... almeno nella mia esperienza, passare dalle superiori all'universit
Studio scolastico e universitario: un difficile passaggio
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Tag: Nessuno
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Il mio secondo anno universitario l'ho praticamente buttato nel cesso, solo due esami.
Un po' per problemi a casa, un po' perchè non so ancora come organizzarmi, un po' perchè mi riduco sempre all'ultimo, ma soprattutto perchè non ho un metodo di studio.Membro del Consiglio degli Admin
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Io ho avuto la crisi alla specialistica...
Ho lavorato un po' ma poi ho pensato che mi poteva far comodo anche la laurea magistrale, di fatto però do un esame ogni morte di papa, più che altro perché gli esami son quasi tutti su appuntamento e tra insicurezza e assoluta mancanza di voglia mi trascino senza speranza e rimando in continuazione.
Penso che l'unico modo per superare la faccenda sia convincersi sul serio che prima finisci e meglio è per la tua carriera lavorativa; chiaro che questo sprone con me non funge per niente ma ho visto che in media aiuta[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
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Mah, io mi sono trovata decisamente meglio con lo studio universitario.
La crisi c'è stata, il primo anno, ma per il fatto che ho dovuto iniziare a studiare (cosa che alle superiori non ho mai fatto confidando sempre nella mia buona memoria).
Però davvero non c'è paragone. L'ansia di svegliarmi ogni santa mattina sapendo che avrei potuto essere interrogata di almeno 3 materie diverse, delle quali sicuramente 2 non studiate, mi uccideva.
Decisamente meglio ora. L'ansia c'è comunque, ma non tutti i giorni!
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
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Ho buttato via un sacco di anni universitari per colpa mia e di altri, spero di mettermi ora in sesto e finire in tempi brevi.
In ogni caso l'unica differenza tra uni e superiori è che in uni bisogna studiare, veramente, mentre alle superiori bastava dare una lettura prima dell'interrogazione e fuck.----->Comperate i miei occhiali<-----
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E pensare che con la sciagurata riforma di qualche annetto fa hanno semplificato e non poco i programmi d' esame.
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Io all'universit"My one desire, all I aspire / Is in your eyes forever to live / Traveled all over the seven oceans / There is nothing that I wouldn't give / Came from Bahrein, got to Beirut / Looking for someone comparing to you / Tearing down windows and doors / And I could not find eyes like yours"
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Io ho apprezzato il salto (di qualità
. Ho trovato il mio metodo (forse per il fatto che alle superiori lo studio frammentario non mi agevolava), ma dopo una prima lettura, in cui prendevo la visione d'insieme, imparare le nozioni era come incastrare i pezzi di un puzzle. Ero anche solita "riassumere" capitoli salienti della materia in oggetto: rielaborandoli, li facevo miei e mettendo i concetti nero su bianco li assimilavo completamente.
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Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato.
(F. Pessoa)
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Penso che non si possa generalizzare, la prassi quaOriginariamente Scritto da Malo Perverso Visualizza MessaggioE pensare che con la sciagurata riforma di qualche annetto fa hanno semplificato e non poco i programmi d' esame.[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
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Questo tra l'altro è il mal comune di tante lauree in Italia (non dico la sifilide, dico di potercisi spazzare poi col titolo in mano), per cui non credere che dopo la laurea penserai mai "che figata, tanto sbattimento ma alla fine mi è stato riconosciuto!".Originariamente Scritto da Gloucester Visualizza MessaggioVa da sé che se mi fossi preso la briga di impiegare i trascorsi tre anni studiando per un 10% del mio tempo ed impiegando restante 90% per andare a puttane avrei ottenuto risultati più spendibili e magari mi sarei divertito anche di più. Soprattutto avrei qualcosa di tangibile in mano, che so una gonorrea od una bella sifilide in stadio avanzato.
Perchè se speri in un riconoscimento di qualsiasi tipo ti consiglio di fare l'idraulico o di restarci proprio oltremanica..."My one desire, all I aspire / Is in your eyes forever to live / Traveled all over the seven oceans / There is nothing that I wouldn't give / Came from Bahrein, got to Beirut / Looking for someone comparing to you / Tearing down windows and doors / And I could not find eyes like yours"
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Era mia intenzione proporre una sezione studiare/lavorare all'estero. Mi sa che i tempi, più che maturi sono sfatti.
Si, ma il rischio di averne una sola ma formato famiglia quando ti rendi conto che devi recuperare non due settimane ma tre mesi non è da prender sottogambaOriginariamente Scritto da erin Visualizza MessaggioMah, io mi sono trovata decisamente meglio con lo studio universitario.
La crisi c'è stata, il primo anno, ma per il fatto che ho dovuto iniziare a studiare (cosa che alle superiori non ho mai fatto confidando sempre nella mia buona memoria).
Però davvero non c'è paragone. L'ansia di svegliarmi ogni santa mattina sapendo che avrei potuto essere interrogata di almeno 3 materie diverse, delle quali sicuramente 2 non studiate, mi uccideva.
Decisamente meglio ora. L'ansia c'è comunque, ma non tutti i giorni!
La situazione che dipingi non solo è negativa, ma schizofrenica.Originariamente Scritto da Gloucester Visualizza MessaggioEssendo un perfezionista son sempre partito svantaggiato; nel senso che anche a costo di procedere più lentamente la cosa avrebbe potuto favorirmi nel vecchio ordinamento ed in un sistema complessivamente meritocratico, mentre invece mi ritrovo con un ordinamento suicida basato su 54 esami da 3 CFU (ch'è come pulirsi il culo coi coriandoli), ove qualsiasi ragionamento è condotto in crediti ed i miei 30 e lode posso anche usarli come carta igienica, non sussistendo alcuna distinzione fra me ed un qualsiasi abbonato al 18.
In compenso sempre dall'attuale a.a. è scattato anche il nuovo ordinamento che dovrebbe provvedere a riaccorpare i vari corsi in esami decenti da 6 o 12 CFU, non fosse che nel passaggio l'università si prenderà la briga di non riconoscere alcuni dei suoi stessi insegnamenti passati e di richiedermi addirittura di superare degli esami integrativi: perché non conta che io abbia già dato, ad esempio, tre esami di storia romana pigliando tre 30 e lode. Dal momento che erano ciascuno da 3 CFU e 3+3+3=9, mentre il nuovo esame di storia romana è da 12 CFU (anche se il programma è assolutamente lo stesso e le ore di insegnamento pure, perché ciascun esame da 3 CFU prevedeva 20 ore di lezione ma il nuovo da 12 CFU non ne contempla 80 ma 60) a me restano comunque 3 CFU integrativi da fare: per integrare cosa e su quale cazzo di programma mi piacerebbe davvero saperlo, forse la storia dell'impero romano d'occidente dopo la caduta dell'impero romano d'occidente,(
ndr) non fosse che nel terzo esame sul tardo-antico sono già arrivato sino all'epoca di Giustiniano. E questo discorso vale per almeno un'altra ventina buona di esami.
Onestamente non ho mai pensato che il buon lavoro che ho sempre fatto mi sarebbe stato riconosciuto, ma nemmeno nelle mie peggiori crisi di pessimismo ero giunto a pensare che avrebbe finito per danneggiarmi. Va da sé che se mi fossi preso la briga di impiegare i trascorsi tre anni studiando per un 10% del mio tempo ed impiegando restante 90% per andare a puttane avrei ottenuto risultati più spendibili e magari mi sarei divertito anche di più. Soprattutto avrei qualcosa di tangibile in mano, che so una gonorrea od una bella sifilide in stadio avanzato.
Quindi il consiglio che offro spassionatamente ad ogni matricola od universitario ancora lontano dalla meta è di non sbattersi troppo, perché tanto non serve ad una sega; se io continuerò a farlo è per spirito di servizio, non perché sia utile, e perché ho il pessimo vizio di non riuscire ad afferrare un concetto se non lo prendo in considerazione da ogni possibile punto di vista.
Ah, aggiungiamo che nel corso dell'estate appena trascorsa ho anche provveduto a stendere la mia ipotetica futura tesi di laurea, un paper di 150.000 caratteri sull'epoca classica dell'impero ottomano, che arriverà forse a 300.000 con le intregrazioni che sto stendendo e di cui a nessuno frega un bel nulla ("perché tanto la tesi di triennale è carta straccia", cit. dal preside di facoltà
fuorché all'altrettanto ipotetico futuro relatore; che a quanto pare, da accademico formatosi a Harvard e costretto ora a fare il docente a contratto in Italia, probabilmente deve condividere il mio medesimo grado di frustrazione.
Bòn, magari prima di arrivare al traguardo mi fratturerò irrimediabilmente i testicoli e deciderò di chiedere asilo in un monastero serbo-ortodosso della Metochia dopo aver preso tre latte di cherosene e dato fuoco alla facoltà; ma dovessi anche per sbaglio arrivare alla laurea la specialistica sarà oltre Manica, e su questo non si discute.
Ti auguro che anche il lavoro, oltre alla specialistica, sia oltremanica.
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