Ma vedrai che anche lahack sarà stata contenta ed emozionata per quello che studiava e scopriva.
Stai tentando inutilmente di salvarti visto che finora hai sempre citato einstein con altro intento.
Amica mia, lo sai quanti sono gli scienziati credenti? Ne hai una minima idea?
La fede, pone nell'uomo un'intelligenza, non superiore, ma diversa da chi non crede.
In che senso diversa? Un'intelligenza completa e più profonda della realtà, che permette di rispondere alle domande profonde ed inestirpabili del nostro io e dare un'ipotesi di significato a tutto.
Partire da qualcosa che c'è, da una Presenza qui e ora, è totalmente diverso che partire da un un vuoto, da un'assenza, da un'irrazionalità ultima della vita, che chi si professa ateo non può non sperimentare.
Anche chi ha fede negli gnomi e nei folletti del bosco è convinto di possedere una sensibilità più completa e più profonda che gli permette di comprendere ciò che gli altri non comprendono e per quel "io ce l'ho più lungo", perché questi "io più" altro non sono che varianti rielaborate del concetto primitivo, rivendicano una posizione di guida sugli altri che dovrebbero genuflettersi a lui.
Il problema non è però quello che in proprio si afferma di comprendere, tanto nel proprio ciascuno si canta e si suona ciò che vuole, ma andare a dimostrarne oggettivamente la veridicità con argomenti e metodi universalmente riconosciuti validi fuori dal contesto che ha come scopo l'affermazione del proprio.
Chissene... delle credenze della gente, che faccia il barista o l'astronomo. Nemmeno le credenze dell'astronomo attestano l'esistenza di quello in cui crede.
Tu parli solo per frasi fatte, per pregiudizi ed ignoranza culturale.
Non sai una bella sega di cosa provo io e di cosa provo a guardare le stelle, a studiare le piante....
Non c'è nessun vuoto stai tranquillo.
Quanto all'irrazionalità...lo dici proprio tu che credi in esseri invisibili dotati di superpoteri???
Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
Chissene... delle credenze della gente, che faccia il barista o l'astronomo. Nemmeno le credenze dell'astronomo attestano l'esistenza di quello in cui crede.
Però 50 anni di cultura televisiva possono far pensare diversamente perché la cosa non fa altro che riportare nel contesto di qui il metodo della sponsorizzazione del personaggio noto per cui, se il calciatore di grido usa il tal dentifricio, ciò da al povero pellegrino la certezza che quel dentifricio non può fare che miracoli trasportando il messaggio introdotto dallo sponsor e il povero pellegrino predicherà le lodi taumaturgiche di quel dentifricio pensando all'effetto che lo sponsor ha avuto su di lui .
Credimi: Fra Gesù Cristo e Mago Merlino ci sta dentro un abisso!
Fra pochi giorni sarà Pasqua, la celebrazione della vittoria della Vita sulla Morte. A questo noi crediamo, poveri illusi. E questo sarà celebrato in tutto il mondo.
Quanti miliardi di persone, secondo te, saranno collegate con San Pietro per la benedizione Urbi et Orbi? Poveri illusi....
La questione è diversa perché nessuno sta ragionando sull'impatto sociale di certi fenomeni per altro comuni a situazioni dichiarate false, ma si sta ragionando sul fatto che fra credere e affermare che una cosa sia vera c'è una differenza sostanziale, fermo restando che poi ciascuno crede ciò che vuole e difficilmente suscita un qualche interesse fuor dell'accademico e del discorsivo se non va a generare impedimenti o obblighi coatti agli altri che nei suoi concetti non credono o non hanno particolare interesse.
Non basta il plauso delle folle a dimostrare altrimenti avremmo la consacrazione, per altro cosa che avviene, di ogni demagogo capace di radunare le folle nelle piazze.
Poi fra cristo e merlino c'è un abisso, ma per l'elaborazione filosofica che va a costruire la figura dell'uno e dell'altro, cosa che però rende di pregio quell'elaborazione senza per questo rappresentare altro che quello che è, una costruzione di parole, ragionamenti e astrazioni.
Come un raffaello è ben diverso da una crosta, ma ambedue restano delle rappresentazioni, cosa diversa dalla realtà che vanno a rappresentare.
Probabilmente non interiorizza il fatto che certe cose basta crederle in proprio per se a che siano vere per se stessi e tanto basta ai più quindi ai meno nasce la necessità di dover convincere visto che il dubbio altrui mette in forse le certezze proprie a cui non si può rinunciare.
Detto ciò se si arrivasse ad una equilibrio del genere si sarebbe finito il da dirsi poi sarebbe un guaio, quindi alla fine avere un generatore di polemica in un contesto come questo dove lo scopo è discorsivo e non educativo è cosa utile e positiva, oltre al fatto che il trovarsi a dimostrare che il rosso è rosso non è un esercizio banale anche se può rimanere esasperante.
Però 50 anni di cultura televisiva possono far pensare diversamente perché la cosa non fa altro che riportare nel contesto di qui il metodo della sponsorizzazione del personaggio noto per cui, se il calciatore di grido usa il tal dentifricio, ciò da al povero pellegrino la certezza che quel dentifricio non può fare che miracoli trasportando il messaggio introdotto dallo sponsor e il povero pellegrino predicherà le lodi taumaturgiche di quel dentifricio pensando all'effetto che lo sponsor ha avuto su di lui .
Però è sbagliato. Purtroppo c'è questo modus pensandi. Ma non basta avere un nome altisonante per dimostrare una teoria fisica o altro.
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Se si investono decine di milioni per pagare qualcuno per una affermazione di una decina di secondi è perché l'effetto sponsor da risultati misurabili in centinaia di milioni sull'impatto di massa, quindi tale capacità di indirizzamento esiste ed esistendo la si usa, con efficacia da parte dei professionisti, senza risultati da parte degli imitatori domestici.
Che poi sono gli stessi meccanismi di indirizzamento delle masse che tanti amatorialmente vorrebbero replicare sostenendo le teorie più improbabili e meravigliandosi del perché il pinco pallino che dice e ripete non ottiene gli stessi effetti del sistema mediatico industrialmente organizzato.
Sbagliato nel senso che nulla dimostra e nulla significa, però funziona su chi recepisce e ove si operi su numeri grandissimi i risultati ci sono, qui no perché siamo tre gatti e le logiche di interazione non dovrebbero essere quelle applicate ai grandi numeri.
E poi lo sponsor deve intervenire lui con la sua faccia, il dire di aver aver sentito dire dallo sponsor è una misera replica senza seguito.
Di cristo infatti ne è bastato uno solo e non bastano centomila preti che ne replicano il dire per creare lo stesso impatto.
Fare il predicatore errante non è uno scherzo e ci vogliono notevoli qualità dialettiche ecapacità gestionali delle persone, oltre ad una spiccata sensibilità dei contesti in cui si opera, ciascuno dei quali ha le sue regolette e non tutti gli aspiranti sono tagliati per fare il maestro di vita anche se aspirerebbero ad esserlo.
Mi pare evidente, visto il materiale umano in circolazione, che quel dono di parlare alle genti non era contagioso quindi che si vedano replicate le problematiche normali di cui si vanno ad accusare gli altri fa parte del gioco e semmai sterilizza l'efficacia di quel dire, qualora fosse stato mai efficace.
Certo ne soffre l'interesse discorsivo della discussione perché invece di fare una partita con un avversario interessante e creativo ti ritrovi a palleggiare contro un muro, ovvero sei parte e controparte di te stesso dove l'altro ha solo una funzione passiva riflettente.
Metodo che però non si sogna di utilizzare per qualunque credenza\superstizione, seppur sostenuta da un discreto numero di persone.
Il muro che ti rimbalza il tiro e dove sei tu e non lui a definire la difficoltà della parata, giochi contro te stessa, la funzione del muro è fissa e non ci si lamenta che il muro faccia il muro, semmai quando ci si annoia si fa altro, il muro sempre il muro li sta a fare.
E semmai quando ti diventa di impiccio paghi un caterpillar che lo sbanchi e ci realizzi altro.
Mah, voi parlate di interazione, meccanismi, masse manovrabili....
Noi di un Uomo e di una Buona Notizia che ha avuto ed ha tutt'oggi il potere, di cambiare la Storia e la Vita concreta delle persone.
Però trincerandoti sempre e solo sulle sui soliti due, tre concetti come fai sempre non risolvi granchè. E lo dico soprattutto per te, perchè fondamentalmente non risolvi dentro di te.
Dici che la fede e dio non si dimostrano ma poi esce la contraddizione ingenua e giochi di forza con i numeri e con l' uso di un metodo non efficace e che ti si ritorce contro.
Ed invece di riflettere (visto anche che ti facciamo notare le solite fallacie), di dire che magari forse hai sbagliato, niente. Vai avanti come un mulo a ripeterti e ripetere le solite zolfe.
E allora dove sta anche tutta l'umiltà del credente, l'umiltà di cui magari ti fregi?
Possibile che sbaglino solo gli altri?????
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