Un passo verso la vita artificiale

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #16
    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Non ti allargare tanto. Tolti 3 vaghi cenni a qualcosa che pare rimandare alla scienza e qualche norma igienica c'è il vuoto spinto.
    vabbè, mica ha scritto che la Bibbia è "scientifica", ma solo che la dottrina antiscientifica l'ha interpretata forzosamente in quel senso;

    del resto, se vuoi giudicare la scientificità, devi considerare che nonostante esistesse un scienza materiali sin dall'antichità, il metodo scientifico come categoria logico-procedurale compiuta è una cosa che si è imposta come nozione condivisa solo con la filosofia del Seicento; è da quel momento in poi che possiamo giudicare la scientificità di un'affermazione rispetto al suo contesto, nel senso che attribuiamo oggi a quella qualifica.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Vega
      Opinionista

      • 04/05/05
      • 17951

      #17
      Scusa, ma hai letto cosa ha scritto?

      Leggi naturali? E quali? Parla forse di evoluzione, di elettromagnetismo o gravità?
      Non so poi quali accordi ci siano fra la Bibbia e quanto dicono oggi gli scienziati.
      Devono aver saltato qualcosa da dire alla facoltà di SMFN della mia città.
      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #18
        Ma poi il sole o terra che sia s'e' fermata davvero a che la luce diurna o assimilabile durasse quel che dicono?

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        • Vega
          Opinionista

          • 04/05/05
          • 17951

          #19
          Originariamente Scritto da dietrologo
          Essendo la realtà un riflesso di noi stessi , la percezione equivale alla creazione , se io percepisco la luce questa esiste , se non la percepisco è buio e per me non esiste
          Spiega meglio.
          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            Ma in genere chi afferma non intende la propria verita' soggettiva volendo estendere la sua verita' a tutti e cio' implica una verita' oggettiva che opera su te anche se non la percepisci come un laser che ti brucia anche se non lo vedi e per questo quello esiste a prescindere.

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17951

              #21
              E tu come lo sai?
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #22
                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                Scusa, ma hai letto cosa ha scritto?

                Leggi naturali? E quali? Parla forse di evoluzione, di elettromagnetismo o gravità?
                Non so poi quali accordi ci siano fra la Bibbia e quanto dicono oggi gli scienziati.
                Devono aver saltato qualcosa da dire alla facoltà di SMFN della mia città.
                no, aspetta...
                non puoi chiedere ad una narrazione allegorica una congruenza alla scienza; ma solo l'eventuale interpretabilità non confliggente, appunto in senso allegorico;

                i testi mitologici e religiosi sono sempre concepiti per prestarsi a letture molteplici, per loro natura intrinseca e percorso di formazione nel tempo, pluralità di autori, ecc...

                non è che abbia molto senso rapportarsi a quelle cosmogonie chiedendo che esse esprimano le meccaniche della fisica o della biologia, che sono inessenziali per quelle cosmogonie;

                cioè, nel momento in cui ti trovi in un contesto di autonomia interpretativa - come in quello di Riccardo - è irrilevante che la creazione sia istantanea o rimandata ad un processo evolutivo a partire da un Big Bang;
                sei di fronte ad una dottrina che comunque postula per principio l'opinbilità delle dottrine, che è cosa diversa dalla pretesa di euristicità assoluta di quella dottrina con cui sei abituata a confrontarti;

                ma poi, qui la scienza operativa ti serve a poco; semmai, dovresti ragionare da epistemologa e logica, perché il terreno su cui si misurano i postulati è quello, non l'elettromagnetismo o la gravità che, una volta assunti come dato, nulla impedisce che siano rinviati a qualche volontà deterministica che ti ripropone la questione.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Vega
                  Opinionista

                  • 04/05/05
                  • 17951

                  #23
                  Quello che volevo capire è come fai a sapere che sappiamo solo un 10 della realtà.
                  Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    Anche meno, basta vedere a ritroso quello che non si sapeva nemmeno esistere e poi e' uscito fuori e quindi considerare quanto e' limitato il nostro campo di osservazione e nello spazio di cosette nuove ne escono continuamente quindi la nostra conoscenza dell'esistente non puo' che essere parziale.

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                    • Vega
                      Opinionista

                      • 04/05/05
                      • 17951

                      #25
                      Che sia parziale la nostra conoscenza è ovvio. Voler mettere delle percentuali significa pensare di sapere quello che in realtà non si sa.
                      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17951

                        #26
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        no, aspetta...
                        non puoi chiedere ad una narrazione allegorica una congruenza alla scienza; ma solo l'eventuale interpretabilità non confliggente, appunto in senso allegorico;

                        i testi mitologici e religiosi sono sempre concepiti per prestarsi a letture molteplici, per loro natura intrinseca e percorso di formazione nel tempo, pluralità di autori, ecc...

                        non è che abbia molto senso rapportarsi a quelle cosmogonie chiedendo che esse esprimano le meccaniche della fisica o della biologia, che sono inessenziali per quelle cosmogonie;

                        cioè, nel momento in cui ti trovi in un contesto di autonomia interpretativa - come in quello di Riccardo - è irrilevante che la creazione sia istantanea o rimandata ad un processo evolutivo a partire da un Big Bang;
                        sei di fronte ad una dottrina che comunque postula per principio l'opinbilità delle dottrine, che è cosa diversa dalla pretesa di euristicità assoluta di quella dottrina con cui sei abituata a confrontarti;

                        ma poi, qui la scienza operativa ti serve a poco; semmai, dovresti ragionare da epistemologa e logica, perché il terreno su cui si misurano i postulati è quello, non l'elettromagnetismo o la gravità che, una volta assunti come dato, nulla impedisce che siano rinviati a qualche volontà deterministica che ti ripropone la questione.
                        Mi ripeterò, ma non sono io che ho scomodato le parole "leggi naturali" e "scienziati".
                        Per cui se "l'amico" afferma che nella Bibbia appaiono leggi naturali e c'è concordanza con quello che la scienza o gli scienziati dicono, ci faccia sapere di più.
                        Io ho presente cosa siano le leggi naturali e cosa dice la scienza. Vediamo se ci sono queste somiglianze.
                        Non è che si può girare tanto intorno.
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #27
                          Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                          Che sia parziale la nostra conoscenza è ovvio. Voler mettere delle percentuali significa pensare di sapere quello che in realtà non si sa.
                          Certo se sai quanto non sai e' implicito conoscere il tutto, ma non prenderei l'affermazione in modo cosi' letterale.

                          Semmai pensando al lombrico se conosci tutto cio' che ritieni ti serva e sodisfa le tue necessita' quanto conta il non sapere nulla del restante universo esterno?
                          Che poi e' la situazione normale e il sapere non ti fa stare meglio se ti manca cio' che ti serve nel piccolo mondo vicino.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #28
                            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                            Mi ripeterò, ma non sono io che ho scomodato le parole "leggi naturali" e "scienziati".
                            Per cui se "l'amico" afferma che nella Bibbia appaiono leggi naturali e c'è concordanza con quello che la scienza o gli scienziati dicono, ci faccia sapere di più.
                            Io ho presente cosa siano le leggi naturali e cosa dice la scienza. Vediamo se ci sono queste somiglianze.
                            Non è che si può girare tanto intorno.
                            va bene; l'equivoco generale gliel'ho già contestato in altro 3d; qui mi era parso intendesse altro...

                            ad ogni modo, nell'altro 3d, rispondendo al Gatto, ho specificato il motivo per cui concettualmente il modo di intendere di Riccardo andrebbe valutato in una prospettiva un po' diversa da quella con cui ci si confronta abitualmente con la dottrina autoreferenziale.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #29
                              L'impostazione di Riccardo è diversa dal solito, ma ciò non di meno pone il quesito sostanziale del dire biblico aderente ad una realtà sostanziale, ovvero quanto il detto, sia letteralmente che allegoricamente, è sostanzialmente vero per cui ho una descrizione sostanzialmente esatta di un regno dei cieli che a quel punto è certo che esista e che complessivamente funziona come li sta scritto, dove il sovrano s'è preso pure la briga di dettare il diario di bordo agli scribi che hanno fatto quanto gli riusciva per riportare quanto loro suggerito.
                              Non direi che si tratti di semplice interpretazione corretta di una mitologia arcaica per vedere chi meglio ricostruisce alla luce delle conoscenze letterarie, linguistiche, filosofiche, sociologiche etc il pensiero autentico del romanziere/i arcaico per poi valutare quali critici letterari del momento ci pigliano e quanti hanno da cambiare mestiere.
                              Last edited by Il gatto; 15-05-2014, 12:18.

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24578

                                #30
                                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                                L'impostazione di Riccardo è diversa dal solito, ma ciò non di meno pone il quesito sostanziale del dire biblico aderente ad una realtà sostanziale, ovvero quanto il detto, sia letteralmente che allegoricamente, è sostanzialmente vero per cui ho una descrizione sostanzialmente esatta di un regno dei cieli che a quel punto è certo che esista e che complessivamente funziona come li sta scritto, dove il sovrano s'è preso pure la briga di dettare il diario di bordo agli scribi che hanno fatto quanto gli riusciva per riportare quanto loro suggerito.
                                Non direi che si tratti di semplice interpretazione corretta di una mitologia arcaica per vedere chi meglio ricostruisce alla luce delle conoscenze letterarie, linguistiche, filosofiche, sociologiche etc il pensiero autentico del romanziere/i arcaico per poi valure quali critici letterari del momento ci pigliano e quanti hanno da cambiare mestiere.
                                Gatto, tu ti fissi sul contenuto, sul merito, e torni alla questione delle verità soggettive;

                                il punto che cercavo di far vedere invece riguarda il metodo e il sottinteso - capisco, non intuitivo quando si parla di queste cose - del "secondo me" implicito nel suo discorso; implicito ma dimostrabile, beninteso;
                                perché l'esegesi di Riccardo non è fondata su alcun primato di status, perciò implica infinite esegesi individuali cui va tributato lo stesso diritto in base al quale lui esprime la sua;

                                anche se la natura dell'argomento e il merito possono non facilitare la percezione, la posizione di Riccardo è pienamente inquadrata in un mondo laico e moderno, dove tutti papi (o apostoli), nessun papa (o prete);

                                poi, del merito si può dissertare finché si vuole; ma il metodo è roba, eh...
                                c'è del lardo in Garfagnana

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