Dio è una trinità?

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #91
    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
    Il che da l'dea di matti che si scannano sul nulla con discorsi incomprensibili riferiti a passaggi arcaici del cui significato non si ha traccia concreta su chi ha in mano la vera verità più vera e "merita" di essere il dux del mondo intero perchè dio lo vuole, lo ordina e lo camanda.
    no, aspetta; quelli che studiano sono in genere genuinamente appagati dalla ricerca, per i motivi che vuoi, anche di ego, ma non rinuncerebbero alla loro scienza esegetica per favorire questo o quello, perché manipolazioni grossolane ne sminuirebbero l'ego stesso;

    i matti che si scannano invece sono gli apologeti che non hanno davvero strumenti critici, ma stanno lì a fare propaganda.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #92
      Ma su che base farebbero il loro studio?
      Come mettere un gruppo di "periti" a studiare a che mi dicano il sesso degli angeli, ma che potrebbero tirar fuori? oltre alle idiozie e follie che hanno attraversato il mondo, cosa che non definisce il sesso degli angeli

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #93
        Ma non li hai letti i rimandi biblici del Catechismo? Guarda, senza ingolfare il forum dei tantissimi rimandi, ti lascio il link.

        http://www.vatican.va/archive/catech...1s2c1p2_it.htm
        E come mai gli ebrei non concordano sull'interpretazione????

        Un rabbino di Philadelphia ha scritto: «I cristiani hanno naturalmente il diritto di credere in una concezione trinitaria di Dio, ma i loro tentativi di basare questa concezione sulla Bibbia ebraica devono chiudere gli occhi alla schiacciante testimonianza di questa Bibbia. Le Scritture ebraiche sono chiare e inequivocabili riguardo all’unità di Dio. La Bibbia ebraica afferma l’unità di Dio; il monoteismo e una fede intransigente in un unico Dio sono il marchio di garanzia della Bibbia ebraica, l’affermazione più decisa del giudaismo e l’incrollabile fede del Giudeo».
        Se i cristiani sono accusati d’essere politeisti o triteisti e se anche è ammesso che il concetto cristiano della Trinità (nel senso di tri-unità) è una forma di monoteismo, un elemento ricorre sempre: non si può credere nella Trinità ed essere Giudeo. Quello che i cristiani credono essere monoteismo, non è ancora abbastanza monoteistico per essere considerato come vero dal giudaismo. L’articolo del rabbino sopraccitato riflette quest’opinione.
        Egli continua a dire: «...da nessuna parte il concetto d’una pluralità o d’una trinità della Deità può essere trovata nella Bibbia ebraica». È bene allora iniziare con la vera fonte della teologia giudaica e con l’unico mezzo di prova: le Scritture ebraiche (Vecchio Testamento).
        Uno degli ostacoli più grandi che trattengono gli ebrei ad accettare Gesù come loro Signore e Salvatore è la loro riluttanza a credere che Gesù abbia una natura soprannaturale. Inoltre, essi sono stati istruiti, sin da giovani, secondo i tredici principi di Maimonide, uno dei quali è il seguente: «Io credo fermamente che il Creatore, benedetto sia il Suo Nome, è Uno: non c’è un altro come Lui; Egli era, è e sarà sempre il nostro Dio».
        Gli ebrei sono stati abituati a pensare che se credono che Dio sia Uno, allora quest’idea esclude qualsiasi idea che Dio possa manifestare se stesso attraverso Gesù il Messia. Hanno sempre pensato che il concetto cristiano della tri-unità di Dio fosse un’idea gentile e pagana. Ma non è così! I cristiani come pure gli ebrei devono credere in un Unico Dio. Non ce n’è un altro. Il Dio d’Abrahamo, Isacco e Giacobbe è il Dio del popolo ebraico e dei cristiani. Le Scritture del Vecchio Testamento sono autorevoli sia per il giudeo che per il cristiano.


        1. TRI-UNITÀ NEL TANACH (Vecchio Testamento): Mentre è universalmente ammesso, sia dai giudei che dai cristiani, che Dio è Uno e che non c’è nessuno accanto a Lui, dobbiamo riconoscere che la tri-unità di Dio è insegnata nella Torà, nei Profeti e negli Scritti — l’intero Tanach — il Vecchio Testamento. Non solo nel Tanach ma anche nelle opere talmudiche e rabbiniche questo concetto è ben noto.

        1.1. DIO È UNA PLURALITÀ
        ■ Il nome Elohim: Si è d’accordo che Elohim è un sostantivo plurale e che l’«im» finale indica il plurale maschile. La parola Elohim è utilizzata per il vero Dio in Gn 1,1, «Nel principio Dio creò i cieli e la terra», ed è utilizzata anche in Es 20,3, «Non avere altri dèi (Elohim) nel mio cospetto», e in Dt 13,2, «Andiamo dietro a dèi (Elohim) stranieri…». Mentre l’uso del plurale non prova una tri-unità, apre certamente la porta a una dottrina della pluralità nella Deità, dato che la parola è utilizzata sia per il vero Dio e sia per i molti falsi dèi.

        ■ Verbi plurali utilizzati con Elohim: Tutti gli studiosi ebrei riconoscono che la parola Elohim è un sostantivo plurale. Tuttavia, essi negano che ciò permetta di credere a una pluralità nella Deità. Di solito, il loro ragionamento è questo: quando «Elohim» è utilizzato per il vero Dio, è seguito da un verbo singolare; quando è utilizzato per i falsi dèi, è seguito da un verbo plurale. Il rabbino sopraccitato lo dichiara in questi termini: «Ma, infatti, il verbo utilizzato nel verso d’apertura della Genesi è “bārā’”, che significa “creò” — singolare. Non è una cosa così difficile per uno studente d’ebraico capire che il verso iniziale della Genesi parla chiaramente di Dio al singolare».
        L’osservazione fatta, in generale è vera, poiché la Bibbia insegna che Dio è un solo Dio, e quindi, la struttura generale è quella d’avere un sostantivo plurale seguito da un verbo singolare quando si parla del vero Dio. Tuttavia, ci sono brani dove la parola è utilizzata per il vero Dio ma è seguita da un verbo plurale:
        ● Gn 20,13: «Or quando Dio (Elohim) mi fece errare lungi (letteralmente: Essi mi fecero - hit`û) dalla casa di mio padre…».
        ● Gn 35,7: «…perché qui Dio (Elohim) gli era apparso (letteralmente: Essi gli erano apparsi - niglû)».
        ● 2 Sm 7,23: «…Dio (Elohim) sia venuto (letteralmente: Essi sono venuti - hālekû)».
        ● Sal 58,11: «Certo c’è un Dio (Elohim) che giudica (letteralmente: Essi giudicano - šōpetîm)».

        ■ Il nome Eloah: Se la forma plurale Elohim fosse l’unica forma disponibile per riferirsi a Dio, allora si potrebbe asserire che gli scrittori delle Scritture ebraiche non avevano altra alternativa che utilizzare la parola Elohim sia per il vero Dio che per i molti falsi dèi. Tuttavia, esiste la forma singolare d’Elohim (Eloah) ed è utilizzata in passaggi come Dt 32,15-17 e Hb 3,3. Si sarebbe potuto utilizzare questa forma singolare in tanti altri casi. Essa ricorre solo 250 volte, mentre la forma plurale è utilizzata 2.600 volte. Il maggiore uso della forma plurale volge l’argomento a favore della pluralità nella Deità piuttosto che contro d’essa.

        Nota redazionale: Se si fa un confronto con la Septuaginta, la traduzione greca dell’AT (3° sec. a.C.) — essa traduce il testo consonantico (cfr. i rotoli di Qumran), quindi antecedenti alla revisione masoretica del primo Medioevo — si prenderà atto che essa non ha fatto alcuna differenza fra Eloach (sg.) ed Elohîm (pl.), quando sono riferiti al Dio del patto, traducendoli ambedue con Theós e usando sempre i verbi al singolare, anche quando in ebraico c’è occasionalmente il plurale (!).
        etc etc

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #94
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Ma su che base farebbero il loro studio?
          Come mettere un gruppo di "periti" a studiare a che mi dicano il sesso degli angeli, ma che potrebbero tirar fuori? oltre alle idiozie e follie che hanno attraversato il mondo, cosa che non definisce il sesso degli angeli
          lo studio filologico ed esegetico ha le sue regole, di logica e analisi dei testi, di ermeneutica, ecc...

          ovviamente, gli studiosi non stabiliscono se "la Trinità esiste", ma raffrontano le concezioni teologiche nel percorso storico in cui si sono costituite, nelle influenze storiche di culture e teorie affini, per comprendere come sia nata quella concezione, in base a quali idee e necessità logico-dialettiche in seno alla determinata teologia da costituire;

          insomma, è uno studio storico che serve da supporto alla teologia perché questa non compia errori grossolani di formulazione, che potrebbero essere smentiti facilmente.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #95
            Ma uno studio storico su elementi letterari solo strumentalmente può essere di supporto alla teologia, visto che chiunque, letterariamente, può concepire tutto e pure il contrario.
            Mo sapere che autori arcaici abbiano pensato certo non dice nulla sulla questione dell'essere così o non esserlo.
            Il risultato sarebbe il dire che all'epoca i pinchi in carica pensavano fosse in un certo modo, poi si vede che pinchi in carica che trovi pensiero diverso che hai e dopo n secoli e spremute cerebrali varie le divergenze per mille motivi fondati comunque continuano ad esistere.
            Ciò perchè sul niente si può fabbricare tutto, tanto il niente non protesta mai.

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #96
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              Ma uno studio storico su elementi letterari solo strumentalmente può essere di supporto alla teologia, visto che chiunque, letterariamente, può concepire tutto e pure il contrario.
              Mo sapere che autori arcaici abbiano pensato certo non dice nulla sulla questione dell'essere così o non esserlo.
              Il risultato sarebbe il dire che all'epoca i pinchi in carica pensavano fosse in un certo modo, poi si vede che pinchi in carica che trovi pensiero diverso che hai e dopo n secoli e spremute cerebrali varie le divergenze per mille motivi fondati comunque continuano ad esistere.
              Ciò perchè sul niente si può fabbricare tutto, tanto il niente non protesta mai.
              le divergenze ci sono, certo; ma vengono argomentate in modo raffinato, non come le leggiamo qui;

              è ovvio che lo studio storico e filologico è solo strumentale per il teologo, però consente a quest'ultimo di elaborare modelli che mostrano una certa coerenza interna e magari non si espongono a contraddizioni troppo grossolane e vistose anche ai profani;

              del resto, le stesse teologie si sono evolute e hanno corretto il tiro proprio sotto l'influenza della filosofia, soprattutto quando i tempi consentivano una maggiore disinvoltura;

              oggi invece hai certe curiose uscite del papa che parla con Scalfari e dice cose sconvolgenti per la persona qualsiasi di cultura media - vedi 3d "questo papa non ci piace" - ma che in teologia "alta" possono avere una collocazione, sia pur limitata; tanto, se poi non vanno in dottrina, lasciano il tempo che trovano...
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #97
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                a parte il Regno dei cieli, che rientra nella sola fede;
                che cos'è quell'"amore" di cui parli, concretamente ?
                e in cosa consisterebbe quella "giustizia", concretamente ? chi l'amministra, chi giudica, punisce, e come, dove e quando ?
                fai troppe domande

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #98
                  Vabbe' ma se ebrei e cattolici che sono gli analisti piu' accreditati dopo 2000 anni di profondissimi e meditatissimi studi e riflessioni arrivano e si attestano su conclusioni opposte cio' mi significa che il materiale di riferimento vale un due di picche quanto a comprensibilita' del dire e a caduta il resto, che si caratterizza sui punti piu' deboli, come una catena, non vale di piu'.
                  A me che al contorno ci siano tante arzigogolazioni fatte di frasi incomprensibili conferma che la tematica e' fittizia e nel corrente puo' tranquillamente essere cestinata.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #99
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    Il che da l'dea di matti che si scannano sul nulla con discorsi incomprensibili riferiti a passaggi arcaici del cui significato non si ha traccia concreta su chi ha in mano la vera verità più vera e "merita" di essere il dux del mondo intero perchè dio lo vuole, lo ordina e lo camanda.
                    beh, vista nel senso di far coincidere l'unicità di Dio e la presenza di Gesù nella storia, suo figlio, la trinità può assumere significato, infatti sorge un pensiero risolutorio difronte al paradosso di figlio di Dio e Dio unico. Come risolvere questa incongruenza? Per esempio con una frase che viene fatta pronunciare da Gesù quando gli scribi ed i farisei si vantavano difronte a lui di avere come padre Abramo ( forse alludendo alla diceria che Gesù avesse come padre un legionario romano di nome Pantera); ebbene Gesù li mise in guardia e li umiliò nello stesso tempo dicendo: "Prima che Abramo fosse io sono" ( o io ero già, forse è più comprensibile). Questo ed altri versi della scrittura possono aver dato adito al sorgere di mancate quadrature per la presenza di un Dio unico e di suo figlio; anche per lo spirito divino ci sono dei problemi che altrimenti sarebbero irrisolvibili come l'episodio della pentecoste o discesa dello spirito santo.
                    Evidentemente la trinità di Dio potrebbe essere un compromesso per comprendere certe descrizioni dei vangeli che altrimenti sarebbero difficili se non impossibili da capire.
                    Quindi il confronto tra scrittura e teologia a me fa venire in mente una domanda.
                    "Chi è nato prima, l'uovo o la gallina?"
                    Last edited by crepuscolo; 20-06-2014, 13:52.

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #100
                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      Vabbe' ma se ebrei e cattolici che sono gli analisti piu' accreditati dopo 2000 anni di profondissimi e meditatissimi studi e riflessioni arrivano e si attestano su conclusioni opposte cio' mi significa che il materiale di riferimento vale un due di picche quanto a comprensibilita' del dire e a caduta il resto, che si caratterizza sui punti piu' deboli, come una catena, non vale di piu'.
                      A me che al contorno ci siano tante arzigogolazioni fatte di frasi incomprensibili conferma che la tematica e' fittizia e nel corrente puo' tranquillamente essere cestinata.
                      E' ovvio che ci sia differenza non tanto intellettuale ma formale perché è proprio la forma di Dio che li divide. Gli Ebrei non hanno mai accettato l'uomo Gesù, che si è fatto simile a Dio, non lo hanno accettato allora e non lo accettano oggi come messia puoi immaginarti come figlio di Dio.
                      Infatti il cristianesimo ha attecchito nel mondo greco romano dove di figli di Dei ce n'erano in abbondanza. Comunque il cristianesimo si è imposto anche perché ha sacralizzato questa figura estrapolandola da una semplice scopata divina.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #101
                        Come dire che mancavano i vocaboli che rappresentavano il materializzarsi di una entita' astratta in una fisica, pero' su una carenza dialettica non si va a costruire una pippa mentale di tal portata.
                        Oggi e' normale per tutti essere uni e tanti visto che nella dialettica corrente e' comprensibilissimo rivestire diversi ruoli con le proprie e peculiari specificita' pur restando la unica persona che si e'.
                        Il tutto senza che si creino infinite seghe mentali e tale sdoppiamento lo si poteva supporre anche all'epoca e pure per un dio antropomorfo che agiva, ragionava e si comportava come un umano di rango reale.

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #102
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          E' ovvio che ci sia differenza non tanto intellettuale ma formale perché è proprio la forma di Dio che li divide. Gli Ebrei non hanno mai accettato l'uomo Gesù, che si è fatto simile a Dio, non lo hanno accettato allora e non lo accettano oggi come messia puoi immaginarti come figlio di Dio.
                          Infatti il cristianesimo ha attecchito nel mondo greco romano dove di figli di Dei ce n'erano in abbondanza. Comunque il cristianesimo si è imposto anche perché ha sacralizzato questa figura estrapolandola da una semplice scopata divina.
                          Diciamo che il cristianesimo ha mediato tra l'idea di un Dio unico e quella di un Dio inflazionato
                          Last edited by crepuscolo; 20-06-2014, 14:11.

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #103
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Come dire che mancavano i vocaboli che rappresentavano il materializzarsi di una entita' astratta in una fisica, pero' su una carenza dialettica non si va a costruire una pippa mentale di tal portata.
                            Oggi e' normale per tutti essere uni e tanti visto che nella dialettica corrente e' comprensibilissimo rivestire diversi ruoli con le proprie e peculiari specificita' pur restando la unica persona che si e'.
                            Il tutto senza che si creino infinite seghe mentali e tale sdoppiamento lo si poteva supporre anche all'epoca e pure per un dio antropomorfo che agiva, ragionava e si comportava come un umano di rango reale.
                            Ehi, Il gatto, non so mica se la mia ipotesi sia giusta, forse giustificante; il fatto è che per sapere bene le cose bisognerebbe essere nella testa di quelle persone che quelle idee hanno avuto: create o intuite?, quale dei due non saprei, però come credente mi rifaccio maggiormente all'intuizione. La cosa migliore sarebbe quella di essere vissuto vicino a questo Gesù di Nazareh.

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #104
                              Tutte cose palesemente impossibili da fare e se mi trovo che i massimi esperti in materia, dopo 2000 anni di profonda analisi e illuminata riflessione sulla stessa base dati, pervengono a conclusioni opposte a me significa che quella base dati e' priva di valore, visto che ci si puo' vedere tutto e il suo contrario secondo l'impostazione di chi legge, il che fa si che la base dati puo' essere eliminata e gli analisti mi raccontano cio' che a loro piace di piu' che la stessa cosa dell'analizzare 2000 anni qualcosa di indecifrabile.
                              E ci si risparmia una marea di lavoro inutile e inconcludente.

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #105
                                Beh, ormai io sono fissato sulla figura o essenza di Gesù, mi piace nel mio intimo, in più mi aiuta a pensare bene specialmente su svariate situazioni della mia vita; quindi è un approccio personale per la ricerca del divino; ben venga quindi un consiglio od una lettura quando lo stesso o la stessa rappresentano un puzzle per la visione generale, ma sempre personale, del caso. Certamente ciò che mi sembra contraddittorio sia per quello che viene detto e sia per quello che viene fatto esce da me come l'acqua da un vaso per far posto ad altro; in considerazione poi che in un mondo generalizzato è sempre meglio la specializzazione....alla fine non ho scampo.

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