Di sicuro c'è solo la morte, ma, se non si rischia, il premio è lo stesso la morte e non dare risposta al fabbisogno energetico nei termini in cui tale risposta necessita non è che sia un percorso innocuo.
Tuttavia al momento l'assilo più immediato è costituito dai volumi dei rifiuti solidi urbani, semplice cacca cittadina, ma che non per questo si esime dall'affogarti lo stesso.
E sotto questo aspetto si ha il problema dei contenitori che, nati per essere buttati, potrebbero già essere prodotti adatti alla fine che gli compete anzichè mirati alla funzione pubblicitaria e commerciale per cui sono invece progettati e gli oggetti contenuti che avendo un vincolo di uso sono più difficili da raccordare con la destinazione finale.
E uno dei problemi è che il recupero dei materiali utilizzati, alla fine, in termini energetici ed economici costa più dell'utilizzo di risorse nuove ed è sintomatico che i vari consorzi di recupero di materiali semplici come cartone e legno anzichè sostenersi con la disponibilità gratuita della materia prima stanno invece a chiedere delle significative tariffe al kg per il trattamento e quella ricchezza/energia addizionale per il riuso da qualche parte deve uscire in termini di risorse nuove da immettere in circolo.
E anche nel trattamento rifiuti c'è la guerra intestina dei metodi cosicchè anzichè integrarsi si ostacolano a vicenda perchè gli inceneritori, mediamente associati alla produzione energetica, per avere il massimo rendimento debbono funzionare sempre e al massimo, al che i supporter del riciclo temendo politiche che non incentivano il riciclo, quindi sottofinanziano quel percorso, ne dicono male puntando sulla filosofia opposta di 0 rifiuti, cosa impossibile, ma che anche se parzialmente ottenuta contrasterebbe con la logica di funzionamento degli inceneritori.
Morale, due sistemi che dovrebbero cooperare, per l'utile proprio, si combattono a suon di propaganda e richiesta di finanziamenti, quelli sempre per tutti servono.
Che poi è il motivo per cui la germania, pagando si piglia la monnezza nostra.
Siccome la riciclano parecchio non hanno carburante sufficiente per i loro inceneritori, quindi la "comprano" all'estero da noi facendoci però pagare per pigliarsela e farci energia da venderci.
Tuttavia al momento l'assilo più immediato è costituito dai volumi dei rifiuti solidi urbani, semplice cacca cittadina, ma che non per questo si esime dall'affogarti lo stesso.
E sotto questo aspetto si ha il problema dei contenitori che, nati per essere buttati, potrebbero già essere prodotti adatti alla fine che gli compete anzichè mirati alla funzione pubblicitaria e commerciale per cui sono invece progettati e gli oggetti contenuti che avendo un vincolo di uso sono più difficili da raccordare con la destinazione finale.
E uno dei problemi è che il recupero dei materiali utilizzati, alla fine, in termini energetici ed economici costa più dell'utilizzo di risorse nuove ed è sintomatico che i vari consorzi di recupero di materiali semplici come cartone e legno anzichè sostenersi con la disponibilità gratuita della materia prima stanno invece a chiedere delle significative tariffe al kg per il trattamento e quella ricchezza/energia addizionale per il riuso da qualche parte deve uscire in termini di risorse nuove da immettere in circolo.
E anche nel trattamento rifiuti c'è la guerra intestina dei metodi cosicchè anzichè integrarsi si ostacolano a vicenda perchè gli inceneritori, mediamente associati alla produzione energetica, per avere il massimo rendimento debbono funzionare sempre e al massimo, al che i supporter del riciclo temendo politiche che non incentivano il riciclo, quindi sottofinanziano quel percorso, ne dicono male puntando sulla filosofia opposta di 0 rifiuti, cosa impossibile, ma che anche se parzialmente ottenuta contrasterebbe con la logica di funzionamento degli inceneritori.
Morale, due sistemi che dovrebbero cooperare, per l'utile proprio, si combattono a suon di propaganda e richiesta di finanziamenti, quelli sempre per tutti servono.
Che poi è il motivo per cui la germania, pagando si piglia la monnezza nostra.
Siccome la riciclano parecchio non hanno carburante sufficiente per i loro inceneritori, quindi la "comprano" all'estero da noi facendoci però pagare per pigliarsela e farci energia da venderci.

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