Rapporto di coppia

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  • Hortensia
    Opinionista
    • 12/01/10
    • 160

    #1

    Rapporto di coppia

    Stamattina, leggiucchiando qua e là sul web, sono incappata in questo post - che ho trovato metaforicamente calzante - all'interno di un blog e ho pensato di estenderlo qui come "discussione":

    "L'amore nelle sue forme ed espressioni più belle (quasi sempre utopistiche) e l'amore nelle sue espressioni più vere (quasi sempre di storie finite o di amori non ricambiati).
    Allora mi è venuto in mente che l'amore è quello che crea e regge il rapporto di coppia, ma il rapporto di coppia può avere tipologie differenti...
    Secondo me il rapporto di coppia dovrebbe essere un cammino da fare insieme, tenendosi per mano.
    Questa sembra una cosa molto semplice da realizzare, ma in realtà comporta un impegno ed un'attenzione costante.
    Camminare insieme vuol dire essersi incontrati lungo la strada e aver deciso di concordare la stessa meta. Questo vuol dire che, durante il viaggio, ognuno può guardare il panorama in modo diverso, ma alla fine si arriva insieme alla meta prefissata. Infatti, quello che vede chi guida l'auto è diverso da quello che vede il passeggero al suo fianco, ma il viaggio prosegue per entrambi nello stesso modo.
    Camminare insieme vuol dire regolare il proprio passo a quello dell'altro in modo da rimanere vicini durante il percorso. Questo vuol dire adattarsi alle esigenze e ai ritmi dell'altro: aumentare o diminuire la velocità della camminata e fermarsi quando il primo dei due ha bisogno di riposare. Per far questo, bisogna guardarsi continuamente, in modo da valutare la velocità dell'altro e capire per tempo le sue necessità.
    Camminare insieme tenendosi per mano è ancora di più: vuol dire rimanere sempre in contatto, assicurandosi che nemmeno la più piccola distrazione possa causare un allontanamento. Vuol dire essere sicuri che l'altro proverà a trascinarci se le nostre gambe non dovessero reggere il ritmo, ma (allo stesso tempo) essere sicuri che non si allontanerà se noi saremo costretti a fermarci bruscamente.
    Questo, secondo me, è il vero rapporto di coppia.
    A volte, invece, il rapporto di coppia è egoistico: si fa la stessa strada, ma non la si percorre insieme. E' come viaggiare su due auto diverse, nel traffico che scorre su file parallele: si sta insieme fino a quando si riesce a tenere lo stesso ritmo, fino a quando si va nella stessa direzione. Tutto finisce appena la velocità delle colonne diventa diversa: in quel caso, chi è sulla colonna che scorre camminerà avanti e l'altro rimarrà bloccato dietro. Oppure si stà insieme fino a quando entrambi decidono di fare la stessa strada: se uno vuole provare un percorso alternativo per arrivare alla stessa meta, le strade si separeranno nuovamente.
    Questi due tipi di rapporti, questi due modi di camminare sono comunque paritari: stessi diritti, stessi doveri, stesse possibilità.
    C'è poi un terzo modo di camminare insieme: su auto diverse, ma uno dietro all'altro. In questo caso, la situazione non è più paritaria perchè l'auto che segue sarà sempre costretta ad adattarsi al ritmo dell'auto che la precede e dovrà essere pronta a seguirla ogni volta che quella deciderà di cambiare strada o corsia. In questo tipo di rapporto, le cose vanno bene solo fino a quando la persona "che segue" riesce a soddisfare le esigenze e le aspettative dell'altro. Quando questo non accade, le persone si allontanano perchè il primo non guarda mai nello specchietto retrovisore. Spesso chi segue riesce ad accelerare per ridurre la distanza e così il rapporto viene ristabilito. Spesso chi segue riesce a svoltare all'ultimo minuto per seguire il compagno e continuare a stargli dietro. A volte, però, questo non succede: può capitare un semaforo che è giallo per il primo e rosso per il secondo, può capitare una svolta che non si riesce a fare all'ultimo momento e la distanza diventa talmente grande da non essere più colmabile...
    Qual è il vostro tipo di rapporto di coppia? E' quello che volete?"
    [I]"Il saggio cerca di raggiungere l
  • Misterikx
    whatever..
    • 24/03/05
    • 15327

    #2
    Originariamente Scritto da Hortensia Visualizza Messaggio
    Qual è il vostro tipo di rapporto di coppia? E' quello che volete?"
    OGNUNO A CASA SUA
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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    • nahui
      Astensionista

      • 05/03/09
      • 21040

      #3
      D'istinto ti risponderei che il mio rapporto di coppia ideale è quello "camminare insieme, mano nella mano". Poi però mi rendo conto di non essere proprio un tipo facile, perchè ho bisogno anche di molta autonomia e dei miei momenti di solitudine, salvo lamentarmi e sentirmi trascurata quando IO ho bisogno di attenzione. Sono un pò gattesca, o stronza, fate voi
      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
      (George Bernard Shaw)

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      • Baboulenka
        Opinionista
        • 25/01/09
        • 14527

        #4
        Non lo so, sono un po' confusa al riguardo a momento.
        Camminare insieme, si, quel tipo di coppia magari è quella che da un punto di vista ideale sembra essere la migliore. Eppure quante volte è possibile farlo? Ed è giusto? Si sta bene insieme solo se si intraprende la stessa strada e la si percorre insieme oppure ci si dovrebbe dare la possibilità di percorrere ognuno la sua e di scegliersi, di nuovo, di volta in volta?

        I solemnly swear that i am up to no good...

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #5
          Hortensia,
          per quanto suggestive, io sono sempre un po' scettico nei confronti delle metafore, perché finiscono inevitabilmente per dare una forma a qualcosa che forse, a quella forma, non corrisponde; è già un giudizio (a priori, direbbe qualcuno... );

          l'idea di una "meta", per esempio, introduce un finalismo che facilmente inganna;
          inganna perché è intrinsecamente incompatibile con l'ideale romantico dei "sentimenti", in cui - volenti o nolenti - siamo immersi;
          e soprattutto, perché nella vita - mi sembra - nessun domani e nessuna meta sono garantiti;

          c'è il presente, che può essere vissuto con la massima virtù e buona fede, onestà e sincerità, ma solo nella padronanza di se stessi, mai del partner;
          la stima e il piacere del confronto, anche l'esclusività e tutto il resto, devono per forza confrontarsi con una realtà esterna di corresponsione;
          altrimenti siamo nella nevrosi, che porta violenza su di sé e gli altri.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Misterikx
            whatever..
            • 24/03/05
            • 15327

            #6
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Sono un pò gattesca, o stronza, fate voi
            l´ago indicatore oscilla alternativamente da una parte all´altra senza mai fermarsi..
            " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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            • Ailis
              Banana
              • 06/05/05
              • 5301

              #7
              Io, per il momento, ho la fortuna di vivere un rapporto di coppia, in cui si affronta la vita (e i problemi che ne conseguono) l'uno accanto all'altra. Aiutandosi e supportandosi a vicenda. Se l'arrivare alla meta, è questo, allora lo vivo.
              "Nulla si sa, tutto si immagina"
              Federico Fellini

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              • Baboulenka
                Opinionista
                • 25/01/09
                • 14527

                #8
                Ma appunto, la meta quale sarebbe?

                I solemnly swear that i am up to no good...

                Comment

                • Ailis
                  Banana
                  • 06/05/05
                  • 5301

                  #9
                  io, personalmente, interpreto la "meta" come la serenità, come un equilibrio, come il "vivere" (inteso come affrontare situazioni, invecchiare, dare vita a una realtà, ecc).
                  Mobbasta però che inizio ad andare sull'astratto smielato
                  "Nulla si sa, tutto si immagina"
                  Federico Fellini

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #10
                    Tutte molto belle le metafore di Hortensia, ma ne manca una, secondo me:
                    I due passeggeri salgono insieme. Ma l'auto è guidata da Dio. Fidarsi di Lui. E' Lui che conduce il Matrimonio. In questo senso, sono chiamati ad accettare di non essere il centro e il motore del rapporto di coppia. Ci vuole molta umiltà, è chiaro.
                    Tendiamo infatti naturalmente alla coltivazione dell'io: Che l'altro ci renda culto, quotidianamente. E quando ciò non avviene, si và in crisi. A volte drammaticamente, in crisi. Come i fatti di questi giorni testimoniano.
                    amate i vostri nemici

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                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #11
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Tutte molto belle le metafore di Hortensia, ma ne manca una, secondo me:
                      I due passeggeri salgono insieme. Ma l'auto è guidata da Dio. Fidarsi di Lui. E' Lui che conduce il Matrimonio.

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Tutte molto belle le metafore di Hortensia, ma ne manca una, secondo me:
                        I due passeggeri salgono insieme. Ma l'auto è guidata da Dio.
                        Cono, non è Dio, ma la Toyota che sta sperimentando il pilota automatico, sensori & computer, ecc...

                        Tendiamo infatti naturalmente alla coltivazione dell'io: Che l'altro ci renda culto, quotidianamente. E quando ciò non avviene, si và in crisi. A volte drammaticamente, in crisi.
                        questo argomento purtroppo è come cacciare lo dimonio dalla porta e lasciargli aperta una comoda finestra;
                        infatti è anche specularmente la stessa argomentazione cui si ricorre per assoggettare l'altro, che è "egoista" e coltiva il suo "io" se non si assoggetta al mio intendimento;

                        del resto, come negare che sempre il desiderio di far coppia nasce prima di tutto da quello di realizzare il proprio io ? se il movente dell'unione è quello, è inevitabile che esso specularmente presieda ai motivi di crisi.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66024

                          #13
                          Perfetto! Il Matrimonio và dunque ripensato come realizzazione di sè stessi e dell'altro.
                          Per questo è proprio Dio a dire che "i due saranno una sola carne" e che "l'uomo non separi ciò che Dio unisce".....
                          Cosa noti? Sparisce l'individuo. E il motore...il centro....diventa la Coppia. E questa unita a Dio!

                          Uno pensa di non farcela? Non se la sente di fidarsi di altri all'infuori di sè? Non si sposi, allora. Semplicissimo.
                          amate i vostri nemici

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                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70446

                            #14
                            Anch'io vivo il rapporto di coppia come un camminare insieme, ma uno accanto all'altro, ognuno sulla propria strada su due strade che corrono parallele. Se hai bisogno dell'altro allunghi una mano e lui è lì, ma senza perdere la tua autonomia e il tuo autonomo percorso di vita. Per me il rapporto ideale di coppia è questo, non sono mai stato per la vita simbiotica.
                            Inutile per me cercare una meta, la meta è il viaggio stesso, lungo o corto che sia.
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #15
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Uno pensa di non farcela? Non se la sente di fidarsi di altri all'infuori di sè? Non si sposi, allora. Semplicissimo.
                              invece magari ci si vuole sposare, ma in un modo fondato su principi diversi dai tuoi, ritenendo diverso il senso di quelle parole, come fanno da secoli centinaia di milioni di persone;

                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                              Inutile per me cercare una meta, la meta è il viaggio stesso, lungo o corto che sia.
                              ecco, questo è un argomento sano e robusto, che condivido in toto
                              c'è del lardo in Garfagnana

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