I Vangeli storia o mito?

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  • andreric
    Opinionista
    • 26/04/14
    • 883

    #1

    I Vangeli storia o mito?

    IN TUTTO il mondo la storia di Gesù di Nazaret —*un giovane uomo che cambiò il corso della storia umana*— è parte integrante del tessuto della società. Fa parte dell’educazione formale e informale della gente. Per molti i Vangeli sono fonte di verità e di massime senza tempo, come: “La vostra parola Sì significhi Sì, il vostro No, No”. (Matteo 5:37) Probabilmente i racconti evangelici hanno fornito ai vostri genitori, sia che fossero cristiani o no, lo spunto per insegnarvi determinate lezioni.
    Milioni di sinceri seguaci di Cristo hanno appreso dai Vangeli la descrizione dell’uomo per il quale sono stati disposti a soffrire e a morire. I Vangeli hanno anche costituito il fondamento e fornito l’ispirazione per qualità come coraggio, perseveranza, fede e speranza. Non siete d’accordo che ci vorrebbero prove inconfutabili prima di dire che questi racconti sono semplice invenzione? Considerando l’immensa influenza che i Vangeli hanno esercitato sul pensiero e sul comportamento umano, non esigereste prove convincenti da chi volesse metterne in dubbio l’autenticità?
    Vi invitiamo a esaminare alcune domande importanti sui Vangeli. Vedete da voi stessi ciò che pensano al riguardo alcuni studiosi dei Vangeli, sebbene alcuni di loro non si definiscano cristiani. Una volta informati, potrete trarre le vostre conclusioni.
    DOMANDE DA ESAMINARE
    ◆ È possibile che i Vangeli siano una magistrale invenzione?
    Robert Funk, fondatore del Seminario su Gesù, dice: “Matteo, Marco, Luca e Giovanni presentarono un Messia adattato alla dottrina cristiana sviluppatasi dopo la morte di Gesù”. Tuttavia, mentre si scrivevano i Vangeli, molti che avevano udito di persona i detti di Gesù, che avevano osservato le sue opere e che lo avevano visto dopo la sua risurrezione erano ancora vivi. Essi non accusarono gli evangelisti di aver commesso una frode.
    Considerate la morte e la risurrezione di Cristo. Non sono solo i Vangeli a fare un resoconto attendibile della morte e della risurrezione di Gesù: altrettanto fa la prima lettera canonica dell’apostolo Paolo ai cristiani dell’antica Corinto. Egli scrisse: “Vi ho trasmesso, fra le prime cose, ciò che anch’io ho ricevuto, che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture; e che fu sepolto, sì, che è stato destato il terzo giorno secondo le Scritture; e che apparve a Cefa, quindi ai dodici. Apparve poi a più di cinquecento fratelli in una volta, la maggioranza dei quali rimangono fino al presente, mentre alcuni si sono addormentati nella morte. Apparve poi a Giacomo, quindi a tutti gli apostoli; ma, ultimo di tutti, apparve anche a me come a uno nato prematuramente”. (1*Corinti 15:3-8) Questi testimoni erano custodi della verità storica sulla vita di Gesù.
    Nelle Scritture Greche Cristiane non c’è lo spirito di inventiva ipotizzato dai critici moderni. Lo si trova invece in testi del II*secolo*E.V. Perciò certe narrazioni extrabibliche su Cristo furono messe per iscritto mentre era in corso l’apostasia dal vero cristianesimo in seno a comunità distaccatesi dalla congregazione apostolica. —*Atti 20:28-30.
    ◆ I Vangeli potrebbero essere leggende?
    Lo scrittore e critico Clive S.*Lewis trovava difficile considerare i Vangeli semplici leggende. “In qualità di storico della letteratura sono perfettamente convinto che qualunque cosa siano, i Vangeli non sono certo leggende”, scrisse. “Non sono abbastanza artistici da essere leggende. . . . La maggior parte della vita di Gesù ci è sconosciuta, e nessuno che inventi una leggenda lascerebbe le cose in questa maniera”. È pure degno di nota che il famoso storico Herbert G.*Wells, pur non definendosi cristiano, riconobbe: “I quattro Vangeli . . . concordano nel descriverci una personalità ben definita; sono assolutamente convincenti”.
    Prendete il caso di una delle apparizioni del Cristo risorto ai discepoli. Chi avesse voluto inventare una leggenda avrebbe probabilmente descritto un ritorno spettacolare, gli avrebbe fatto pronunciare un grande discorso o lo avrebbe circondato di luce e splendore. Invece gli evangelisti si limitano a descrivere Gesù in piedi davanti ai discepoli. Gesù chiese loro: “Figlioli, non avete nulla da mangiare, vero?” (Giovanni 21:5) Lo studioso Gregg Easterbrook conclude: “Questi dettagli fanno pensare a un racconto autentico, non a un mito o a un’invenzione”.
    L’accusa secondo cui i Vangeli sarebbero leggende si scontra anche con il rigido metodo di insegnamento rabbinico in uso al tempo in cui furono scritti i Vangeli. Esso consisteva prevalentemente nell’apprendimento a memoria basato sulla ripetizione. Questo è un punto a favore della trasmissione accurata e attenta dei detti e delle opere di Gesù, e non della creazione di un racconto infiorato.
    ◆ Se i Vangeli fossero leggende, sarebbero stati redatti così presto dopo la morte di Gesù?
    Secondo le testimonianze disponibili, i Vangeli furono scritti fra il 41*e il 98*E.V. Gesù morì nel 33*E.V. Ciò significa che i resoconti della sua vita furono compilati entro un tempo relativamente breve dalla fine del suo ministero. Questo è un enorme ostacolo all’ipotesi che i Vangeli siano semplici leggende. Perché si sviluppi una leggenda ci vuole tempo. Prendete ad esempio l’Iliade e l’Odissea, poemi scritti dall’antico poeta greco Omero. Alcuni sostengono che il testo di questi due poemi epici sia stato elaborato per centinaia di anni prima di assumere una forma stabile. E i Vangeli?
    Lo storico Will Durant scrive: “Che pochi uomini semplici possano aver inventato . . . una personalità così possente e affascinante, un’etica così nobile e così ispirata a umana fratellanza sarebbe un miracolo ancor più clamoroso di quelli ricordati nei Vangeli. Dopo due secoli di critica le linee generali e fondamentali della vita, del carattere, dell’insegnamento del Cristo rimangono sufficientemente chiare e costituiscono la caratteristica più affascinante della storia umana in Occidente”.
    ◆ I Vangeli subirono una rielaborazione posteriore per adattarli ai bisogni della comunità cristiana primitiva?
    Alcuni critici affermano che la “politica” della comunità cristiana primitiva spinse gli scrittori evangelici a rielaborare la storia di Gesù o ad aggiungervi altri elementi. Ma un attento studio dei Vangeli rivela che questa rielaborazione non ci fu. Se le narrazioni evangeliche riguardanti Gesù fossero state modificate dagli intrighi dei cristiani del I*secolo, come mai il testo contiene ancora osservazioni negative sia sui giudei che sui gentili?
    Per esempio, in Matteo 6:5-7 sono riportate queste parole di Gesù: “Quando pregate, non dovete essere come gli ipocriti; perché a loro piace pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle ampie vie per essere visti dagli uomini. Veramente vi dico: Essi hanno appieno la loro ricompensa”. Chiaramente, queste parole condannavano i capi religiosi giudei. Gesù aggiunse: “Nel pregare, non dite ripetutamente le stesse cose, come fanno le persone delle nazioni [i gentili], poiché esse immaginano di essere ascoltate per il loro uso di molte parole”. Citando queste parole di Gesù, gli evangelisti non stavano cercando di fare convertiti. Stavano semplicemente riferendo ciò che Gesù Cristo aveva effettivamente detto.
    Considerate anche i brani evangelici relativi alle donne che si recarono alla tomba di Gesù e la trovarono vuota. (Marco 16:1-8) Gregg Easterbrook fa rilevare che, “secondo la logica sociale dell’antico Medio Oriente, la testimonianza delle donne era intrinsecamente inattendibile: per esempio, due testimoni maschi erano sufficienti per far condannare una donna per adulterio, mentre la testimonianza di nessuna donna poteva far condannare un uomo”. Gli stessi discepoli di Gesù non credettero alle donne! (Luca 24:11) Perciò è molto improbabile che si tratti di una storia inventata di proposito.
    L’assenza di parabole nelle epistole e nel libro degli Atti è un buon argomento a sostegno del fatto che le parabole contenute nei Vangeli non furono inserite dai primi cristiani, ma vennero pronunciate da Gesù stesso. Per di più un attento confronto fra i Vangeli e le epistole rivela che né le parole di Paolo né quelle di alcun altro scrittore delle Scritture Greche Cristiane furono riformulate ad arte e attribuite a Gesù. Se la comunità cristiana primitiva avesse fatto una cosa del genere, dovremmo aspettarci di trovare nei Vangeli almeno parte delle informazioni delle epistole. Ma non è così, per cui possiamo sicuramente concludere che il materiale dei Vangeli è originale e autentico.
    ◆ Che dire di presunte contraddizioni presenti nei Vangeli?
    Da tempo i critici asseriscono che i Vangeli siano pieni di contraddizioni. Lo storico Durant cercò di esaminare i Vangeli da un punto di vista puramente obiettivo, alla stregua di documenti storici. Pur ritenendo di avervi riscontrato alcune apparenti contraddizioni, concluse che esse “riguardano solamente i particolari, non la sostanza: i Vangeli sinottici vanno d’accordo nell’essenza e ci danno in sintesi un ritratto concreto del Cristo”. —*Ibid.
    Spesso le apparenti contraddizioni nei racconti evangelici si possono risolvere facilmente. Per esempio, Matteo 8:5 dice che “un ufficiale dell’esercito venne da [Gesù], supplicandolo” di guarire uno dei suoi servi. In Luca 7:3 si legge che l’ufficiale “mandò da [Gesù] degli anziani dei giudei, per chiedergli di venire a salvare il suo schiavo”. L’ufficiale mandò gli anziani come suoi rappresentanti. Matteo dice che l’ufficiale stesso supplicò Gesù perché l’uomo aveva presentato la sua richiesta tramite gli anziani, che agirono da suoi portavoce. Questo è solo un esempio di come si possono risolvere le presunte discrepanze presenti nei Vangeli.
    Che dire delle asserzioni dei critici letterari secondo cui i Vangeli non soddisfano i criteri dell’effettiva narrazione storica? Durant continua: “Presi dall’entusiasmo delle proprie scoperte, i fautori della critica letteraria hanno applicato nei confronti del Nuovo Testamento criteri così rigidi per verificarne l’autenticità che, con gli stessi criteri, centinaia di uomini famosi dell’antichità —*Hammurabi, Davide, Socrate, ad esempio —*svanirebbero nella leggenda. Nonostante i loro pregiudizi e i loro preconcetti teologici, gli Evangelisti ricordano molti fatti; fatti che persone che inventano di sana pianta avrebbero taciuto: ad esempio, la gara fra gli Apostoli per i primi posti nel Regno, la loro fuga dopo l’arresto di Gesù, la rinnegazione di Pietro . . . Chiunque legga questi passi non può dubitare della concretezza della figura cui essi si riferiscono”. —*Ibid.
    ◆ La cristianità odierna rappresenta il Gesù dei Vangeli?
    Il Seminario su Gesù ha dichiarato che la sua ricerca sui Vangeli “non è vincolata dalle formulazioni dei concili ecclesiastici”. Ma lo storico Wells comprese che c’è un abisso fra gli insegnamenti del Gesù dei Vangeli e quelli della cristianità. Egli scrisse: “Non c’è nessuna prova che gli apostoli di Gesù sentissero mai parlare di Trinità, almeno da lui. . . . Né [Gesù] disse una parola sul culto di sua madre Maria, simile a quello di Iside, Regina del Cielo. Tutto ciò che caratterizza di più il cristianesimo nell’adorazione e nelle tradizioni, egli lo ignorò”. Perciò non si può giudicare il valore dei Vangeli in base agli insegnamenti della cristianità.
    QUAL È LA VOSTRA CONCLUSIONE?
    Dopo aver considerato quanto sopra, cosa pensate voi? Ci sono prove reali e convincenti che i Vangeli contengano dei miti? Per molti le domande e i dubbi sull’autenticità dei Vangeli sono deboli e non convincenti. Se volete farvene un’idea, dovete leggere personalmente i Vangeli con mente aperta. (Atti 17:11) Vedendo la coerenza, l’onestà e l’accuratezza con cui presentano la personalità di Gesù, capirete che queste narrazioni non sono certo una raccolta di favole.
    Se esaminate attentamente la Bibbia e ne seguite i consigli, vedrete che può cambiare in meglio la vostra vita. (Giovanni 6:68) Questo vale in particolare per i detti di Gesù riportati nei Vangeli. Quel che più conta, da essi potete apprendere il meraviglioso futuro che è in serbo per l’umanità ubbidiente. —*Giovanni 3:16; 17:3,*17.Ciao Riccardo
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Un'alternativa nero o bianco poco realistica.
    Normalmente si intesse un romanzo di fantasia in ambientazione storica e l'una non conferma certo la realta' dell'altra specialmente se di contenuto esoterico.

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    • andreric
      Opinionista
      • 26/04/14
      • 883

      #3
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      Un'alternativa nero o bianco poco realistica.
      Normalmente si intesse un romanzo di fantasia in ambientazione storica e l'una non conferma certo la realta' dell'altra specialmente se di contenuto esoterico.
      Se caro Gatto dici che è poco realistica , dimostrami con le prove , che i Vangeli sono un mito? Ciao Riccardo

      Comment

      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Tu poni la tesi e tu la dimostri.
        Detto cio', cio' che trova conferme in reperti archeologici debitamente indagati e' storia, il resto e' mito.
        Della serie che pilato fosse il governatore della regione e' storia, che un tal gesu' fosse processato come sobillatore da pilato poesse dato che un procuratore generale non si appalla per certi casi, che gesu' abbia provocatoriamente risposto "con un tu lo dici", come spesso fanno i provocatori, e' plausibile, ma non accertato.
        Che gesu' fosse dio e' mito.

        Prova mi che non e' mai esistito pinocchio, burattino di legno, parlante e ragionante con vita autonoma.

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        • Pazza_di_Acerra
          люблю беспокоиться
          • 09/12/09
          • 28840

          #5
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Tu poni la tesi e tu la dimostri.
          Della serie che pilato fosse il governatore della regione e' storia,
          Mica tanto: Pilato era un semplice prefetto...
          semel in anno licet insanire, cotidie melius

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Non sono o un accademico degli incarichi della farnesina all'estero di 2000 anni fa.
            Nel caso in questione, qualora fosse stato, aveva giurisdizione lui.

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
              Se caro Gatto dici che è poco realistica , dimostrami con le prove , che i Vangeli sono un mito? Ciao Riccardo
              Basta pensare come pensavano allora, quello è mito; ti faccio un esempio, il Regno dei cieli è chiamato così perché allora si pensava che Dio risiedesse nei cieli e che il miglior governo fosse quello di un re; e ce ne sono a bizzeffe, basta cercarli.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #8
                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                Tu poni la tesi e tu la dimostri.
                Detto cio', cio' che trova conferme in reperti archeologici debitamente indagati e' storia, il resto e' mito.
                Della serie che pilato fosse il governatore della regione e' storia, che un tal gesu' fosse processato come sobillatore da pilato poesse dato che un procuratore generale non si appalla per certi casi, che gesu' abbia provocatoriamente risposto "con un tu lo dici", come spesso fanno i provocatori, e' plausibile, ma non accertato.
                Che gesu' fosse dio e' mito.

                Prova mi che non e' mai esistito pinocchio, burattino di legno, parlante e ragionante con vita autonoma.
                Secondo me stai generalizzando.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Poesse, ma resta che quello che e' storicamente dimostrabile secondo i canoni storici e' storia, quello che non lo e', e' mito.
                  Poi il mito ciascuno se lo puo' vivere come vuole, se non cerca di renderlo realta' altrui con metodi vari piu' o meno coercitivi.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #10
                    Che cosa vuol dire storicamente dimostrabile; la storia non è matematica, caso mai si parla di più o meno probabile.

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24593

                      #11
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      Che cosa vuol dire storicamente dimostrabile; la storia non è matematica, caso mai si parla di più o meno probabile.
                      riscontri documentali attendibili e relativamente dettagliati; ridondanza di informazioni e riscontri attendibili da fonti diverse contemporanee e non interessate; un impianto descrittivo compatibile e analogo a quello di eventi di rilievo comparabile dell'epoca;

                      se poi parliamo di miracoli e resurrezione, che sono il nocciolo della faccenda, capisci bene che vale poco una presunzione di "più o meno probabile".
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Pazza_di_Acerra
                        люблю беспокоиться
                        • 09/12/09
                        • 28840

                        #12
                        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                        Che cosa vuol dire storicamente dimostrabile; la storia non è matematica, caso mai si parla di più o meno probabile.
                        Non so quanto convenga chiamare in causa il probabile... Hai presente le camminate sull'acqua, i pani e i pesci che proliferano, il sole che si ferma e amenità del genere?
                        semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                        • andreric
                          Opinionista
                          • 26/04/14
                          • 883

                          #13
                          IMMAGINATE di sentire una storia sorprendente. Ci credereste? Molto dipenderebbe dalla credibilità della persona che ve l’ha raccontata. Ciò includerebbe non solo il modo in cui ha presentato le cose ma anche la reputazione che si è fatta nel tempo. Dopo tutto, se nel corso degli anni questa persona vi avesse sempre detto la verità, non mentendovi mai deliberatamente, avreste dei buoni motivi per credere a quello che vi ha detto ora.
                          Lo stesso vale per i miracoli riportati nella Bibbia. Nessuno di noi era in vita quando si verificarono quegli avvenimenti. Tuttavia è possibile stabilire se ciò che la Bibbia riferisce è credibile, se ha cioè l’impronta della verità. In che modo? Ecco alcuni elementi che rendono più credibile la narrazione biblica dei miracoli.
                          Molti miracoli vennero compiuti in pubblico. A volte furono visti da migliaia —*se non da milioni*— di persone. (Esodo 14:21-31; 19:16-19) Non vennero fatti in segreto, di nascosto.
                          I miracoli erano caratterizzati dalla semplicità. Non erano una sorta di spettacoli con tanto di messinscena e giochi di luce. La maggior parte dei miracoli narrati nella Bibbia avvenne in seguito a incontri casuali e richieste da parte di singoli individui. (Marco 5:25-29; Luca 7:11-16) Tali circostanze non avrebbero permesso un’eventuale messinscena dell’evento miracoloso.
                          Coloro che compivano miracoli non lo facevano per ottenere fama, gloria o ricchezza. Lo facevano invece per recare gloria a Dio. (Giovanni 11:1-4, 15,*40) Qualsiasi tentativo di trarre un guadagno dai poteri miracolosi era condannato. —*2*Re 5:15, 16, 20, 25-27; Atti 8:18-23.
                          La varietà dei miracoli narrati nella Bibbia indica che non potevano essere semplice opera di uomini. Per esempio, il mare e il vento furono placati, l’acqua venne trasformata in vino, la pioggia fu fatta cessare e poi ricominciare, i malati vennero guariti e ai ciechi fu ridata la vista. Tutti quei miracoli e molti altri indicano che dietro di essi dev’esserci stata una potenza sovrumana in grado di influire su ogni forma di materia. —*1*Re 17:1-7; 18:41-45; Matteo 8:24-27; Luca 17:11-19; Giovanni 2:1-11; 9:1-7.
                          Gli oppositori che assisterono ai miracoli non misero in dubbio che fossero realmente avvenuti. Quando Gesù risuscitò il suo amico Lazzaro, i nemici religiosi di Gesù non misero in dubbio che l’uomo fosse morto. D’altra parte, come avrebbero potuto? Lazzaro era rimasto sepolto per quattro giorni. (Giovanni 11:45-48; 12:9-11) Perfino secoli dopo che Gesù era morto, gli scrittori del Talmud ebraico riconoscevano ancora che aveva avuto poteri miracolosi. Ciò che mettevano in dubbio era la fonte di quei poteri. In modo analogo, quando i discepoli di Gesù furono portati davanti a un tribunale ebraico, non fu chiesto loro se avevano compiuto un miracolo, ma: “Con quale potere o nel nome di chi avete fatto questo?” —*Atti 4:1-13.
                          Quindi, si può credere a quello che la Bibbia dice dei miracoli? Da quanto appena considerato è chiaro che i resoconti biblici dei miracoli hanno il marchio della credibilità. Ma ci sono altri motivi per aver fiducia in quei resoconti. Ad esempio, quando narra un evento, la Bibbia menziona spesso il tempo, il luogo e il nome delle persone coinvolte. Perfino alcuni critici della Bibbia sono rimasti sbalorditi dall’accuratezza dei suoi dati storici. Centinaia di profezie bibliche si sono adempiute anche nei minimi particolari. Oltre a questo, la Bibbia contiene molti consigli su come avere buoni rapporti interpersonali, consigli che hanno aiutato persone di ogni età e condizione sociale. In fatto di rapporti umani, i consigli contenuti nella Bibbia si sono rivelati senza uguali.
                          Se ancora non avete piena fiducia nella Bibbia, perché non vi prendete il tempo per esaminarla con maggior attenzione? Più la conoscerete, più avrete fede in essa. (Giovanni 17:17) Vi renderete conto che si può credere in quello che dice dei miracoli avvenuti in passato. Una volta che avrete acquistato fiducia in quei racconti, avrete buoni motivi per credere in ciò che la Bibbia predice riguardo al prossimo futuro.
                          Ciao Riccardo

                          Comment

                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            Se la storia mi piace e mi interessa posso pure entrare nell'atmosfera pinocchiesca, pero' resta che azioni, pensieri, parole e pure omissioni del mio reale restino ancorate a quel che so.
                            Se vado al cinema, per due ore "credo" a quella scenografia, ma finito il film i riferimenti miei sono altri.
                            Non vivo in quel film guidando in autostrada, ma seguo il navigatore e i bollettino Iso radio.

                            Comment

                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #15
                              Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                              Non so quanto convenga chiamare in causa il probabile... Hai presente le camminate sull'acqua, i pani e i pesci che proliferano, il sole che si ferma e amenità del genere?
                              Siete proprio prevenuti; io non sto parlando di Gesù Cristo, sto mettendo in dubbio la scientificità della storia; caso mai si può sostenere, indipendentemente dalle resurrezioni o dai miracoli che Gesù Cristo probabilmente è esistito.

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