Guardi il cielo e ...

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #16
    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Forse sì, non so quando.

    Potrebbe essere occasione per gita sociale del mio gruppo astrofili.
    Ok, fammi sapere: noi siamo liberi tutti i pomeriggi esclusi i weekend
    amate i vostri nemici

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #17
      Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
      Cono adotta il criterio: scartare tutto quello che é in disaccordo con la "Verità".
      non é una novità
      Il succo RDC! Colpisce il succo di quel pensiero: tanta Meraviglia intorno a noi senza un'Intelligenza Creativa? Poi ciascuno cerchi le sue risposte....
      amate i vostri nemici

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      • Vega
        Opinionista

        • 04/05/05
        • 17951

        #18
        Magari sono risposte che non ci saranno mai. Tappare per forza il buco posso capire aiuti a livello personale ma oltre questa sfera ha poco senso se si vuole una risposta, acquisire una conoscenza.

        Cono per la mostra organizzati come meglio credi se ti incuriosisce vederla, se stai dietro a me la perdi, io non so quando e se dovessi andare con gli astrofili è sicuramente nel fine settimana.
        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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        • restodelcarlino
          giullare

          • 13/05/19
          • 12523

          #19
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          Il succo RDC! Colpisce il succo di quel pensiero: tanta Meraviglia intorno a noi senza un'Intelligenza Creativa? Poi ciascuno cerchi le sue risposte....
          Il testo, cono, il testo completo e non una frasetta rimasticata avulsa dal suo contesto.
          Ti ho detto, chiaramente, che esistenze iperuraniche o meno non sono oggetto del mio post. Il mio post ti dice che hai citato a sproposito una frasetta (manipolata ed inesistente) di Voltaire. Tratta (se ti sei preso la briga di leggere) da un brano che arriva a conclusioni diametralmente opposte alle tue.
          Solo questo, in sintesi: copincolla quanto vuoi, ma attiva un minimo di senso critico. E non "arruolare" di forza chi non la pensa come te.
          Fatica sprecata. Lo so.
          ...vassapé...

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66024

            #20
            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
            Magari sono risposte che non ci saranno mai. Tappare per forza il buco posso capire aiuti a livello personale ma oltre questa sfera ha poco senso se si vuole una risposta, acquisire una conoscenza.

            Cono per la mostra organizzati come meglio credi se ti incuriosisce vederla, se stai dietro a me la perdi, io non so quando e se dovessi andare con gli astrofili è sicuramente nel fine settimana.
            Ahhh peccato, sarà per un'altra volta allora.
            Il professor Galluzzi è una garanzia, lo conoscemmo quando venne a Vinci nel 2019 per i 500 anni dalla morte di Leonardo.

            Non credo si tratti di tappare un buco, quanto di osservare, studiare, contemplare l'Universo e poi farsi un'opinione. Da sempre l'Uomo cerca questo: dare risposta al perché dell'esistenza. Sia esso credente o non credente. Si chiami esso Francesco d'Assisi ("Laudato si' mi Signore per tutto ciò che esiste!") o Immanuel Kant ("Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me")
            amate i vostri nemici

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17951

              #21
              Se osservi e studi non è che puoi girarla come ti pare. Capisco che si possa essere portati a pensare che l'universo sia opera di qualcuno. Però sia un creatore che un senso sono dei tappabuchi perché non c'è certezza e prova. Difatti usi la parola opinione.
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • gillian
                Opinionista
                • 12/12/20
                • 3148

                #22
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Il succo RDC! Colpisce il succo di quel pensiero: tanta Meraviglia intorno a noi senza un'Intelligenza Creativa? Poi ciascuno cerchi le sue risposte....
                Sì tanta meraviglia ma oserei quante mostruosità ... buchi neri di massa miliardi di volte il sole che fagocitano intere galassie ... esplosioni (inevitabile) di stelle che se viste nell'ambito de La via Lattea illuminerebbero il cielo a giorno (supernovae) ... quasi ogni settimana le immagioni dei telescopi satellitari (Hubble) mostrano novità incredibili che mettono continuamente in crisi le ultime teorie scientifiche ... un universo caotico ... un astrofisico (Paolo Maffei) ha scritto il libro intitolato "i mostri del cielo" ... insomma un universo probito dove la meraviglia di cono si trasforma in sgomento ... vuole così il tuo Dio sbatterci in un insignificante granello di polvere in una terra vulcanica?
                Last edited by gillian; 10-01-2024, 17:28.
                sono modesto e me ne vanto!
                Gil

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                • restodelcarlino
                  giullare

                  • 13/05/19
                  • 12523

                  #23

                  Dato che qui siamo in "Scienza etc" e si parla di tuttaltro
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Immanuel Kant ("Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me")
                  Ho resistito finché ho potuto.
                  Basta, con le citazioni a bovino lattiero.
                  E mettiamo una buona volta questa citazione nel suo contesto. E leggiamolo tutto.
                  E' tratta dalla conclusione de "La critica della Region Pratica" . Ed é scritta sulla sua lapide (non da Kant , che era defunto).

                  Immanuel Kant – Critica della ragion pratica


                  CONCLUSIONE
                  Due cose riempiono l'animo di ammirazione e di reverenza sempre nuove e crescenti,
                  quanto più spesso e più a lungo il pensiero vi si ferma su: “il cielo stellato sopra di me e la
                  legge morale in me”
                  . Queste due cose, non ho da cercarle fuori della portata della mia vista,
                  avvolte in oscurità, e nel trascendente; né devo, semplicemente, presumerle: le vedo
                  davanti a me, e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima
                  comincia dal luogo, che occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in
                  cui mi trovo a grandezze immensurabili, con mondi sopra mondi, e sistemi di sistemi; e,
                  oltre a ciò, ai tempi senza confine del loro movimento periodico, del loro inizio e del loro
                  durare. La seconda parte dal mio Io invisibile, dalla mia personalità; e mi rappresenta in
                  un mondo che ha un'infinità vera, ma è percepibile solo dall'intelletto, e con il quale (ma,
                  perciò, anche al tempo stesso con tutti quei mondi visibili) mi riconosco in una
                  connessione non semplicemente accidentale, come nel primo caso, bensì universale e
                  necessaria. La prima veduta, di un insieme innumerabile di mondi, annienta, per così dire,
                  la mia importanza di “creatura animale”, che dovrà restituire la materia di cui è fatta al
                  pianeta (un semplice punto nell'universo), dopo essere stata dotata per breve tempo (non
                  si sa come) di forza vitale. La seconda, al contrario, innalza infinitamente il mio valore,
                  come valore di una “intelligenza”, in grazia della mia personalità, in cui la legge morale mi
                  rivela una vita indipendente dall'animalità, e perfino dall'intero mondo sensibile: almeno
                  per quel che si può desumere dalla destinazione finale della mia esistenza in virtù di questa
                  legge; la quale destinazione non è limitata alle condizioni e ai confini di questa vita, ma va
                  all'infinito.
                  Se non che, ammirazione e rispetto possono, bensì, stimolare l'indagine e la riflessione, ma
                  non colmare le lacune. Che cosa si ha da fare, ora, per istituire tale indagine in modo utile e
                  confacente alla sublimità dell'oggetto? Qui vi sono esempli che possono servire da
                  ammonimento, ma anche da modello. L'osservazione del mondo cominciò dal più
                  splendido spettacolo che i sensi umani potessero presentare, e che il nostro intelletto
                  potesse riuscire a seguire nella sua estensione: e finì nell'astrologia. La morale cominciò
                  con la proprietà più nobile dell'umana natura, il cui sviluppo e la cui cultura promettono
                  benefici senza fini: e fini nel fanatismo o nella superstizione. Così accade a tutti i tentativi
                  ancora rozzi, in cui la parte principale spetterebbe all'uso della ragione: uso che non si può
                  trovare da sé, con il frequente esercizio, come l'uso dei piedi: soprattutto quando concerna
                  proprietà che non si possono presentare così immediatamente nella comune esperienza.
                  Ma dopo che, per quanto tardi, fu introdotta la massima di riflettere bene anticipatamente
                  su tutti i passi che la ragione ha intenzione di compiere, e di non lasciarla procedere se non
                  sul binario di un metodo precedentemente ben studiato, lo studio dell'edificio del mondo
                  prese tutt'altra direzione, con un successo senza paragone migliore. Il cadere di una pietra,
                  o il movimento di una fionda, analizzato nei suoi elementi e nelle forze che vi si
                  manifestano, e trattato matematicamente, finì col produrre quella veduta chiara e per
                  sempre immutabile sulla costituzione del mondo, che, col progresso dell'osservazione, può
                  sperare di ampliarsi sempre di più, ma non mai temere di dover tornare sui propri passi.
                  Ora, quell'esempio può consigliare di mettersi sulla stessa strada nel trattare le
                  disposizioni morali della nostra natura, e darci la speranza di giungere a un risultato
                  altrettanto buono. Abbiamo pure a disposizione gli esempli della ragione che giudica in
                  materia morale. Analizzarli nei loro concetti elementari e, in mancanza della “matematica”,
                  intraprendere tuttavia un procedimento analogo a quello della “chimica”, di “separazione”
                  dell'empirico dal razionale, che in essi si possa trovare, con ripetute ricerche sul comune
                  intelletto dell'uomo, può darci entrambi gli elementi allo stato puro e - cosa che ciascuno
                  per sé solo può fase - farceli riconoscere con certezza; e così porre rimedio, sia alla
                  confusione di un giudizio ancora rozzo e non esercitato, sia (cosa assai più necessaria) alle
                  “stravaganze geniali” con cui, come sogliono fare gli adepti della pietra filosofale, senza
                  alcuna indagine metodica e conoscenza della natura si promettono sognati tesori, e si
                  dilapidano i veri. In una parola: la scienza (criticamente cercata, e metodicamente
                  introdotta) è la stretta porta che conduce alla dottrina della saggezza,
                  se con questa
                  s'intende, non solo ciò che si deve fare, ma ciò che deve servire da guida ai “maestri” per
                  spianare alla saggezza un cammino aperto e facilmente riconoscibile, che ciascuno debba
                  percorrere, assicurando chi li segua dai passi falsi: una scienza di cui deve sempre restare
                  custode la filosofia, alle cui ricerche sottili il pubblico non ha da prendere parte alcuna;
                  mentre deve partecipare alle sue “dottrine”, che solo dopo una siffatta elaborazione gli si
                  possono presentare con buona chiarezza.



                  E se leggessimo anche la conclusione?

                  "La scienza (criticamente cercata, e metodicamente introdotta) è la stretta porta che conduce alla dottrina della saggezza"

                  Le frasette copincollate ciecamente da internet, sono come i numeri che , ben torturati (come dice axe), confessano quello che si vuole.



                  Post scriptum:
                  Riporto, per tua comodità, anche la conclusione del discorso di Voltaire (quello dell'orologio):
                  Je ne vois pas la chaîne qui mène droit à cette conclusion ; je vois seulement qu’il y a quelque chose* de plus puissant que moi, et rien de plus.


                  * "qualcosa", non "qualcuno"
                  Last edited by restodelcarlino; 10-01-2024, 17:18.
                  ...vassapé...

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #24
                    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                    Se osservi e studi non è che puoi girarla come ti pare. Capisco che si possa essere portati a pensare che l'universo sia opera di qualcuno. Però sia un creatore che un senso sono dei tappabuchi perché non c'è certezza e prova. Difatti usi la parola opinione.
                    Difatti siamo liberi! Possiamo affermare che tutto è casuale, che siamo solo materia, che la nostra esistenza terminerà due metri sottoterra. Ma pure che siamo parte di un incredibile Disegno d'Amore, che siamo anche Spirito, che la Morte non è la fine di tutto, che il nostro destino è il Cielo....tornare a Dio che ci ha creati e che ci ama: infinitamente! Singolarmente!!!

                    "Se vuoi, osserverai i comandamenti. La tua salvezza sta dentro la tua Libertà. Ti ho posto davanti il fuoco e l'acqua, il Bene e il Male, la Vita e la Morte: a ciascuno sarà dato ciò che avrà scelto...."
                    amate i vostri nemici

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66024

                      #25
                      Originariamente Scritto da gillian Visualizza Messaggio
                      Sì tanta meraviglia ma oserei quante mostruosità ... buchi neri di massa miliardi di volte il sole che fagocitano intere galassie ... esplosioni (inevitabile) di stelle che se viste nell'ambito de La via Lattea illuminerebbero il cielo a giorno (supernovae) ... quasi ogni settimana le immagioni dei telescopi satellitari (Hubble) mostrano novità incredibili che mettono continuamente in crisi le ultime teorie scientifiche ... un universo caotico ... un astrofisico (Paolo Maffei) ha scritto il libro intitolato "i mostri del cielo" ... insomma un universo probito dove la meraviglia di cono si trasforma in sgomento ... vuole così il tuo Dio sbatterci in un insignificante granello di polvere in una terra vulcanica?
                      Ciao! Tutto avrà una fine Gillian, non dobbiamo sgomentarci. Gesù Cristo è venuto sulla terra per annientare la Morte e annunciare la Vita: quella vera, quella che non finisce. Quaggiù, di fronte all' Eternità, siamo solo di passaggio. Un breve sbatter di ciglia....
                      amate i vostri nemici

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #26
                        Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                        Dato che qui siamo in "Scienza etc" e si parla di tuttaltro

                        Ho resistito finché ho potuto.
                        Basta, con le citazioni a bovino lattiero.
                        E mettiamo una buona volta questa citazione nel suo contesto. E leggiamolo tutto.
                        E' tratta dalla conclusione de "La critica della Region Pratica" . Ed é scritta sulla sua lapide (non da Kant , che era defunto).

                        Immanuel Kant – Critica della ragion pratica


                        CONCLUSIONE
                        Due cose riempiono l'animo di ammirazione e di reverenza sempre nuove e crescenti,
                        quanto più spesso e più a lungo il pensiero vi si ferma su: “il cielo stellato sopra di me e la
                        legge morale in me”
                        . Queste due cose, non ho da cercarle fuori della portata della mia vista,
                        avvolte in oscurità, e nel trascendente; né devo, semplicemente, presumerle: le vedo
                        davanti a me, e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima
                        comincia dal luogo, che occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in
                        cui mi trovo a grandezze immensurabili, con mondi sopra mondi, e sistemi di sistemi; e,
                        oltre a ciò, ai tempi senza confine del loro movimento periodico, del loro inizio e del loro
                        durare. La seconda parte dal mio Io invisibile, dalla mia personalità; e mi rappresenta in
                        un mondo che ha un'infinità vera, ma è percepibile solo dall'intelletto, e con il quale (ma,
                        perciò, anche al tempo stesso con tutti quei mondi visibili) mi riconosco in una
                        connessione non semplicemente accidentale, come nel primo caso, bensì universale e
                        necessaria. La prima veduta, di un insieme innumerabile di mondi, annienta, per così dire,
                        la mia importanza di “creatura animale”, che dovrà restituire la materia di cui è fatta al
                        pianeta (un semplice punto nell'universo), dopo essere stata dotata per breve tempo (non
                        si sa come) di forza vitale. La seconda, al contrario, innalza infinitamente il mio valore,
                        come valore di una “intelligenza”, in grazia della mia personalità, in cui la legge morale mi
                        rivela una vita indipendente dall'animalità, e perfino dall'intero mondo sensibile: almeno
                        per quel che si può desumere dalla destinazione finale della mia esistenza in virtù di questa
                        legge; la quale destinazione non è limitata alle condizioni e ai confini di questa vita, ma va
                        all'infinito.
                        Se non che, ammirazione e rispetto possono, bensì, stimolare l'indagine e la riflessione, ma
                        non colmare le lacune. Che cosa si ha da fare, ora, per istituire tale indagine in modo utile e
                        confacente alla sublimità dell'oggetto? Qui vi sono esempli che possono servire da
                        ammonimento, ma anche da modello. L'osservazione del mondo cominciò dal più
                        splendido spettacolo che i sensi umani potessero presentare, e che il nostro intelletto
                        potesse riuscire a seguire nella sua estensione: e finì nell'astrologia. La morale cominciò
                        con la proprietà più nobile dell'umana natura, il cui sviluppo e la cui cultura promettono
                        benefici senza fini: e fini nel fanatismo o nella superstizione. Così accade a tutti i tentativi
                        ancora rozzi, in cui la parte principale spetterebbe all'uso della ragione: uso che non si può
                        trovare da sé, con il frequente esercizio, come l'uso dei piedi: soprattutto quando concerna
                        proprietà che non si possono presentare così immediatamente nella comune esperienza.
                        Ma dopo che, per quanto tardi, fu introdotta la massima di riflettere bene anticipatamente
                        su tutti i passi che la ragione ha intenzione di compiere, e di non lasciarla procedere se non
                        sul binario di un metodo precedentemente ben studiato, lo studio dell'edificio del mondo
                        prese tutt'altra direzione, con un successo senza paragone migliore. Il cadere di una pietra,
                        o il movimento di una fionda, analizzato nei suoi elementi e nelle forze che vi si
                        manifestano, e trattato matematicamente, finì col produrre quella veduta chiara e per
                        sempre immutabile sulla costituzione del mondo, che, col progresso dell'osservazione, può
                        sperare di ampliarsi sempre di più, ma non mai temere di dover tornare sui propri passi.
                        Ora, quell'esempio può consigliare di mettersi sulla stessa strada nel trattare le
                        disposizioni morali della nostra natura, e darci la speranza di giungere a un risultato
                        altrettanto buono. Abbiamo pure a disposizione gli esempli della ragione che giudica in
                        materia morale. Analizzarli nei loro concetti elementari e, in mancanza della “matematica”,
                        intraprendere tuttavia un procedimento analogo a quello della “chimica”, di “separazione”
                        dell'empirico dal razionale, che in essi si possa trovare, con ripetute ricerche sul comune
                        intelletto dell'uomo, può darci entrambi gli elementi allo stato puro e - cosa che ciascuno
                        per sé solo può fase - farceli riconoscere con certezza; e così porre rimedio, sia alla
                        confusione di un giudizio ancora rozzo e non esercitato, sia (cosa assai più necessaria) alle
                        “stravaganze geniali” con cui, come sogliono fare gli adepti della pietra filosofale, senza
                        alcuna indagine metodica e conoscenza della natura si promettono sognati tesori, e si
                        dilapidano i veri. In una parola: la scienza (criticamente cercata, e metodicamente
                        introdotta) è la stretta porta che conduce alla dottrina della saggezza,
                        se con questa
                        s'intende, non solo ciò che si deve fare, ma ciò che deve servire da guida ai “maestri” per
                        spianare alla saggezza un cammino aperto e facilmente riconoscibile, che ciascuno debba
                        percorrere, assicurando chi li segua dai passi falsi: una scienza di cui deve sempre restare
                        custode la filosofia, alle cui ricerche sottili il pubblico non ha da prendere parte alcuna;
                        mentre deve partecipare alle sue “dottrine”, che solo dopo una siffatta elaborazione gli si
                        possono presentare con buona chiarezza.



                        E se leggessimo anche la conclusione?

                        "La scienza (criticamente cercata, e metodicamente introdotta) è la stretta porta che conduce alla dottrina della saggezza"

                        Le frasette copincollate ciecamente da internet, sono come i numeri che , ben torturati (come dice axe), confessano quello che si vuole.



                        Post scriptum:
                        Riporto, per tua comodità, anche la conclusione del discorso di Voltaire (quello dell'orologio):
                        Je ne vois pas la chaîne qui mène droit à cette conclusion ; je vois seulement qu’il y a quelque chose* de plus puissant que moi, et rien de plus.


                        * "qualcosa", non "qualcuno"
                        "La creazione ha un solo Padre" dice Carlo Rubbia. Ebbene, noi annunciamo quel "Qualcuno" che va molto oltre e dà risposta al "qualcosa" di Voltaire
                        amate i vostri nemici

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                        • restodelcarlino
                          giullare

                          • 13/05/19
                          • 12523

                          #27
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          "La creazione ha un solo Padre" dice Carlo Rubbia. Ebbene, noi annunciamo quel "Qualcuno" che va molto oltre e dà risposta al "qualcosa" di Voltaire
                          Eccellente risposta, parlando di Kant ed della sensatezza di citare Voltaire (più o meno trafficato).
                          Ma tu, conogelato da empoli, oltre a spulciare citazioni qua e là, più o meno a sproposito ed avulse dal contesto (come appena dimostrato, con i testi)...hai qualchecosa di tuo?
                          Si, una Fede immarcescibile. Come Tertulliano. Si, quello che ha scritto " Prorsus credibile est, quia ineptum est" in "De Carne Christi". Che é la versione esatta della ben nota ed abusata parafrasi "Credo quia absurdum". Tanto per essere precisini e pignoli nelle citazioni.
                          Ok.
                          Risposta valida e conclusiva.
                          ...vassapé...

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                          • Vega
                            Opinionista

                            • 04/05/05
                            • 17951

                            #28
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Difatti siamo liberi! Possiamo affermare che tutto è casuale, che siamo solo materia, che la nostra esistenza terminerà due metri sottoterra. Ma pure che siamo parte di un incredibile Disegno d'Amore, che siamo anche Spirito, che la Morte non è la fine di tutto, che il nostro destino è il Cielo....tornare a Dio che ci ha creati e che ci ama: infinitamente! Singolarmente!!!

                            "Se vuoi, osserverai i comandamenti. La tua salvezza sta dentro la tua Libertà. Ti ho posto davanti il fuoco e l'acqua, il Bene e il Male, la Vita e la Morte: a ciascuno sarà dato ciò che avrà scelto...."
                            Cono, tanto dici sempre le stesse cose a fronte delle spiegazioni già date, anche sul discorso "caso", che andrebbe pure inserito nel contesto scientifico e quindi che significato ha.

                            Diamoci un taglio, che sennò diventa la sezione Religione2.
                            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #29
                              Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                              Eccellente risposta, parlando di Kant ed della sensatezza di citare Voltaire (più o meno trafficato).
                              Ma tu, conogelato da empoli, oltre a spulciare citazioni qua e là, più o meno a sproposito ed avulse dal contesto (come appena dimostrato, con i testi)...hai qualchecosa di tuo?
                              Si, una Fede immarcescibile. Come Tertulliano. Si, quello che ha scritto " Prorsus credibile est, quia ineptum est" in "De Carne Christi". Che é la versione esatta della ben nota ed abusata parafrasi "Credo quia absurdum". Tanto per essere precisini e pignoli nelle citazioni.
                              Ok.
                              Risposta valida e conclusiva.
                              Quando si cita qualcuno è perché si crede in quelle parole....
                              Qualcosa di mio mio, chiedi?
                              Se ci rendessimo davvero conto dell'Amore che Dio ha per ciascuno di noi....tutti i nostri guai RDC, tutti i nostri dolori, tutte le nostre ansie di Senso e d'Infinito, sarebbero colmate!!!

                              Ciao caro, buon fine settimana.
                              Buon fine settimana a tutti!
                              amate i vostri nemici

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66024

                                #30
                                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                                Cono, tanto dici sempre le stesse cose a fronte delle spiegazioni già date, anche sul discorso "caso", che andrebbe pure inserito nel contesto scientifico e quindi che significato ha.

                                Diamoci un taglio, che sennò diventa la sezione Religione2.
                                Come vuoi: ma Vega non è un casuale incontro di aminoacidi. È molto molto di più! Il suo corpo terreno è contrassegnato da un inizio e da una fine (nata nel 19xx...morta nel 20xx). La sua Anima Spirituale è Eterna. Come lo è Dio

                                Ciao, a lunedì.
                                amate i vostri nemici

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