Originariamente Scritto da restodelcarlino
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L'indole umana.
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Probabilmente mi sono espressa male e cerco di chiarire:intendevo dire che chi ha avuto esperienze di abuso psicologico,fisico,morale(quindi vittima) dovrebbe cercare di rimettersi in piedi non dico dimenticando perché le cicatrici rimangono ma sforzandosi di vedere la realtà non più offuscata o condizionata dall'esperienza fatta.Certamente il fango è riferito ai colpevoli e non certo alle vittime.Forse mi è venuto spontaneo di usare il "noi"perché ,chi più,chi meno nella vita tutti subiscono dei torti,delle ingiustizie che possono influire anche gravemente sul benessere e il comportamento di ognuno.La ricerca delle acque più consone è inteso come il superamento del trauma subito attraverso la scelta di un obiettivo che possa soddisfare e gratificare.La persona obesa che è stata insultata fin da piccola può covare odio e rabbia e vivere infelice o può minimizzare e dedicarsi ad un'attività gratificante che la valorizzi così come un ragazzo o ragazza vissuta con le suore tiranne può affrontare una fede di libera scelta senza pregiudizi.Spero di essermi chiarita.
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Probabilmente mi sono espressa male e cerco di chiarire:intendevo dire che chi ha avuto esperienze di abuso psicologico,fisico,morale(quindi vittima) dovrebbe cercare di rimettersi in piedi non dico dimenticando perché le cicatrici rimangono ma sforzandosi di vedere la realtà non più offuscata o condizionata dall'esperienza fatta.Certamente il fango è riferito ai colpevoli e non certo alle vittime.Forse mi è venuto spontaneo di usare il "noi"perché ,chi più,chi meno nella vita tutti subiscono dei torti,delle ingiustizie che possono influire anche gravemente sul benessere e il comportamento di ognuno.La ricerca delle acque più consone è inteso come il superamento del trauma subito attraverso la scelta di un obiettivo che possa soddisfare e gratificare.La persona obesa che è stata insultata fin da piccola può covare odio e rabbia e vivere infelice o può minimizzare e dedicarsi ad un'attività gratificante che la valorizzi così come un ragazzo o ragazza vissuta con le suore tiranne può affrontare una fede di libera scelta senza pregiudizi.Spero di essermi chiarita.Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza MessaggioChiedo scusa se mi intrometto.
Sono, notoriamente, "de coccio". Ti chiedo (senza polemica) un chiarimento.
Parli di "ferite dell'infanzia". Ti riferisci alle vittime dei comportamenti che stigmatizzi? Sarei propenso a dire "si". Se mi sbaglio, correggimi.
Parli di "tirarci fuori dal fango". A chi ti riferisci? Non credo alle vittime, in quanto non sono infangate dagli abusi subiti. Analogamente alle donne stuprate che non sono "infangate" dalla violenza subita. Pertanto, non sono loro che devono tirarsi fuori dal fango della turpitudine altrui. Fango che nemmeno puo' sfiorarle lontanamente. Immagino tu sia d'accordo. O no? Allora, chi sono "i noi" che si devono tirar fuori dal fango delle violenze fatte subire a innocenti? La responsabilita di una violenza é individuale, non "vagamente collettiva". Ed io non ho nulla da spartire con i casi che tu, giustamente stigmatizzi. Allora, i "Noi", chi sono? Parli del "tuo ambiente"? E' un "mea culpa", allora. O no? E se per finire potessi spiegarmi la metafora delle acque "più consone" , nel senso che non capisco cosa possa significare, letteralmente. C'é un'acqua (metaforica, capisco) che é "consona" per me, un'altra per te, una per cono, una per uno sporco fetido stupratore di persone indifese. Non posso immaginare "acque lustrali consone alle vittime innocenti",affinché si purifichino. O si?
Grazie per l'attenzione ed i chiarimenti.
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Probabilmente mi sono espressa male e cerco di chiarire:intendevo dire che chi ha avuto esperienze di abuso psicologico,fisico,morale(quindi vittima) dovrebbe cercare di rimettersi in piedi non dico dimenticando perché le cicatrici rimangono ma sforzandosi di vedere la realtà non più offuscata o condizionata dall'esperienza fatta.Certamente il fango è riferito ai colpevoli e non certo alle vittime.Forse mi è venuto spontaneo di usare il "noi"perché ,chi più,chi meno nella vita tutti subiscono dei torti,delle ingiustizie che possono influire anche gravemente sul benessere e il comportamento di ognuno.La ricerca delle acque più consone è inteso come il superamento del trauma subito attraverso la scelta di un obiettivo che possa soddisfare e gratificare.La persona obesa che è stata insultata fin da piccola può covare odio e rabbia e vivere infelice o può minimizzare e dedicarsi ad un'attività gratificante che la valorizzi così come un ragazzo o ragazza vissuta con le suore tiranne può affrontare una fede di libera scelta senza pregiudizi.Spero di essermi chiarita.Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza MessaggioChiedo scusa se mi intrometto.
Sono, notoriamente, "de coccio". Ti chiedo (senza polemica) un chiarimento.
Parli di "ferite dell'infanzia". Ti riferisci alle vittime dei comportamenti che stigmatizzi? Sarei propenso a dire "si". Se mi sbaglio, correggimi.
Parli di "tirarci fuori dal fango". A chi ti riferisci? Non credo alle vittime, in quanto non sono infangate dagli abusi subiti. Analogamente alle donne stuprate che non sono "infangate" dalla violenza subita. Pertanto, non sono loro che devono tirarsi fuori dal fango della turpitudine altrui. Fango che nemmeno puo' sfiorarle lontanamente. Immagino tu sia d'accordo. O no? Allora, chi sono "i noi" che si devono tirar fuori dal fango delle violenze fatte subire a innocenti? La responsabilita di una violenza é individuale, non "vagamente collettiva". Ed io non ho nulla da spartire con i casi che tu, giustamente stigmatizzi. Allora, i "Noi", chi sono? Parli del "tuo ambiente"? E' un "mea culpa", allora. O no? E se per finire potessi spiegarmi la metafora delle acque "più consone" , nel senso che non capisco cosa possa significare, letteralmente. C'é un'acqua (metaforica, capisco) che é "consona" per me, un'altra per te, una per cono, una per uno sporco fetido stupratore di persone indifese. Non posso immaginare "acque lustrali consone alle vittime innocenti",affinché si purifichino. O si?
Grazie per l'attenzione ed i chiarimenti.
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Quando un valore supera l'altro possiamo dire che il valore di prima era relativo? No, perché a quel tempo era assoluto.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioio constato che ogni società esprime valori assoluti
Cioè per me l'assoluto esiste fittiziamente solo come superamento ma non come limite, come il massimo assoluto appunto. Solo con l'idea di Dio l'assoluto diventa veramente assoluto perché oltre quel valore lì non c'è altro valore.
Tu ed io non ci siamo mai incontrati con i termini se non per il mangiare e bere
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Ps. il seguito dopo cena, ma se mi fermo al primo concetto la digestione sarà dura
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Last edited by crepuscolo; 17-03-2022, 20:26.
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Ora il tuo pensiero é chiaro, anche per quelli de coccioOriginariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza MessaggioProbabilmente mi sono espressa male e cerco di chiarire:intendevo dire che chi ha avuto esperienze di abuso psicologico,fisico,morale(quindi vittima) dovrebbe cercare di rimettersi in piedi non dico dimenticando perché le cicatrici rimangono ma sforzandosi di vedere la realtà non più offuscata o condizionata dall'esperienza fatta.Certamente il fango è riferito ai colpevoli e non certo alle vittime.Forse mi è venuto spontaneo di usare il "noi"perché ,chi più,chi meno nella vita tutti subiscono dei torti,delle ingiustizie che possono influire anche gravemente sul benessere e il comportamento di ognuno.La ricerca delle acque più consone è inteso come il superamento del trauma subito attraverso la scelta di un obiettivo che possa soddisfare e gratificare.La persona obesa che è stata insultata fin da piccola può covare odio e rabbia e vivere infelice o può minimizzare e dedicarsi ad un'attività gratificante che la valorizzi così come un ragazzo o ragazza vissuta con le suore tiranne può affrontare una fede di libera scelta senza pregiudizi.Spero di essermi chiarita.
E lo quoto in toto :
Grazie per l'attenzione e la risposta....vassapé...

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@RacheleGiacobi

Vabbé che so de coccio, ma non era necessario dirmi le cose du' vorte

...vassapé...

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Ahahahahahaha come vuoi. Sotto al tuo nick ti definisci cosmo-agonica. Dimmi, cosa soffre di Bauxite? Il suo corpo o la sua Anima? Quale parte di Bauxite agonizza?Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza MessaggioTi perdono solo se togli l'aggettivo possessivo "mia" accanto al mio nick.
Ciao
amate i vostri nemici
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Ma infatti! La Legge Morale della quale parla Kant, è inscritta da Dio nel cuore di tutti gli uomini. Poi, nella loro Libertà, alcuni la nutrono, la seguono ed agiscono di conseguenza. Altri la disconoscono, la rifiutano e parimenti agiscono di conseguenza. Perfino due fratelli, che hanno avuto la stessa educazione, sotto lo steso tetto, che hanno frequentato la stessa scuola e vissuto nel medesimo ambiente....possono poi comportarsi e vivere in modo diametralmente opposto! Accade molto frequentemente. Direi quasi sempre, guarda. Poiché la discriminante e ciò che entra in gioco è proprio cosa ne facciamo, di questa Legge Morale. Oltre a Dostoevskij, quante migliaia di altri scrittori, poeti, filosofi ci hanno parlato nei loro libri dell'eterna guerra spirituale che si combatte dentro di noi? Proprio perché Bene contro Male ci accompagna. Sempre. Dalla culla alla bara. "Guerra e Pace" di Tolstoj, per dire, non è certamente solo un romanzo storico.Originariamente Scritto da Spirit Visualizza Messaggio@Doppio il sottotesto che si insinua è che in assenza di Dio si potrebbero compiere le più grandi nefandezze.
Scrisse Dostoevskij: "Se Dio non esiste, allora tutto è permesso".
amate i vostri nemici
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Se Dio non esistesse pensi che potresti fare qualsiasi cosa? Non avresti remore, è un po' spaventoso, ma buono a sapersi, ne terrò conto casomai mi trovassi nelle stessa stanza con te.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioMa infatti! La Legge Morale della quale parla Kant, è inscritta da Dio nel cuore di tutti gli uomini. Poi, nella loro Libertà, alcuni la nutrono, la seguono ed agiscono di conseguenza. Altri la disconoscono, la rifiutano e parimenti agiscono di conseguenza. Perfino due fratelli, che hanno avuto la stessa educazione, sotto lo steso tetto, che hanno frequentato la stessa scuola e vissuto nel medesimo ambiente....possono poi comportarsi e vivere in modo diametralmente opposto! Accade molto frequentemente. Direi quasi sempre, guarda. Poiché la discriminante e ciò che entra in gioco è proprio cosa ne facciamo, di questa Legge Morale. Oltre a Dostoevskij, quante migliaia di altri scrittori, poeti, filosofi ci hanno parlato nei loro libri dell'eterna guerra spirituale che si combatte dentro di noi? Proprio perché Bene contro Male ci accompagna. Sempre. Dalla culla alla bara. "Guerra e Pace" di Tolstoj, per dire, non è certamente solo un romanzo storico.Non avete ancora visto niente
Moderatore droghe
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la realtà è piuttosto che il valore è assoluto per chi lo pratica, ma relativo nelle circostanze oggettive di conflitto, pluralismo di valori;Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioQuando un valore supera l'altro possiamo dire che il valore di prima era relativo? No, perché a quel tempo era assoluto.
poi, c'è un criterio empirico: il fatto che alcuni rubino, non significa che neghino il valore della proprietà come principio, ma solo che trasgrediscono la norma;
"Dio" non è un valore in sé, fino a quando non non ti precetta comportamenti concreti;Cioè per me l'assoluto esiste fittiziamente solo come superamento ma non come limite, come il massimo assoluto appunto. Solo con l'idea di Dio l'assoluto diventa veramente assoluto perché oltre quel valore lì non c'è altro valore.
e finché non mi spieghi di che si tratta, perché quelli sono un "valore", io non so di che parli, come di che parla Cono, Rachele, ecc...c'è del lardo in Garfagnana
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Non è sempre così; Dio, per me, è un valore che valorizza gli altri valori; come le prime monete erano d'oro perché era l'oro in se il valore che dava alle monete.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
"Dio" non è un valore in sé, fino a quando non non ti precetta comportamenti concreti;
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Nessuno sente che il suo è un valore assoluto sia perché nella nostra mente esiste il tempo e sia perché l'individuo tenderebbe a migliorarsi momento per momento. Di assoluto c'è la "Chimera".Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiola realtà è piuttosto che il valore è assoluto per chi lo pratica,
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Non è solo una trasgressione alla norma o legge non rubare ma è anche una gran brutta cattiveria verso il derubato, che può essere di vari tipi.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
poi, c'è un criterio empirico: il fatto che alcuni rubino, non significa che neghino il valore della proprietà come principio, ma solo che trasgrediscono la norma;
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A questo punto consiglierei al ladri di andare a rubare nelle case dei ricchi, primo perché il bottino è sicuro e secondo perché il furto non influirebbe così tanto sulla vita privata del derubato.....ma soprattutto perché verrebbero a casa mia solo per sbaglio
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l'oro vale perché è pratico e duttile, e raro; non in sé;Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioNon è sempre così; Dio, per me, è un valore che valorizza gli altri valori; come le prime monete erano d'oro perché era l'oro in se il valore che dava alle monete.
non capisco che valore sia "Dio" di per sé; verosimilmente dici così perché inconsapevolmente lo associ a valori morali, o ad un beneficio personale che ti offre la fede; ma senza queste cose, in che consiste il valore ?
non hai capito di che parlo e vai per la tangente del sofisma fine a se stesso;Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioNessuno sente che il suo è un valore assoluto sia perché nella nostra mente esiste il tempo e sia perché l'individuo tenderebbe a migliorarsi momento per momento. Di assoluto c'è la "Chimera".
valore assoluto è quel precetto cui obbediresti in ogni caso, ti convenga o meno; tortureresti per divertirti i tuoi calopsiti ? non credo; penso che riterresti un valore assoluto l'idea che non si debbano torturare per divertimento;
che c'entra il tempo, il migliorarsi, ecc... ?
sul rubare intendevo che se anche uno trasgredisce e ruba, sa quello è un comportamento afflittivo, quindi non è estraneo a quel principio, è assoluto anche per lui;
ma se uno mi dice di non divorziare, e io non sono d'accordo, argomento le mie ragioni senza nasconderle, cioè stabilisco la regola morale che quella libertà è un valore prevalente, ecco che si manifesta quella contraddizione che Cono rimuove:
un conto è il male come nozione condivisa; altro se il mio dio dice che è "male", peccato, qualcosa che l'altro non condivide, non per opportunismo privato, ma proprio come regola di giustizia, di valore;
se scambi la seconda categoria con la prima, ti ritrovi a non capire il mondo in cui vivi, oppure stai rimuovendo, hai una nevrosi.c'è del lardo in Garfagnana
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