Divorzio e separazioni

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24587

    #46
    Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
    Emulazione? Perché mai, noi siamo noi, nel bene e nel male... ripeto, volenti o nolenti abbiamo legami vitalizi che non dipendono dalla sovrastruttura culturale (per dirla con Marx), forse è un passaggio logico arbitrario, ma ha una sua logica pensare che quelli culturali dipendano dalla preservazione di quelli naturali, sostenere che la maturità sociale ci esenta da tali legami è quantomeno ardito, io ho risposto che il rifiuto, quando ci sia possibile di tali legami, è una scelta di comodità tipica della svalutazione o trasvalutazione dei valori a sua volta tipica delle culture decadenti
    non definisci quali siano i valori, né in cosa consista praticamente la comodità;
    insomma, legittimamente critichi, ma la pars construens latita; questo è in effetti piuttosto comodo;


    La famiglia cristiana la dobbiamo a S. Paolo, di dov'era S.Paolo?
    ebreo; tu scrivevi che la famiglia cristiana ricalcava l'impianto di quella romana...


    Ah, vuoi sapere come la vedo io e se ho soluzioni pratiche...
    1) come pretendi soluzioni per questioni che non identifico come problemi
    2) io ho una mia visione e un mio modo di vivere, non pretendo certo che gli altri lo applichino, non gli piacerebbe, perciò continuerò a sorvolare sul mio impianto di valori
    però critichi come "decadente" il modo di vivere altrui; intuitivamente, si potrebbe pensare che tu possa esprimere soluzioni migliori;

    Una cosa non esclude l'altra, sono due faccie della stessa medaglia, non chiedersi più il perché delle cose (secondo la guida galattica per autostoppisti siamo nell'epoca del "dove?" e quella è la nostra domanda, le tre fasi sono il come ovvero "come facciamo a mangiare?" il perché: "perché mangiamo?" e il dove: "dove andiamo a mangiare stasera?"), però smettila di spingermi verso l'espressione di un giudizio di valore, io giudico le persone fisiche, con mucho gusto, non le condizioni generali, quelle sono quello che sono, la scelta di adagiarsi nella decadenza o combatterla sono entrambe legittime.
    continui a parlare di una misteriosa "decadenza" senza indicare né in cosa consista, né quale realistica e storica "virtù" ad essa si potrebbe contrapporre;

    Forse sì o forse no, dipende dalle persone, alcune persone sanno predersi un impegno e portarlo a termine, non è poi così difficile, lo facciamo tutti i giorni su piccole e grandi cose
    quando si prende un impegno, si dovrebbe essere in grado di conoscere il prezzo ed essere tutelati nell'adempimento; se un coniuge trascura l'altro, gli fa mancare empatia, appoggio, ascolto, magari adempiendo ad altri doveri materiali, che succede? hai 30 anni e dovresti vivere con una persona così, magari per altri 50, tenendoti lontano dalle "tentazioni"...
    certo, è un ambiente favorevole per crescere figli sani e serial killers, soprattutto nell'eventualità di dover combattere qualche guerra

    questo non l'ho capito:

    Il progressimo non è affatto rivoluzionario, tende al procedere graduale non a quello contraddistinto dagli stacchi propri delle rivoluzioni culturali o violente che siano, giustifica il potere presente e futuro in virtù del fatto che è la contunazione in progressione di quello passato.
    anche solo in modo graduale, ogni riforma cambia lo status quo e toglie dei privilegi; se togli un vitalizio o dei finanziamenti alla fondazione di un politico, io e te lo vediamo come un progresso, il politico lo vive come una sovversione rivoluzionaria del suo ordine personale;
    analogamente, il divorzio, o l'emancipazione femminile, sono vissuti come progresso da una gran parte, e come rivoluzione sovversiva da altri;

    insomma, non sono riuscito ad avere una descrizione realistica di come potrebbe realizzarsi funzionalmente una famiglia al riparo dalle decadenze d'oggidì;
    chissà perché...?
    Last edited by axeUgene; 20-07-2013, 19:44.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Doppio
      Superstite
      • 04/08/10
      • 4917

      #47
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      ebreo; tu scrivevi che la famiglia cristiana ricalcava l'impianto di quella romana...
      Era un cittadino romano di cultura sincretista romana.

      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      però critichi come "decadente" il modo di vivere altrui; intuitivamente, si potrebbe pensare che tu possa esprimere soluzioni migliori;
      Per me, non per voi, voi dovete fare la vostra di strada se vi va, io non vi aiuto di sicuro, non vi tocco nemmeno.

      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      continui a parlare di una misteriosa "decadenza" senza indicare né in cosa consista, né quale realistica e storica "virtù" ad essa si potrebbe contrapporre;
      Quante volte devo ripetere che il sistema binario bene/male è tutto vostro, io parlo del fenomeno che porterà inevitabilmente la nostra civiltà ad un punto di rottura e al suo crollo, probabilmente non lo vedremo, ma accadrà un giorno, pensare di no è negare la storia.

      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      quando si prende un impegno, si dovrebbe essere in grado di conoscere il prezzo ed essere tutelati nell'adempimento; se un coniuge trascura l'altro, gli fa mancare empatia, appoggio, ascolto, magari adempiendo ad altri doveri materiali, che succede? hai 30 anni e dovresti vivere con una persona così, magari per altri 50, tenendoti lontano dalle "tentazioni"...
      Bah questo è facile, non ho alcun bisogno di comprensione, empatia o appoggio e non c'è mai abbastanza distanza tra me e gli altri esseri umani.

      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      insomma, non sono riuscito ad avere una descrizione realistica di come potrebbe realizzarsi funzionalmente una famiglia al riparo dalle decadenze d'oggidì;
      chissà perché...?
      Perché non si può, non puoi far ringiovanire un vecchio, ma lui può opporsi al suo decadimento fisico e mentale per un certo tempo, se fa lo sforzo di mantenere corpo e mente attivi, similmente non puoi impedire che il nostro mondo vada verso la sua fine, ma magari non accettare placidamente che diventi debole, opulento e molliccio e fare nel proprio piccolo lo sforzo di rimanere in salute si può anche fare se lo si vuole, basta non essere deboli, opulenti e mollicci, ma se si vuole esserlo non sarò certo io a imporre agli altri la mia visione io vivo e lascio morire in pace la gente (salvo deriderli), quello che pretendi da me, ovvero di porre soluzioni, è contrario a ciò che sono, mi obbligherebbe ad imporre un sistema di valori che non vorrei mai fosse applicato da persone che non lo sappiano gestire, gli farebbe più male che bene, per forza mi impunto solo sulla pars detruens, è ancora tutta da fare, e tu pretendi che sia costruttivo? Una cazzo di cosa per volta ... e soprattutto la pars costruens va fatta da soli e se non si è capaci cazzi di chi non è capace.
      Non avete ancora visto niente

      Moderatore droghe

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24587

        #48
        Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
        Era un cittadino romano di cultura sincretista romana.
        la cultura della sessualità e della famiglia di Paolo era tipicamente aderente a quella ebraica, e dell'ascetismo ebraico; il matrimonio era una concessione agli istinti di natura, se proprio non si fosse riusciti ad attenersi all'astinenza; ma nelle comunità dei primi cristiani l'ascetismo e l'astinenza erano molto diffuse e predicate dai discepoli di Paolo; del resto, uno dei veri motivi delle persecuzioni era il fastidio provato dai ceti abbienti per la diffusione di idee che offrivano ai poveri motivi di reprimenda morale verso gli agiati;

        Quante volte devo ripetere che il sistema binario bene/male è tutto vostro, io parlo del fenomeno che porterà inevitabilmente la nostra civiltà ad un punto di rottura e al suo crollo, probabilmente non lo vedremo, ma accadrà un giorno, pensare di no è negare la storia.
        boh... questi vaticinii si possono fare per qualsiasi cosa, tanto nessuno ha modo di verificare;

        l'errore logico però sta nel pretendere di "fotografare" un momento ideale di una civiltà cristallizzandola; mentre la realtà storica è che le civiltà sono in continua trasformazione, solo che l'immaginario umano è il più delle volte portato a reificare, personalizzare, cercare cesure e simboli per ricondurre gli eventi complessi e pluralistici ad una logica coerente, inventandola e proiettandola in retrospettiva;
        diciamo che la Cina governerà il mondo, ma il moralista cinese potrà affermare senza tema di smentite che con l'inizio della potenza e dell'"arricchimento", comincia la débauche ed è già segnata la decadenza


        Bah questo è facile, non ho alcun bisogno di comprensione, empatia o appoggio e non c'è mai abbastanza distanza tra me e gli altri esseri umani.
        buon per te;
        poi ci sono gli altri, soggetti alla tentazione di avere rapporti umani decenti;


        Perché non si può, non puoi far ringiovanire un vecchio, ma lui può opporsi al suo decadimento fisico e mentale per un certo tempo, se fa lo sforzo di mantenere corpo e mente attivi, similmente non puoi impedire che il nostro mondo vada verso la sua fine, ma magari non accettare placidamente che diventi debole, opulento e molliccio e fare nel proprio piccolo lo sforzo di rimanere in salute si può anche fare se lo si vuole, basta non essere deboli, opulenti e mollicci, ma se si vuole esserlo non sarò certo io a imporre agli altri la mia visione io vivo e lascio morire in pace la gente (salvo deriderli), quello che pretendi da me, ovvero di porre soluzioni, è contrario a ciò che sono, mi obbligherebbe ad imporre un sistema di valori che non vorrei mai fosse applicato da persone che non lo sappiano gestire, gli farebbe più male che bene, per forza mi impunto solo sulla pars detruens, è ancora tutta da fare, e tu pretendi che sia costruttivo? Una cazzo di cosa per volta ... e soprattutto la pars costruens va fatta da soli e se non si è capaci cazzi di chi non è capace.
        io da te non pretendo nulla; ti ho sempre trovato simpatico, educato e civile; sarei stato contento di leggere commenti ragionati e costruttivi che partissero da considerazioni di valore diverse dalle mie, o che potessero integrarle nel caso di contiguità o analogia;

        a me l'argomento matrimonio/divorzio e senso di una sessualità disciplinata interessa molto, perché mi ci sono confrontato in pratica e ho sempre cercato una logica e un senso mentre vivevo le circostanze e valutavo la congruenza tra dottrine/ideologie e realtà delle persone; ma mi rendo conto che interloquire possa anche essere noioso e poco gratificante.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #49
          Non è vero, la propensione alla distruzione totale, esistono sistemi statistici per misurare, è sempre più elevata. Ancora non è possibile sapere se la soglia dell'autodistruzione è già aperta, o siamo in anticamera; ma una cosa è certa, che se continuiamo così come oggi, non c'è alcuna speranza per noi umani, né divina né scientifica.
          Non sono vaticinii ma constatazioni logiche e razionali, anche se pure i vaticinii erano razionali, perché chi diceva quello che diceva sapeva quello che diceva, come ad esempio chi vaticinava il volo degli uccelli sapeva che ciò dipendeva dal vento, ed oggi sappiamo cosa porta il vento.
          Scusa Doppio se ho preso le tue difese, ma condivido ciò che hai detto.
          Comunque per stare in tema io sono separato fuori casa.
          Last edited by crepuscolo; 20-07-2013, 22:18.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24587

            #50
            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
            Non sono vaticinii ma constatazioni logiche e razionali, anche se pure i vaticinii erano razionali, perché chi diceva quello che diceva sapeva quello che diceva, come ad esempio chi vaticinava il volo degli uccelli sapeva che ciò dipendeva dal vento, ed oggi sappiamo cosa porta il vento.
            ma che dici ???
            tutto prima o poi verrà distrutto, ma qui si parla di un rapporto di causa-effetto dell'etica della famiglia sulla civiltà; e se si attribuisce alla prima un effetto sulla seconda, la cosa andrebbe argomentata e verificata, oppure confutata;
            Crepù, sei un distruttore di civiltà
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24587

              #51
              Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
              @ dietrologo: dopo aver postato ho pensato anch'io che "frivolo" non fosse un termine calzante, ma comunque pensare alla famiglia e bloccarsi sulla coppia e su quanto possa o non possa renderci felici è un atteggiamento egoistico. Hai tirato in ballo i precetti cristiani e devo ribadire ancora che il cristianesimo non ha inventato nulla, la forma è stata assimilata dall'impero romano, tra l'altro l'ampia diffusione di culture che considerano le coppie per la vita pur non avendo nulla a che fare con il cristianesimo è evidente, sono ben poche le comunità umane che adottano forme differenti e quando lo fanno c'è quasi sempre una ragione, questo mi fa pensare che possa essere una prerogativa della specie, non che io sia un sostenitore del pensiero che vede naturale=buono tutt'altro, ma dovreste smetterla di tirare in ballo il cristianesimo per tutto, e se lo fate poi non lamentatevi se finite sempre a parlare della contrapposizione tra valori cristiani e moderni.
              qui però una puntualizzazione va fatta:

              il matrimonio indissolubile è praticamente stato inventato dal Cristianesimo, e dopo gli scismi è rimasta una prerogativa sostanzialmente esclusiva dei cattolici; il che pone in discussione anche l'idea di un'univoca radice evangelica di quel precetto;

              a parte gruppi tribali o culture marginali di cui non mi sovviene, nella storia umana antica e contemporanea, praticamente ovunque vi era una disciplina di scioglimento e/o sistemi di adattamento, e perciò l'idea che quella forma aderisca ad una condizione naturale non ha alcun fondamento;

              la controversia rispetto alla Modernità riguarda il Cattolicesimo istituzionale, non i valori cristiani, dato che la modernità stessa è il prodotto filosofico del Cristianesimo protestante e della centralità della Coscienza a fronte dell'Autorità;

              quanto ai sentimenti, la cosa più importante:
              non si può ridurre la nozione di felicità, o armonia dei sentimenti, alla nozione individuale ed "egoistica" indicata da Doppio:

              se nella famiglia viene meno l'amore, compreso quello per se stessi e per la propria dignità, la verità dei rapporti, il rispetto dei sentimenti propri ed altrui, è tutto l'edificio che viene mortificato, in tutti i sensi;
              poi, magari si può anche pensare che un mondo fondato sulla mortificazione in fondo sia più tranquillo e induca meno rimpianti, soprattutto se non si ha speranza di armonie configurate diversamente.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • efua
                Posh&Rebel
                • 07/12/11
                • 34903

                #52
                Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                [..]Il problema non è nè il matrimonio in sè nè il divorzio.
                Il punto è che se non hai voglia o non ti vedi o non credi di poter giurare, assicurare, davanti a chi ti pare, ad una persona la tua presenza finché un coccolone non ti coglierà, se non ti conosci, o non vuoi ammettere che ciò che i tuoi vorrebbero per te, che quello che la società - meglio ancora la gggente - pensi si aspetti da te, non è quello che vuoi ... Allora non c'è niente di sbagliato in una scelta diversa, che contempli l'altro e che vada incontro, ma che non vuol dire necessariamente matrimonio.
                Tanto 'sta cazzo di sicurezza che la gente cerca ossessivamente e pretende dagli altri, è la prima molla che spinge spasmodicamente molti a sposarsi.
                Non si accetta la precarietà nè la possibilità , naturale, che le cose possano finire, con o senza giuramento.
                Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                Sì, certo.
                Ma se dev'essere un'unione affettiva, se è questo il punto di partenza, non ha da subito bisogno di una tutela,che può arrivare dopo insieme ad una maggiore consapevolezza della coppia che si è formata.
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                [..]resta da spiegare l'idea di decadenza in relazione all'elasticità degli istituti famigliari, che io in realtà non vedo affatto;
                primo perché oggi i figli, di separati o meno, sono infinitamente più seguiti di quanto fossimo noi 50/60/70enni figli di coppie stabili per obbligo sociale, affidati semplicemente agli automatismi delle consuetudini sociali che non erano certo indice di particolare virtù, ma solo di impossibilità di scegliere per i più;

                [..]oltretutto, avendone esperienza diretta e indiretta da vari punti di vista, io non vedo affatto nessuna particolare leggerezza ed egoismo nelle generazioni che cercano una realizzazione nella coppia; nessuno si separa a cuor leggero e per motivi futili, e tutto l'iter, anche per gli agiati, comporta comunque grandi sofferenze e difficoltà;

                andrebbe anche osservato che la coppia, data la sperequazione nel mondo del lavoro, spesso per le donne assume un peso specifico, un'importanza maggiore in termini di realizzazione, e postulare la relativizzazione dei sentimenti in favore della stabilità della famiglia a tutti i costi significa di fatto far gravare il maggior peso della rinuncia sulle donne.
                Non ripeto a parole mie, dato che molto probabilmente non saprei fare di meglio
                -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                -Where there’s will there’s a way-

                -Work hard have fun & be nice-


                Comment

                • Bauxite
                  Cosmo-Agonica

                  • 25/12/09
                  • 36341

                  #53
                  Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
                  Non ripeto a parole mie, dato che molto probabilmente non saprei fare di meglio
                  Tu pensa che hai quotato una che non ha mai convissuto neanche, pensa te che cazzara!

                  Comment

                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #54
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    Cono, perché continui a raccontarti questa favoletta fasulla in cui contrapponi un passato virtuoso inesistente ad un presente debosciato ?
                    nel passato, si facevano esattamente le stesse cose; il matrimonio era semplicemente un contratto di utilità sociale e l'"amore" semplicemente non contemplato;

                    oggi, quella relativa libertà che critichi, ha solo tolto il velo dell'ipocrisia e, senza essere causa di nulla, registra solo la realtà dei sentimenti umani in divenire;

                    del resto, ammesso che uno pensi di aver individuato cosa sia giusto e cosa no, che Virtù ci può mai essere senza libertà di scegliere ?
                    Che sia una favoletta fasulla dovresti raccontarlo alle coppie (credenti e non credenti) che vivono insieme da decenni, che han festeggiato le nozze d'argento, d'oro e di diamante....
                    Poi, è chiaro, tutti sono liberi di scegliere.

                    "Siamo tutti sotto pressione per questa cultura del provvisorio", Una logica che fa dire: 'Io mi sposo finché dura l'amore". Oppure: "sarò suora per un pochino". Papa Francesco invita a non seguire la "cultura del provvisorio" ma quella della "scelta definitiva" i 6 mila seminaristi e novizie che ha incontrato questo pomeriggio nell'Aula Nervi.

                    "Oggi siete in festa - ha esordito Francesco - perché vivete un tempo di nozze, applaudite, fate festa. Ma quando finisce la luna di miele che succede?". Parlando a braccio, il Pontefice ha citato "un seminarista bravo che gli aveva confidato di voler servire Cristo per 10 anni e poi ricominciare". "Questo - ha affermato - è pericoloso". "Non rimprovero voi", ha detto ai giovani che hanno scelto la vita consacrata. "Rimprovero - ha spiegato - questa cultura del provvisorio che ci bastona tutti".
                    amate i vostri nemici

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #55
                      Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                      Il calo demografico era già in atto e questo perché era un'epoca decadente, la forma matrimoniale che vorresti retaggio della cristianità era romana al 100% e non pensare alle comunità rurali con i loro pater familias, pensa alla raffinata cultura cittadina, perché è in quel contesto che i romani celebravano i loro matrimoni.



                      Oh, no, io non sono mai per il ritorno salvo per quello eterno, una volta intrapersa una strada va portata avanti fino alle sue estreme conseguenze.
                      Il prograsso non lo vedo come minaccia, ma è un illusione bella e buona, lo stesso termine progressismo si riferisce ad una corrente di pensiero che ignora deliberatamente che le cose non cambiano necessariamente per il meglio.


                      Ora sei tu a traserire un immagine falsata del passato e pensi solo alle comunità rurali dove i figli erano essenzialmente forza lavoro, ci sono state città e civiltà avanzate in passato, sei davvero convinto di quello che dici? Quanto ai moderni e premurosi genitori, beh è facile quando hai le azioni spinde dal senso di colpa di non esserci abbastanza.

                      @ dietrologo: dopo aver postato ho pensato anch'io che "frivolo" non fosse un termine calzante, ma comunque pensare alla famiglia e bloccarsi sulla coppia e su quanto possa o non possa renderci felici è un atteggiamento egoistico. Hai tirato in ballo i precetti cristiani e devo ribadire ancora che il cristianesimo non ha inventato nulla, la forma è stata assimilata dall'impero romano, tra l'altro l'ampia diffusione di culture che considerano le coppie per la vita pur non avendo nulla a che fare con il cristianesimo è evidente, sono ben poche le comunità umane che adottano forme differenti e quando lo fanno c'è quasi sempre una ragione, questo mi fa pensare che possa essere una prerogativa della specie, non che io sia un sostenitore del pensiero che vede naturale=buono tutt'altro, ma dovreste smetterla di tirare in ballo il cristianesimo per tutto, e se lo fate poi non lamentatevi se finite sempre a parlare della contrapposizione tra valori cristiani e moderni.
                      Doppio, ti dico la verità: Sono commosso.
                      amate i vostri nemici

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                      • Doppio
                        Superstite
                        • 04/08/10
                        • 4917

                        #56
                        Nel complesso comunque non vedo la problematica: ci si vuole sposare? Si può. Non ci si vuole sposare? Si può. Ci si è sposati, ma non si vuole più essere sposati? Si può. Serve altro? Qualcuno vuole le congratulazioni per un divorzio ben riuscito? Beh conosco donne divorziate che lo meriterebbero. Ho solo esposto il pensiero che sia ardito parlare di maturità pensado al rigetto di forme impegnative di rapporti, riconoscere che una cosa è più grande di noi può essere una forma di maturità, certo, ma resta la maturità del saper perdere con dignità, è una maturità che umanamente apprezzo anche parecchio, ma che dal punto di vista sociale denota una tendenza alla stasi, è fin troppo ragionevole, Gorge Bernard shaw sosteneva: "L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli"
                        Non avete ancora visto niente

                        Moderatore droghe

                        Comment

                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24587

                          #57
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Che sia una favoletta fasulla dovresti raccontarlo alle coppie (credenti e non credenti) che vivono insieme da decenni, che han festeggiato le nozze d'argento, d'oro e di diamante....
                          Poi, è chiaro, tutti sono liberi di scegliere.
                          Cono, hai letto male;
                          io non ho scritto che non si possa vivere il matrimonio in quel modo;

                          ho scritto che è una favola la contrapposizione tra un preteso passato virtuoso di unioni d'amore idealizzate ed un presente di soggezione ad impulsi frivoli;

                          primo perché fino a pochi decenni fa le opzioni per la maggior parte delle persone erano inesistenti o limitatissime, e perciò poco significative quanto a virtù: se non puoi scegliere, non puoi essere virtuoso; lo diceva Kant, mica io, eh...
                          non dimenticare che la società "virtuosa" ha sempre largamente offerto con la prostituzione una via di sfogo alle tentazioni maschili, ma non a quelle delle donne; anche l'"amore", per i più, non era il sentimento romantico a cui ci riferiamo oggi, ma qualcosa di molto più rustico e poco articolato;

                          secondo di poi, perché le persone che eventualmente si separano lo fanno con grande dolore e sacrifici, morali e materiali;

                          io non sono qui a contestare gli stili di vita ed il pensiero diversi dal mio;
                          ho solo cercato di capire se quelli hanno un fondamento nella realtà media delle persone, in relazione a come si cresce, matura, si è capaci di intendere e scegliere.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24587

                            #58
                            Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                            Qualcuno vuole le congratulazioni per un divorzio ben riuscito? Beh conosco donne divorziate che lo meriterebbero.
                            solo donne ?

                            Ho solo esposto il pensiero che sia ardito parlare di maturità pensado al rigetto di forme impegnative di rapporti
                            la maturità dovrebbe essere quella di capire che i sentimenti non andrebbero inclusi tout-court nel pacchetto dell'impegno;

                            se per ipotesi si tornasse ai matrimoni combinati, per censo ed educazione, convenienza sociale, con la nozione esplicita di escludere il sentimento come elemento essenziale e con le guarentigie del caso - perché, diciamolo: per gli uomini è sempre stato meno oneroso: si andava a puttane o si aveva l'amante, senza eccessivo stigma sociale e ci si distraeva così dall'onerosità dell'"impegno"; ma nel caso delle donne... - allora l'idea forse funzionerebbe;

                            ma se si parla di "amore", allora si entra nell'equazione del caos, e la maturità consiste nella consapevolezza dell'azzardo;

                            riconoscere che una cosa è più grande di noi può essere una forma di maturità, certo, ma resta la maturità del saper perdere con dignità, è una maturità che umanamente apprezzo anche parecchio, ma che dal punto di vista sociale denota una tendenza alla stasi, è fin troppo ragionevole, Gorge Bernard shaw sosteneva: "L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli"
                            i paradossi di Shaw sono affascinanti, ma in media se cerchi di raddrizzare un guard-rail con la fiancata dell'auto, la stasi rischiano di constatarla coloro che ti vengono a raccattare nel fosso;

                            non vedo però come l'elaborazione di un'etica della famiglia che contemperi impegno e sentimenti in modo realistico possa essere concepita come decadente rispetto all'ottemperanza a regole elaborate in una società che non esiste più, e che peraltro non ha dato prova di grandi virtù.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Doppio
                              Superstite
                              • 04/08/10
                              • 4917

                              #59
                              che due palle, avevo risposto , ho cliccato su modifica per fare un aggiunta e il forum mi ha fagocitato la risposta... che voglia di riscriverlo... ma baffanculo

                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              solo donne ?
                              Gli uomini divorziati che conosco faticano a tenersi un tetto, i complimenti suonerebbero un filo derisori.

                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              la maturità dovrebbe essere quella di capire che i sentimenti non andrebbero inclusi tout-court nel pacchetto dell'impegno;
                              Forse, ma se l'amore per i figli determina un impegno vitalizio per forza di cose, quello di coppia è di serie B?


                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              se per ipotesi si tornasse ai matrimoni combinati, per censo ed educazione, convenienza sociale, con la nozione esplicita di escludere il sentimento come elemento essenziale e con le guarentigie del caso - perché, diciamolo: per gli uomini è sempre stato meno oneroso: si andava a puttane o si aveva l'amante, senza eccessivo stigma sociale e ci si distraeva così dall'onerosità dell'"impegno"; ma nel caso delle donne... - allora l'idea forse funzionerebbe;
                              Guarda, ho un amico che farà un matrimonio combinato quasta estate, oggi non c'è tutta questa coercizione (secondo me nemmeno in passato era la regola, in alcuni casi l'obbligo era forte, ma nella maggior parte si poteva pure scendere a qualche compromesso se i due non si sopportavano), comunque sembra contento... chi vivrà vedrà. Sul lato umano lo so bene io che sopportare gli stupidi umani e la loro anidride carbonica che infetta l'aria è difficile, ma che si può farci, si sopporta, sul lato sessuale, scusa sarò stupido, ma non ci arrivo, non vedo perché dovrei sentire il bisogno di un amante o di battone.



                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              i paradossi di Shaw sono affascinanti, ma in media se cerchi di raddrizzare un guard-rail con la fiancata dell'auto, la stasi rischiano di constatarla coloro che ti vengono a raccattare nel fosso;
                              E se lo si lascia rotto nel fosso magari ci finiscono in venti, ci sono molti modi di affrontare le cose, alcuni funzionano altri meno, ma non provarci nemmeno è l'opzione che per certo non appoterà alcun beneficio.

                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              non vedo però come l'elaborazione di un'etica della famiglia che contemperi impegno e sentimenti in modo realistico possa essere concepita come decadente rispetto all'ottemperanza a regole elaborate in una società che non esiste più, e che peraltro non ha dato prova di grandi virtù.
                              Per prima cosa sarei curioso di sapere chi starebbe elaborando questa nuova etica. In secondo luogo se vedi la questione di cui sopra circa l'amore di serie A e di serie B fatico a capire cosa ci sia di irrealistico nel fatto di essere in grado si prendersi un impegno che coinvolga anche il nostro lato sentimentale (che poi andrebbe analizzata per bene pure la nozione di amore=sentimento, non è affatto una cosa scontata) per tutta la vita, ci sono molti esempi in cui la cosa funziona, le percentuali non stanno messe poi così male. Io vedo decadenza nel non rischiare per la paura che qualcosa vada storto, se le percentuali fossero prossime allo 0 sarebbe saggezza, ma se sono appena decenti si tratta di codardia, e con la codardia le civiltà si fanno mangiare vive... se guardiamo al concreto la nostra ha anche una apirante al banchetto e guarda caso è forte proprio di una coesione creata anche dalla sua fede e dal suo rispetto per i dettami di una morale piuttosto dura dal nostro punto di vista... e noi non vorremmo nemmeno più tentare di tenere coeso il più semplice nucleo umano al nostro interno? Possiamo sempre contare sulla nostra superiorità militare, ma sarebbe un palliativo e soprattutto non ci piacerebbe.
                              Last edited by Doppio; 21-07-2013, 18:59.
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                              Moderatore droghe

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24587

                                #60
                                Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                                Forse, ma se l'amore per i figli determina un impegno vitalizio per forza di cose, quello di coppia è di serie B?
                                tutt'altro, anche se si tratta di sue cose completamente diverse; come dici bene in una frase successiva, bisognerebbe stabilire cosa si intenda per "amore", e questo paragone mette in evidenza la necessità;

                                personalmente sono molto propenso all'amore di coppia, lo vivo, e l'ho sempre vissuto, in un modo che, per quanto attiene all'intenzione, potrebbe tranquillamente essere definito "tradizionalista";

                                nondimeno, dopo una serie di esperienze vissute col massimo della buona fede e da persona mediamente equilibrata e di buona volontà, ho incontrato una persona che per caratteristiche umane e sensibilità si staglia in modo evidente al di sopra di tutte le altre e per la prima volta è stata in grado di suscitare una convincente propensione all'impegno; ma ciò è avvenuto ad un'età piuttosto avanzata, anche perché, una volta strutturata la personalità, sono le qualità della persona e della relazione a contare, e non la strumentalità finalizzata ad un progetto; cioè, con quella persona stai davvero bene e non è un lasciapassare per lo status di "sposato";

                                l'amore di coppia è tra soggetti autonomi e paritari, mentre quello per i figli nasce da una decisione unilaterale che comporta una responsabilità di fatto e irreversibile, che nasce da un legame necessario; sicuramente, è da considerarsi insolubile il legame necessario dei genitori separati tra loro nel prendersi cura dei figli, come impegno inderogabile;

                                ma se la condizione di coppia si è intesa come fondata su una nozione romantica di amore, variamente intesa, non mi sembra particolarmente sensato che, oltre all'impegno suddetto verso i figli, abbia una qualsiasi utilità sociale e morale la conservazione formale e materiale di una coppia che non esiste più in termini di relazione umana, che ne esclude altre;

                                Guarda, ho un amico che farà un matrimonio combinato quasta estate, oggi non c'è tutta questa coercizione (secondo me nemmeno in passato era la regola, in alcuni casi l'obbligo era forte, ma nella maggior parte si poteva pure scendere a qualche compromesso se i due non si sopportavano)
                                beh, in passato, per la quasi totalità delle persone, mancava proprio la capacità di pensare a percorsi autonomi, tante erano le gabbie educative e sociali e scarsa la consapevolezza individuale; ma in tutti gli aspetti dell'esistenza, mica solo il matrimonio, eh ! la cosa valeva, ovviamente, al quadrato per le donne;

                                ... comunque sembra contento... chi vivrà vedrà. Sul lato umano lo so bene io che sopportare gli stupidi umani e la loro anidride carbonica che infetta l'aria è difficile, ma che si può farci, si sopporta, sul lato sessuale, scusa sarò stupido, ma non ci arrivo, non vedo perché dovrei sentire il bisogno di un amante o di battone.
                                forse tu no, ma se in tutta la storia della famiglia patriarcale la prostituzione è stata istituzionalizzata e floridissima ovunque, anche sotto il diretto controllo politico del clero, vuol dire che la normale propensione naturale indicava quell'esigenza;
                                un motore a benzina può anche occasionalmente fare qualche km senza olio, ma se normalmente il regime viene lubrificato, ci sarà un motivo;



                                Per prima cosa sarei curioso di sapere chi starebbe elaborando questa nuova etica.
                                tutte quelle persone che non vogliono restare insensibili ai problemi che poni tu, e li raffrontano alla propria esperienza, magari nell'idea che sicuramente ci possa essere un senso di cui tener conto, e indicazioni per riflettere;


                                In secondo luogo se vedi la questione di cui sopra circa l'amore di serie A e di serie B fatico a capire cosa ci sia di irrealistico nel fatto di essere in grado si prendersi un impegno che coinvolga anche il nostro lato sentimentale (che poi andrebbe analizzata per bene pure la nozione di amore=sentimento, non è affatto una cosa scontata) per tutta la vita, ci sono molti esempi in cui la cosa funziona, le percentuali non stanno messe poi così male.
                                in pura teoria, si tratta solo di fatto statistico, che però andrebbe rilevato sulla realtà della condizione, non sulla forma, scorporandolo per generazioni e osservando la condizione concreta delle unioni formalmente vigenti, dove potresti trovare di tutto;

                                quello che poi andrebbe considerato davvero attentamente per concepire la sensatezza di una prospettiva come quella che contempli, è il contesto generale in cui si forma normalmente una coppia, e ci sono elementi sociali e culturali che chiaramente informano quel processo:

                                a) con l'adolescenza si manifestano impulsi e desideri sessuali;

                                b) l'educazione in generale li associa al sentimento e all'impegno, nel senso che non contempla una vera educazione al sesso ricreativo o sperimentale, che viene generalmente censurato e ostacolato, per diversi motivi;

                                c) la combinazione di queste due circostanze induce le persone giovani e con pulsioni ad identificare soggetti dai quali sono attratti come potenziali partner nell'impegno, molto sotto la comprensibile spinta del desiderio;
                                siccome si tratta di persone giovani, è estremamente probabile che manchino dell'esperienza per distinguere la realtà del carattere di quella persona dalla proiezione di qualità positive indotta dal desiderio (per questo i matrimoni combinati ed endogamici per censo e cultura/educazione sono relativamente più "efficienti" come sistema sociale);

                                a quel punto, il più delle volte intervengono condizionamenti ambientali, i genitori, gli amici già sposati che desiderano veder confermata la bontà della loro scelta con quell'emulazione, ecc... e siccome il conformismo è più facile del continuo rintuzzare prediche e consigli, e la vita può essere anche monotona, molte persone decidono di sposarsi, anche se non sono poi così convinte, perché a un certo punto, che fai ? continui a vivacchiare o "dai una svolta" e ti "sistemi"; non pochi fanno anche i figli in risposta a questa noia esistenziale e allo stallo di una condizione di coppia poco vitale;
                                a volte anche come fuga in avanti nella disperazione: se vai a vedere le inchieste sui tossici, o i disoccupati e precari cronici, emarginati di vario genere, hanno sempre figli, beata incoscienza....

                                ecco - mettendo da parte altri casi di disagio psichico peggiore e contiguo alla patologia che può emergere in seguito, come quello degli omicidi e delle violenze domestiche - siccome in una gran parte dei casi le unioni nascono in questo modo - e credo che in tantissimi siano testimoni di percorsi di questo tipo, in cui in sostanza ci si adatta e ci si fa piacere quello che si trova - ad un certo momento si decide di fare il gran passo pur di non stare da soli;
                                magari per andarsene di casa e sottrarsi al controllo dei genitori, oppure per una sorta di confronto/competizione con quelli, per dimostrare una condizione adulta ai loro occhi;

                                poi, però, se emergono incompatibilità e situazioni stressanti, per quanto si possa esercitare "efficacemente" la volontà, spesso è il corpo che si ribella, somatizza e si ammala, con nevrosi, depressioni, o peggio, ecc.;

                                andrebbe anche detto che quasi sempre nei primi anni di frequentazione, per molti motivi, si tende a dare il meglio; poi, con il raggiungimento di uno status di sicurezza, spesso ci si lascia andare, con l'età si cambia, ed emergono quelle propensioni caratteriali che lo sforzo seduttivo era riuscito ad eclissare e occultare alla valutazione del futuro coniuge; insomma, ce n'è parecchio per suggerire prudenza

                                Io vedo decadenza nel non rischiare per la paura che qualcosa vada storto, se le percentuali fossero prossime allo 0 sarebbe saggezza, ma se sono appena decenti si tratta di codardia, e con la codardia le civiltà si fanno mangiare vive... se guardiamo al concreto la nostra ha anche una apirante al banchetto e guarda caso è forte proprio di una coesione creata anche dalla sua fede e dal suo rispetto per i dettami di una morale piuttosto dura dal nostro punto di vista... e noi non vorremmo nemmeno più tentare di tenere coeso il più semplice nucleo umano al nostro interno? Possiamo sempre contare sulla nostra superiorità militare, ma sarebbe un palliativo e soprattutto non ci piacerebbe.
                                qui le considerazioni sarebbero molto complesse e articolate; anche perché i giovani delle nazioni islamiche il più delle volte sono attratti dallo stile di vita occidentale, che invece viene visto dai ceti tradizionalisti come il corruttore della loro morale e sovvertitore del loro ordine; il caso iraniano avrebbe tantissimo da raccontare, ma quelle "civiltà" sono quanto di più decadente si possa immaginare (l'Iran è uno dei paesi col maggior tasso di tossicodipendenze del mondo) per modelli sociali e di autorità; solo che noi, vedendo la determinazione dei fanatici, tendiamo ad assimilare a tutto il corpo etnico e/o religioso quella propensione, ma sbagliamo;

                                se ti riferivi ai cinesi, è ancora un'altra storia...

                                il punto secondo me è che le "guerre di civiltà", ammesso che vi siano e che abbia senso prospettarle in quel modo, di solito non le "vince" nessuno, perché - come accadde con Roma e la Grecia - si verifica una costante osmosi in cui i costumi evoluti dei decadenti vengono assunti dagli emergenti, che emergono esattamente per vivere le libertà di cui non dispongono.
                                Last edited by axeUgene; 21-07-2013, 23:36.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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