Maturità 2026

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  • Ninag
    replied
    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio



    Un ricordo del famoso "Esamone".
    Esame di Italiano (al "Classico"). Si portava il programma di tutto il triennio. Quindi, nella preparazione era necessario "dosare" il tempo disponibile. Dato che i "contemporanei" non "uscivano mai" (leggenda metropolitana), avevo saltato a pié pari, tra l'altro, Pirandello.
    Che, manco a dirlo, mi venne chiesto all'orale.
    Catastrofe
    ...ma...
    Intervento del "deus ex-machina": il presidente della commissione chiamo' l'esaminatore per un qualcosa, e venni pregato di tornare al banco ed attendere.
    Li, a mezza bocca, chiesi al compagno: "Pirandello". Mi mise il testo di Letteratura Italiana aperto sul banco. Con indifferenza, lanciai uno sguardo....altro che le foto di superking...tutto a memoria, in una frazione di secondo (o quasi).
    " Prego, venga (si dava del "Lei")...allora, Pirandello..."
    Esamone
    ...uscito dall'aula, avevo dimenticato tutto. T-U-T-T-O .



    PS: ...ho colmato, in seguito, la lacuna, leggendolo..
    🤣

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  • conogelato
    replied
    Ma io amici ed amiche non vi ho chiesto di buttare giù un tema di maturità. Vi ho domandato solamente quale avreste scelto e perché.

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  • Ale
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    Mai fatta, me ne sono scappato prima da un mondo che non faceva per me...
    ...però ho partecipato attivamente ai festeggiamenti di quella della mia seconda girl, per cui almeno in parte ho recuperato un'esperienza
    ...in una mattinata di 36 anni fa per circa un'oretta il mio furgone aziendale era
    diventato una cisterna porta gavettoni, madò che bei tempi quando non c'erano i gps e la possibilità di localizzarti
    ...ci siamo pure dipinti con i colori da guerra tipo gli indiani, sai poi a lavarmeli via bene prima di rientrare in sede [e rimproveri per il ritardo,] ma a 22 anni si fa di tutto ed anche di più
    ...ahem, scusa conogelato se sono andato o.t, ma quando mi parte il ricordo è difficile fermarmi
    Last edited by Ale; 21-06-2026, 13:18.

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  • restodelcarlino
    replied
    Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio
    Pirandello.


    Un ricordo del famoso "Esamone".
    Esame di Italiano (al "Classico"). Si portava il programma di tutto il triennio. Quindi, nella preparazione era necessario "dosare" il tempo disponibile. Dato che i "contemporanei" non "uscivano mai" (leggenda metropolitana), avevo saltato a pié pari, tra l'altro, Pirandello.
    Che, manco a dirlo, mi venne chiesto all'orale.
    Catastrofe
    ...ma...
    Intervento del "deus ex-machina": il presidente della commissione chiamo' l'esaminatore per un qualcosa, e venni pregato di tornare al banco ed attendere.
    Li, a mezza bocca, chiesi al compagno: "Pirandello". Mi mise il testo di Letteratura Italiana aperto sul banco. Con indifferenza, lanciai uno sguardo....altro che le foto di superking...tutto a memoria, in una frazione di secondo (o quasi).
    " Prego, venga (si dava del "Lei")...allora, Pirandello..."
    Esamone
    ...uscito dall'aula, avevo dimenticato tutto. T-U-T-T-O .



    PS: ...ho colmato, in seguito, la lacuna, leggendolo..
    Last edited by restodelcarlino; 21-06-2026, 09:39.

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  • LadyHawke
    replied
    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio

    Se siamo qui, siamo tutti dei sopravvissuti

    Ma non è meglio che la domanda venga girata a quelli del forum di gggggiovani?
    Appunto, io manco ricordo più qual'erano i titoli delle prove alla mia maturità, figurati poi se mi viene voglia di rimettermi alla prova oggi scegliendo un testo tra quelli proposti.

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  • Vega
    replied
    Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
    Già ...l'esame di maturità....una prova di sopravvivenza....
    E io all'epoca sopravvissi
    Se siamo qui, siamo tutti dei sopravvissuti

    Ma non è meglio che la domanda venga girata a quelli del forum di gggggiovani?

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  • Ninag
    replied
    Pirandello, ma ebbi da dire su Dante 🤐.

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  • King Kong
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    Tesina di storia:
    "Garibaldi in Sicilia e la strage di Bronte"

    Al presidente della commissione, socialdemocratico, é venuta una sincope 😂🤣😂

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  • ReginaD'Autunno
    replied
    Io invece dei miei esami di maturità ho un ricordo bellissimo!
    Sarà che ho portato sulla mia tesina l'argomento più bello del mondo cioè quel mito di pittore che era Giacomo Balla e di conseguenza in italiano quel mito di Marinetti, è stato apprezzato tutto sia il lavoro che ho fatto ma soprattutto i miei disegni, di cui la prof.ssa di storia dell'arte che mi ha esaminato me li fece commentare uno alla volta, e poi francese...
    Una prof.ssa bellissima che mi chiese praticamente tutto ed io lo seppi dire bene!

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  • LadyHawke
    replied
    Già ...l'esame di maturità....una prova di sopravvivenza....
    E io all'epoca sopravvissi

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  • restodelcarlino
    replied
    La maturità: il rito in cui si finge che scivere di Mario Calabresi, Vitaliano Brancati, Cesare Pavese, Frank Furedi, Giuseppe Saragat, Wenke Husmann, Piero Bianucci (senza errori sintattico-grammaticali marchiani) a 40°C misuri l’età adulta, mentre si misura soltanto la capacità collettiva di sopravvivere, con serietà, a un rituale burocratico con pretese esistenziali.

    “L’esame, così come spesso è condotto, è un controllo della misura dell’ingombro del sacco a cui lo studente si vede ridotto.”
    (Piero Calamandrei: "Contro il privilegio dell’istruzione")

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  • conogelato
    replied
    Niente dubbi per me: sarei andato su Cesare Pavese!

    Tra le tracce proposte dal Ministero per la maturità 2026 anche una su Cesare Pavese. Passerò per piazza di Spagna è la poesia scelta per l’analisi del testo.

    Pavese è, per eccellenza, il poeta del “vissuto” che diventa mito, dell’esperienza quotidiana che si carica di un significato universale e archetipico. La sua poesia, asciutta e insieme profondamente evocativa, trasforma i luoghi comuni in paesaggi dell’anima. Questo è particolarmente vero per la raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, pubblicata postuma nel 1951, un vero e proprio testamento spirituale in cui l’amore e la morte si fondono in un’unica, ineluttabile ossessione.

    Tra i componimenti più intensi della raccolta spicca “Passerò per piazza di Spagna”, una poesia d’amore del 1950 che, in pochi, magistrali versi, racchiude l’intera poetica pavese. Analizziamone il testo per comprenderne la potenza e il messaggio.

    Per comprendere appieno la poesia, è fondamentale collocarla nel contesto dell’opera. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è l’ultima silloge di Pavese, pubblicata dopo il suo suicidio. I versi sono intrisi di un senso di fatalità e di un dialogo serrato con la morte, che viene personificata e assume le fattezze della donna amata.


    La morte non è più un concetto astratto, ma diventa un volto, uno sguardo, una presenza familiare e totalizzante. L’amore, pertanto, non è mai gioioso o appagato, ma è sempre vissuto come mancanza, come rimpianto per un passato irrecuperabile o come attesa di un futuro che si annuncia come perdita.

    Il testo
    Ecco il testo della poesia:

    Passerò per piazza di Spagna,
    e vedrò la fontana, le scale,
    i tigli. Sarà come allora.
    Ma tu non verrai.

    Rivedrò il lungotevere, i ponti,
    le colline, le strade. Sarà come allora.
    Ma tu non verrai.

    Rivedrò l’altra sera, il balcone,
    i rumori, le voci. Sarà come allora.
    Ma tu non verrai.

    E allora, io solo, nella luce
    che non cambia, udrò i passi, il tuo nome,
    le parole che dissi. Sarà come allora.
    Ma tu non verrai.

    I luoghi citati non sono semplici scenari: sono i depositari della memoria. Piazza di Spagna, a Roma, con la sua celebre scalinata e la fontana, non è un semplice punto di riferimento turistico, ma il palcoscenico di un incontro passato, ora perduto per sempre. Il lungotevere, i ponti, le colline: tutta Roma diventa una mappa sentimentale, un paesaggio interiore in cui ogni angolo è segnato dalla presenza-assenza dell’amata.


    La formula “Sarà come allora” è al tempo stesso una promessa di fedeltà al ricordo e la constatazione della propria prigionia in esso. Il paesaggio è immutabile (“la luce che non cambia”), mentre il poeta è cambiato per sempre, segnato dalla perdita.

    "Passerò per piazza di Spagna” è un perfetto esempio di come Pavese costruisca i suoi “miti personali”. Il mito, per Pavese, è un evento o un’immagine del passato che si ripete identico, fissando il destino del poeta. In questa poesia, il mito è l’eterno ritorno dell’assenza.

    La poesia diventa così l’unico, disperato tentativo di rendere l’assenza così potente da trasformarsi in una presenza immortale, più vera della realtà stessa.

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  • conogelato
    started a topic Maturità 2026

    Maturità 2026

    Salve! Come tutti gli anni, chiedo a tutti un breve commento sui temi appena usciti per la maturità: vi piacciono? li trovate attuali? Interessanti? Prolissi? E quale avreste scelto?

    Mario Calabresi, Vitaliano Brancati, Cesare Pavese, Frank Furedi, Giuseppe Saragat, Wenke Husmann, Piero Bianucci : ecco i nomi delle tracce. Il conto alla rovescia è finito: con l’apertura del plico telematico è cominciato l’esame di maturità 2026. Così 527.747 studenti e studentesse stanno affrontando la prima prova. Il via è suonato alle 8.30. Sette le tracce, comuni a tutta Italia e a tutti gli indirizzi di studio, divise in tre diverse tipologie: due di analisi del testo (uno poetico e l'altro in prosa), tre tracce di testo argomentativo e due temi di attualità.
Working...