Le donne nella TV - Il zapping della violenza
Andrea D’Atri
Al di là delle declamazioni istituzionali, è lo stesso sistema -col suo stato, le sue forze armate, la Chiesa, ecc.- chi no sradica la violenza maschilista.
Primo click
È tornato Marcelo [Tinelli, conduttore televisivo e danaroso proprietario di media nell'Argentina]. Ed ha spopolato con più di 40 punti di rating, che è su per giù dei 4 milioni di spettatori. Non andiamo a fare una recensione sulla sua proposta di spasso, soltanto richiamare l'attenzione su qualcosa che pretende far ridere (suppongo che, esclusivamente, all'audience maschile) e, tuttavia, in qualche donna -come chi sottoscrive- incute angoscia ed indignazione.
La "jodita para Tinelli" riè un programma fasullo con ospiti, in cui tutti sono complici, tranne una giovane modella boliviana. Gli altri, all'inizio, risultano pesanti, scemi... però lo scherzo finisce quando uno dei falsi ospiti si spoglia appieno, dirimpetto alla ragazza, costringendola a vedere i suoi genitali che, dopo, sono discretamente pixelati nella versione editata per l'audience.
Secondo la Legge 25.087 deve pagare una multa "chi esecutasse o facesse esecutare da altri atti di esibizioni oscene esposte ad essere viste involontariamente da terzi." Questa legge addirittura, prevede pene maggiori se il terzo o la terza involontaria è minorenne.
Però probabilmente, Tinelli paghi la multa corrispondente... Il dunque è che se reca angoscia ed indignazione è, forse, perché quasi non c'è donna che, nella sua infanzia od adolescenza, non abbia patito questa situazione involontariamente, senza capire molto bene di cosa si trattava, però sentendo che era stata vulnerata nel recesso della sua intimità. La maggioranza delle vittime degli esibizionisti sono minorenni e, altroché, del genero femminile.
Perciò non ci provoca risi vedere che la scena si ripeta dalla TV, in chiave di scherzo, quantunque la vittima abbia un paio di anni in più dei necessario acciocché la legge la consideri maggiorenne. Poiché pur essendo maggiore, di quello tratta "l'integrità sessuale", cioè, della libertà di ognuno riguardo alla sfera sessuale in cui nessuno si può introdurre senza la sua volontà.
Secondo click
Cambio di canale, per respirare altra aria. La pubblicità di macchine segnala che una donna diventa "davvero" tale, nel momento di partorire. Penso, cosa sono io, allora, che ho deciso di non essere madre?, cosa è mia amica che ha deciso adottare amorevolmente giacché non poteva restare incinta?, false donne?
Ma la pubblicità continua segnalando in che maniera un uomo diventa "davvero" uomo. E quindi, nuovamente il misfatto appare rinvigorendo l'immagine di mascolinità. Il tizio si fa uomo quando suo padre lo porta al postribolo ad esordire sessualmente. È solamente dei secondi di un'immagine buia. Basta una luce rossastra, una donna con minigonna appoggiata contro una porta, la bottarella dell'uomo maggiore sulla spalla del giovane.
I secondi costano milioni in televisione e, dunque, non c'è tempo per dire che più di 600 giovani si trovano scomparse nel nostro paese, negli ultimi anni, rapite dalle reti di tratta e prostituzione. Che in quei postriboli di luce rossastra, sono parecchie coloro che si trovano schiavizzate, dopo averle tolto i suoi documenti, i suoi soldi, dopo di essere state introdotte involontariamente nel consumo delle droghe e di essere state stuprate da tutta una cricca per "ammorbidirle" -come dicono i lenoni nel suo gergo-. I secondi costano milioni, perciò, piuttosto usarli per mettere in primo piano la marca della macchina che ti renderà un "vero" uomo.
Terzo click
Cambio di canale, nuovamente. Il tg presenta un referto sulla violenza contro le donne. Una donna è assassinata ogni tre giorni nell'Argentina. Nel 2.008, 105 donne sono state assassinate dalle sue coppie e, in quello che va in quest'anno, i crimini ascendono a 38. La maggioranza sono giovani: un terzo di queste donne che sono state assassinate l'anno scorso avevano fra i 15 e i 24 anni.
Il dato è giornalistico, stanteché non ci sono delle cifre ufficiali sulla violenza contro le donne nel nostro paese.
Non ti fa un click?
La violenza contro le donne si origina lì: in un sistema che si sorregge sull'uso monopolistico della violenza istituzionale da parte di una classe dominante contro milioni di sfruttate e sfruttati.
Al di là della delle declamazioni dei governi e le istituzioni dello Stato, è questo stesso sistema -col suo stato, le sue forze armate, la Chiesa, la polizia, ecc.- chi non può sradicare cotanta violenza, perché allo stesso tempo la legittima, la riproduce, la sorregge, la giustifica. E la TV, indubbiamente, anche fa la sua parte.
Video dell'intervista:
Originale:
Las mujeres en la TV. El zapping de la violencia
Andrea D’Atri
Más allá de las declamaciones institucionales, es el mismo sistema –con su estado, sus fuerzas armadas, la Iglesia, la policía, etc.- el que no erradica la violencia machista
Primer click
Volvió Marcelo [Tinelli, presentador de televisión y adinerado propietario de medios en Argentina]. Y arrasó con más de 40 puntos de rating, que es algo así como 4 millones de televidentes. No vamos a hacer una crítica sobre su propuesta de entretenimiento, sólo llamar la atención sobre algo que pretende hacer reír (supongo que, exclusivamente, a la platea masculina) y, sin embargo, en algunas mujeres –como quien suscribe- provoca angustia e indignación.
La “jodita para Tinelli” vuelve a ser un falso programa con invitados, en el que todos son cómplices, menos una joven modelo boliviana. Los demás, al principio, resultan pesados, tontos... pero la broma termina cuando uno de los falsos invitados se desnuda íntegramente delante de la chica, obligándola a ver sus genitales que, luego, son discretamente pixelados en la versión editada para la teleaudiencia.
Según la Ley 25.087 debe pagar una multa “el que ejecutare o hiciese ejecutar por otros actos de exhibiciones obscenas expuestas a ser vistas involuntariamente por terceros.” Esta ley incluso, prevé penas mayores si el tercero o la tercera involuntaria es menor de edad. Pero probablemente, Tinelli pague la multa correspondiente... El punto es que si causa angustia e indignación es, quizás, porque casi no hay mujer que, en su infancia o adolescencia, no haya padecido esta situación involuntariamente, sin comprender muy bien de qué se trataba, pero sintiendo que se la vulneraba en algún lugar profundo de su intimidad. La mayoría de las víctimas de los exhibicionistas son menores de edad y, por supuesto, del género femenino.
Por eso no nos causa gracia ver que la escena se repita por TV, en clave de broma, aunque la víctima tenga un par de años más que los necesarios para que la ley la considere mayor de edad. Porque aun siendo mayor, de eso trata la “integridad sexual”, es decir, de la libertad de cada uno respecto de la esfera sexual en la que nadie puede introducirse sin su voluntad.
Segundo click
Cambio de canal, para respirar otro aire. La publicidad de autos señala que una mujer se convierte “verdaderamente” en tal, en el momento de parir. Pienso ¿qué soy yo, entonces, que he decidido no ser madre? ¿qué es mi amiga que decidió adoptar amorosamente porque no podía quedar embarazada? ¿Falsas mujeres?
Pero la publicidad continúa señalando de qué manera un hombre se convierte en “verdaderamente” hombre. Y entonces, nuevamente el delito aparece fortaleciendo la imagen de masculinidad. El tipo se hace hombre cuando su padre lo lleva al prostíbulo a debutar sexualmente. Es sólo algunos segundos de una imagen oscura. Basta una luz rojiza, una mujer con minifalda apoyada contra una puerta, la palmada del hombre mayor en la espalda del joven.
Los segundos cuestan millones en televisión y, entonces, no hay tiempo para decir que más de 600 jóvenes se encuentran desaparecidas en nuestro país, en los últimos años, secuestradas por redes de trata y prostitución. Que en esos prostíbulos de luz rojiza, son muchas las que se encuentran esclavizadas, luego de quitarles sus documentos, su dinero, luego de haber sido introducidas involuntariamente en el consumo de drogas y de haber sido violadas grupalmente para “ablandarlas” –como dicen los proxenetas en su jerga-. Los segundos cuestan millones, por eso, más vale usarlos para poner en primer plano la marca del auto que te convertirá en un “verdadero” hombre.
Tercer click
Cambio de canal, nuevamente. El noticiero presenta un informe sobre la violencia contra las mujeres. Una mujer es asesinada cada tres días en Argentina. En 2008, 105 mujeres fueron asesinadas por sus parejas y, en lo que va de este año, los crímenes ascienden a 38. La mayoría son jóvenes: un tercio de estas mujeres que fueron asesinadas el año pasado tenían entre 15 y 24 años.
El dato es periodístico, porque no hay cifras oficiales sobre la violencia contra las mujeres en nuestro país.
¿No te hace un click?
La violencia contra las mujeres se origina allí: en un sistema que se sostiene en el uso monopólico de la violencia institucional por parte de una clase dominante contra millones de explotadas y explotados.
Más allá de las declamaciones de los gobiernos y las instituciones del Estado, es este mismo sistema –con su estado, sus fuerzas armadas, la Iglesia, la policía, etc.- el que no puede erradicar tanta violencia, porque al mismo tiempo la legitima, la reproduce, la sostiene, la justifica. Y la televisión, indudablemente, también hace su parte.
Pagina in cui è stato pubblicato l'articolo: http://www.lahaine.org/index.php?p=37832
Andrea D’Atri
Al di là delle declamazioni istituzionali, è lo stesso sistema -col suo stato, le sue forze armate, la Chiesa, ecc.- chi no sradica la violenza maschilista.
Primo click
È tornato Marcelo [Tinelli, conduttore televisivo e danaroso proprietario di media nell'Argentina]. Ed ha spopolato con più di 40 punti di rating, che è su per giù dei 4 milioni di spettatori. Non andiamo a fare una recensione sulla sua proposta di spasso, soltanto richiamare l'attenzione su qualcosa che pretende far ridere (suppongo che, esclusivamente, all'audience maschile) e, tuttavia, in qualche donna -come chi sottoscrive- incute angoscia ed indignazione.
La "jodita para Tinelli" riè un programma fasullo con ospiti, in cui tutti sono complici, tranne una giovane modella boliviana. Gli altri, all'inizio, risultano pesanti, scemi... però lo scherzo finisce quando uno dei falsi ospiti si spoglia appieno, dirimpetto alla ragazza, costringendola a vedere i suoi genitali che, dopo, sono discretamente pixelati nella versione editata per l'audience.
Secondo la Legge 25.087 deve pagare una multa "chi esecutasse o facesse esecutare da altri atti di esibizioni oscene esposte ad essere viste involontariamente da terzi." Questa legge addirittura, prevede pene maggiori se il terzo o la terza involontaria è minorenne.
Però probabilmente, Tinelli paghi la multa corrispondente... Il dunque è che se reca angoscia ed indignazione è, forse, perché quasi non c'è donna che, nella sua infanzia od adolescenza, non abbia patito questa situazione involontariamente, senza capire molto bene di cosa si trattava, però sentendo che era stata vulnerata nel recesso della sua intimità. La maggioranza delle vittime degli esibizionisti sono minorenni e, altroché, del genero femminile.
Perciò non ci provoca risi vedere che la scena si ripeta dalla TV, in chiave di scherzo, quantunque la vittima abbia un paio di anni in più dei necessario acciocché la legge la consideri maggiorenne. Poiché pur essendo maggiore, di quello tratta "l'integrità sessuale", cioè, della libertà di ognuno riguardo alla sfera sessuale in cui nessuno si può introdurre senza la sua volontà.
Secondo click
Cambio di canale, per respirare altra aria. La pubblicità di macchine segnala che una donna diventa "davvero" tale, nel momento di partorire. Penso, cosa sono io, allora, che ho deciso di non essere madre?, cosa è mia amica che ha deciso adottare amorevolmente giacché non poteva restare incinta?, false donne?
Ma la pubblicità continua segnalando in che maniera un uomo diventa "davvero" uomo. E quindi, nuovamente il misfatto appare rinvigorendo l'immagine di mascolinità. Il tizio si fa uomo quando suo padre lo porta al postribolo ad esordire sessualmente. È solamente dei secondi di un'immagine buia. Basta una luce rossastra, una donna con minigonna appoggiata contro una porta, la bottarella dell'uomo maggiore sulla spalla del giovane.
I secondi costano milioni in televisione e, dunque, non c'è tempo per dire che più di 600 giovani si trovano scomparse nel nostro paese, negli ultimi anni, rapite dalle reti di tratta e prostituzione. Che in quei postriboli di luce rossastra, sono parecchie coloro che si trovano schiavizzate, dopo averle tolto i suoi documenti, i suoi soldi, dopo di essere state introdotte involontariamente nel consumo delle droghe e di essere state stuprate da tutta una cricca per "ammorbidirle" -come dicono i lenoni nel suo gergo-. I secondi costano milioni, perciò, piuttosto usarli per mettere in primo piano la marca della macchina che ti renderà un "vero" uomo.
Terzo click
Cambio di canale, nuovamente. Il tg presenta un referto sulla violenza contro le donne. Una donna è assassinata ogni tre giorni nell'Argentina. Nel 2.008, 105 donne sono state assassinate dalle sue coppie e, in quello che va in quest'anno, i crimini ascendono a 38. La maggioranza sono giovani: un terzo di queste donne che sono state assassinate l'anno scorso avevano fra i 15 e i 24 anni.
Il dato è giornalistico, stanteché non ci sono delle cifre ufficiali sulla violenza contro le donne nel nostro paese.
Non ti fa un click?
La violenza contro le donne si origina lì: in un sistema che si sorregge sull'uso monopolistico della violenza istituzionale da parte di una classe dominante contro milioni di sfruttate e sfruttati.
Al di là della delle declamazioni dei governi e le istituzioni dello Stato, è questo stesso sistema -col suo stato, le sue forze armate, la Chiesa, la polizia, ecc.- chi non può sradicare cotanta violenza, perché allo stesso tempo la legittima, la riproduce, la sorregge, la giustifica. E la TV, indubbiamente, anche fa la sua parte.
Video dell'intervista:
Originale:
Las mujeres en la TV. El zapping de la violencia
Andrea D’Atri
Más allá de las declamaciones institucionales, es el mismo sistema –con su estado, sus fuerzas armadas, la Iglesia, la policía, etc.- el que no erradica la violencia machista
Primer click
Volvió Marcelo [Tinelli, presentador de televisión y adinerado propietario de medios en Argentina]. Y arrasó con más de 40 puntos de rating, que es algo así como 4 millones de televidentes. No vamos a hacer una crítica sobre su propuesta de entretenimiento, sólo llamar la atención sobre algo que pretende hacer reír (supongo que, exclusivamente, a la platea masculina) y, sin embargo, en algunas mujeres –como quien suscribe- provoca angustia e indignación.
La “jodita para Tinelli” vuelve a ser un falso programa con invitados, en el que todos son cómplices, menos una joven modelo boliviana. Los demás, al principio, resultan pesados, tontos... pero la broma termina cuando uno de los falsos invitados se desnuda íntegramente delante de la chica, obligándola a ver sus genitales que, luego, son discretamente pixelados en la versión editada para la teleaudiencia.
Según la Ley 25.087 debe pagar una multa “el que ejecutare o hiciese ejecutar por otros actos de exhibiciones obscenas expuestas a ser vistas involuntariamente por terceros.” Esta ley incluso, prevé penas mayores si el tercero o la tercera involuntaria es menor de edad. Pero probablemente, Tinelli pague la multa correspondiente... El punto es que si causa angustia e indignación es, quizás, porque casi no hay mujer que, en su infancia o adolescencia, no haya padecido esta situación involuntariamente, sin comprender muy bien de qué se trataba, pero sintiendo que se la vulneraba en algún lugar profundo de su intimidad. La mayoría de las víctimas de los exhibicionistas son menores de edad y, por supuesto, del género femenino.
Por eso no nos causa gracia ver que la escena se repita por TV, en clave de broma, aunque la víctima tenga un par de años más que los necesarios para que la ley la considere mayor de edad. Porque aun siendo mayor, de eso trata la “integridad sexual”, es decir, de la libertad de cada uno respecto de la esfera sexual en la que nadie puede introducirse sin su voluntad.
Segundo click
Cambio de canal, para respirar otro aire. La publicidad de autos señala que una mujer se convierte “verdaderamente” en tal, en el momento de parir. Pienso ¿qué soy yo, entonces, que he decidido no ser madre? ¿qué es mi amiga que decidió adoptar amorosamente porque no podía quedar embarazada? ¿Falsas mujeres?
Pero la publicidad continúa señalando de qué manera un hombre se convierte en “verdaderamente” hombre. Y entonces, nuevamente el delito aparece fortaleciendo la imagen de masculinidad. El tipo se hace hombre cuando su padre lo lleva al prostíbulo a debutar sexualmente. Es sólo algunos segundos de una imagen oscura. Basta una luz rojiza, una mujer con minifalda apoyada contra una puerta, la palmada del hombre mayor en la espalda del joven.
Los segundos cuestan millones en televisión y, entonces, no hay tiempo para decir que más de 600 jóvenes se encuentran desaparecidas en nuestro país, en los últimos años, secuestradas por redes de trata y prostitución. Que en esos prostíbulos de luz rojiza, son muchas las que se encuentran esclavizadas, luego de quitarles sus documentos, su dinero, luego de haber sido introducidas involuntariamente en el consumo de drogas y de haber sido violadas grupalmente para “ablandarlas” –como dicen los proxenetas en su jerga-. Los segundos cuestan millones, por eso, más vale usarlos para poner en primer plano la marca del auto que te convertirá en un “verdadero” hombre.
Tercer click
Cambio de canal, nuevamente. El noticiero presenta un informe sobre la violencia contra las mujeres. Una mujer es asesinada cada tres días en Argentina. En 2008, 105 mujeres fueron asesinadas por sus parejas y, en lo que va de este año, los crímenes ascienden a 38. La mayoría son jóvenes: un tercio de estas mujeres que fueron asesinadas el año pasado tenían entre 15 y 24 años.
El dato es periodístico, porque no hay cifras oficiales sobre la violencia contra las mujeres en nuestro país.
¿No te hace un click?
La violencia contra las mujeres se origina allí: en un sistema que se sostiene en el uso monopólico de la violencia institucional por parte de una clase dominante contra millones de explotadas y explotados.
Más allá de las declamaciones de los gobiernos y las instituciones del Estado, es este mismo sistema –con su estado, sus fuerzas armadas, la Iglesia, la policía, etc.- el que no puede erradicar tanta violencia, porque al mismo tiempo la legitima, la reproduce, la sostiene, la justifica. Y la televisión, indudablemente, también hace su parte.
Pagina in cui è stato pubblicato l'articolo: http://www.lahaine.org/index.php?p=37832



Con tutti i risvolti amorosiiiiiii!!
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