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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #181
    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Guarda meogatto che io non ti sto dicendo cosa devi o non devi fare tu od altri che rappresenti, né tanto meno cosa pensare, sto solo dicendo come la penso io.
    se dici che come la pensi tu è come vuole "Dio" - che si suppone, a meno che tu non specifichi altro, sia la volontà superiore e giusta - sottintendi che tutti dovrebbero uniformarsi, a meno di non voler essere sbagliati;
    Casomai ho parlato di come vedo io vedo Dio, cioè il mio Dio, e di ciò che vuole da me.
    In quanto al fatto che altri abbiano parlato di un Dio che fa la guerra e se qualcuno ci ha creduto io che posso farci, mica c'ero, e neanche tu.
    se è il tuo Dio lo dovresti precisare, distinguendolo da quello degli altri;
    quando ti riferisci a Gesù, a meno tu non definisca esplicitamente altro Gesù che non c'entra nulla, quel dio non è più il tuo, ma quello convenzionale di un sistema ideologico, o sottosistema;

    è come se tu ti mettessi un'uniforme, che è fatta apposta per distinguere un insieme, e al tempo stesso rivendicare la tua libertà da quell'uniforme e negare la responsabilità dell'appartenenza;
    se vuoi la libertà, lascia le uniformi; se vuoi le uniformi e i distintivi, assumiti la responsabilità di sostenere il senso di quelli, che è adesione ad un sistema di idee.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #182
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      se dici che come la pensi tu è come vuole "Dio"
      Il mio Dio, non è detto sia il tuo.

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #183
        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
        Se tu mi paragoni Dio ad un imprenditore che guadagna sulle disgrazie del figlio, posso permettermi un esempio psicofisico mental meditativo con spruzzi di metafisica incorporata.
        non ti sbagliare:
        io non paragono "Dio", perché per farlo bisognerebbe averne evidenze, che non ci sono, fino a prova contraria;
        io commento le idee di Dio (ivi inclusa la divinità del predicatore Yeoshua) che le dottrine umane e le persone come te e me esprimono, che sono l'unico elemento oggettivo reale;

        in questo senso, l'operazione dialettica è esattamente analoga a quella dello scorporamento, che fai anche tu; quando si tratta di discutere di "Dio", incomprensibile, si rimanda alla comprensibilità di un Gesù divinizzato, aggirando le questioni tossiche, quelle irrisolte; la logica è nuova, ma si avvale del vecchio banner biblico, che ai tempi assicurava prestigio;

        ma resta l'equivoco, evidentemente; altrimenti non sarebbe stato minimamente possibile che dietro al banner di Gesù/Dio si continuasse a vendere per 15 secoli titoli tossici e speculare.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #184
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          Il mio Dio, non è detto sia il tuo.
          il concetto stesso di Dio esclude gli altri, è competitivo, poiché postula assoluti; se tu volessi intendere semplicemente la mia opinione, i miei valori, ti asterresti da quel nome, che nell'accezione semantica indica un valore superiore e non negoziabile: la Verità;

          la differenza, all'atto pratico, è che attribuire un'etica alla propria sensibilità, e non ad un postulato di Verità è infinitamente meno suscettibile di mettere in circolo idee violente; e questa non è una mia idea, ma la lezione di secoli di storia;
          ti ho già fatto l'esempio delle armi: tu puoi essere una bravissima persona, certa di non sparare mai a nessuno; ma se legittimi che chiunque vada in giro armato, sei corresponsabile dell'incidenza statisticamente certa di incidenti e violenza;

          "Dio" è una parola forte, con tante implicazioni, ben distinte da quelle di "io".
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #185
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            non ti sbagliare:
            io non paragono "Dio", perché per farlo bisognerebbe averne evidenze, che non ci sono, fino a prova contraria;
            io commento le idee di Dio (ivi inclusa la divinità del predicatore Yeoshua) che le dottrine umane e le persone come te e me esprimono, che sono l'unico elemento oggettivo reale;
            Gesù non è certo un elemento oggettivo reale, oppure qualcuno è nella pura irrealtà; la maggior parte della gente con cui è venuto a contatto non l'ha riconosciuto né prima e né dopo la sua resurrezione.
            Se vuoi possiamo discutere su chi spingeva Gesù ad amare il suo prossimo e chi era il prossimo per Gesù, è lì che entra in gioco un certo Dio.

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #186
              djhrkg

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #187
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                il concetto stesso di Dio esclude gli altri, è competitivo, poiché postula assoluti; se tu volessi intendere semplicemente la mia opinione, i miei valori, ti asterresti da quel nome, che nell'accezione semantica indica un valore superiore e non negoziabile: la Verità;
                E allora? Non l'ho mica negato, sto dicendo che se tutti intendessero Dio come dici tu non ci sarebbe bisogno di discuterne; il fatto è che Dio pur essendo verità illuminante e libera è inteso dagli uomini e donne e bambini e vecchi, diversamente abile, ecc, in maniera diversa. Il punto è che quando riusciremo ad intenderlo alla stessa maniera ( come speravano gli Ebrei al tempo che fu) allora Dio sarà unico, anche se è unico, ma il senso è che Lui si rivelerà a tutti ed allora si potrà parlare di oggettività e tu ed io avremo lo stesso Dio.

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #188
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  la differenza, all'atto pratico, è che attribuire un'etica alla propria sensibilità
                  E' no, la mia sensibilità è collaudata da lungo tempo per non dire da sempre; altrimenti a che servirebbe l'esperienza che Dio ci permette di verificare e vivere?
                  Vado a pascolare le uccelline, ciao.

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #189
                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    Gesù non è certo un elemento oggettivo reale, oppure qualcuno è nella pura irrealtà; la maggior parte della gente con cui è venuto a contatto non l'ha riconosciuto né prima e né dopo la sua resurrezione.
                    Se vuoi possiamo discutere su chi spingeva Gesù ad amare il suo prossimo e chi era il prossimo per Gesù, è lì che entra in gioco un certo Dio.
                    entrambi sono l'idea che ne è stata espressa, e quella si può eventualmente discutere, come si discute delle idee, cioè in termini razionali; è quello che cerco di fare, ma se si sottraggono i termini ad una logica convenzionale, è una presa per i fondelli e basta;

                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    E allora? Non l'ho mica negato, sto dicendo che se tutti intendessero Dio come dici tu non ci sarebbe bisogno di discuterne;
                    perché no ? se leggi un immanentista come Spinosa non ti succede mica niente di male;

                    il fatto è che Dio pur essendo verità illuminante e libera è inteso dagli uomini e donne e bambini e vecchi, diversamente abile, ecc, in maniera diversa.
                    Dio non è; nel senso che può solo essere inteso, come tu intendi che sia; dire "è" presuppone un riscontro oggettivo;
                    Il punto è che quando riusciremo ad intenderlo alla stessa maniera ( come speravano gli Ebrei al tempo che fu) allora Dio sarà unico, anche se è unico, ma il senso è che Lui si rivelerà a tutti ed allora si potrà parlare di oggettività e tu ed io avremo lo stesso Dio.
                    campa cavallo...
                    intanto ci ritroviamo questo, che è un pensiero "forte", in giro come arma carica in mano a chiunque voglia imporre le sue fisime.
                    c'è del lardo in Garfagnana

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #190
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      E' no, la mia sensibilità è collaudata da lungo tempo per non dire da sempre; altrimenti a che servirebbe l'esperienza che Dio ci permette di verificare e vivere?
                      boh ? non capisco che c'entra con quello che ho scritto;

                      io dico solo che se tutti ci muovessimo in base ad un pensiero forte, come quello di "Dio", finiremmo con lo scannarci come nei secoli passati, ognuno convinto di avere una ragione assoluta, che in quanto tale è bene imporre;

                      alla fine, i principi che affermo io partire dal mio "dio" andrebbero a tracimare nella tua sfera privata, e viceversa; non so se cogli il portato di violenza implicita che comporta far risalire la propria personale sensibilità ad un'entità superiore;
                      la quale, logicamente, è superiore rispetto a quella di chi non la condivide;

                      se il mio dio dicesse che non si possono tenere animali, io mi sentirei autorizzato a cazziarti perché dai da mangiare agli uccellini, e se ci riesco magari faccio approvare una legge che te li vieta, anche se non c'è nessun motivo condiviso di ordine pubblico;
                      perché guarda che è esattamente questo quello che accade quando la gente porta "Dio" in pubblico;

                      ti dicono come devi nascere, con chi puoi o non puoi sposarti, se avere figli o meno, e persino come morire, e non sulla base di criteri uniformi per tutti, ma su ciò che credono loro, diverso da quello che credi tu;
                      per questo uno chiede conto, quando si parla di queste cose.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #191
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        non sono certo io ad esprimere dottrine tradizionaliste dei ruoli analoghe a quelle islamiche, in cui donne e uomini sono distinti per ruoli sociali definiti dalla dottrina; è un fatto oggettivo, verificabile nero su bianco, come tutti qui possono constatare;

                        devo riportare i passi paolini dove si dice che l'uomo sia il capo della donna ?


                        io non di sicuro; sei tu ad auspicare una società in cui la dottrina religiosa abbia un rilievo pubblico, esattamente come in quelle islamiche;


                        ripeto: io non ho alcun pregiudizio nei confronti di chi professa la propria fede, quale che essa sia; e questo è un diritto per cui mi batto;

                        se il fedele si adopera per la limitazione dei diritti altrui, non sono io a nutrire un pregiudizio, ma quel fedele a porsi in modo aggressivo;

                        io non esprimo idee che limitano la tua libertà di vivere la tua fede ed osservare la dottrina connessa; sei tu, e chi la pensa come te che vuole limitare le libertà altrui in nome di precetti dottrinari, e ciò è una prassi costante;

                        il papa predica l'accoglienza, i barconi affondano; non ho visto quelli come te manifestare per queste tragedie; ci sono certamente tanti bravi volontari degni di encomio; ma nessun Circo massimo;

                        per cosa si mobilitano ogni anno, invece ? per negare diritti agli altri, come da tradizione;

                        il divorzio dibattuto 40 anni fa, non ti costringe certo a divorziare, né inficia il tuo matrimonio; le unioni civili o il matrimonio paritario nemmeno;
                        ma l'integralismo non apprezza le libertà laiche; non gli bastano; vuole che la società tutta si conformi alle leggi della sua dottrina e questa è un'idea analoga a quella del clericalismo islamico, anche solo moderato;

                        non c'è tanto da scandalizzarsi e sbuffare; è un mero fatto, logicamente evidente;
                        il conflitto tra chi rispetta la libertà altrui e chi non si accontenta di esercitare la propria e vuole condizionare anche l'esistenza di chi non condivide le sue concezioni.


                        Non è questione di sbuffare e scandalizzarsi: E’ questione di smascherare quand’è che il dialogo diventa provocazione. In quel momento tutto cambia, Axeugene.

                        Te l’ho spiegato mille e mille volte cosa intenda San Paolo quando parla di Ruoli, Carismi e Missioni particolari dei 2 coniugi. Tutto parte dall’ottica della mutua sottomissione, del reciproco sovvenirsi, accogliersi, rispettarsi. Ma nella diversità! L’Uomo e la Donna hanno pari Dignità. Fra loro e soprattutto davanti a Dio. Ma non sono fotocopie. Sono 2 universi profondamente diversi! Complementari. Non identici. Dio ha creato tutto con questa Armonia, capisci? Il Peccato tende sempre, invece, a distruggerla. Ad ingannare la Donna per poter demolire anche l’Uomo. E di riflesso la Famiglia e la Società intera.
                        amate i vostri nemici

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #192
                          Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                          A me sembra ci sia una gran contraddizione di fondo. Se dio ci dà il libero arbitrio è ovvio che devi disporre del bene e del male. Come fai ad avere il libero arbitrio e non gestirli, non capirli?
                          Se tutto si deve ridurre ad essere delle macchinette obbedienti a dei comandi, non servono tutta questa libertà e discernimento e pure dio si sarebbe complicato meno la vita.
                          Parti da questo concetto, Laura: Dio vuole la Felicità dell’Uomo. Se gli dà quei comandi non è per limitarlo (come gli fa credere il Maligno) ma perché possa scoprire di essere amato. Che Dio si ricorda ed ha cura di lui….

                          Per questo tante volte ho raccomandato l’importanza delle Regole, in Famiglia. Sottolineando che in fondo, ai nostri giovani, figli, ragazzi (dietro un possibile apparente rifiuto) le Regole piacciono e sono di giovamento. Il Padre, in questo, fa proprio le veci di Dio. Si comporta (dovrebbe comportarsi, meglio) come Dio.
                          amate i vostri nemici

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #193
                            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                            Quello che tu definisci come "morte ontologica" nella mia mente è il passaggio all'età adulta. Tu immagini Dio come un utero, questo è inquietante
                            Lo ricordi ancora il Padre Nostro, Barbara? Esiste una nostra volontà ed esiste la Volontà di Dio….

                            Entrare e mantenere l’adozione filiale che Dio ha per noi, non significa rimanere al sicuro, come nell’utero materno. Significa fidarsi di Lui. Sempre!

                            Trovi inquietanti anche le parole di un Papa oltre a quelle di un Conogelato qualsiasi?



                            “Lo Spirito Santo è il grande maestro della preghiera e ci insegna a rivolgerci a Dio con i termini affettuosi dei figli, chiamandolo «Abbà, Padre». Così ha fatto Gesù; anche nel momento più drammatico della sua vita terrena, Egli non ha mai perso la fiducia nel Padre e lo ha sempre invocato con l’intimità del Figlio amato. Al Getsemani, quando sente l’angoscia della morte, la sua preghiera è: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36).

                            Sin dai primi passi del suo cammino, la Chiesa ha accolto questa invocazione e l’ha fatta propria, soprattutto nella preghiera del Padre nostro, in cui diciamo quotidianamente: «Padre… sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra»

                            Queste due dense affermazioni ci parlano dell’invio e dell’accoglienza dello Spirito Santo, il dono del Risorto, che ci rende figli in Cristo, il Figlio Unigenito, e ci colloca in una relazione filiale con Dio, relazione di profonda fiducia, come quella dei bambini; una relazione filiale analoga a quella di Gesù, anche se diversa è l’origine e diverso è lo spessore: Gesù è il Figlio eterno di Dio che si è fatto carne, noi invece diventiamo figli in Lui, nel tempo, mediante la fede e i Sacramenti del Battesimo e della Cresima; grazie a questi due sacramenti siamo immersi nel Mistero pasquale di Cristo. Lo Spirito Santo è il dono prezioso e necessario che ci rende figli di Dio, che realizza quella adozione filiale a cui sono chiamati tutti gli esseri umani perché, come precisa la benedizione divina della Lettera agli Efesini, Dio, in Cristo, «ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo» (Ef 1,4).

                            Forse l’uomo d’oggi non percepisce la bellezza, la grandezza e la consolazione profonda contenute nella parola «padre» con cui possiamo rivolgerci a Dio nella preghiera, perché la figura paterna spesso oggi non è sufficientemente presente, anche spesso non è sufficientemente positiva nella vita quotidiana. L'assenza del padre, il problema di un padre non presente nella vita del bambino è un grande problema del nostro tempo, perciò diventa difficile capire nella sua profondità che cosa vuol dire che Dio è Padre per noi. Da Gesù stesso, dal suo rapporto filiale con Dio, possiamo imparare che cosa significhi propriamente «padre», quale sia la vera natura del Padre che è nei cieli. Critici della religione hanno detto che parlare del «Padre», di Dio, sarebbe una proiezione dei nostri padri al cielo. Ma è vero il contrario: nel Vangelo, Cristo ci mostra chi è padre e come è un vero padre, così che possiamo intuire la vera paternità, imparare anche la vera paternità. Pensiamo alla parola di Gesù nel sermone della montagna dove dice: «amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,44-45). È proprio l’amore di Gesù, il Figlio Unigenito - che giunge al dono di se stesso sulla croce - che ci rivela la vera natura del Padre: Egli è l’Amore, e anche noi, nella nostra preghiera di figli, entriamo in questo circuito di amore, amore di Dio che purifica i nostri desideri, i nostri atteggiamenti segnati dalla chiusura, dall’autosufficienza, dall’egoismo tipici dell’uomo vecchio.





                            Dio non ti chiede di rinunciare a te stessa: Ti chiede di seguirLo. Di fidarti di Lui. Come fa un bimbo con suo padre…..
                            amate i vostri nemici

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #194
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Non è questione di sbuffare e scandalizzarsi: E’ questione di smascherare quand’è che il dialogo diventa provocazione. In quel momento tutto cambia, Axeugene.
                              per me, e per ogni persona normale, il dialogo diventa provocazione quando una parte dalla presunzione di esprimere idee moralmente superiori a quelle dell'altra e quando si ricorre a falsità e distorsioni;

                              i concetti espressi sono intellegibili; io non esprimo idee che implicano un giudizio sulle tue scelte di vita, che per me sono sacre ed inviolabili;
                              tu invece esprimi una dottrina che vuoi vincolante anche per gli altri
                              , e spesso e volentieri lo fai in modo da confondere la logica; un esempio ?
                              la mia amica che si sposa con la sua compagna a te non toglie nulla, ma tu ti devi adoperare per negarle questo dritto, in ossequio ad una dottrina che lei non condivide; un esempio peggiore ?

                              il malato che, in perfetta capacità di intendere e volere, non vuole soffrire per anni e chiede di essere aiutato in questo è costretto a subire una tortura perché a chi la pensa come te non piace che lui possa disporre in piena autonomia della sua vita;
                              e per legittimare questa violenza fanatica rappresenti questa circostanza in modo falso, come se dei medici nazisti decidessero, loro, la soppressione di una persona debole;

                              Te l’ho spiegato mille e mille volte cosa intenda San Paolo quando parla di Ruoli, Carismi e Missioni particolari dei 2 coniugi. Tutto parte dall’ottica della mutua sottomissione, del reciproco sovvenirsi, accogliersi, rispettarsi. Ma nella diversità! L’Uomo e la Donna hanno pari Dignità. Fra loro e soprattutto davanti a Dio.
                              repetita juvant:
                              "Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l’uomo e il capo di Cristo è Dio." (1Co 11:3)questa che è, una barzelleta, tanto per divagare ?
                              Ma non sono fotocopie. Sono 2 universi profondamente diversi! Complementari. Non identici. Dio ha creato tutto con questa Armonia, capisci? Il Peccato tende sempre, invece, a distruggerla. Ad ingannare la Donna per poter demolire anche l’Uomo. E di riflesso la Famiglia e la Società intera.
                              ecco, esattamente quello che dice Erdogan nella celebrazione del suo Islam, moderato;

                              sei talmente inconsapevole che nemmeno ti accorgi della gaffe, della mostruosità arcaica e sessista della logica di questa concezione per cui il Peccato si servirebbe della donna per demolire l'uomo

                              ma tu sei una risorsa preziosa, perché il tuo candore entusiasta ti consente di esprimere apertis verbis quello che moltitudini di tuoi consimili pensano, ma hanno comprensibile vergogna ad esprimere;

                              poi, per me - ma sembrerebbe per tutti quelli che ci leggono - quella famiglia e quella società sono tutt'altro che degne di essere conservate e tantomeno conformi al Vangelo, per chi crede;

                              quello che tu chiami Peccato che ritieni veicolato dall'emancipazione femminile, per me è esattamente un percorso liberatorio per tutti, donne e uomini, a liberarci dalla violenza dei ruoli di potere, che sono esattamente il contrario dell'amore;

                              quel silenzio di sofferenza soffocata e rimossa che connota la famiglia della tradizione e che tu chiami Armonia, è davvero un trionfo del male, altroché...

                              ora possiamo vederlo chiaramente, dall'esterno, nelle società clericalizzate e tradizionaliste; non c'è conflitto e regna l'obbedienza perché è salda l'oppressione dei ruoli.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Vega
                                Opinionista

                                • 04/05/05
                                • 17951

                                #195
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Parti da questo concetto, Laura: Dio vuole la Felicità dell’Uomo. Se gli dà quei comandi non è per limitarlo (come gli fa credere il Maligno) ma perché possa scoprire di essere amato. Che Dio si ricorda ed ha cura di lui….

                                Per questo tante volte ho raccomandato l’importanza delle Regole, in Famiglia. Sottolineando che in fondo, ai nostri giovani, figli, ragazzi (dietro un possibile apparente rifiuto) le Regole piacciono e sono di giovamento. Il Padre, in questo, fa proprio le veci di Dio. Si comporta (dovrebbe comportarsi, meglio) come Dio.
                                Se voleva la nostra felicità ha sbagliato qualcosa visto l'andazzo, no?

                                Ma quello che non hai colto o non vuoi cogliere del mio discorso è il fatto di come sia possibile poter usare una certa facoltà e non poterne disporre e non esserne consapevoli. Se dio ha dato il libero arbitrio ad adamo ed eva e lo avevano già prima di peccare, diventa un pò assurdo il discorso dell'albero del bene e del male.
                                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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