Troppa sensibilita

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  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #31
    Io stavolta, pur applicandomi, non ci arrivo.

    Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
    Il fatto è che nessuno di noi è ciò che crede di essere. Siamo talmente concentrati sulle nostre convinzioni da rivestirle di eccessiva importanza. E poiché crediamo che le nostre convinzioni siamo noi, ecco quanta importanza va alla nostra rispettabile personalità, per non dire persona.
    Anche qui non ci arrivo. E, per quel che ho capito, non sono d'accordo, perchè - per quanto rispetto abbia per la scienza esatta e per i miei spettatori, che ovviamente si fanno un'idea della mia personalità dal mio comportamento, io sono mia e sono assolutamente chi credo di essere, e non altri. Certo che "io" sono le mie convinzioni e le mie idee, pur se fallaci e soggettive: chi altro potrei essere? Prova a chiedere chi sei a dieci persone diverse: ognuno ti vede a modo suo, avremmo ben dieci Biodeista (come se non ce ne bastasse uno! ). Insomma, se non siamo chi crediamo di essere, chi siamo? Cosa mi definisce? Lo sguardo variabile degli altri? Non mi distruggete tutte le certezze!
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)

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    • Lex
      #trollingeveryday
      • 11/04/10
      • 6422

      #32
      io sono come bio-deista ottimo
      schusa sono scemo
      si ono che sono scemo
      mi ritengo scemo

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70446

        #33
        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
        Io stavolta, pur applicandomi, non ci arrivo.



        Anche qui non ci arrivo. E, per quel che ho capito, non sono d'accordo, perchè - per quanto rispetto abbia per la scienza esatta e per i miei spettatori, che ovviamente si fanno un'idea della mia personalità dal mio comportamento, io sono mia e sono assolutamente chi credo di essere, e non altri. Certo che "io" sono le mie convinzioni e le mie idee, pur se fallaci e soggettive: chi altro potrei essere? Prova a chiedere chi sei a dieci persone diverse: ognuno ti vede a modo suo, avremmo ben dieci Biodeista (come se non ce ne bastasse uno! ). Insomma, se non siamo chi crediamo di essere, chi siamo? Cosa mi definisce? Lo sguardo variabile degli altri? Non mi distruggete tutte le certezze!
        La penso così anch'io.
        Mi sembra assurdo l'assioma "non siamo quel che pensiamo di essere". Che sia difficile capire a fondo sè stessi è vero, per carità, ma allo stesso tempo quello che siamo è l'insieme delle nostre emozioni, convinzioni, esperienze belle o brutte. Non puoi pensare che l'individuo sia la scrematura di tutto quello che l'ha formato, perché ciò che l'ha formato è parte integrante di lui, nel bene e nel male.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #34
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          La penso così anch'io.
          Mi sembra assurdo l'assioma "non siamo quel che pensiamo di essere". Che sia difficile capire a fondo sè stessi è vero, per carità, ma allo stesso tempo quello che siamo è l'insieme delle nostre emozioni, convinzioni, esperienze belle o brutte. Non puoi pensare che l'individuo sia la scrematura di tutto quello che l'ha formato, perché ciò che l'ha formato è parte integrante di lui, nel bene e nel male.
          non so, come in tutti paradossi, in quello che scrive Bio c'è qualcosa che sfugge, ma anche qualcosa di vero;
          mi viene da pensare che a volte ci si adatta a condizioni che non potremmo tollerare per le persone amate, ritenendole inadeguate o degradanti;
          mi viene in mente la prostituta che afferma di aver compiuto una libera scelta, ma mai vorrebbe che sua figlia facesse lo stesso mestiere; in quel caso si verifica evidentemente un'anestesia parziale della sensibilità.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • BiO-dEiStA
            Eufonista
            • 22/02/10
            • 5403

            #35
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            boh, hai parlato di tre persone e sembrava un discorso pensato in modo non così paradossale;
            Paradossali sono le implicazioni.

            comunque, in genere di aver visto la morte in faccia ci si rende conto solo a posteriori, perché nel momento effettivo la fisiologia mette in atto meccanismi protettivi, anche abbastanza potenti e duraturi; parola di giovane marmotta
            Dipende da quanto in quel momento ci si rende conto del pericolo, e da quanto si crede di poter intervenire. Uno crede di poter governare l'automobile che sbanda, invece sta volando e non se ne accorge.
            Il tuo manualetto però non contempla altri casi, ad esempio il salto nel vuoto. Non ha importanza quanto tempo duri, perché in quegli istanti il tempo si dilata a coprire una vita intera; non ha importanza nemmeno con quanta enorme fortuna riesci a riportare a casa la pelle. Ha importanza solo il fatto di credere che stai per morire.
            Tu non guardi giù per vedere quanto tempo ti separa dalla morte, e nemmeno sprechi energie per urlare, da quanto ti sembra ridicolo. Non fai altro che perderti nell'azzurro del cielo e goderti il viaggetto, è tutto ciò che ti resta. Un viaggetto del tutto particolare ed esclusivo, peraltro.
            A te che piacciono le citazioni dedico quella del monaco zen che, stretto fra un burrone da una parte e una tigre dall'altra, si aggrappa ad un arbusto sporgente che avrebbe ceduto in pochi secondi. Giusto il tempo per allungare la mano verso una fragola cresciuta lì accanto e gustarsela. La fragola più buona che avesse mai mangiato.
            Anche questo è un paradosso, e anche questo può solo socchiudere una porta. Il resto è inesprimibile.

            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Anche qui non ci arrivo. E, per quel che ho capito, non sono d'accordo, perchè - per quanto rispetto abbia per la scienza esatta e per i miei spettatori, che ovviamente si fanno un'idea della mia personalità dal mio comportamento, io sono mia e sono assolutamente chi credo di essere, e non altri. Certo che "io" sono le mie convinzioni e le mie idee, pur se fallaci e soggettive: chi altro potrei essere? Prova a chiedere chi sei a dieci persone diverse: ognuno ti vede a modo suo, avremmo ben dieci Biodeista (come se non ce ne bastasse uno! ). Insomma, se non siamo chi crediamo di essere, chi siamo? Cosa mi definisce? Lo sguardo variabile degli altri? Non mi distruggete tutte le certezze!
            Non per farmi gli affari tuoi, ma eravamo seduti di fronte e ti ho osservata bene.
            Moglie, madre, funzionaria: questi sono tutti ruoli che la società ti ha generosamente assegnato, e a cui tu di volta in volta cerchi di aderire nel miglior modo possibile. E sei molto brava in questo, talmente brava che le esigenze di (stavo per scrivere il tuo nome) si annullano in queste. Mica perché non esistono, ma perché con vari artifici le reprimi al di sotto della soglia del dolore.
            Però anche questo costa. Tu paghi un prezzo salato per cercare di essere ciò che credi di dover essere.

            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            non so, come in tutti paradossi, in quello che scrive Bio c'è qualcosa che sfugge, ma anche qualcosa di vero.
            Il paradosso è un'indicazione stradale. Segna il percorso, ma non può arrivare alla meta.
            Originariamente Scritto da Careful with that
            i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
            Originariamente Scritto da Ned Flanders
            Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

            Comment

            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #36
              Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
              A te che piacciono le citazioni dedico quella del monaco zen che, stretto fra un burrone da una parte e una tigre dall'altra, si aggrappa ad un arbusto sporgente che avrebbe ceduto in pochi secondi. Giusto il tempo per allungare la mano verso una fragola cresciuta lì accanto e gustarsela. La fragola più buona che avesse mai mangiato.
              arrivi tardi: me la lesse una mia ex prima di addormentarci, oltre 20 anni fa;
              comunque, meglio delle citazioni paoline
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • nahui
                Astensionista

                • 05/03/09
                • 21040

                #37
                Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
                Non per farmi gli affari tuoi, ma eravamo seduti di fronte e ti ho osservata bene.
                Moglie, madre, funzionaria: questi sono tutti ruoli che la società ti ha generosamente assegnato, e a cui tu di volta in volta cerchi di aderire nel miglior modo possibile. E sei molto brava in questo, talmente brava che le esigenze di (stavo per scrivere il tuo nome) si annullano in queste. Mica perché non esistono, ma perché con vari artifici le reprimi al di sotto della soglia del dolore.
                Però anche questo costa. Tu paghi un prezzo salato per cercare di essere ciò che credi di dover essere.
                Beh, che dire, bingo!
                Però non era difficile, perchè è per tutti la stessa cosa, e in fin dei conti ci si adegua non per un'entità astratta "società", ma per amore di individui concreti, che ci guardano dritto negli occhi ogni giorno. Però il fatto che io adegui certi miei comportamenti a certi standards richiesti non definisce ancora la mia personalità ed i miei sentimenti, quello che c'è sotto la crosta ed io sola conosco e gestisco. Tutto un universo, per intenderci.
                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                (George Bernard Shaw)

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                • BiO-dEiStA
                  Eufonista
                  • 22/02/10
                  • 5403

                  #38
                  Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                  Beh, che dire, bingo!
                  Però non era difficile, perchè è per tutti la stessa cosa,
                  Con qualche differenza di non poco conto. Ci sono i più convinti e i meno convinti, e fra questi ultimi quella gran fetta che vuole convincersi a ogni costo.

                  e in fin dei conti ci si adegua non per un'entità astratta "società", ma per amore di individui concreti, che ci guardano dritto negli occhi ogni giorno.
                  Gli individui concreti sono una parte, il resto è la società astratta. Come l'amore è una parte, e il resto sono concetti meno nobili.

                  Però il fatto che io adegui certi miei comportamenti a certi standards richiesti non definisce ancora la mia personalità ed i miei sentimenti, quello che c'è sotto la crosta ed io sola conosco e gestisco. Tutto un universo, per intenderci.
                  Perfetto. Fra la tua "personalità" e i tuoi "sentimenti" da una parte, e l'adeguamento agli standards richiesti dall'altra, quale secondo te è da prendere come un gioco di ruolo e quale come una cosa molto seria?
                  Pensaci un attimo prima di rispondere.
                  Originariamente Scritto da Careful with that
                  i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                  Originariamente Scritto da Ned Flanders
                  Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

                  Comment

                  • nahui
                    Astensionista

                    • 05/03/09
                    • 21040

                    #39
                    Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
                    Perfetto. Fra la tua "personalità" e i tuoi "sentimenti" da una parte, e l'adeguamento agli standards richiesti dall'altra, quale secondo te è da prendere come un gioco di ruolo e quale come una cosa molto seria?
                    Pensaci un attimo prima di rispondere.
                    Vabbè Bio, ma che c'entra con la sensibilità? Questo è il dramma dell'uomo moderno. Andiamo a vivere nei boschi, soli, e risolveremo il problema (forse).
                    E poi, considerando i nevrotici di cui è pieno il web, i cui discorsoni riguardo al primato della personalità sulle convenzioni alla fin fine si risolvono solo in qualche infrattata clandestina in camere d'albergo, forse portar fascine in testa è più dignitoso.
                    Ti ho risposto?
                    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                    (George Bernard Shaw)

                    Comment

                    • BiO-dEiStA
                      Eufonista
                      • 22/02/10
                      • 5403

                      #40
                      Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                      Vabbè Bio, ma che c'entra con la sensibilità? Questo è il dramma dell'uomo moderno. Andiamo a vivere nei boschi, soli, e risolveremo il problema (forse).
                      E poi, considerando i nevrotici di cui è pieno il web, i cui discorsoni riguardo al primato della personalità sulle convenzioni alla fin fine si risolvono solo in qualche infrattata clandestina in camere d'albergo, forse portar fascine in testa è più dignitoso.
                      Ti parrà strano, ma mi è capitato di fare anche quello. E ti assicuro che non è facile, soprattutto in pendio.

                      Ti ho risposto?
                      No.
                      La sensibilità c'entra eccome, ed è una brutta bestia. O impari a dominarla, o ne sei schiavo.
                      Ecco un altro problema. Chi va a vivere nei boschi da che parte sta, e perché?
                      Originariamente Scritto da Careful with that
                      i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                      Originariamente Scritto da Ned Flanders
                      Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                      • Misterikx
                        whatever..
                        • 24/03/05
                        • 15327

                        #41
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        arrivi tardi: me la lesse una mia ex prima di addormentarci, oltre 20 anni fa;
                        ora so´come ti sei "acculturato"...

                        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                        E poi, considerando i nevrotici di cui è pieno il web, i cui discorsoni riguardo al primato della personalità sulle convenzioni alla fin fine si risolvono solo in qualche infrattata clandestina in camere d'albergo, forse portar fascine in testa è più dignitoso.
                        Ti ho risposto?
                        HAI VISTO COSA SUCCEDE .. ANDARE AI RADUNI DA SOLA!?!
                        " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                        • nahui
                          Astensionista

                          • 05/03/09
                          • 21040

                          #42
                          La prossima volta metto gli occhiali da sole, così Bio non avrà modo di scrutarmi nell'anima
                          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                          (George Bernard Shaw)

                          Comment

                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70446

                            #43
                            Bio ha detto una grande verità: troppo spesso siamo il ruolo che ci appiccicano addosso, quello che gli altri vogliono da noi. Ma questo non ha a che vedere con la nostra personalità, nè con la sensibilità individuale. Questo è il fardello che più o meno tutti ci portiamo sulle spalle. La sensibilità c'è o non c'è a prescindere. Anche se dici bene, Bio: non riuscire a dominarla ti mette senza dubbio in una pessima posizione. Il problema è: come dominarla? L'unica soluzione è alzare delle barriere di insensibilità verso il mondo esterno, ma questo comunque ti porta a una freddezza e ad un cinismo che non appartengono davvero alla persona sensibile. E spesso ci si trova in equilibrio su una lama di rasoio.
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                            Comment

                            • BiO-dEiStA
                              Eufonista
                              • 22/02/10
                              • 5403

                              #44
                              Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                              La prossima volta metto gli occhiali da sole, così Bio non avrà modo di scrutarmi nell'anima
                              C'è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero.

                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                              Bio ha detto una grande verità: troppo spesso siamo il ruolo che ci appiccicano addosso, quello che gli altri vogliono da noi. Ma questo non ha a che vedere con la nostra personalità, nè con la sensibilità individuale. Questo è il fardello che più o meno tutti ci portiamo sulle spalle.
                              Il passo ulteriore è riconoscere che non siamo nemmeno la nostra personalità o la nostra sensibilità individuale. Non è facile, lo so.

                              La sensibilità c'è o non c'è a prescindere. Anche se dici bene, Bio: non riuscire a dominarla ti mette senza dubbio in una pessima posizione. Il problema è: come dominarla? L'unica soluzione è alzare delle barriere di insensibilità verso il mondo esterno, ma questo comunque ti porta a una freddezza e ad un cinismo che non appartengono davvero alla persona sensibile. E spesso ci si trova in equilibrio su una lama di rasoio.
                              Questo è un punto di vista molto comune, ma per me significa attribuire troppa importanza alla propria sensibilità, come al resto della propria persona. Non occorre essere insensibili, l'interessante è sapere come usare la sensibilità che abbiamo.
                              Si può scegliere. A riprova del fatto che la nostra sensibilità non siamo noi.
                              Originariamente Scritto da Careful with that
                              i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                              Originariamente Scritto da Ned Flanders
                              Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

                              Comment

                              • nahui
                                Astensionista

                                • 05/03/09
                                • 21040

                                #45
                                Tutto questo autocontrollo... Ne vale la pena?
                                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                                (George Bernard Shaw)

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