L'incesto

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  • Cornolio
    hep
    • 28/09/04
    • 20779

    #121
    Per spiegare meglio in merito alla formazione del bambino riporto brevemente le fasi come le spiega Freud.

    Nello sviluppo della sessualità di un individuo Freud distingue cinque fasi: la fase orale, quella anale, quella fallica, una fase di latenza e infine la fase genitale.

    La fase orale va dalla nascita ai due anni: il bambino esplora il mondo principalmente con la bocca. In questo periodo porta alla bocca gli oggetti per conoscergli e succhia il latte dal seno materno, ovvero la parte del corpo che lo lega al mondo circostante è la bocca.

    La fase anale va dai due ai quattro anni: è la fase in qui il bambino impara a controllare la ritenzione delle feci (l'educazione al vasino). E' il periodo in cui incassa i primi si e i primi no, ciò che può e ciò che non deve fare. Questo implica secondo Freud il raggiungimento di una prima forma di autonomia psicologica.

    (e fin qui tutto bene... al bambino nessuno impone di limitare i suoi istinti)

    La fase fallica va dai quattro ai sette anni: è una fase cruciale. maschi e femmine si accorgono della propria differenza sessuale e affrontano momenti di scoperta dell'altro.
    I maschi temono di perdere ciò che pensano abbia perso anche la femmina (complesso di castrazione), le femmine tendono a sentirsi inferiori ai maschi per ciò che manca a loro e subentra l'invidia del pene. *
    In questa fase si definiscono i ruoli sessuali che si assumeranno da adulti. Subentra il complesso di Edipo: i maschi vogliono sposare la mamma e le femmine il papà, entrambi sopperiscono alla gelosia nei confronti del papà e della mamma assumendo i ruoli dei genitori.

    La fase di latenza va dai sette agli undici anni: i bambini si concentrano sull'apprendimento dei comportamenti sociali e trascurano momentaneamente quelli di natura sessuale.

    La fase genitale va dagli undici anni fino all'età matura: è la fase del pieno sviluppo sessuale, del piacere attraverso i genitali, della masturbazione e del primo rapporto: l'adolescenza, la giovinezza e l'età adulta.

    *Freud "soffriva" una visione maschilista della società. Come altre sue considerazioni sessiste, le considerazioni sull' "invidia del pene" verranno smentite da suoi successori.

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    • Hristo
      Opinionista
      • 08/10/04
      • 6953

      #122
      [QUOTE=Cornolio;508243]Al momento mi sento di dire di appoggiare qualsiasi movimento di tipo progressista (dai diritti dei neri a quelli degli omosessuali passando per il divorzio), per
      [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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      • Cornolio
        hep
        • 28/09/04
        • 20779

        #123
        Originariamente Scritto da Hristo Visualizza Messaggio
        Bisognerebbe dibattere sul significato di progressista...se ti chiedessero di firmare una petizione per la depenalizzazione dell'incesto e la sua promozione all'interno della società la firmeresti?
        Mi stai mettendo dentro due cose che cozzano. Secondo te in Spagna alla fine degli anni 70 parlavano di "depenalizzazione dell'omosessualità e la sua promozione all'interno della società"?
        Non ha proprio senso.
        La legge è sbagliata, e le "cose" devono avere naturalmente il loro corso, parlare di "promozione" è fuori luogo.


        Originariamente Scritto da Hristo Visualizza Messaggio
        Mat ha risposto perfettamente a quello che stavo per dirti; laicissima pornografia, laicissime veline, laicissimi guardaroba da pornostar negli armadi di dodicenni.

        Tu stai sopravvalutando in modo esagerato l'influenza della Chiesa Cattolica sulla nostra società. Parli con un cattolico praticante che viveva l'unica contatto con la sua Chiesa in un (1) ora di catechismo alla settimana, e un ora di Messa con i genitori, mezzo addormentato. La televisione, tutti i media fanno passare ben poco del messaggio cristiano.
        Ho rispiegato abbondantemente come siano tutte conseguenze collaterali alla repressione.

        La Chiesa è l'unica istituzione che perdura in Italia da più di mille anni. O no?
        E' stato o no l'unico punto di riferimento per le popolazioni per secoli?
        E in questi periodi gli "educatori" chi erano se non persone di chiesa?
        Cosa era contenuto nei "patti lateranensi" in merito all'educazione dei bambini italiani?

        E' come la propaganda, funziona quando non si percepisce come tale.

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        • Nuvolosa

          #124
          Quali sono le altre vie per scaricare la repressione?La famiglia?Gli amici?Io credo che chi subisce e interiorizza la repressione attuata da istituzioni come la scuola o la Chiesa attuando da adulto un comportamento violento e aggressivo è perchè probabilmente alle spalle non ha punti di riferimento,subisce le stesse repressioni in famiglia dove invece di trovare un aiuto viene oppresso.Trovo un po' riduttivo il binomio repressione>>vado a puttane.Le cause che portano un uomo ad andare con una prostituta non sono soltanto riconducibili alla repressione,purtroppo ci vanno milioni di persone e non credo che siano tutti soggetti repressi.Inoltre non credo nemmeno che si possa dire che l'asilo sia un'istituzione non laica che indottrina prima di tutto perchè tutti siamo andati all'asilo ed esistono fortunatamente asili dove insegnano maestre molto brave,e che non reprimono assolutamente il bambino.Seconda cosa perchè l'asilo rappresenta un'agenzia di socializzazione primaria,importantissima per la costruzione del sè e della realtà circostante.Stessa cosa vale per la Chiesa,quasi tutti i bambini hanno fatto la comunione e hanno frequentato il catechismo ma non sono usciti repressi nella maggior parte dei casi.Casomai hanno sviluppato la fede in Dio oppure in caso contrario se ne sono distaccati.

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          • Nefertiti
            Opinionista
            • 28/10/06
            • 138

            #125
            Un bambino ha bisogno di regole e di limiti in qualsiasi campo (e non solo loro se per quello). Uno dei grossi problemi al giorno d'oggi

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            • Hristo
              Opinionista
              • 08/10/04
              • 6953

              #126
              [QUOTE=Cornolio;508266]Mi stai mettendo dentro due cose che cozzano. Secondo te in Spagna alla fine degli anni 70 parlavano di "depenalizzazione dell'omosessualit
              [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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              • Cornolio
                hep
                • 28/09/04
                • 20779

                #127
                [quote=Nefertiti;508279]Un bambino ha bisogno di regole e di limiti in qualsiasi campo (e non solo loro se per quello). Uno dei grossi problemi al giorno d'oggi

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                • Cornolio
                  hep
                  • 28/09/04
                  • 20779

                  #128
                  Originariamente Scritto da Hristo Visualizza Messaggio

                  Guarda il percorso che sta effettuando la pedofilia: da abominio sta a poco a poco emergendo...in Olanda si è proposta in un partito, su Internet circolano "Manifesti del movimento pedofilo"; la moda e i media fanno di tutto per proporci l'immagine della ragazzina "facile", abbordabile....per non dire altro
                  Dato che tali movimenti non attechiscono non vedo problemi, sinceramente.

                  Quello che dici tu sui media è assolutamente corretto, ed è sempre una conseguenza collaterale alla repressione.

                  Originariamente Scritto da Hristo
                  L'idea della repressione che spinge alla violenza è una tua opinione. Tutto ciò che hai detto è vero, è una verità storica. Ma anche il processo che è in corso dalla Rivoluzione Francese è altrettanto noto.

                  La società moderna è LAICA.
                  Sulla carta, è LAICA.
                  Lo stato italiano è LAICO ma dato che la popolazione è perlopiù CATTOLICA deve dare ascolto al Vaticano (vedi le dichiarazioni deprimenti di Napolitano di oggi).
                  Se un domani il 90% degli italiani si convertisse al Buddhismo, rimarrebbe scritto sulla costituzione che l'Italia è un paese laico, ma de facto la società sarebbe perlopiù Buddhista.

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                  • Cornolio
                    hep
                    • 28/09/04
                    • 20779

                    #129
                    Se da 30anni invece di esserci la Chiesa Cattolica a preoccuparsi dell'educazione nei primi anni della vita dei bambini, ci fosse.... il Pci, fidati che avremmo lo stesso molti problemi (alcuni uguali altri diversi), ma, straordinariamente, perlopiù si negherebbe la responsabilità dell'educazione data dal Pci!
                    Mi pare evidente.

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                    • Nefertiti
                      Opinionista
                      • 28/10/06
                      • 138

                      #130
                      [QUOTE=Cornolio;508284]Non sono un promotore della [FONT=Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif][SIZE=2]pedagogia steineriana, purtuttavia non sono d'accordo con queste considerazioni perch

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                      • Cornolio
                        hep
                        • 28/09/04
                        • 20779

                        #131
                        Sicuro, non intendevo certamente che il bambino in prima elementare può alzarsi dalla sedia durante le lezioni e andare a sollevare la gonna di una compagna.

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                        • erin
                          like me, like me
                          • 22/05/06
                          • 13145

                          #132
                          [QUOTE=Hristo;508252]La Scienza non dovrebbe seguire gli andamenti della Societ

                          Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                          Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

                          Comment

                          • Orfeo
                            Opinionista
                            • 25/11/05
                            • 132

                            #133
                            Originariamente Scritto da Hristo Visualizza Messaggio

                            Non conosco bene la storia dell' "accettazione" dell'omosessualità da parte dell'Oms. Mi pare di aver letto che venne fatta una votazione per decidere se depennare o no l'omosessualità dall'elenco dei disturbi psichiatrici: la maggioranza voto "sì", e da allora l'omosessualità uscì dalla classifica delle malattie.
                            Il discorso è in realtà più complesso.

                            L'APA prese atto nel 1973 del fatto che non esistessero prove scientifiche valide per considerarla una patologia e dopo un lungo dibattito, e un referendum, fu successivamente depennata.
                            Alcuni psichiatri come Edmund Bieber e Charles Socarides infatti si erano opposti duramente alla revisione, sostenendo che si potesse in realtà "guarire" dall'omosessualità (Invece nella stragrande maggioranza dei casi questi tentativi di guarigione portavano al suicidio degli ex-gay ) e chiesero il referendum tra tutti i membri dell'APA, perdendolo miseramente.
                            Gli oppositori non contenti fondarono il Narth, l'organizzzazione internazionale molto attiva al reinserimento dell'omosessualità nell'elenco delle malattie mentali e di ispirazione religiosa-cristiana .E' sopratutto il Narth a fare l'obiezione del "voto di maggioranza", che seppure sia in parte sensata, tace il fatto che furono proprio gli oppositori della revisione, e non i sostenitori, a chiedere una procedura anomala quale un referendum, rifiutando le procedure normali in questi casi.
                            Le prodecure normali furono osteggiate dagli oppositori perchè molto probabilmente avevano capito che se si fosse seguito l'iter normale l'omosessualità sarebbe stata cancellata comunque dall'elenco delle malattie mentali in quanto alla base della cancellazione c'erano seri e validi motivi scientifici.Il referendum fu un tentativo da parte degli oppositori di bloccare la cosa prima che fosse troppo tardi, sicuri del fatto che in tal modo avrebbero avuto più possibilità di impedire la cancellazione.

                            Fra i motivi della cancellazione vanno inseriti
                            1)Innanzitutto i difetti e i bias degli studi che cercavano di dimostrare che l'omosessualità fosse una malattia (tra cui la limitatezza del campo studiato, la mancanza di un gruppo di controllo, i difetti nella selezione del campo di studio, la non replicabilità degli studi etc.).La credibilità e l'efficacia delle terapie dell'omosessualità venne quindi messa in questione fra gli stessi iscritti all'APA da tutti questi motivi assieme.Descrivere (come fa il Narth) la decisione dell'APA quale "cedimento" di fronte alle proteste del movimento gay si può fare solo a patto di cancellare i risultati di alcuni decenni di ricerche scientifiche. La decisione dell'APA ebbe infatti basi scientifiche e non politiche...Semmai il movimento gay ha accellerato il processo decisionale evitando lungaggini burocratiche, ma non è stato per nulla determinante, nè influente

                            2)L' altra ragione che ha portato l'APA e poi successivamente l'OMS e il DSM a ritenere l'omosessualità non più una malattia psichiatrica, nè tanto meno una parafilia (perversione sessuale) risiede nel fatto che l'omosessualità a differenza ad esempio della pedofilia o della disforia/distonia dell'identità di genere (che si riscontra nei transessuali) non comporta un disagio clinicamente significativo...Ma già qua mi ha anticipato Nefertiti, rimando al suo post!

                            Nel 1987 l'omosessualità ego-distonica, ossia il caso della persona omosessuale che non si accetta come tale ancora rientrava nell'elenco dell' APA, ma ora è stata cancellata pure quella (Nel DSM e nell'elenco dell'OMS rimase fino al 1990 invece) dal momento che il compito dello psichiatra in caso di omosessualità ego-distonica è quello di cercare di armonizzare la tendenza sessuale del paziente con il resto della personalità in modo ego-sintotico e non quello di trasformarla in eterosessuale (Che è cosa peraltro impossibile e i cui tentativi spesso sono stati la rovina di molte persone).

                            Contento?
                            Last edited by Orfeo; 22-11-2006, 12:03.

                            Comment

                            • N3m0
                              Eterodosso
                              • 02/10/04
                              • 3895

                              #134
                              facciamo attenzione a non confondere i piani.
                              Una delle ragioni dell'isteria collettiva e del rapporto difficile con la sessualità che sembra caratterizzare il nostro tempo e la nostra società in particolare, è proprio questa dicotomia tra messaggio esterno (veline, donne poppute pronte a spalancar le gambe ad ogni manifesto) e atteggiamento/ethos reale: in famiglia, nei luoghi di lavoro, in tutti i contesti inter-personali.

                              Il capitale ha fatto breccia con i suoi meccanismi e si è imposto anche ad altre sovrastrutture morali/educative. Questo non vuol dire però che nella nostra società laica non sia ancora forte il messaggio cattolico.
                              Le ragioni di questa isteria si manifestano anche politicamente, con una società molto più avanti rispetto alla classe dirigente, ma che non riesce a vedere l'istituzionalizzazione e la normativizzazione di ciò che nei fatti è, mentre ipocritamente a livello collettivo/giuridico non è.
                              Spero di essere stato chiaro
                              [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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