Non so nemmeno da dove iniziare. Ci provo.
Lavoro da 10 anni in qualità di addetta alle vendite in un'azienda multinazionale leader nel settore della metalmeccanica.
Siamo diversi settori, io ero in una piccola divisione specializzata con 3 sedi in Italia (sede centrale+2 filiali).
La direzione generale di questa multinazionale ha deciso di accorpare il nostro settore al settore più grosso (quello che conta di più in poche parole).
I motivi "ufficiali" di questo incoroporamento sono di presentarsi nel mercato con un'unico blocco/referente per il cliente.
I motivi "ufficiosi" sono differenti: l'incapacità manageriale, gente capace ma impossibilitata a lavorare bene è andata via, qualcuno ha mollato e se ne è fregato, qualcun altro si è fatto gli affari suoi, chi doveva decidere non ha deciso, chi doveva insegnare e far lavorare le persone non lo ha fatto, i programmi e le regole sono finiti al vento, le riunioni di lavoro sono diventate chiacchiere senza seguito, le informazioni date a caso quando capitava.
Ho assistito senza poter far niente, all'abbandono di ogni metodo di lavoro, ad un peggioramento continuo della situazione e ora siamo finiti.
Ci hanno messo le mani addosso, abbiamo fatto di tutto per farcele mettere....Ci stanno assorbendo nella grande divisione, dove saremo smembrati, non saremo più autonomi, dove ci saranno altri responsabili
Entro fine anno saremi inglobati ed è tutto finito e non ho potuto far niente, solo assistere inerme al scivolare in questo baratro.
Qui viene il brutto
La filiale dove lavoravo io era continuamente oggetto di voci contradditorie, chiude, non chiude, chissà ecc. Siamo in 5: 1 responsabile, 2 venditori, 2 impiegati. Il responsabile e un impiegato sono pensionandi entro quest'anno. I 2 venditori possono lavorare a casa, resto solo io da "sistemare".
Finchè un giorno sono chiamata dai nuovi manager che mi propongono di trasferirmi a lavorare in una sede a 100 km da dove vivo.
Ho risposto di no perchè impraticabile dal punto di vista economico, pratico e personale. Vivo qui e la mia vita è qui. Non accetto questi ricatti nemmeno per preservare un posto di lavoro. Non sconvolgo la mia vita per andare a fare praticamente agli stessi soldi quello che faccio qui a 100 km di distanza. C'è chi lo fa, io no.
Alla mia risposta mi hanno detto che mi avrebbero fatto sapere la loro decisione.
Questo è capitato 5 mesi fa, 2 mesi dopo ci riuniscono tutti per farci vedere il nuovo assetto aziendale. Il mio nome è assieme ad altri nell'abbozzo del nuovo organigramma. Non mi dicono altro.
Poco tempo fa scopro senza che nessuno mi dica niente che la filiale chiuderà definitivamente entro fine anno.
Tutti sanno che la filiale chiuderà, che io resterò l'unica senza lavoro, ma nessuno dice niente
perchè fa comodo il mio lavoro finchè non sono pronti a chiudere e a trasferire tutto.
Ho fatto una depressione terribile, tra l'altro soffro di una grave malattia che finora avevo curato bene senza ripercussioni sul lavoro, perchè per me questo lavoro era tutto.
La malattia assieme alla depressione ora si è riacuttizzata.
Non so cosa fare. Non avrei mai voluto perdere questo lavoro, ma so che non si può fare niente. Decisioni manageriali così grosse non si fermano per una persona sola.
Ora voglio solo fargliela pagare, poi dimenticarmi di loro e sperare di trovarmi un altro lavoro....
Lavoro da 10 anni in qualità di addetta alle vendite in un'azienda multinazionale leader nel settore della metalmeccanica.
Siamo diversi settori, io ero in una piccola divisione specializzata con 3 sedi in Italia (sede centrale+2 filiali).
La direzione generale di questa multinazionale ha deciso di accorpare il nostro settore al settore più grosso (quello che conta di più in poche parole).
I motivi "ufficiali" di questo incoroporamento sono di presentarsi nel mercato con un'unico blocco/referente per il cliente.
I motivi "ufficiosi" sono differenti: l'incapacità manageriale, gente capace ma impossibilitata a lavorare bene è andata via, qualcuno ha mollato e se ne è fregato, qualcun altro si è fatto gli affari suoi, chi doveva decidere non ha deciso, chi doveva insegnare e far lavorare le persone non lo ha fatto, i programmi e le regole sono finiti al vento, le riunioni di lavoro sono diventate chiacchiere senza seguito, le informazioni date a caso quando capitava.
Ho assistito senza poter far niente, all'abbandono di ogni metodo di lavoro, ad un peggioramento continuo della situazione e ora siamo finiti.
Ci hanno messo le mani addosso, abbiamo fatto di tutto per farcele mettere....Ci stanno assorbendo nella grande divisione, dove saremo smembrati, non saremo più autonomi, dove ci saranno altri responsabili
Entro fine anno saremi inglobati ed è tutto finito e non ho potuto far niente, solo assistere inerme al scivolare in questo baratro.
Qui viene il brutto
La filiale dove lavoravo io era continuamente oggetto di voci contradditorie, chiude, non chiude, chissà ecc. Siamo in 5: 1 responsabile, 2 venditori, 2 impiegati. Il responsabile e un impiegato sono pensionandi entro quest'anno. I 2 venditori possono lavorare a casa, resto solo io da "sistemare".
Finchè un giorno sono chiamata dai nuovi manager che mi propongono di trasferirmi a lavorare in una sede a 100 km da dove vivo.
Ho risposto di no perchè impraticabile dal punto di vista economico, pratico e personale. Vivo qui e la mia vita è qui. Non accetto questi ricatti nemmeno per preservare un posto di lavoro. Non sconvolgo la mia vita per andare a fare praticamente agli stessi soldi quello che faccio qui a 100 km di distanza. C'è chi lo fa, io no.
Alla mia risposta mi hanno detto che mi avrebbero fatto sapere la loro decisione.
Questo è capitato 5 mesi fa, 2 mesi dopo ci riuniscono tutti per farci vedere il nuovo assetto aziendale. Il mio nome è assieme ad altri nell'abbozzo del nuovo organigramma. Non mi dicono altro.
Poco tempo fa scopro senza che nessuno mi dica niente che la filiale chiuderà definitivamente entro fine anno.
Tutti sanno che la filiale chiuderà, che io resterò l'unica senza lavoro, ma nessuno dice niente
perchè fa comodo il mio lavoro finchè non sono pronti a chiudere e a trasferire tutto.Ho fatto una depressione terribile, tra l'altro soffro di una grave malattia che finora avevo curato bene senza ripercussioni sul lavoro, perchè per me questo lavoro era tutto.
La malattia assieme alla depressione ora si è riacuttizzata.
Non so cosa fare. Non avrei mai voluto perdere questo lavoro, ma so che non si può fare niente. Decisioni manageriali così grosse non si fermano per una persona sola.
Ora voglio solo fargliela pagare, poi dimenticarmi di loro e sperare di trovarmi un altro lavoro....


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