Prima di iniziare due premesse:
1) All'università mi sono specializzata in storia antica, segnatamente quella romana, e più specificatamente in epigrafia latina, e ho dunque dovuto sostenere tre esami di storia romana, due di epigrafia latina, uno di epigrafia greca, nonché altre delizie consimili tipo topografia dell'Italia antica, etruscologia, etc. etc. Lo dico non per menar vanto di me e della mia vita (cit.), ma soltanto perché chi legge possa almeno supporre che ho una certa conoscenza di quello di cui sto parlando.
2) Premessa ancor più importante: non ho nessuna intenzione di mettermi a discutere se Gesù sia il figlio di Dio o non. Secondo la mia opinione è un personaggio realmente esistito e poi mitizzato, ma quello che qui mi interessa è mettere in rilievo qualche bizzarrìa evidente relativa alla sua nascita (quelle sulla sua morte le tratterò in un altro post).
Matteo e Luca affermano che Gesù sarebbe nato durante il regno di Erode. Siccome questo re è morto incontestabilmente nel 4 a. C., i primi problemi nascono già nel fissare la data della nascita di Cristo, che può essere nato al più tardi proprio in quell'anno. Inoltre si afferma che è nato a Betlemme dove i suoi si erano recati per il censimento allestito da Augusto. Il primo problema è che i Romani censivano le popolazioni nel luogo di residenza e non in quello di nascita, quindi Giuseppe non avrebbe avuto nessun motivo per andare a Nazareth. Il secondo problema, ancora più spinoso, è che il censimento di Augusto, realizzato da Quirino, avvenne incontestabilmente nel 6 d. C. Ciò signiìfica che Maria avrebbe dovuto avere una gestione di almeno dieci anni (dal 4 a. C. al 6 d. C.), una durata sconosciuta persino alle balene e ai capodogli.
Molti studiosi contemporanei, sia di formazione laica sia cristiana, considerano i racconti evangelici della Natività non fondati storicamente. Secondo questa interpretazione, i principali eventi delle narrazioni sarebbero elaborazioni tardive, a carattere simbolico o leggendario, redatte sulla base delle profezie messianiche contenute nell'Antico Testamento, che vengono espressamente o implicitamente citate in particolare in Matteo. Seguendo queste premesse il luogo di nascita a Betlemme, patria del messia atteso, dovrebbe quindi essere rifiutato anche se è citato da entrambi i racconti, e sono state proposte altre località, in primis Nazaret dove Gesù risiedeva da adulto. Un discorso analogo si può fare per il concepimento verginale: Matteo lo riporta per dimostrare che si è avverata la profezia di Isaia, Luca per dimostrare che Gesù è il Figlio di Dio; queste motivazioni sono interessate e rendono improbabile la storicità di quanto raccontato.
Lo stesso Ratzinger ha ammesso che "con Gesù non c'erano il bue e l'asinello". E nemmeno il fiume di carta stagnola.
1) All'università mi sono specializzata in storia antica, segnatamente quella romana, e più specificatamente in epigrafia latina, e ho dunque dovuto sostenere tre esami di storia romana, due di epigrafia latina, uno di epigrafia greca, nonché altre delizie consimili tipo topografia dell'Italia antica, etruscologia, etc. etc. Lo dico non per menar vanto di me e della mia vita (cit.), ma soltanto perché chi legge possa almeno supporre che ho una certa conoscenza di quello di cui sto parlando.
2) Premessa ancor più importante: non ho nessuna intenzione di mettermi a discutere se Gesù sia il figlio di Dio o non. Secondo la mia opinione è un personaggio realmente esistito e poi mitizzato, ma quello che qui mi interessa è mettere in rilievo qualche bizzarrìa evidente relativa alla sua nascita (quelle sulla sua morte le tratterò in un altro post).
Matteo e Luca affermano che Gesù sarebbe nato durante il regno di Erode. Siccome questo re è morto incontestabilmente nel 4 a. C., i primi problemi nascono già nel fissare la data della nascita di Cristo, che può essere nato al più tardi proprio in quell'anno. Inoltre si afferma che è nato a Betlemme dove i suoi si erano recati per il censimento allestito da Augusto. Il primo problema è che i Romani censivano le popolazioni nel luogo di residenza e non in quello di nascita, quindi Giuseppe non avrebbe avuto nessun motivo per andare a Nazareth. Il secondo problema, ancora più spinoso, è che il censimento di Augusto, realizzato da Quirino, avvenne incontestabilmente nel 6 d. C. Ciò signiìfica che Maria avrebbe dovuto avere una gestione di almeno dieci anni (dal 4 a. C. al 6 d. C.), una durata sconosciuta persino alle balene e ai capodogli.
Molti studiosi contemporanei, sia di formazione laica sia cristiana, considerano i racconti evangelici della Natività non fondati storicamente. Secondo questa interpretazione, i principali eventi delle narrazioni sarebbero elaborazioni tardive, a carattere simbolico o leggendario, redatte sulla base delle profezie messianiche contenute nell'Antico Testamento, che vengono espressamente o implicitamente citate in particolare in Matteo. Seguendo queste premesse il luogo di nascita a Betlemme, patria del messia atteso, dovrebbe quindi essere rifiutato anche se è citato da entrambi i racconti, e sono state proposte altre località, in primis Nazaret dove Gesù risiedeva da adulto. Un discorso analogo si può fare per il concepimento verginale: Matteo lo riporta per dimostrare che si è avverata la profezia di Isaia, Luca per dimostrare che Gesù è il Figlio di Dio; queste motivazioni sono interessate e rendono improbabile la storicità di quanto raccontato.
Lo stesso Ratzinger ha ammesso che "con Gesù non c'erano il bue e l'asinello". E nemmeno il fiume di carta stagnola.


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