Cambiare lavoro

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  • Morwen
    Cinnamon Girl
    • 03/12/09
    • 7242

    #31
    Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza Messaggio

    Non è controproducente per la ragazza. Partiamo dal presupposto che se sta male in quel posto di lavoro avrà le sue buoni ragioni, deve fare un figlio fra tot anni e vuole tenere un lavoro. Qual è il problema se decide di anticipare i tempi?
    Io capisco che la produttività di una azienda sia importante ma lo sono anche i progetti personali. La società ci deve mettere nelle condizioni di poter avere dei figli e non trovo nulla di sbagliato nel fatto che una donna in maternità percepisca una parte di stipendio.
    Se per motivi suoi decide che vuole averlo subito sta solo esercitando un suo diritto sacrosanto.
    Fra parentesi capisco l'importanza delle aziende, ma non è altrettanto importante che una persona possa fare un figlio? La crescita della popolazione non aiuta la società in generale?
    Quando facciamo dei ragionamenti di questo tipo non dobbiamo solo considerare il breve periodo, ovvero i vantaggi e i danni nell'immediato.


    Ci tengo a precisare anche che quando dicevo che è brutto a dirsi, mi riferivo alla motivazione per mettere al mondo un figlio. E' brutto pensare di mettere al mondo un figlio per allontanarsi dal lavoro. Non è brutto allontanarsi dal lavoro per avere un figlio.
    Ma io concordo con te sul discorso maternità e diritti delle lavoratrici ( è giusto che la donna percepisca parte dello stipendio e che ovviamente sia tutelata durante la gravidanza e subito dopo il parto) ma trovo insensato mettere al mondo un figlio per conservarsi il posto di lavoro per quel tot di mesi in più necessari a trovare altro.
    Prima di tutto come diceva Dark, reinserirsi nel mondo del lavoro con un figlio piccolo non è cosa da poco dato che molti datori cercano ragazze/donne senza figli a carico e possibilmente senza l'intenzione di mettere al mondo bambini nell'immediato e secondariamente perchè anticipare la maternità a discapito dell'azienda per cui si lavora e senza nemmeno sentirsi pienamente pronte a quest'evento non credo che faccia il gioco della futura madre. il discorso cambia ovviamente se la donna in questione è pronta alla maternità e ha tutto il diritto di avere un figlio.
    Se sto male dove lavoro ha senso restare incinta per vincolare i miei datori per quell'anno è mezzo in più necessario a far sì che io trovi qualcosa di meglio? e se quel qualcosa di meglio non arriva proprio perchè ho difficoltà a gestire un figlio o perchè c'è crisi e tutto sommato era meglio tenersi stretto il posto di lavoro precedente? Mi ritrovo disoccupata e con un figlio a carico, non mi sembra proprio una mossa furbissima. Comprendo il tuo ragionamento sulla crescita della popolazione ma perchè ciò avvenga in modo sano e maturo ci deve essere prima di tutto un lavoro solido un futuro più o meno certo.
    Fare un figlio per mettere "le manette" all'azienda per cui si lavora continua a non sembrarmi una cosa sensata.
    Piuttosto che mettersi in maternità anche se non è pronta consiglierei alla ragazza di andare all'estero, se non ha figli e se lìeventuale partner è disposto a seguirla.
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    Charles Bukowsky

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    • thorpe
      I run these tracks
      • 13/01/05
      • 3473

      #32
      Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza Messaggio
      Solo che mi chiedevo come possa sviluppare delle competenze se lavora, magari ha un full time, e non ha interessi particolari (questo lo suppongo, in base a quello che ha scritto) su cui lavorare per creare un'attività o per farsi strada in un campo diverso.
      corsi serali
      corsi online
      piccola attività di e-commerce
      corsi di specializzazione nel settore di business in cui opera
      hobby > secondo lavoro

      i primi che mi vengono in mente
      "Well, it's a dog eat dog. Eat cat too. The French eat frog and I eat you"



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      • Baboulenka
        Opinionista
        • 25/01/09
        • 14527

        #33
        Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
        Ma io concordo con te sul discorso maternità e diritti delle lavoratrici ( è giusto che la donna percepisca parte dello stipendio e che ovviamente sia tutelata durante la gravidanza e subito dopo il parto) ma trovo insensato mettere al mondo un figlio per conservarsi il posto di lavoro per quel tot di mesi in più necessari a trovare altro.
        Prima di tutto come diceva Dark, reinserirsi nel mondo del lavoro con un figlio piccolo non è cosa da poco dato che molti datori cercano ragazze/donne senza figli a carico e possibilmente senza l'intenzione di mettere al mondo bambini nell'immediato
        Da quello che so, il problema non sono le donne che hanno figli a carico, ma quelle che potrebbero entrare in maternità. Chi ha già figli viene considerato affidabile, perchè avendo persone a carico difficilmente lascerebbe il posto di lavoro ad minchiam.


        Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
        secondariamente perchè anticipare la maternità a discapito dell'azienda per cui si lavora e senza nemmeno sentirsi pienamente pronte a quest'evento non credo che faccia il gioco della futura madre. il discorso cambia ovviamente se la donna in questione è pronta alla maternità e ha tutto il diritto di avere un figlio.
        Se non si sente pronta assolutamente no. Probabilmente ho interpretato male quello che ha scritto. Pensavo che lei volesse avere un figlio fra 2-3 anni perchè nel frattempo vuole trovare un nuovo lavoro prima di mettersi in maternità.
        Cmq concordo con te, figli solo se sono voluti.

        Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
        Se sto male dove lavoro ha senso restare incinta per vincolare i miei datori per quell'anno è mezzo in più necessario a far sì che io trovi qualcosa di meglio? e se quel qualcosa di meglio non arriva proprio perchè ho difficoltà a gestire un figlio o perchè c'è crisi e tutto sommato era meglio tenersi stretto il posto di lavoro precedente? Mi ritrovo disoccupata e con un figlio a carico, non mi sembra proprio una mossa furbissima.
        Se ti metti in maternità e nel frattempo non trovi nulla, quando finisce il periodo a te dovuto torni a lavoro. Quindi non stai facendo nessun danno all'azienda. L'unico danno è per il datore di lavoro che ti deve pagare lo stipendio mentre non lavori e deve assumere una persona che ti sostituisca.
        Sicuramente un danno economico, ma la persona sta esercitando un suo diritto.

        Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
        Comprendo il tuo ragionamento sulla crescita della popolazione ma perchè ciò avvenga in modo sano e maturo ci deve essere prima di tutto un lavoro solido un futuro più o meno certo.
        Fare un figlio per mettere "le manette" all'azienda per cui si lavora continua a non sembrarmi una cosa sensata.
        Piuttosto che mettersi in maternità anche se non è pronta consiglierei alla ragazza di andare all'estero, se non ha figli e se lìeventuale partner è disposto a seguirla.
        Il futuro solido e certo, come accennava dietrologo, quello del posto fisso, possiamo anche dimenticarlo. Il mercato del lavoro è più flessibile e non escludo che nel corso della nostra vita potremo cambiare lavoro più volte (volutamente e non).
        Si al discorso estero, ma non sappiamo se questa persona ha una casa, se non vuole lasciare il posto in cui ha vissuto e via dicendo. Il fatto di emigrare per molti è l'ultima alternativa, non dovremmo considerarlo una regola.

        I solemnly swear that i am up to no good...

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        • Baboulenka
          Opinionista
          • 25/01/09
          • 14527

          #34
          Originariamente Scritto da thorpe Visualizza Messaggio
          corsi serali
          corsi online
          piccola attività di e-commerce
          corsi di specializzazione nel settore di business in cui opera
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          i primi che mi vengono in mente
          Ottimi spunti, vediamo che ne dice l'interessata

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          • _____37_____
            Spesso assente
            • 28/07/10
            • 1297

            #35
            Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza Messaggio
            Da quello che so, il problema non sono le donne che hanno figli a carico, ma quelle che potrebbero entrare in maternità. Chi ha già figli viene considerato affidabile, perchè avendo persone a carico difficilmente lascerebbe il posto di lavoro ad minchiam.
            Chi ha figli piccoli viene guardato con diffidenza allo stesso modo delle neo-sposate: lo sai quante volte becca malanni vari un bimbo al di sotto dei sei/sette anni? Poi ci sono gli "affiancamenti" all'asilo, le vaccinazioni e altre evenienze che costringono una madre ad assentarsi dal lavoro, quasi sempre senza preavviso.


            Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza Messaggio
            Se non si sente pronta assolutamente no. Probabilmente ho interpretato male quello che ha scritto. Pensavo che lei volesse avere un figlio fra 2-3 anni perchè nel frattempo vuole trovare un nuovo lavoro prima di mettersi in maternità.
            Cmq concordo con te, figli solo se sono voluti.
            Ecco, siamo d'accordo. Fare un figlio come "escamotage", per quanto nei piani della coppia, aumenta a dismisura le difficoltà e non risolve nulla.


            Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza Messaggio
            Se ti metti in maternità e nel frattempo non trovi nulla, quando finisce il periodo a te dovuto torni a lavoro. Quindi non stai facendo nessun danno all'azienda. L'unico danno è per il datore di lavoro che ti deve pagare lo stipendio mentre non lavori e deve assumere una persona che ti sostituisca.
            Sicuramente un danno economico, ma la persona sta esercitando un suo diritto.
            Sei partita per la tangente sull'argomento "diritti delle lavoratrici", diritti che qui nessuno ha messo in discussione. Per amor del vero, poi, lo stipendio delle lavoratrici in gravidanza lo anticipa il datore di lavoro ma lo paga l'inps.
            Last edited by _____37_____; 14-01-2013, 18:18.
            Tutti i miei peccati sono mortali. [Michelangelo Merisi]

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            • Baboulenka
              Opinionista
              • 25/01/09
              • 14527

              #36
              Originariamente Scritto da _____37_____ Visualizza Messaggio
              Chi ha figli piccoli viene guardato con diffidenza allo stesso modo delle neo-sposate: lo sai quante volte becca malanni vari un bimbo al di sotto dei sei/sette anni? Poi ci sono gli "affiancamenti" all'asilo, le vaccinazioni e altre evenienze che costringono una madre ad assentarsi dal lavoro, quasi sempre senza preavviso.
              Mmmm, mi affido a quello che dici perchè hai di sicuro più esperienza diretta di me sia per quanto riguarda il lavoro sia per i figli. In realtà quello che mi racconti si distacca di molto dalle esperienze delle persone che conosco, però ammetto che possono anche essere esperienze limite.

              Originariamente Scritto da _____37_____ Visualizza Messaggio
              Sei partita per la tangente sull'argomento "diritti delle lavoratrici", diritti che qui nessuno ha messo in discussione. Per amor del vero, poi, lo stipendio delle lavoratrici in gravidanza lo anticipa il datore di lavoro ma lo paga l'inps.
              Suvvia non esagerare. Sono partita per la tangente, come dici tu, perchè non era stato sollevato il problema e perchè si era detto che le lavoratrici non dovrebbero "mettere in difficoltà" il datore di lavoro. A quel punto ho ricordato che si tratta di un diritto fare dei figli, tutto qui.
              Quanto agli stipendi, ti ringrazio per aver chiarito il punto. Pensavo che una quota venisse pagata dal datore di lavoro, non credevo fosse tutto a carico dell'inps!

              I solemnly swear that i am up to no good...

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70464

                #37
                Originariamente Scritto da dietrologo
                E' possibile detestare il lavoro anche da questa parte , spesso il peso diventa insostenibile che ti impedisce di dormire e devi patteggiare con le banche per ottenere un prestito per pagare i dipendenti che è sempre più difficile ottenere..
                ma ai diritti dei datori di lavoro qualcuno ha mai pensato ?
                C'è anche una piccola differenza: se sei imprenditore ti assumi rischi e benefici dell'impresa. Se essa funziona bene sei tu che guadagni di più, lo stipendio dei tuoi dipendenti è sempre lo stesso, così come i loro diritti e doveri. Allo stesso modo dovrebbe essere se guadagni di meno, altrimenti è troppo comodo.
                Poi per carità, il lavoratore si deve impegnare e non battere la fiacca, ma questo non cambia il fatto che se uno si trova male in un luogo di lavoro possa volersene andare. Io lavoro dalle 10 alle 14 ore al giorno, senza straordinari pagati perché il mio contratto non lo prevede, ricopro una posizione di responsabilità senza che ciò mi venga riconosciuto economicamente. Con questi presupposti, credi che stia volentieri a lavorare qui? E' ovvio che poi uno si guardi intorno. Il datore di lavoro deve anche sapere incentivare i dipendenti.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70464

                  #38
                  Originariamente Scritto da dietrologo
                  guarda , per poter disporre di 100 mila euro per far funzionare la baracca le banche come garanzia ne vogliono 200 o 300 , la prassi è impegni la casa se la vale o non si fa nulla , se al dipendente va male si trova con una liquidazione , se va male al datore di lavoro attacca la corda ad un trave
                  Si, ma il datore di lavoro quando apre l'impresa sa quali sono i rischi a cui va incontro. Che poi il sistema delle banche sia assurdo è un altro paio di maniche, ma questo non c'entra nulla. Se io faccio impresa me ne assumo le responsabilità e punto. E se il dipendente mi lavora sottopagato, dovrei come minimo stendergli il tappeto rosso, visto che per legge una cosa del genere non dovrebbe neppure esistere. Soprattutto se non ti fanno recuperare le ore di straordinario, ma semplicemente te le cancellano senza dirti niente (non è il mio caso perché appunto il mio contratto non prevede uno stipendio in base alle ore, ma agli obiettivi, ma accade a gente di altri settori dell'azienda). La correttezza professionale dovrebbe essere il minimo. Altrimenti, ripeto, è ovvio che uno si guardi intorno, e il datore di lavoro ha poco da recriminare.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • Baboulenka
                    Opinionista
                    • 25/01/09
                    • 14527

                    #39
                    Ad onor del vero, sono stata io a fare il commento sul fare un bambino, magari lei inorridisce all'idea

                    Cmq dietrologo, capisco il tuo punto di vista di persona direttamente interessata ma ho visto troppi datori di lavoro fare i pezzi di merda e pezzenti con i lavoratori. E mi riferisco a gente che lavora senza contratto per 8 ore al giorno per 400-600 euro...
                    Capisco che i datori di lavoro vogliano un guadagno e siano più soggetti a danni economici se falliscono, ma questo non li giustifica a sfruttare il lavoratore in modo così indegno.
                    Poi m auguro che tu non faccia parte di quella tipologia di imprenditori. So che ci sono persone oneste in giro, però le mele marce rovinano una intera categoria, in questo caso più che in altri, perchè evidentemente sono troppe.

                    I solemnly swear that i am up to no good...

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                    • Morwen
                      Cinnamon Girl
                      • 03/12/09
                      • 7242

                      #40
                      Per me ora come ora lasciare un lavoro a tempo indeterminato è follia, a meno che appunto non ci siano casi di mobbing e di violazione dei diritti del lavoratore.
                      Io spezzo una lancia a favore dei datori di lavoro perchè sono una di quelle che non ha di che lamentarsi praticamente su nulla, però so anche di essere fortunatissima perchè basta un confronto con le mie amiche per capire che le fregature sono all'ordine del giorno.
                      Proponevo l'estero perchè non la ritengo l'ultima alternativa, la ritengo un'opportunità per uscire dall'immobilismo dell'Italia, per fare carriera e guadagnare molto di più per la stessa mansione svolta.
                      Moderatore Viaggi
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                      Charles Bukowsky

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70464

                        #41
                        Originariamente Scritto da dietrologo
                        sono daccordo , ma uffachenoia lamentava altre cose , ho un lavoro a tempo indeterminato ( e chi non lo vorrebbe ) mi pagano ma non mi piace stare qui , forse sfrutto questa occasione per fare un bambino altrimenti quando lo posso fare ?
                        avanti progresso che io mi scanso
                        Veramente Uffachenoia esprimeva dubbi sul fatto che dove lavora si trova male, e questo è un dato di fatto, e che quindi stava pensando di cambiare aria. Non ha detto di non aver voglia di lavorare, ma semplicemente di voler cercare un ambiente più stimolante di un'azienda dove non si sente a suo agio e che per di più naviga in cattive acque. Direi una scelta legittima.
                        Poi è vero che non è neppure giusto pensare "mi faccio dare la maternità qui e poi fatto il figlio cerco altrove", ma tante volte le donne si trovano in questa posizione loro malgrado, perché i datori di lavoro hanno, come si è scritto nel 3d, il bel vizio di non prendere neppure in considerazione la candidatura di una lavoratrice in età da figli, soprattutto se essa esprime la volontà di averne. Se non ci fosse questa discriminazione da parte del mondo imprenditoriale, forse le cose andrebbero diversamente...
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • Baboulenka
                          Opinionista
                          • 25/01/09
                          • 14527

                          #42
                          Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
                          Per me ora come ora lasciare un lavoro a tempo indeterminato è follia, a meno che appunto non ci siano casi di mobbing e di violazione dei diritti del lavoratore.
                          Io spezzo una lancia a favore dei datori di lavoro perchè sono una di quelle che non ha di che lamentarsi praticamente su nulla, però so anche di essere fortunatissima perchè basta un confronto con le mie amiche per capire che le fregature sono all'ordine del giorno.
                          Proponevo l'estero perchè non la ritengo l'ultima alternativa, la ritengo un'opportunità per uscire dall'immobilismo dell'Italia, per fare carriera e guadagnare molto di più per la stessa mansione svolta.
                          L'estero, secondo me, va bene per chi è sovraqualificato. Persone che in Italia farebbero la fame e che fuori guadagnano 3-4 volte di più.
                          Considera che non sappiamo neanche se Uffachenoia conosce l'inglese o altre lingue, caratteristica necessaria se vuoi lavorare all'estero, e inoltre non è detto che voglia lasciare il posto in cui vive (che ne so, magari ha comprato una casa).

                          Personalmente ho scartato l'idea di andare fuori perchè nel mio campo non sarei competitiva, ma ci sarei andata volentieri, tanto emigrante per emigrante

                          I solemnly swear that i am up to no good...

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                          • thorpe
                            I run these tracks
                            • 13/01/05
                            • 3473

                            #43
                            ma soprattutto, che fine ha fatto l'OP?
                            "Well, it's a dog eat dog. Eat cat too. The French eat frog and I eat you"



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                            • Morwen
                              Cinnamon Girl
                              • 03/12/09
                              • 7242

                              #44
                              Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza Messaggio
                              L'estero, secondo me, va bene per chi è sovraqualificato. Persone che in Italia farebbero la fame e che fuori guadagnano 3-4 volte di più.
                              Considera che non sappiamo neanche se Uffachenoia conosce l'inglese o altre lingue, caratteristica necessaria se vuoi lavorare all'estero, e inoltre non è detto che voglia lasciare il posto in cui vive (che ne so, magari ha comprato una casa).
                              Non è mica vero, sai? Mia sorella ad esempio appena può va in Irlanda a lavorare per PayPal. Le hanno fatto un colloquio su Skype e avrebbe un contratto da 1600 euro netti per lavorare al telefono con la clientela italiana e inglese che usufruisce del servizio Paypal.
                              Un'altra mia amica lavora ad Amsterdam per la KLM (nota compagnia aerea). e' lì da un anno e ha appena comprato casa accendendo un mutuo. entrambe laureate ma con nessuna esperienza nel lavoro che gli è stato assegnato.
                              La lingua è obiettivamente un ostacolo iniziale ma vivendo h24 nel contesto sociale ed ambientale del paese la si impara piuttosto velocemente, nell'arco di 5 o 6 mesi si capisce e ci si fa capire molto bene.
                              ci vuole anche la voglia di cambiare, fermo restando le condizioni iniziali propizie (possibilità di trasferimento con eventuali figli e marito, mutui ecc). Però in linea di massima è fattibile ed è sicuramente arricchente e stimolante.

                              Sarà che io ho molti amici che hanno fatto questa scelta e nessuno (ma nessuno eh) tornerebbe in Italia a progetto, a tempo determinato, a cottimo o in nero.
                              Moderatore Viaggi
                              Moderatore Musica

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                              "Find what you love and let it kill you"

                              Charles Bukowsky

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                              • thorpe
                                I run these tracks
                                • 13/01/05
                                • 3473

                                #45
                                Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
                                Non è mica vero, sai? Mia sorella ad esempio appena può va in Irlanda a lavorare per PayPal. Le hanno fatto un colloquio su Skype e avrebbe un contratto da 1600 euro netti per lavorare al telefono con la clientela italiana e inglese che usufruisce del servizio Paypal.
                                Un'altra mia amica lavora ad Amsterdam per la KLM (nota compagnia aerea). e' lì da un anno e ha appena comprato casa accendendo un mutuo. entrambe laureate ma con nessuna esperienza nel lavoro che gli è stato assegnato.
                                La lingua è obiettivamente un ostacolo iniziale ma vivendo h24 nel contesto sociale ed ambientale del paese la si impara piuttosto velocemente, nell'arco di 5 o 6 mesi si capisce e ci si fa capire molto bene.
                                ci vuole anche la voglia di cambiare, fermo restando le condizioni iniziali propizie (possibilità di trasferimento con eventuali figli e marito, mutui ecc). Però in linea di massima è fattibile ed è sicuramente arricchente e stimolante.
                                true. infatti il mio obiettivo finale è aprire ristorante in Canada con mio fratello e io di cucina non ne capisco una bega
                                "Well, it's a dog eat dog. Eat cat too. The French eat frog and I eat you"



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