La ditta per la quale lavoro, sta affrontando un periodo di crisi. Piuttosto normale in questo periodo, del resto. Mi capita che un'altra ditta concorrente, per la quale la crisi non è poi così sentita per diverse strategie di marketing, diciamo così, mi propone di andare a lavorare con loro.
elenco i pro e contro :
- la ditta per la quale lavoro, anche se in passato ha vissuto delle crisi, non ha mai licenziato nessuno per esubero di personale, piuttosto com'è prevedibile, ha cercato di sensibilizzare il personale per ridurre le spese e gli sprechi inutili.
L decennale anzianità e la posizione raggiunta, attualmente mi posiziona in una condizione favorevole nell'ambito della ditta per la quale lavoro, c osa che perderei se mi spostassi, nel senso che mi si riconoscerebbe la stessa qualifica, ma sarei comunque l'ultimo arrivato.
Attualemente sto rinunciando agli straordinari, che non si fanno perchè la produzione è in calo e non perchè non vengono riconosciuti, cosa che assottiglia il mio stipendio di 1/5.
- La ditta per la quale dovrei andare a lavorare, non riconosce gli straordinari, ne eventuali recuperi, limitandosi a stabilire una retribuzione forfettaria, decisamente penalizzante per i lavoratori, perchè sia che si produca 50, sia che si arrivi a produrre 100, non cambia nulla per l'impiegato, che non sarebbe incentivato dalla proporzione di guadagno che si avrebbe, nel caso si conteggiassero tutti gli straordinari che si farebbero.
Tenete presente che per tipologia di lavoro, quando si è di turno, si lavora a Natale, Pasqua e capodanno, oltre che nei w.e.
Da un punto di vista ambientale, il clima sarebbe diverso, nel senso che dove sto adesso lavoro in piena autonomia, gestendomi con un collega, trovandomi in un ufficio periferico, mentre dall'altra parte mi roverei in un ufficio centrale con dei principali sempre a gironzolare intorno che, pur concedendoti piena autonomia, causa contatto diretto, sarebbero sempre li a sindacare o suggerire in maniera contraria o diversa da come magari potrei intendere io, o rompere in generale, secondo l'umore del momento. La sede di questa ditta non si troverebbe molto lontano da quella per la quale lavoro adesso.
Come già detto, la tendenza sarebbe quella di riconoscere un minimo in più dello stipendio base, che, qualora la crisi per l'azienda per la quale lavoro adesso, dovesse terminare, supererei di gran lunga con gli eventuali straordinari che mi toccherebbe fare.
Per concludere, questa ditta che si è proposta, recentemente ha licenziato dipendenti per presunte incompatibilità, mentre la mia, che ha più di 50 anni di esistenza, lo ha fatto solo raramente e sempre per motivi non dipendenti dalla produzione, ne da divergenze con la direzione, se non proprio per gravi casi o per incapacità lavorative nel frattempo riscontrate
durante i periodo di prova.
Io naturalmente la mia idea me la sono gia fatta e da come ho proposto questo 3rd, sembrerebbe scontata, però sarei comunque interessato a leggere altri punti di vista ed esperienze personali.
Domani dovrò dare una risposta definitiva.
Che ne pensate dunque?
Grz.
p.s. p.s. p.s
Scusate ma dimenticavo di dire che il mio nome è stato suggerito da un ex collega, con la quale ho vissuto cinque anni lavorativi a dir poco fantastici, durante i primi anni novanta. Lavoravamo per una terza ditta che all'epoca era al primo posto tra le peggiori in assoluto. Gestivamo tre uffici periferici da soli e abbiamo imparato il mestiere dai nostri errori, ma anche dalla forza ed il coraggio che ci trasmettavamo l'un l'altro, prima che le ns strade si separassero. Rimane a tutt'oggi il miglior collega io abbia mai avuto e si tratterebbe si ritornare a lavorare l'uno accanto all'altro.
Un particolare importante credo, anche se solo da un punto di vista emotivo.
elenco i pro e contro :
- la ditta per la quale lavoro, anche se in passato ha vissuto delle crisi, non ha mai licenziato nessuno per esubero di personale, piuttosto com'è prevedibile, ha cercato di sensibilizzare il personale per ridurre le spese e gli sprechi inutili.
L decennale anzianità e la posizione raggiunta, attualmente mi posiziona in una condizione favorevole nell'ambito della ditta per la quale lavoro, c osa che perderei se mi spostassi, nel senso che mi si riconoscerebbe la stessa qualifica, ma sarei comunque l'ultimo arrivato.
Attualemente sto rinunciando agli straordinari, che non si fanno perchè la produzione è in calo e non perchè non vengono riconosciuti, cosa che assottiglia il mio stipendio di 1/5.
- La ditta per la quale dovrei andare a lavorare, non riconosce gli straordinari, ne eventuali recuperi, limitandosi a stabilire una retribuzione forfettaria, decisamente penalizzante per i lavoratori, perchè sia che si produca 50, sia che si arrivi a produrre 100, non cambia nulla per l'impiegato, che non sarebbe incentivato dalla proporzione di guadagno che si avrebbe, nel caso si conteggiassero tutti gli straordinari che si farebbero.
Tenete presente che per tipologia di lavoro, quando si è di turno, si lavora a Natale, Pasqua e capodanno, oltre che nei w.e.
Da un punto di vista ambientale, il clima sarebbe diverso, nel senso che dove sto adesso lavoro in piena autonomia, gestendomi con un collega, trovandomi in un ufficio periferico, mentre dall'altra parte mi roverei in un ufficio centrale con dei principali sempre a gironzolare intorno che, pur concedendoti piena autonomia, causa contatto diretto, sarebbero sempre li a sindacare o suggerire in maniera contraria o diversa da come magari potrei intendere io, o rompere in generale, secondo l'umore del momento. La sede di questa ditta non si troverebbe molto lontano da quella per la quale lavoro adesso.
Come già detto, la tendenza sarebbe quella di riconoscere un minimo in più dello stipendio base, che, qualora la crisi per l'azienda per la quale lavoro adesso, dovesse terminare, supererei di gran lunga con gli eventuali straordinari che mi toccherebbe fare.
Per concludere, questa ditta che si è proposta, recentemente ha licenziato dipendenti per presunte incompatibilità, mentre la mia, che ha più di 50 anni di esistenza, lo ha fatto solo raramente e sempre per motivi non dipendenti dalla produzione, ne da divergenze con la direzione, se non proprio per gravi casi o per incapacità lavorative nel frattempo riscontrate
durante i periodo di prova.
Io naturalmente la mia idea me la sono gia fatta e da come ho proposto questo 3rd, sembrerebbe scontata, però sarei comunque interessato a leggere altri punti di vista ed esperienze personali.
Domani dovrò dare una risposta definitiva.
Che ne pensate dunque?
Grz.
p.s. p.s. p.s
Scusate ma dimenticavo di dire che il mio nome è stato suggerito da un ex collega, con la quale ho vissuto cinque anni lavorativi a dir poco fantastici, durante i primi anni novanta. Lavoravamo per una terza ditta che all'epoca era al primo posto tra le peggiori in assoluto. Gestivamo tre uffici periferici da soli e abbiamo imparato il mestiere dai nostri errori, ma anche dalla forza ed il coraggio che ci trasmettavamo l'un l'altro, prima che le ns strade si separassero. Rimane a tutt'oggi il miglior collega io abbia mai avuto e si tratterebbe si ritornare a lavorare l'uno accanto all'altro.
Un particolare importante credo, anche se solo da un punto di vista emotivo.



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