle smarrite, ma non è che poi tu sia credibile, in virtù proprio di quella aberrante mentalità e comportamenti di cui non sembri accorgerti o che fai finta di non avere.

                          Non mi sembra che alla fine tu sia tutto questo fior fiore di educatore.
                          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #103
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Di nuovo capisco cosa intendi dire, Axe. Ma siamo realmente agli àntipodi, su questo...
                            Non si tratta di inculcare una nozione, ai nostri figli. Ma di aiutarli pian piano alla vita. Ad avere una spina dorsale in grado di sorreggerli quando i venti soffieranno forti.
                            Omettere di farlo o, peggio, suggerire loro che in fondo l'Uomo sia una creatura tanto buonina e giusta...questo si, che li aliena dalla realtà.
                            beh, questa procedura che descrivi è il malum ago, il peccato di malizia; se tu insegni il male negli altri, induci a pensare in termini di male, perché si può vedere negli altri solo ciò che si conosce in se stessi; un bel dilemma;

                            io però mi riferivo all'autocensura impropria, cioè di necessità e radicale, in quanto peccatori originari per nascita (in senso non necessariamente religioso, preciso);

                            sentire come sbagliati i propri desideri e curiosità poiché si è contaminati dal peccato, induce facilmente a rimuovere e sublimare quei desideri e curiosità in feticci non censurati che generano di infelicità e violenza; si vorrebbe essere amati e desiderati, ma siccome non ci hanno insegnato che non c'è niente di male in questo, perseguiamo quel fine attraverso la ricchezza e il potere;

                            la maggior parte dei comportamenti criminali nasce dalla rimozione di un desiderio legittimo che è stato censurato o negato, e che la persona ha cercato di ricreare o sublimare in altro, ponendovi tutta l'energia di quel movente originario; a volte si diventa artisti, a volte Hitler; spesso si è infelici e si semina infelicità nelle vicinanze.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #104
                              Dici bene: Si può diventare artisti o dittatori sanguinari. Ed è lì, nell'indicare fin dalla tenera età i valori veri e grandi della vita, che si fà la differenza, amico Axe.
                              Indicarli è un nostro preciso dovere. Una missione d'importanza capitale! Poi, i nostri figli rimangono comunque liberi di seguire quel sentiero o di girare i tacchi verso altre mete, chiaro: Ma se vedono, oltre alle parole, anche la vita concreta di coloro che le hanno pronunciate....credimi, difficilmente si perderanno, nella vita.

                              Ciao, a lunedi. Grazie per l'interessante conversazione.
                              amate i vostri nemici

                              Comment

                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24578

                                #105
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Dici bene: Si può diventare artisti o dittatori sanguinari. Ed è lì, nell'indicare fin dalla tenera età i valori veri e grandi della vita, che si fà la differenza, amico Axe.
                                se crescono nella convinzione di essere intrinsecamente portatori del Male, del peccato originario, forse saranno artisti, o forse criminali, o forse anche delle "brave persone";
                                ma quasi certamente saranno infelici e produrranno a loro volta infelicità, anche loro malgrado per incapacità di concepire una vita diversa da quella dell'espiazione di quel peccato, e al primo inevitabile evento negativo o luttuoso che investe la loro esistenza si sentiranno in colpa di quello, poiché peccatori.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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