Beati quelli che soffrono persecuzioni

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66039

    #1

    Beati quelli che soffrono persecuzioni

    ...a causa della giustizia, perchè di essi è il Regno dei Cieli.

    Tre giorni al Natale, siamo finalmente arrivati all'ultima Beatitudine, amici ed amiche. Il tema gira nuovamente intorno alla Giustizia. Che cosa, secondo voi, la differenzia dalla quarta? Là Gesù Cristo parlava di quelli che hanno fame e sete, di Giustizia. Qua di coloro che soffrono, per averla.

    A voi!
    amate i vostri nemici
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #2
    Di solito chi ha fame e sete di giustizia sono coloro che ne hanno già sofferto, perciò si sentono perseguitati. Delle due sono una.
    Perché sennò la vorrebbero, forse per il solo gusto di lamentarsi?

    Ad altri!

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66039

      #3
      Fa attenzione alla conseguenza: E' simile a quella che segue la prima, Beatitudine: "Perchè di essi è il Regno dei Cieli".....
      I primi (i poveri di Spirito) sono distaccati dalle ricchezze e dalle brame di possesso. Questi (coloro che subiscono persecuzioni) sono distaccati da cosa, secondo te?
      amate i vostri nemici

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      • Pazza_di_Acerra
        люблю беспокоиться
        • 09/12/09
        • 28840

        #4
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Fa attenzione alla conseguenza: E' simile a quella che segue la prima, Beatitudine: "Perchè di essi è il Regno dei Cieli".....
        I primi (i poveri di Spirito) sono distaccati dalle ricchezze e dalle brame di possesso. Questi (coloro che subiscono persecuzioni) sono distaccati da cosa, secondo te?
        Boh, Prova a chiederlo agli Incas, agli albigesi o alle streghe...
        semel in anno licet insanire, cotidie melius

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        • bumble-bee
          ...

          • 10/12/09
          • 15569

          #5
          Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
          Boh, Prova a chiederlo agli Incas...
          "Disse il soldato al suo re, nuovo mondo tu avrai, dammi tempo e vedrai..."
          Bambol utente of the decade

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          • doxa
            Opinionista
            • 30/04/19
            • 2659

            #6
            Beati quelli che soffrono..., perché sono riusciti a realizzarsi... godendo la sofferenza
            Last edited by doxa; 23-12-2020, 12:58.

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              Fa attenzione alla conseguenza: E' simile a quella che segue la prima, Beatitudine: "Perchè di essi è il Regno dei Cieli".....
              I primi (i poveri di Spirito) sono distaccati dalle ricchezze e dalle brame di possesso. Questi (coloro che subiscono persecuzioni) sono distaccati da cosa, secondo te?
              Bisogna capire come sono state riferite. Il Sermone della Montagna di Matteo, che tutti conoscono bene, è leggermente diverso dal Sermone ai piedi del Monte di Luca; il primo è molto bello, molto consolante, e non è probabile che porti turbamento in una congregazione di Cristiani; il secondo è bello, ma è più aggressivo che confortante, ed i predicatore a cui sta a cuore la tranquillità della lo congregazione , lo lasciano volentieri da parte. In tutta la mia vita non l'ho mai sentito commentare da nessun pulpito. E posso capire il perché . Probabilmente è la dottrina di Gesù come egli la insegnò, senza essere addolcita e diluita.
              In tutte e due le versioni c'è il conforto speciale per i discepoli, come conclusione, me nel resto si assomigliano meno di quanto potrebbe sembrare..
              S. Matteo dà sette Beatitudini, oltre la conclusione generale; S. Luca ne dà soltanto tre . Né l'uno né l'altro degli Evangelisti, per quanto sappiamo noi, era presente quando il Sermone fu pronunciato; non possiamo perciò dire che hanno udito le medesime parole, ma, per la diversità dei loro temperamenti, le hanno udite in modo diverso.
              Secondo quanto egli stesso dice, S. Matteo non divenne seguace di Gesù fino a qualche tempo dopo il Sermone, e S. Luca non fece parte dei seguaci, fino a quando Paolo non lo convertì. Con ogni probabilità egli non vide mai Gesù. Però è molto probabile che la sua versione sia quella corretta. Se è vera la tradizione secondo la quale egli ricevette le notizie sulla vita di Gesù direttamente dalla madre Maria, sembra ragionevole che egli abbia saputo molte cose sugli insegnamenti di Gesù dalla stessa fonte come pure dagli Apostoli e dai discepoli che egli ebbe occasione di consultare e, poiché egli era dotato di una bella mente senza dire superiore, è probabile che ci abbia dato un resoconto eccezionalmente intelligente.
              Se le idee di Gesù erano rivoluzionarie, S. Luca non aveva per questo l'abitudine di ridurle o di sopprimerle. Neppure S. Matteo l'avrebbe fatto, per lo meno intenzionalmente, ma egli era un uomo d'affari, ed aveva quelle abitudini mentali che Gesù si sforzava di modificare.
              La prosperità, come osserva Francis Bacon, è la benedizione dell'Antico Testamento; l'avversità è la benedizione del Nuovo Testamento. S. Matteo riesce ad incorporare nelle sue Beatitudini una sostanziale promessa di prosperità, o, per essere più precisi, egli evita la prospettiva di una avversità troppo pronunciata . Trovò difficile dire: "Beati sono i poveri" . Secondo S. Luca quella era la prima delle Beatitudini, ma S. Matteo dice. "Beati sono i poveri di spirito", lasciando intendere forse che anche i ricchissimi possono essere poveri di spirito.
              Io non interpreto che Gesù abbia mai attaccato la ricchezza come tale, ma egli veramente lodò la povertà come ideale. Non è esatto dire che egli fu favorevole oppure contrario al capitalismo ; egli rifiutò di discutere i problemi di finanza, come i sistemi politici.
              La povertà, come Gesù la auspicò, è una filosofia costante della vita, la filosofia che ora più di un paese sta considerando, sia pure contro voglia, come l'unica che abbia qualche probabilità di emettere il solo programma con cui si possono assicurare la pace e la giustizia.
              Al momento presente alcuni popoli democratici dividono con i loro amici quello che hanno, e benché questa generosità sia molto lontana dall'amore completo ed universale per l'uomo, che Gesù auspicava, essa tende a sfociare nella povertà.
              Questa condizione, secondo la Beatitudine di S. Luca, è ideale. Usata saggiamente diventa la porta di entrata al Regno dei cieli.
              Last edited by crepuscolo; 23-12-2020, 12:17.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66039

                #8
                Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                Beati quelli che soffrono..., perché sono riusciti a realizzarsi... godendo la sofferenza
                Dando un senso, alla sofferenza.

                "Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi." (Romani 8)
                amate i vostri nemici

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66039

                  #9
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  Bisogna capire come sono state riferite.
                  Sine glossa, Crep. Così come sono. Come le troviamo scritte nei Vangeli....
                  Ti avevo chiesto come mai, secondo te, sia ai poveri di Spirito, sia a coloro che soffrono persecuzioni a causa della Giustizia, Gesù Cristo dice che di loro sarà il Regno dei Cieli. Cosa li accomuna? Leggiamo come ne fa esegesi il Santo Padre...

                  " Con l’udienza di oggi concludiamo il percorso sulle Beatitudini evangeliche. Come abbiamo ascoltato, nell’ultima si proclama la gioia escatologica dei perseguitati per la giustizia.

                  Questa beatitudine annuncia la stessa felicità della prima: il regno dei Cieli è dei perseguitati così come è dei poveri in spirito; comprendiamo così di essere arrivati al termine di un percorso unitario dipanato negli annunci precedenti.

                  La povertà in spirito, il pianto, la mitezza, la sete di santità, la misericordia, la purificazione del cuore e le opere di pace possono condurre alla persecuzione a causa di Cristo, ma questa persecuzione alla fine è causa di gioia e di grande ricompensa nei cieli. Il sentiero delle Beatitudini è un cammino pasquale che conduce da una vita secondo il mondo a quella secondo Dio, da un’esistenza guidata dalla carne – cioè dall’egoismo – a quella guidata dallo Spirito.

                  Il mondo, con i suoi idoli, i suoi compromessi e le sue priorità, non può approvare questo tipo di esistenza. Le “strutture di peccato”, spesso prodotte dalla mentalità umana, così estranee come sono allo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, non possono che rifiutare la povertà o la mitezza o la purezza e dichiarare la vita secondo il Vangelo come un errore e un problema, quindi come qualcosa da emarginare. Così pensa il mondo: “Questi sono idealisti o fanatici…”. Così pensano loro.

                  Se il mondo vive in funzione del denaro, chiunque dimostri che la vita può compiersi nel dono e nella rinuncia diventa un fastidio per il sistema dell’avidità. Questa parola “fastidio” è chiave, perché la sola testimonianza cristiana, che fa tanto bene a tanta gente perché la segue, dà fastidio a coloro che hanno una mentalità mondana. La vivono come un rimprovero. Quando appare la santità ed emerge la vita dei figli di Dio, in quella bellezza c’è qualcosa di scomodo che chiama ad una presa di posizione: o lasciarsi mettere in discussione e aprirsi al bene o rifiutare quella luce e indurire il cuore, anche fino all’opposizione e all’accanimento. È curioso, attira l’attenzione vedere come, nelle persecuzioni dei martiri, cresce l’ostilità fino all’accanimento. Basta vedere le persecuzioni del secolo scorso, delle dittature europee: come si arriva all’accanimento contro i cristiani, contro la testimonianza cristiana e contro l’eroicità dei cristiani.

                  Ma questo mostra che il dramma della persecuzione è anche il luogo della liberazione dalla sudditanza al successo, alla vanagloria e ai compromessi del mondo. Di cosa si rallegra chi è rifiutato dal mondo per causa di Cristo? Si rallegra di aver trovato qualcosa che vale più del mondo intero. Infatti «quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita?». Quale vantaggio c’è lì?

                  È doloroso ricordare che, in questo momento, ci sono molti cristiani che patiscono persecuzioni in varie zone del mondo, e dobbiamo sperare e pregare che quanto prima la loro tribolazione sia fermata. Sono tanti: i martiri di oggi sono più dei martiri dei primi secoli. Esprimiamo a questi fratelli e sorelle la nostra vicinanza: siamo un unico corpo, e questi cristiani sono le membra sanguinanti del corpo di Cristo che è la Chiesa.

                  Ma dobbiamo stare attenti anche a non leggere questa beatitudine in chiave vittimistica, auto-commiserativa. Infatti, non sempre il disprezzo degli uomini è sinonimo di persecuzione: proprio poco dopo Gesù dice che i cristiani sono il «sale della terra», e mette in guardia dal pericolo di “perdere il sapore”, altrimenti il sale «a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente». Dunque, c’è anche un disprezzo che è colpa nostra, quando perdiamo il sapore di Cristo e del Vangelo.

                  Bisogna essere fedeli al sentiero umile delle Beatitudini, perché è quello che porta ad essere di Cristo e non del mondo. Vale la pena di ricordare il percorso di San Paolo: quando pensava di essere un giusto era di fatto un persecutore, ma quando scoprì di essere un persecutore, divenne un uomo d’amore, che affrontava lietamente le sofferenze della persecuzione che subiva.

                  L’esclusione e la persecuzione, se Dio ce ne accorda la grazia, ci fanno somigliare a Cristo crocifisso e, associandoci alla sua passione, sono la manifestazione della vita nuova. Questa vita è la stessa di Cristo, che per noi uomini e per la nostra salvezza fu “disprezzato e reietto dagli uomini”. Accogliere il suo Spirito ci può portare ad avere tanto amore nel cuore da offrire la vita per il mondo senza fare compromessi con i suoi inganni e accettandone il rifiuto. I compromessi con il mondo sono il pericolo: il cristiano è sempre tentato di fare dei compromessi con il mondo, con lo spirito del mondo. Questa – rifiutare i compromessi e andare per la strada di Gesù Cristo – è la vita del Regno dei cieli, la più grande gioia, la vera letizia. E poi, nelle persecuzioni c’è sempre la presenza di Gesù che ci accompagna, la presenza di Gesù che ci consola e la forza dello Spirito che ci aiuta ad andare avanti. Non scoraggiamoci quando una vita coerente col Vangelo attira le persecuzioni della gente: c’è lo Spirito che ci sostiene, in questa strada. "



                  Interessante, vero?
                  Last edited by conogelato; 24-12-2020, 01:30.
                  amate i vostri nemici

                  Comment

                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #10
                    Il Santo Padre è già un doppio titolo che come Gesù riferisce non si ha da dare.
                    Quindi il tuo pensare si discosta parecchio dal mio.
                    Che poi Bergoglio esprima i pensieri che tutti i cristiani poveri e non solo in spirito condividono è un altro discordo.

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                    • esterno
                      Opinionista
                      • 23/07/14
                      • 1394

                      #11
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      - Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi." (Romani 8) -




                      Appunto "egli riteneva"...

                      MA, come piu' volte postato, Nessuno (!) sa con assoluta certezza cosa ci sara' "dopo" !!

                      Men che meno lo sapeva il Tarso colui che, quando espose agli ateniesi quella sua convinzione, fu subissato di fischi e pernacchie !

                      Del resto la stessa dottrina giudaica introdusse la "poetica" e confortante prospettiva di un "Dopo" radioso, gagliardo, e soprattutto Eterno - SOLO a seguito di quel (tante volte citato) Antioco IV _ Epifane.
                      Detto epiteto lo si deve al fatto che il megalomane Antioco si auto-celebrava come la "manifestazione di Zeus".

                      E comunque IN quel funesto periodo sorgeranno i 2 Libri dei Maccabei e lo pseudo-Daniele (oltre al Libro Sapienza _ capitolo 3 !) che prospettano, per la PRIMA volta nel pur plurisecolare ebraismo, un Altra vita post-mortem !

                      Ma quale fu la "motivazione" che spinse l' autore del 2 Maccabei (capitolo 7 !!) + Daniele (cap. 7) e quello di Sapienza nel riportare la "certezza" del premio celeste per primissimmi "martiri" della fede ?

                      Gli "specialisti _ ovvero i biblisti, teologi, docenti..ecc..) spiegano che detta motivazione va riferto allo smacco, al discredito di quella celebre dottrina delle 2 vie (e/o Tradizionale) ovvero quella mosaica _ es. Deuteronomio capitolo 30 !

                      Come postato piu' volte _ detta dottrina fu sbugiardata dagli autori Giobbe e, in particolare, Qoelet !!

                      Ovviamente NON tutta la componente giudaica accolse, con entusiasmo, detta Nuova dottrina (marcatamente ellenista) -
                      Infatti dopo quasi 3 secoli, ovvero al tempo del Gesu' della storia, la componente dei sadducei la rifiutava categoricamente (perchè di derivazione pagana !) -
                      Non cosi' per i farisei.. (e il Tarso era sì un ebreo della diaspora _ ma imbevuto fino al collo di ellenismo)...eccc..eccc....


                      E proprio detto artefice della costituenda religione assicura, con matematica certezza, (pur Non sapendo) che i credenti NEL Messia/Cristo Pneumatico saranno coloro che lo "vedranno" / anche se riposano nella polvere...eccc..ecccc...ecccc.....

                      Del resto è nota quella certissima, quanto imminente (!!) Parousia _ si è dimostrata come la Mega-bufala per eccellenza di detto SauloTarso !!

                      E per calmare i delusi credenti, alquanto incaz..ti per essere stati presi per il naso dall' "ispirato" (?) Tarso _ i suoi successivi devoti dovettero ricorrere al Salterio per mettere una pezza alla bufala del dottrinario !!

                      Beato te che "credi" a detta verita' di fede.....
                      Last edited by esterno; 02-01-2021, 18:35.

                      Comment

                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66039

                        #12
                        I fischi, le pernacchie e gli insuccessi fanno parte del retaggio di coloro che sono chiamati ad annunciare, amico Esterno. Lo profetizzò Gesù Cristo ai Suoi Apostoli e Discepoli....

                        "Sarete odiati da tutti a causa del mio nome" (Luca 21)

                        L'annuncio della Resurrezione, il Kerygma, è come il seme che il contadino sparge a primavera: Produce frutto solo se trova terra buona....

                        «Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda» (Matteo 13)

                        "E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini." (1 Corinzi, 1)
                        amate i vostri nemici

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #13
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio

                          "Sarete odiati da tutti a causa del mio nome" (Luca 21)
                          Perché?

                          Comment

                          • Vega
                            Opinionista

                            • 04/05/05
                            • 17965

                            #14
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            I fischi, le pernacchie e gli insuccessi fanno parte del retaggio di coloro che sono chiamati ad annunciare, amico Esterno. Lo profetizzò Gesù Cristo ai Suoi Apostoli e Discepoli....

                            "Sarete odiati da tutti a causa del mio nome" (Luca 21)

                            L'annuncio della Resurrezione, il Kerygma, è come il seme che il contadino sparge a primavera: Produce frutto solo se trova terra buona....

                            «Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda» (Matteo 13)

                            "E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini." (1 Corinzi, 1)
                            Ti sconsiglio di rigettarti in questo vanesio cullarti per i motivi già detti e ti rinnovo la riflessione sul fatto che il divin uomo non abbia sprecato nemmeno mezza parola per i casini fatti dai cristiani.
                            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24593

                              #15
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              I fischi, le pernacchie e gli insuccessi fanno parte del retaggio di coloro che sono chiamati ad annunciare, amico Esterno. Lo profetizzò Gesù Cristo ai Suoi Apostoli e Discepoli....

                              "Sarete odiati da tutti a causa del mio nome" (Luca 21)
                              a parte che il pernacchio non si dirige verso chi si odia, ma, quasi sempre, all'amico un po' sciocco, presuntuoso, che si atteggia a superiore, cosa ci dice la storia ?

                              ci dice che i più grandi odiatori e sterminatori di cristiani per motivi religiosi - nel Suo nome - sono stati altri cristiani; e che i cristiani sono stati i più grandi sterminatori di altri esseri umani, non cristiani, e sempre per motivi religiosi o connessi; oltre che, in via generale, i più grandi sterminatori di esseri umani anche per motivi non religiosi erano battezzati ed educati alla fede in Cristo, al Suo nome; sono bei record, non c'è che dire; posso fare un resoconto dettagliato e puntuale, se necessario;

                              ma capisco che la verità storica, quella vera, non interessi, se inficia quella di fantasia.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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