Direi quello della comune del vogliamoci tutti bene.
Peccato originale
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Beh, non avrei fatto tutti quei ragionamenti che ho fatto, richiamando in causa anche Gesù di Nazareth
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e pensare che, in linea di massima, se tutti i biblici riconoscessero semplicemente maestri e profeti umani, ci sarebbe un minimo comune denominatore possibile e armonizzabile, che potrebbe includere facilmente anche i concetti portanti di altre fedi estranee;
ma la pretesa di agganciare la fede ad un evento soprannaturale che rende quello superiore, paradossalmente avvia una guerra teologica di tipo nuovo, rendendo tutti incompatibili con tutti e annullando quel possibile comune denominatore, che al massimo si ritrova tra clericali di diverse fedi, come riconoscimento reciproco di potere;
eppure, per chi davvero crede in Gesù e nella sua parola, dovrebbe essere irrilevante la resurrezione per la validità di quella stessa parola; ma pronunciarsi su questo sarebbe troppo scabroso, per chiunque sia in qualche modo affiliato.c'è del lardo in Garfagnana
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Ma chi/quanti credono nella parola di gesu' da applicarsela addosso senza la minaccia dell'inferno e il premio della beata immortalita'?
E anche con il bastone e la carota resta inapplicata se non sporadicamente da qualche singolo.
Mi sembra quindi chiaro il motivo delle sovrastrutture che la sorreggono diventando di fatto esse la predicazione.
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Il fatto è che per me ce n'è uno soloOriginariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioPer farla con 7 miliardi di personalita' forse e' troppo anche per gesu' che non ha ottenuto maestosi risultati e ha dovuto ripiegare sul dopo morti e su una pseudo immortalita' senza ufficio reclami.
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Infatti il mio riscontro, da credente, è proprio la resurrezione Gesù ma ancora di più la promessa per la mia, e questo la dice lunga per quanto il credente sia interessato, certo che è interessato a risorgere, ma partecipa pure alla sua realizzazione senza alcun sospeso, non ci sono rimpianti per il cristiano che ha fatto tutto ciò che poteva. Mi piacerebbe che rispondessi a questa domanda: per te è un buon cristiano chi non crede alla resurrezione di Gesù? La domanda è semplice e spero lo sia pure la rispostaOriginariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioe pensare che, in linea di massima, se tutti i biblici riconoscessero semplicemente maestri e profeti umani, ci sarebbe un minimo comune denominatore possibile e armonizzabile, che potrebbe includere facilmente anche i concetti portanti di altre fedi estranee;
ma la pretesa di agganciare la fede ad un evento soprannaturale che rende quello superiore, paradossalmente avvia una guerra teologica di tipo nuovo, rendendo tutti incompatibili con tutti e annullando quel possibile comune denominatore, che al massimo si ritrova tra clericali di diverse fedi, come riconoscimento reciproco di potere;
eppure, per chi davvero crede in Gesù e nella sua parola, dovrebbe essere irrilevante la resurrezione per la validità di quella stessa parola; ma pronunciarsi su questo sarebbe troppo scabroso, per chiunque sia in qualche modo affiliato.
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Della serie in tutti incontri gesu' per cui complessivamente solo lui conosci e incontri applicandogli i suoi dettami vari.Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioIl fatto è che per me ce n'è uno solo
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Per cui ami i nemici, ami non non gli fai una guerra magari distruttiva solo per te e ti sei fatto povero fra i poveri donando tutto loro e vivi delle concessioni che di giorno in giorno gesu' ti provvede?
Intanto ti rispondo io, chi applica la predicazione a se stesso e' un buon ristiano, la resurrezione, che poi e' solo quella propria ad interessare, non quella di gesu' che sarebbe solo un esempio dimostrativo per la propria, e' il vero centro di interesse, e' il premio per quelle azioni che dovrebbero essere paganti di per se, invece al massimo si fanno per forza, senza motivo di farle, per un premio che si ritiene valga piu' dei costi.
Se invece tali azioni si fanno per amore come dovrebbe essere credendoci veramente sarebbero gia' piacevoli e autoripaganti senza necessita' di premi in resurrezioni d'oro.
Pero' all'amore non si comanda e la contropartita diventa essenziale e, se non ci credi, anche qualcche tentativo vago di amore prezzolato scompare.Last edited by Il gatto; 25-10-2014, 18:27.
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beh, dipende da cosa si intende per "cristiano", non dal buono o meno;Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioMi piacerebbe che rispondessi a questa domanda: per te è un buon cristiano chi non crede alla resurrezione di Gesù? La domanda è semplice e spero lo sia pure la risposta
nella definizione convenzionale, quella che non dovrebbe dare luogo ad equivoci, un cristiano crede nella resurrezione, e in altri dogmi; anche se nella storia, come sai, si sono prodotte molte eresie anche su quelli essenziali, natura divina, ecc...
se ci limitiamo all'agire ispirato, persino papa Francesco ha dichiarato - senza che ciò faccia dottrina, beninteso - che "Dio perdona il non credente che obbedisca alla sua coscienza";
pertanto, a maggior ragione se questa è ispirata dal Vangelo, pur non credendo alla resurrezione;
e qui il Gatto ha spiegato una cosa essenziale:Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioIntanto ti rispondo io, chi applica la predicazione a se stesso e' un buon ristiano, la resurrezione, che poi e' solo quella propria ad interessare, non quella di gesu' che sarebbe solo un esempio dimostrativo per la propria, e' il vero centro di interesse, e' il premio per quelle azioni che dovrebbero essere paganti di per se, invece al massimo si fanno per forza, senza motivo di farle, per un premio che si ritiene valga piu' dei costi.
Se invece tali azioni si fanno per amore come dovrebbe essere credendoci veramente sarebbero gia' piacevoli e autoripaganti senza necessita' di premi in resurrezioni d'oro.
Pero' all'amore non si comanda e la contropartita diventa essenziale e, se non ci credi, anche qualcche tentativo vago di amore prezzolato scompare.
se leggi Balthasar, gesuita come il papa, prima o poi verrà fuori questa cosa dell'assenza di remunerazione e della virtù come premio a sé stessa, che evolutivamente nel Protestantesimo apre a tutte le sfumature interpretative sul senso di tutta la storia;
a me, quello che affascina del modo protestante di intendere la questione è esattamente il ribaltamento del processo di remunerazione, e cioè:
sei già salvo in quanto hai la possibilità cosciente di realizzare quanto ti è reso possibile fare della tua vita, e perciò un sentimento di gratitudine, che spontaneamente dovrebbe indirizzarti al bene per rendere onore a quanto ricevuto; il Paradiso è qui e ora, diceva Lutero...
non agisci per ottenere in cambio, ma per onorare ciò che già hai ricevuto, esaltando quanto di ispirazione divina ti suggerisce la tua coscienza;
e in questo, per me la circostanza soprannaturale che avrebbe presieduto alla vicenda di Gesù è irrilevante, e addirittura lo sarebbe la stessa esistenza storica di un Gesù in carne ed ossa, nel momento in cui quel messaggio è nero su bianco;
se la tua coscienza trova giusto un precetto, è irrilevante chi e come lo abbia formulato.Last edited by axeUgene; 25-10-2014, 21:30.c'è del lardo in Garfagnana
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Non è cosìOriginariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioDella serie in tutti incontri gesu' per cui complessivamente solo lui conosci e incontri applicandogli i suoi dettami vari.
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E' credere nella resurrezione di Gesù il dogma dei dogmi, dogma al quadrato, gli altri, quelli a cui ti riferisci, sono dogmi del dogma, ossia la radice quadrataOriginariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiobeh, dipende da cosa si intende per "cristiano", non dal buono o meno;
nella definizione convenzionale, quella che non dovrebbe dare luogo ad equivoci, un cristiano crede nella resurrezione, e in altri dogmi; anche se nella storia, come sai, si sono prodotte molte eresie anche su quelli essenziali, natura divina, ecc...
se ci limitiamo all'agire ispirato, persino papa Francesco ha dichiarato - senza che ciò faccia dottrina, beninteso - che "Dio perdona il non credente che obbedisca alla sua coscienza";
pertanto, a maggior ragione se questa è ispirata dal Vangelo, pur non credendo alla resurrezione;
e qui il Gatto ha spiegato una cosa essenziale:
se leggi Balthasar, gesuita come il papa, prima o poi verrà fuori questa cosa dell'assenza di remunerazione e della virtù come premio a sé stessa, che evolutivamente nel Protestantesimo apre a tutte le sfumature interpretative sul senso di tutta la storia;
a me, quello che affascina del modo protestante di intendere la questione è esattamente il ribaltamento del processo di remunerazione, e cioè:
sei già salvo in quanto hai la possibilità cosciente di realizzare quanto ti è reso possibile fare della tua vita, e perciò un sentimento di gratitudine, che spontaneamente dovrebbe indirizzarti al bene per rendere onore a quanto ricevuto; il Paradiso è qui e ora, diceva Lutero...
non agisci per ottenere in cambio, ma per onorare ciò che già hai ricevuto, esaltando quanto di ispirazione divina ti suggerisce la tua coscienza;
e in questo, per me la circostanza soprannaturale che avrebbe presieduto alla vicenda di Gesù è irrilevante, e addirittura lo sarebbe la stessa esistenza storica di un Gesù in carne ed ossa, nel momento in cui quel messaggio è nero su bianco;
se la tua coscienza trova giusto un precetto, è irrilevante chi e come lo abbia formulato.
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La parola è già la tradizione.
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e pertanto ?Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioE' credere nella resurrezione di Gesù il dogma dei dogmi, dogma al quadrato, gli altri, quelli a cui ti riferisci, sono dogmi del dogma, ossia la radice quadrata
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La parola è già la tradizione.
cosa sarebbe di chi si comporta da cristiano, magari osservando il Vangelo, ma non crede nella resurrezione ?
gli accordi una Giustizia di serie B ? lo mandi in paradiso attraverso il purgatorio delle carrozze dei treni locali, mentre i credenti viaggiano col freccia rossa ?
magari quello è stato pio tutta la vita, mentre il credente si è ravveduto all'ultimo istante, ma ha saltato la fila e gli è stato riservato il posto in prima classe
io ti ho risposto, in modo chiaro;
tu - spero in modo altrettanto chiaro - che rispondi ?c'è del lardo in Garfagnana
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E' assurdo.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioe pertanto ?
cosa sarebbe di chi si comporta da cristiano, magari osservando il Vangelo, ma non crede nella resurrezione ?
Cristo, vangelo e resurrezione sono inseparabili. E' un "trittico" al quale il cristiano non rinuncia, gli altri sono binomi o monomi con allegato monologo
con un Dio che in realtà esiste solo nella sua testa.
Poi, a precisazione, io non mando nessuno da nessuna parte, casomai sono loro che vanno dove vogliono
Come noterai ho risposto picche.Last edited by crepuscolo; 26-10-2014, 15:53.
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il "cristiano" credente, appunto, ma questo è tautologico;Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioE' assurdo.
Cristo, vangelo e resurrezione sono inseparabili. E' un "trittico" al quale il cristiano non rinuncia
e chi non è credente ma si comporta da cristiano ? come fai a dire che sarebbe assurdo ? cosa impedirebbe a chiunque di seguire gli insegnamenti di Gesù ritenendoli giusti senza per questo credere nella resurrezione ? una persona così sarebbe meno degna, magari di chi si converte all'ultimo minuto dopo una vita "nel peccato" ?
detto per inciso, un'inchiesta tra i "cattolici" francesi di qualche anno fa ha messo in luce il fatto che circa la metà in effetti non crede in alcuni dogmi della dottrina, resurrezione inclusa; al primo posto però si colloca la verginità di Maria;
ma come, se fino a ieri hai tu stesso rivendicato il diritto di concepire Dio solo nella tua testa, senza alcun riferimento convenzionale che ne statuisse le prerogative ?gli altri sono binomi o monomi con allegato monologo
con un Dio che in realtà esiste solo nella sua testa.
in nome di questo hai svicolato su tutte le questioni relative all'onnipotenza, l'onniscienza, l'origine del male, e ora vieni a criticare colui che non cede alla resurrezione per l'esercizio di un diritto che rivendichi per te ?
è proprio vero che chi ha frequentato i preti può benissimo diventare ateo e anticlericale, ma la furberia impudente e bertoldesca non la perde mai
c'è del lardo in Garfagnana
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Inseparabili perche la dottrina dogmatica li ha resi tali, quindi il vero credente li deve fare propri in blocco per comando altrimenti non e' credente.
Il punto centrale, da un diverso punto di vista, sarebbe solo la predicazione che uno valuta se e' valida o meno da applicare a se stessi e ne trae le sue conclusioni.
Il chi l'ha fatta non dovrebbe essere rilevante se la si valuta valid.
Che l'abbia fatta gesu' e cio' e' essenziale, sta solo a dire che poco importa se noi la riteniamo valida, importa che rappresenta la volonta' di dio e solo per questo diventa propria.
Cio' fa si che, se la si ritenesse una follia, andrebbe fatta propria lo stesso, atteggiamento simile a dove un dio piu' vendicatore e imperialista fa una predicazione coerente a cio' ed i credenti obbediendi a quel profilo divino la applicano con meccanismi di motivazione non diversi da quelli che presenti.
Ogni cosa che si e' convinti venga da dio diventa solo per questo santa e da farsi il che puo' produrre delle aberrazioni comportamentali.
Pure la resurrezione e' accessoria, un atto dimostrativo come i miracoli per rispondere al ragionamento tutto umano del " se non fa risorgere se stesso come puo' far risorgere noi?", di fatto dio si piega ad un ricatto morale e fa la sua esibizione.
Tuttavia se credi non dovrebbe esserci bisogno di dimostrazioni plateali degne di una leopolda.
Come e' venuto se ne va senza che cio' mini il suo potere, ma e' evidente che ci si e' sottomessi ad una esigenza di credibilita' cosa piu' applicabile ad una gerarchia terrena che non ad una divina.
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