Hai mai pensato che vivi in un sogno, che gli altri non esistono come esisti te?
E nel caso, lo condivideresti su Facebook?
Finalmente una discussione interessante...
Sì, ci ho pensato più volte... e in qualche caso ho provato il forte desiderio di svegliarmi. Ma, purtroppo, non mi sono svegliata.
Alla seconda domanda non posso rispondere perché non sono iscritta a Feisbuk.
Tipo realtà parallele o finzioni alla Truman Show... si forse mi sarà capitato, ma in genere mi sento più tipo formica nel formicaio o ape operaia nell'alveare e il miele se lo pappa qualcun altro.
Facebook èsogno/realtà parallela, gli altri lì esistono solo attraverso una serie di selfie più o meno falsati a seconda dei filtri e della selezione operata dall'autore del profilo, quindi puoi essere certo solo della tua esistenza.
Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.
In un sogno in cui tutti sono sognati e sognatori e in cui ognuno entra ed esce a seconda del proprio sogno.
Esatto, quello. E' illuminante constatare che abbiamo nel nostro inconscio collettivo immagini simili. Per me la vita è una qualità emergente, e sotto questo punto di vista queste convergenze di pensiero sono molto illuminanti
Esatto, quello. E' illuminante constatare che abbiamo nel nostro inconscio collettivo immagini simili. Per me la vita è una qualità emergente, e sotto questo punto di vista queste convergenze di pensiero sono molto illuminanti
Qualità emergente, in che senso?
Però non so se questo pensare e pensarsi in un certo modo non sia frutto, per quel che mi riguarda, di una serie di solitudini occupate dai libri.
Al contrario, quello che mi colpisce più nei libri è quando una frase unica, compatta, mi fulmina per riassumere pensieri sparsi che avevo per tutta la camera.
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