[QUOTE=marzietta;806753]Si Dark, sono diverse, ma legate forse. Forse
felicit
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I'm laying down, eating snow
My fur is hot, my tongue is cold
On a bed of spider web
I think of how to change myself
A lot of hope in a one man tent
There's no room for innocence
So take me home before the storm
Velvet mites will keep us warm.
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Ho letto in questa discussione dei luoghi comuni spaventosi che mi fanno capire quanto poco ancora si conosca di questa MALATTIA.
Perch[SIZE=1][COLOR=Navy]"La libert
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[QUOTE=carondimonio;806826]E' cosI'm laying down, eating snow
My fur is hot, my tongue is cold
On a bed of spider web
I think of how to change myself
A lot of hope in a one man tent
There's no room for innocence
So take me home before the storm
Velvet mites will keep us warm.
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Spesso, si finisce nella depressione quando si smette di amare. Nel caso di Marzietta, il giorno piu' bello della sua vita, nel quale si sentirà rinascere, sara' quello nel quale riuscirà a perdonare sua madre.amate i vostri nemici
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A me sembra che qui si stia confondendo grossolanamente il malumore e la malinconia con la depressione che è una vera e propria malattia (per fortuna nei casi meno cronicizzati curabile).
"Mi sento depresso" non significa soffrire di depressione, vivere una situazione "deprimente" non significa precipitare verso la depressione.
Secondo me si stanno confondendo semplici stati d'animo con una vera e propria malattia.
Grosso errore!Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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la depressione e' una patologia.
per questo non mi sembra utile parlarne come in alcuni interventi fin qui esposti si e' fatto. Ossia con sufficienza e con insofferenza.
Certo come ogni patologia va diagnosticata e non autodiagnosticata. Nel caso sia professionalmente riscontrata credo che il regalo migliore che si puo' fare a chi ne e' affetto sia suggerirgli di affrontare un percorso psicoterapico che possa aiutarlo a stare meglio.
I rimedi da bar sono, trattandosi di una patologia, poco rispettosi della persona e della sua singolare, soggettiva e quindi sempre rispettabile sofferenza.
cio' detto credo che la felicita' sia una chimera forse raggiunta in attimi della propria esistenza. Penso invece sia da costruire, da riconoscere, da difendere e da godere un ragionevole stato di serenita'.
Conseguito con un confortevole tetto sulla testa, il calore di qualche buona relazione affettiva (compagno/compagna/moglie/marito/figli/parenti/amici/ cani, gatti e quant'altro), interessi sociali e/o culturali, un reddito continuativo che consenta di stare nettamente sopra la soglia della poverta' con continuita'.
Non e' poco ma non e' impossibile.
E comunque gli stati d'animo non sono spesso risultati biochimici? gli squilibri ormonali non finiscono con lo generare stati d'animo poco sereni? accade quindi che patologie organiche generino stati d'animo di sofferenza e stati d'animo di sofferenza finiscano con il provocare deficit immunitari che aprono le porte a malanni organici. Il discorso mi sembra davvero spinoso..
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Argomento interessante.
Credo che la depressione sia una patologia vera e propria, e che abbia cause psicologiche, certamente, ma sopratutto biologiche. Credo che ognuno di noi abbia sofferto, in questo mondo: per amore, per salute, per lavoro, per semplice male esistenziale, ma non tutti ci si sente depressi. Il depresso
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Originariamente Scritto da non qui e non ora Visualizza Messaggiola depressione e' una patologia.
per questo non mi sembra utile parlarne come in alcuni interventi fin qui esposti si e' fatto. Ossia con sufficienza e con insofferenza.
Certo come ogni patologia va diagnosticata e non autodiagnosticata. Nel caso sia professionalmente riscontrata credo che il regalo migliore che si puo' fare a chi ne e' affetto sia suggerirgli di affrontare un percorso psicoterapico che possa aiutarlo a stare meglio.
I rimedi da bar sono, trattandosi di una patologia, poco rispettosi della persona e della sua singolare, soggettiva e quindi sempre rispettabile sofferenza.
cio' detto credo che la felicita' sia una chimera forse raggiunta in attimi della propria esistenza. Penso invece sia da costruire, da riconoscere, da difendere e da godere un ragionevole stato di serenita'.
Conseguito con un confortevole tetto sulla testa, il calore di qualche buona relazione affettiva (compagno/compagna/moglie/marito/figli/parenti/amici/ cani, gatti e quant'altro), interessi sociali e/o culturali, un reddito continuativo che consenta di stare nettamente sopra la soglia della poverta' con continuita'.
Non e' poco ma non e' impossibile.
TOTALMENTE D'ACCORDO CON TE
E comunque gli stati d'animo non sono spesso risultati biochimici? gli squilibri ormonali non finiscono con lo generare stati d'animo poco sereni? accade quindi che patologie organiche generino stati d'animo di sofferenza e stati d'animo di sofferenza finiscano con il provocare deficit immunitari che aprono le porte a malanni organici. Il discorso mi sembra davvero spinoso.
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Io penso che la depressione derivi da una insicurezza intrinsica caratteriale ovvero scritta ne DNA.
Viviamo una vita frenetica dove si deve dimostrare agli altri e quindi a noi stessi di valere qualcosa e di meritare un posto nella società.
Chi ha un carattere debole da troppo peso a queste cose, spesso si aspetta troppo da se stesso e si sente deluso quindi finisce dopo tante delusioni per sentirisi inadeguato, sfigato e cade in depressione. A volte cade nell'autocommiserazione, pensa negativo e si fà mele da solo.
E' infelice chi non vuole essere felice. La sicurezza và trovata in noi stessi. Non si deve dare troppo peso ai giudizi degli altri e avere un pò di atributi nell'affrontare la vita. Solo così si può esser felici.
La nostra società stà operando una normale darwiniana selezione fra individui psicologicamante deboli che soccombono e quelli forti che sopravvivono e trasmettono i loro genei alle generazioni successive.Last edited by Malcom1975; 11-01-2008, 18:51.
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In realta' non ne so moltoOriginariamente Scritto da Matthias Visualizza MessaggioChiederei a okno una definizione clinica del fenomeno della depressione, s enon è un problema, giusto per fare chiarezza sulla dimensione patologica della cosa...

Avevo iniziato tutto un meraviglioso post al lavoro, ma poi mi sono dimenticato di mandarlo prima di spegnere il pc
Ora sono a casa, vediamola con un po' piu' di calma:
La teoria per me piu' interessante e' quella fornita dalla psicologia cognitiva (e vabbe', insisto lo so):Originariamente Scritto da Dizionario di Psicologia (Galimberti - 2006)La depressione, o melanconia, e' un'alterazione del tono dell'umore verso forme di tristezza profonda con riduzione di autostima e bisogno di autopunizione. Quando l'intensita' della depressione supera certi limiti o si presenta in circostanze che non la giustificano diventa di competenza psichiatrica, dove si distingue una depressione endogena che, come vuole l'aggettivo, nasce "dal di dentro" senza rinviare a cause esterne, e' una depressione reattiva che e' patologica solo quando la reazione ad avvenimenti luttuosi o tristi appare eccessiva.
Ecco, vorrei fare un appunto. Si sa che lo stato depressivo e' influenzato in modo particolare da tre neurotrasmettitori, serotonina, noradrenalina e dopamina, che concorrono a caratterizzare il tipo di depressione nel soggetto. Bisogna inoltre tenere presente che non solo le funzioni cognitive sono alterate, ma anche quelle dell'organismo sono coinvolte nel processo depressivo (stanchezza, mancanza di appetito, ecc...). Per cui un'adeguata psicoterapia non andrebbe attuata senza l'appoggio di un'adeguata terapia farmacologica.Originariamente Scritto da ibid.La teoria cognitiva di A.T. Beck capovolge il quadro sintomatologico della depressione, considerando le distrorsioni della cognizione, il pessimismo esagerato e gli autorimproveri non realistici come cause e non come conseguenze della condizione depressa, che avrebbe dunque la sua spiegazione nella distorsione della "triade cognitiva" composta da aspettative negative nei confronti dell'ambiente, un'opinione negativa di se' e aspettative negative per il futuro. Ne consegue che dalla depressione si esce correggendo la cognizione delle proprie esperienze e la distorsione del concetto di se'.
Qual'e' il senso di questo stato psichico? Siamo tutti d'accordo con il fatto che e' patologico in certi casi, ma non in tutti. Insomma, perche' ci sentiamo depressi? Una possibile spiegazione viene dalla psicologia evoluzionistica:
Originariamente Scritto da Psicologia Evoluzionistica (Adenzato, Meini - 2006)La selezione naturale non prevede alcunche'; essa ha a che fare solo con cio' che funziona nel qui e ora. Uno dei caposaldi della psicologia evoluzionistica e' che la mente umana sia progettata per lavorare nel nostro ambiente ancestrale ci caccioatori-raccoglitori.Sono sicuro che ci sono diversi spunti su cui riflettere. Innanzitutto, e' possibile che molti dei sintomi descritti nei manuali (prendo in esempio il famosissimo DSM-IV), riconosciuti come patologici, in realta' non lo siano. Voglio dire che in realta' la mente funzioni come questa e' stata progettata per funzionare, ne' piu' ne' meno. Questo ovviamente non vale per tutta la sintomatologia, ma solo per alcune voci di questa.Originariamente Scritto da ibid.Per esempio, la teoria della competizione sociale ipotizza che la depressione sia una risposta alla perdita di status sociale o al fallimento del tentativo di aumentare il proprio status.
[...]
la stessa afferma che la depressione promuove un'indagine introspettiva che indica quando e' opportuno cambiare strategia per cercare un'altra nicchia. Vivendo in un piccolo gruppo, come tipicamente facevano i nostri antenati, cambiare strategia puo' aumentare considerevolmente le probabilita' di successo.
Sarei curioso di conoscere, semmai ce ne fosse la possibilita', l'approccio sistemico alla depressione. La psicologia sistemica (i cui esponenti principali possono essere, per esempio, G. Bateson, P. Watzlawick, N. Chomsky) per cui, ricordiamo, tutto e' comunicazione, prende molto in considerazione gli stimoli individuali ed il conseguente feedback che viene recepito. In parole povere, e senza fare il moralista, la depressione ed il possibile peggioramento, e' anche dovuto a noi portatori sani. Non e' il soggetto ad essere malato, quanto il sistema stesso, l'ambiente in cui esso e' immerso, il soggetto sarebbe l'esponente prescelto (per usare le parole di -non mi ricordo chi-, chiedo venia) dalla malattia per manifestarsi.
Tutta questa pappardella per ribadire quanto detto da mat poco prima, in 4 semplici righe.

Spero comunque di essere stato utile.Last edited by okno; 11-01-2008, 21:52."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
-=1313=-
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[QUOTE=Malcom1975;806885]Io penso che la depressione derivi da una insicurezza intrinsica caratteriale ovvero scritta ne DNA.
Viviamo una vita frenetica dove si deve dimostrare agli altri e quindi a noi stessi di valere qualcosa e di meritare un posto nella societ
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Oddio, non ho mai sentito definire quei tre come appartenenti a una scuola...Originariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioSarei curioso di conoscere, semmai ce ne fosse la possibilita', l'approccio sistemico alla depressione. La psicologia sistemica (i cui esponenti principali possono essere, per esempio, G. Bateson, P. Watzlawick, N. Chomsky)
Con l'eccezzione di Watzlawick che appartiene alla scuola di Palo Alto, ma non ricordo avesse parlato di depressione; per lo meno, non diffusamente.
O meglio: lui si è occupato dei disturi cognitivi dovuti alle distorsioni presenti nella percezione e nei feedback sociali, e di come questi potessero generare una visione del mondo distorta e perciò potenzialmente induttitrice di stati ciclotimici o distimici... Uhm, mi sa che ho fatto un po' di casino.
Di Bateson ricordo le citazioni da parte di Watzlawick e di Georgescu-Roegen (uh, non proprio, lo citava il tizio che ha scritto il saggio introduttivo al suo volume "Bioeconomie") riguardanti i doppi-vincoli, che però secondo Bateson causano non tanto disturbi dell'umore quanto schizofrenici.
Chomsky non so se si sia occupato di disturbi simili, io lo conosco solo in veste di linguista...
Sa molto di memetica, comunque questa è per l'appunto la concezione di Palo Alto, o sbaglio?Originariamente Scritto da okno Visualizza Messaggioper cui, ricordiamo, tutto e' comunicazione, prende molto in considerazione gli stimoli individuali ed il conseguente feedback che viene recepito. In parole povere, e senza fare il moralista, la depressione ed il possibile peggioramento, e' anche dovuto a noi portatori sani. Non e' il soggetto ad essere malato, quanto il sistema stesso, l'ambiente in cui esso e' immerso, il soggetto sarebbe l'esponente prescelto (per usare le parole di -non mi ricordo chi-, chiedo venia) dalla malattia per manifestarsi.
Eh, micio-micione? Sono andato bene o no?بناهاى آباد گردد خراب
ز باران و از تابش آفتاب
پى افكندم از نظم كاخي بلند
كه از باد و باران نيابد گزند
از آن پس نميرم كه من زنده*ام
كه تخم سخن را پراكنده*ام
هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
پس از مرگ بر من كند آفرين
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