Il rapporto con i genitori

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #1

    Il rapporto con i genitori

    Prendo spunto da uno scambio di battute con Babou per aprire questa discussione. Il rapporto con i genitori non è qualcosa di standardizzato: può essere ottimo come anche pessimo, a seconda del vissuto, delle circostanze, e di tantissimi altri parametri.
    Che rapporto avete allora con la vostra famiglia "d'origine"? Riuscite a gestirlo bene? E come vi ponete in caso di rapporti conflittuali?
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • Morwen
    Cinnamon Girl
    • 03/12/09
    • 7242

    #2
    Il rapporto che ho coi miei è la motivazione principale per cui ho deciso di andare da una psicoterapeuta, ed è anche la causa principale delle mie ansie.
    Ho passato quasi tutta la mia vita a trovare compromessi, soluzioni e a mediare tra di loro, che sono due fottuti malati di mente.
    Adesso sto imparando a vivere lasciandoli nel loro brodo.
    Gli attori positivi della mia famiglia sono mia sorella (la mia ancora di salvezza) e la mia nonna paterna.
    Figure maschili non pervenute.
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    "Find what you love and let it kill you"

    Charles Bukowsky

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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70446

      #3
      Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
      Il rapporto che ho coi miei è la motivazione principale per cui ho deciso di andare da una psicoterapeuta, ed è anche la causa principale delle mie ansie.
      Ho passato quasi tutta la mia vita a trovare compromessi, soluzioni e a mediare tra di loro, che sono due fottuti malati di mente.
      Adesso sto imparando a vivere lasciandoli nel loro brodo.
      Gli attori positivi della mia famiglia sono mia sorella (la mia ancora di salvezza) e la mia nonna paterna.
      Figure maschili non pervenute.
      Mi sembra di leggere la mia storia... anche per quanto riguarda sorella e nonna paterna.
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

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      • Morwen
        Cinnamon Girl
        • 03/12/09
        • 7242

        #4
        E' un casino, i miei hanno una relazione sadomasochista. Mio padre è la parte sadica, e mia madre la vittima sacrificale (e questo ruolo le è talmente congeniale da vivere una vita destinata all'infelicità, pur di non spezzare questo meccanismo perverso).
        E' davvero un casino.

        La mia famiglia ormai è il mio compagno, riparto da lui e con lui perchè se mi guardo indietro vedo solo schifezze.
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        Charles Bukowsky

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70446

          #5
          Io non sono mai riuscita a parlare completamente della mia famiglia, neppure con la psicologa. Certe cose credo resteranno sempre sepolte dentro di me. Da bambina ricordo che mi nascondevo negli armadi per non sentirli urlare, per non sentire il rumore dei piatti rotti. Ho passato l'adolescenza a "subire" le confidenze di miei, l'uno contro l'altro, quasi io fossi il loro migliore amico invece della figlia. Mio padre mi ha addirittura presentato le sue amanti. Io da loro mi sono progressivamente staccata, rendendomi conto, già 15enne, che non potevo certo prenderli come punto di riferimento e di sostegno per la mia vita. Ho capito da subito che dovevo crescere da sola, e così ho fatto. Ora li vivo con distacco, ma non sono ancora riuscita a staccarmi del tutto emotivamente, e questo mi provoca ancora sofferenza per i loro problemi.
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

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          • efua
            Posh&Rebel
            • 07/12/11
            • 34901

            #6
            mmm che rapporto ho con la mia famiglia d'origine..gran bella domanda.
            Ho un rapporto che non vorrei avere, che forza la mia natura e la mia indole.
            Il mio caro nucleo famigliare e' avvezzo al sacrificio, alle rinunzie: al martirio.
            Cresciuta durante gli anni della formazione in questo clima di festosa serenita', ad un certo punto pure io (animo paziente all'ennesima) feci il botto.
            La mia salvezza e' la lontananza.
            E' patologico pure non avere un caxxo al quale pensare e creare impedimenti agli altri.
            Adesso con l'eta' stanno pure peggiorando ma io nemmeno quando avevano la mia eta' me li ricordo meglio.
            In tutta onesta', basandomi e partendo da quello che mi creava fastidio in loro, ho formato me.
            Qualsiasi cosa mi e' stata concessa con fatica, pure la stampante per stamparmi la tesi, tanto per fare un esempiuccio.
            Ma lasciamo stare o mi viene la voglia di dimenticarmi della loro esistenza.
            Io ovviamente per loro rappresento la luce dei loro occhi.
            Peccato per il loro modo di merda di dimostrarmelo.

            Il rapporto e' di difficile gestione e non sempre riesco a uscirne senza spargimenti di sangue.
            Il punto e' che la vita s'e' fatta diversamente difficile e che non ho voglia, ne' pazienza d'occuparmi di loro perche' nel corso della mia esistenza mi hanno logorata, non e' possibile vivere di assistenzialismo psicologico sempre.
            Io sono stata la madre di mia madre, mio padre il tutore della moglie.
            Insieme loro due, a 90 gradi nei confronti del mondo, il guizzo di forza dovevano/devono averlo con me che sono la figlia e che tutto deve comprendere.
            Ma anche tutte le superfici da frustare si riempiono di piaghe e arriva il momento in cui la tua mano si deve fermare.
            Adesso che capisco queste dinamiche m'avveleno molto meno anche se resta il rammarico di non aver potuto costruire con la mia famiglia il rapporto che avrei voluto.
            -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

            -Where there’s will there’s a way-

            -Work hard have fun & be nice-


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            • LaSte
              Opinionista
              • 03/08/05
              • 13663

              #7
              Il rapporto con mia madre è pessimo, da quando è vedova è ancora più pessimo e si basa sui sensi di colpa. Stringo i denti e non dico mai ciò che penso perché poi salterebbero fuori nonna e zia a ripetermi "poverina cerca di capirla è rimasta vedova giovane, porta pazienza tu non sai cosa vuol dire", che poi alla fine anche se è la mia fonte di crisi di nervi le voglio bene e mi sento una merda quando vorrei dirle che cazzo il mondo non gira intorno a te e cazzo devo farmi una vita anch'io.
              Va beh se non avessi una famiglia strampalata e non fossi cresciuta in un gineceo molto probabilmente non avrei scelto di fare l'educatrice quindi va bene così
              Membro del Consiglio degli Admin
              Moderatore Apocalisse

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              • okno
                Party Crasher
                • 30/03/06
                • 15292

                #8
                Quello dell'educatrice e' un dono innato Ste, oggi per esempio mi hai insegnato "gineceo".
                "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                -=1313=-

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                • LaSte
                  Opinionista
                  • 03/08/05
                  • 13663

                  #9
                  Membro del Consiglio degli Admin
                  Moderatore Apocalisse

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                  • Morwen
                    Cinnamon Girl
                    • 03/12/09
                    • 7242

                    #10
                    andiamo bene! Sbaglio o le figlie femmine son quelle messe peggio?
                    Moderatore Viaggi
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                    Charles Bukowsky

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                    • efua
                      Posh&Rebel
                      • 07/12/11
                      • 34901

                      #11
                      Questa e' scuola di Alta formazione, altroche'
                      Quando realizzi che il manicomio lo tieni in famiglia, il manicomio che trovi li' fuori nel mondo lo vedi con occhi diversi
                      Le femmine da sempre sono l'anello debole della societa'
                      -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

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                      • bumble-bee
                        ...

                        • 10/12/09
                        • 15569

                        #12
                        Io ho quasi vergogna nel dire che quando non vedo, ne sento, i miei genitori, mi sento stramaledettamente sereno e in pace con me stesso.... e devo anche confessare che è circa un mese che mia sorella mi chiede di connettermi a skipe così da poter vedere "my new nephew" (born one month ago, in London) ...ed io invece mi dimentico sempre di cercare la webcam che dovrei avere in casa, conservata da qualche parte....

                        La verità è che non accetto l'idea della famiglia "unita" e "felice" ... nel senso di facciata, di apparenza.... mentre in realtà non si va affatto d'accordo su quasi nulla.... e da un pezzo.
                        Bambol utente of the decade

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #13
                          Neppure io amo i rapporti con la famiglia a tutti i costi per salvare le apparenze. I miei rapporti con i genitori sono alimentati dai sensi di colpa che mi vengono se tento di ignorarli. Quindi sono ridotti al minimo sindacale.
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • bumble-bee
                            ...

                            • 10/12/09
                            • 15569

                            #14
                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            Neppure io amo i rapporti con la famiglia a tutti i costi per salvare le apparenze. I miei rapporti con i genitori sono alimentati dai sensi di colpa che mi vengono se tento di ignorarli. Quindi sono ridotti al minimo sindacale.
                            Guarda ti dirò.... abito a circa 3 km in linea d'aria dai miei genitori. Mia sorella è due anni che si è trasferita a Londra e quindi io sono l'unico figlio che è vicino... e che improvvisamente hanno riscoperto.... dato che prima era come se fossi partito per chissà dove. Vado a pranzo da loro una volta ogni 15 giorni e faccio attenzione a mantenere questa media per non rovinare il rapporto. Certo ogni tanto mi vengono i sensi di colpa è vero... ma è anche vero che si sta preparando una bomba che prima o poi esploderà in tutta la sua potenza distruttiva e pertanto cerco di prepararmi all'evento sapendo che ogni discorso fatto nella maniera più serena e tranquilla possibile, non sarà sufficente a sgretolare la loro visione delle cose, il loro egoismo... e ciò poi mi obbligherà, per non soccombere, ad assumere atteggiamenti duri e oltransisti per non rinunciare ai miei progetti e al mio benessere ed equilibrio famigliare. E' una lotta quotidiana.
                            Bambol utente of the decade

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                            • dark lady
                              la viaggiatrice
                              • 09/03/05
                              • 70446

                              #15
                              Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                              Guarda ti dirò.... abito a circa 3 km in linea d'aria dai miei genitori. Mia sorella è due anni che si è trasferita a Londra e quindi io sono l'unico figlio che è vicino... e che improvvisamente hanno riscoperto.... dato che prima era come se fossi partito per chissà dove. Vado a pranzo da loro una volta ogni 15 giorni e faccio attenzione a mantenere questa media per non rovinare il rapporto. Certo ogni tanto mi vengono i sensi di colpa è vero... ma è anche vero che si sta preparando una bomba che prima o poi esploderà in tutta la sua potenza distruttiva e pertanto cerco di prepararmi all'evento sapendo che ogni discorso fatto nella maniera più serena e tranquilla possibile, non sarà sufficente a sgretolare la loro visione delle cose, il loro egoismo... e ciò poi mi obbligherà, per non soccombere, ad assumere atteggiamenti duri e oltransisti per non rinunciare ai miei progetti e al mio benessere ed equilibrio famigliare. E' una lotta quotidiana.
                              Io però mi chiedo: ma possibile che sia sempre così? Ma allora diventare genitori significa diventare egoisti, pur essendo convinti di sacrificarsi per i figli?
                              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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