L'elogio del vegetarianesimo si trova già nella Bibbia; infatti nell'Eden, mitico luogo delle perfezioni in cui l'uomo sogna di ritornare, non si spargeva una goccia di sangue, e pure gli animali erano fruttivori. Se ne deduce che mangiare carne è un ripiego a cui i primi uomini sono stati costretti per non morire, vivendo in zone meno paradisiache e non sapendo ancora coltivare ortaggi.
Mangiare cavalli, maiali, pesci, rane, lumache o insetti eticamente non fa alcuna differenza, significa comunque uccidere altri esseri viventi per il gusto che ci procura mangiarli e proprio questo secondo i vegetariani è ripugnante, perché significa sacrificare la loro vita in cambio di un benessere fisico o di un piacere gastronomico che ci possiamo procurare anche in altro modo. E sembra che il modo ci sia, solo che la maggior parte di noi non è stata educata a questo...se avete provato a mangiare il tofu, le finte bistecche di soia o di ceci sapete cosa intendo.
Mia sorella, da piccola, detestava il sapore della carne e mia madre riusciva solo a farle ingoiare con enorme sforzo mezzo omogeneizzato, ma se fosse stata vegetariana non avrebbe insistito. Quanto a me, essendo una buona forchetta già da allora, avrei comunque accettato una dieta diversa. Ma se hai passato una vita a mangiare succulente bistecche, polli arrosto e deliziosi stufati, be', l'è dura smettere, anche se i poveri animalucci sacrificati fanno una gran pena.
Parlando di gusti, conosco molte persone che non sentono il bisogno della carne, soprattutto di quella rossa; mentre alcuni non sopportano latticini e formaggi, altri (come me) ne vanno pazzi, ecc. Credo che molto dipenda dal gruppo etnico a cui apparteniamo e dal cibo prevalente nell'alimentazione dei nostri antenati, forse anche - ma non è provato - dal gruppo sanguigno. Io ad esempio sono B, che è il gruppo degli orientali o dei caucasici, e guardacaso sto bene solo seguendo una dieta a base di yogurt, legumi, riso, frutta e ortaggi a foglia verde, carni bianche in piccola quantità, mentre se esagero con i farinacei, il frumento in particolare, mi viene l'abbiocco totale.
Penso che sia sbagliato imporre a tutti la stessa dieta e dire "la carne fa male" o "la carne fa bene", è una questione troppo soggettiva; come con le medicine, ogni corpo reagisce in modo leggermente diverso ma mentre un farmaco si prende per breve tempo il cibo può fare danni maggiori. Scusate la filippica, ho un nutrizionista fresco fresco in casa...
Mangiare le piante, Gatto, non è la stessa cosa che mangiare carne, perché se raccogli i frutti di un albero mica lo uccidi, se raccogli i semi o i legumi di una pianta segui solo il processo naturale, tanto i semi cadrebbero a terra, e non abbiamo prove che l'erba soffra ad essere brucata dalle pecore, per dire...certo, sradicare una carota o una cipolla potrebbe essere visto come un "verduricidio", non ci avevo pensato...
In teoria i fruttariani sono i più fighi: hanno deciso di cibarsi solo dei frutti che cadono spontaneamente dalle piante, senza provocare traumi. Un po' dura, però.
Latte e uova non rappresentano eticamente una gran bella scelta, ma dato che le uova non sono tutte fecondate, basta raccogliere solo quelle "non": si eviterebbe il sacrificio dei futuri pulcini.
Per il latte, sarei favorevole al consumo a patto che non si uccida il vitello o peggio lo si allevi con il poppatoio artificiale per sfruttare tutto il latte della madre...questo è davvero barbarico, non credo che una volta in campagna si facesse così. Allora, mille volte meglio il latte di mandorla e soia, anche se non ci danno il brie o il parmigiano...
Insomma, per me se fossimo davvero attenti a quello che abbiamo intorno, dovremmo essere tutti ovovegetariani. Purtroppo una cosa è quello che si dovrebbe fare, un'altra è farlo (ahimè).
Intanto è bene sviluppare una coscienza rispettosa della vita e dell'ambiente, le procedure giuste prima o poi si trovano.
Mangiare cavalli, maiali, pesci, rane, lumache o insetti eticamente non fa alcuna differenza, significa comunque uccidere altri esseri viventi per il gusto che ci procura mangiarli e proprio questo secondo i vegetariani è ripugnante, perché significa sacrificare la loro vita in cambio di un benessere fisico o di un piacere gastronomico che ci possiamo procurare anche in altro modo. E sembra che il modo ci sia, solo che la maggior parte di noi non è stata educata a questo...se avete provato a mangiare il tofu, le finte bistecche di soia o di ceci sapete cosa intendo.

Mia sorella, da piccola, detestava il sapore della carne e mia madre riusciva solo a farle ingoiare con enorme sforzo mezzo omogeneizzato, ma se fosse stata vegetariana non avrebbe insistito. Quanto a me, essendo una buona forchetta già da allora, avrei comunque accettato una dieta diversa. Ma se hai passato una vita a mangiare succulente bistecche, polli arrosto e deliziosi stufati, be', l'è dura smettere, anche se i poveri animalucci sacrificati fanno una gran pena.
Parlando di gusti, conosco molte persone che non sentono il bisogno della carne, soprattutto di quella rossa; mentre alcuni non sopportano latticini e formaggi, altri (come me) ne vanno pazzi, ecc. Credo che molto dipenda dal gruppo etnico a cui apparteniamo e dal cibo prevalente nell'alimentazione dei nostri antenati, forse anche - ma non è provato - dal gruppo sanguigno. Io ad esempio sono B, che è il gruppo degli orientali o dei caucasici, e guardacaso sto bene solo seguendo una dieta a base di yogurt, legumi, riso, frutta e ortaggi a foglia verde, carni bianche in piccola quantità, mentre se esagero con i farinacei, il frumento in particolare, mi viene l'abbiocco totale.
Penso che sia sbagliato imporre a tutti la stessa dieta e dire "la carne fa male" o "la carne fa bene", è una questione troppo soggettiva; come con le medicine, ogni corpo reagisce in modo leggermente diverso ma mentre un farmaco si prende per breve tempo il cibo può fare danni maggiori. Scusate la filippica, ho un nutrizionista fresco fresco in casa...
Mangiare le piante, Gatto, non è la stessa cosa che mangiare carne, perché se raccogli i frutti di un albero mica lo uccidi, se raccogli i semi o i legumi di una pianta segui solo il processo naturale, tanto i semi cadrebbero a terra, e non abbiamo prove che l'erba soffra ad essere brucata dalle pecore, per dire...certo, sradicare una carota o una cipolla potrebbe essere visto come un "verduricidio", non ci avevo pensato...
In teoria i fruttariani sono i più fighi: hanno deciso di cibarsi solo dei frutti che cadono spontaneamente dalle piante, senza provocare traumi. Un po' dura, però.
Latte e uova non rappresentano eticamente una gran bella scelta, ma dato che le uova non sono tutte fecondate, basta raccogliere solo quelle "non": si eviterebbe il sacrificio dei futuri pulcini.
Per il latte, sarei favorevole al consumo a patto che non si uccida il vitello o peggio lo si allevi con il poppatoio artificiale per sfruttare tutto il latte della madre...questo è davvero barbarico, non credo che una volta in campagna si facesse così. Allora, mille volte meglio il latte di mandorla e soia, anche se non ci danno il brie o il parmigiano...
Insomma, per me se fossimo davvero attenti a quello che abbiamo intorno, dovremmo essere tutti ovovegetariani. Purtroppo una cosa è quello che si dovrebbe fare, un'altra è farlo (ahimè).
Intanto è bene sviluppare una coscienza rispettosa della vita e dell'ambiente, le procedure giuste prima o poi si trovano.




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