Ma mica e' detto che la dimostrazione affermata sia poi accettata, infatti non ne passa uno.
Pero' chi la propone non di meno e' convinto di aver dimostrato e per lui quanto supposto e' sicuramente dimostrato.
Pero' chi la propone non di meno e' convinto di aver dimostrato e per lui quanto supposto e' sicuramente dimostrato.

, non è così semplice come appare a prima vista, ma ciò non toglie che in quella occasione i ruoli siano ben definiti, ma andando fuori tema non risolviamo il concetto. Nel racconto è il divino che si avvale di un concetto umano della realtà. La realtà è quella descritta nella parabola essendo essa una storia possibile e probabile per quei tempi e per chi ascoltava ( Gesù ha anche detto, rivolgendosi ai discepoli bramosi di sapere, che parlare di cose divine a chi non conosce neanche le cose umane è impresa ardua); ma dietro cela un'altra realtà che è quella del ruolo del gestore che invece di gestire il contatto con il divino gestisce i propri subdoli interessi. Questa parabola è un monito per quelli che tu chiami incantatori e che circuiscono chi loro da ascolto; quando un religioso vuol servire Dio lo deve fare seriamente altrimenti serve solo se stesso, è chi gli sta vicino che deve accorgersi di ciò che succede, a meno che faccia parte della tresca e questo lui lo sa perché con l'andar del tempo le risposte si affievoliscono ed il dubbio su Dio e chi lo predica prende il sopravvento.
.
Comment