invidia sessuale e controllo

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #1

    invidia sessuale e controllo

    dopo tanti 3ds in cui ci si è girati attorno, ne apro uno espressamente dedicato;

    posto che è assodato come la competizione sessuale sia il motore biologico della vita, che muove predilezioni e scelte, e che il potente e abbiente evidentemente ha sempre avuto più scelta e facoltà, e ciò genera inevitabilmente invidia;

    questa, l'invidia sessuale, è il prodotto di risulta di questa dinamica e la morale della continenza e della castità ne è l'espressione esplicita, che proclama come virtù la condizione di esclusione ed esprime il desiderio di imporre la castrazione delle pulsioni altrui, dopo aver constatato la propria;

    l'esortazione ad essere poveri cela anche quella alla castrazione, poiché Homo sine pecunia imago mortis, e nessuno trova attraente l'immagine della morte
    infatti, gli asceti, oltre alla povertà sono significativamente votati alla castità e in questo modo esercitano un controllo e/o si sottraggono all'ansia della competizione sessuale,
    la cosa poi può avvenire in modo discreto e privato, oppure aggressivo e castrante, colpevolizzante;

    resta il fatto che l'invidia sessuale fa capolino spesso e volentieri, e se uno ci fa caso la nota
    c'è del lardo in Garfagnana
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #2
    No, il motore biologico della vita è l'Amore, non il sesso: Si può fare sesso migliaia di volte e rimanere infelici, se non si ama.
    amate i vostri nemici

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #3
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      No, il motore biologico della vita è l'Amore, non il sesso: Si può fare sesso migliaia di volte e rimanere infelici, se non si ama.
      Cono, queste sono tue rispettabili opinioni;

      in tutto il mondo animale - esseri umani inclusi - l'istinto spinge alla competizione, che serve a migliorare la specie; non è che i cervi si pigliano a cornate "per amore", o i leoni sterminano la prole dei rivali sconfitti per far tornare in calore le femmine spinti da un sentimento elevato;

      qualsiasi essere umano normale istintivamente si dirige verso partner belli (cioè sani e forti);
      qualsiasi essere umano normale, di normali pulsioni, tende a soddisfarle il più possibile, secondo le sue capacità biologiche di gestire la situazione;
      le limitazioni che evochi sono fatti culturali, non naturali.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #4
        Ma che vuoi sapere, Axe? Se ho rosicato quando ero tutta ciccia e brufoli, e non riuscivo ad emettere fiato in presenza di esseri umani di sesso maschile? Ebbene sì, lo confesso Ho sempre invidiato la disinvoltura delle altre, non in relazione al prodotto numerico delle conquiste, ma come capacità di ottenere ciò che volevano, di auto-realizzazione. Dici che è per sublimare che mi sono buttata nello studio matto e disperatissimo? In quel campo ero capace, e mi gratificava come una seduzione.
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

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        • efua
          Posh&Rebel
          • 07/12/11
          • 34901

          #5
          Nahui
          Per me le cose furono leggermente diverse nel senso che intorno a me non c'erano tutte ste femmine capaci, tantomeno sti maschi alfa che s'aggiravano come squaletti, diciamo che ci trovavamo in una sorta di pantano in cui eravamo tutti bene o male beta
          A qualche alfa io non piacevo, allo stesso modo in cui lui non piaceva a me e non per risposta al fatto che potessi non essere gradita ma perche' forse gli alfa di quelle terre erano alfa di serie b, un poco come la classe delle uova
          Vedendo che tutto cio' che gravitava intorno al mondo sessualo non mi soddisfaceva mi diedi al mondo contemplativo dello studio, in cui mi sono caricata moltissimo, prosciugate tutte le forze psicologiche nello sforzo, per non concludere alla fine un caxxo ma vabbe'
          -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

          -Where there’s will there’s a way-

          -Work hard have fun & be nice-


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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #6
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Ma che vuoi sapere, Axe? Se ho rosicato...
            no, no....
            non mi interessano le esperienze personali dirette;

            solo le riflessioni sul senso nascosto della "virtù" e della relativa morale, alla luce dell'evidenza per cui la competizione sessuale è il sistema biologico che regola l'evoluzione;

            se io tolgo asimmetricamente le penne della ruota di un pavone, quello magari vive, ma a causa del disegno asimmetrico non verrà prescelto dalla femmina e non si riprodurrà;

            se io tolgo ai pavoni umani le loro "penne", li mortifico, ottengo lo stesso effetto castrante;
            e siccome tutta la morale - per la gente comune - tende a quella mortificazione, viene spontaneo pensare che il movente sotteso sia la mortificazione ed il controllo dell'altrui potenza sessuale;

            l'idea è che questo sentimento di controllo, che diventa invidia nel raffronto quotidiano, trovi un profondo radicamento e presieda in modo molto pronunciato alla dialettica morale, apparentemente riferita ad attributi secondari - le penne, appunto, variamente intese - ma in sostanza riconducibile al fine primario di castrare o altrimenti controllare la sessualità altrui;

            in natura, gli esseri nascono, e non dipende da loro; muoiono, e probabilmente eviterebbero, se dipendesse da loro;
            e la terza cosa rilevante che fanno è riprodursi, secondo certe modalità; è improprio pensare che questa funzione abbia una grande rilevanza come movente dell'agire umano e nella creazione delle regole morali e sociali ?
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Bauxite
              Cosmo-Agonica

              • 25/12/09
              • 36341

              #7
              Non mi sono data allo studio compulsivo sostitutivo.
              Non mi sono data a droghe né all'alcol.
              Al massimo leggevo, ascoltavo musica che credo rientri nel classico comportamento dell'adolescenza.

              Quando ero adolescente grassa e incazzata capivo benissimo il motivo per cui "le altre sì e io no", trovavo ragionevole che ad effondersi in pomiciamenti e maneggiamenti fossero altre ragazze. Il sesso non mi incuriosiva, ma altre dinamiche sì.
              Non mi spiegavo semplicemente il perché mi sembrassero tutte così naturali e a loro agio; perché di loro ci si innamorava e perché fossero prese in considerazione anche quando non erano particolarmente brillanti.
              Le risposte che mi davo variavano da : 1) non sono me a 2) io non sono loro.

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              • Bauxite
                Cosmo-Agonica

                • 25/12/09
                • 36341

                #8
                Ah, mi sa che non ho capito l'intento del thread.
                Pardon.

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                • nahui
                  Astensionista

                  • 05/03/09
                  • 21040

                  #9
                  Gli uomini pensano sempre a spe-culare, sti scostumati...
                  Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                  (George Bernard Shaw)

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #10
                    Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                    Ah, mi sa che non ho capito l'intento del thread.
                    Pardon.
                    no, decisamente siete tutte partite in tromba con le confessioni personali, ma il senso che volevo dare era tutt'altro;

                    provate a fare questo semplice esercizio:
                    quando qualcuno esprime precetti morali, dice "fate così, e non cosà", provate a sostituire nel fumetto le parole: "sii, modesto, mortificati, non essere sessualmente attraente, non trombare", e considerate se il pensiero si attaglia o meno alla personalità, ai veri sentimenti e alle motivazioni del moralista in relazione alla sua felicità sessuale;

                    così, tanto per distinguere se si tratta di qualcuno che vi vuole davvero soddisfatti in modo equilibrato e sostenibile, oppure solo di qualcuno che dà buoni consigli non potendo dare il cattivo esempio
                    magari, incidentalmente, ci sta che la dissezione faccia scoprire anche qualche dettaglio rivelatore su ciò che si pretende essere "amore", a vario titolo, di amicizia, amanza, genitoranza, ecc.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • efua
                      Posh&Rebel
                      • 07/12/11
                      • 34901

                      #11
                      Gli uomini pensano sempre ad incornarne quante piu' possibile, altroche'
                      -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                      -Where there’s will there’s a way-

                      -Work hard have fun & be nice-


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                      • Doppio
                        Superstite
                        • 04/08/10
                        • 4917

                        #12
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        dopo tanti 3ds in cui ci si è girati attorno, ne apro uno espressamente dedicato;

                        posto che è assodato come la competizione sessuale sia il motore biologico della vita, che muove predilezioni e scelte, e che il potente e abbiente evidentemente ha sempre avuto più scelta e facoltà, e ciò genera inevitabilmente invidia;

                        questa, l'invidia sessuale, è il prodotto di risulta di questa dinamica e la morale della continenza e della castità ne è l'espressione esplicita, che proclama come virtù la condizione di esclusione ed esprime il desiderio di imporre la castrazione delle pulsioni altrui, dopo aver constatato la propria;

                        l'esortazione ad essere poveri cela anche quella alla castrazione, poiché Homo sine pecunia imago mortis, e nessuno trova attraente l'immagine della morte
                        infatti, gli asceti, oltre alla povertà sono significativamente votati alla castità e in questo modo esercitano un controllo e/o si sottraggono all'ansia della competizione sessuale,
                        la cosa poi può avvenire in modo discreto e privato, oppure aggressivo e castrante, colpevolizzante;

                        resta il fatto che l'invidia sessuale fa capolino spesso e volentieri, e se uno ci fa caso la nota
                        Uff... sto scrivendo una tesi su Nietzsche e il termine di potenza mi rimbomba fino alle viscere... se lui fosse qui probabilmente ti direbbe con fare cortese che quella che stai indicando come potenza è solo una potenza mondana ben lontana dalla vera volonta di potenza che spinge l'uomo oltre se stesso per giungere alla propria piena espressione... la faccenda di invidia e virtù invece è perfettamente in linea con il rissentiment che permea i cosiddetti ideali ascetici.

                        Ma sulla morte devo proprio dissentire, quasi tutti vivono una certa ambivalenza nei confronti della morte, salvo una terza specie umana che semplicemente si rifiuta di elaborare la sua esistenza, ma è una fase transitoria, prima o dopo ci si deve pur accorgere della propria temporaneità. Come elemento ineluttabile non manca affatto di fascino, la morte è bella e terribile, un soggetto perfetto per gli artisti... che puta caso sono tra gli uomini dotati di quella vera volontà di potenza di qui sopra (tempo fa volevo sottoporvi la morte come argomento di discussione, ma non ho voluto farvi fare troppi scongiuri).

                        Occhio solo a perdersi troppo circa un ipotetico uomo in stato di natura animalizzato, nessuno l'ha mai visto e nessuno lo vedrà mai, la natura umana ha insita quella complessità che supera la mera animalità, per semplificare lo faccio anch'io a volte, ma non è corretto guardare agli umani e pensare ai lupi più di quanto non sia guardare ai lupi e pensare alle formiche, ci sono tratti di similitudie, ma è nelle differenze che vanno cercate le risposte a chi siamo, altrimenti rispondiamo sempre e solo a chi saremmo se...
                        Non avete ancora visto niente

                        Moderatore droghe

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                        • efua
                          Posh&Rebel
                          • 07/12/11
                          • 34901

                          #13
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          no, decisamente siete tutte partite in tromba con le confessioni personali, ma il senso che volevo dare era tutt'altro;

                          provate a fare questo semplice esercizio:
                          quando qualcuno esprime precetti morali, dice "fate così, e non cosà", provate a sostituire nel fumetto le parole: "sii, modesto, mortificati, non essere sessualmente attraente, non trombare", e considerate se il pensiero si attaglia o meno alla personalità, ai veri sentimenti e alle motivazioni del moralista in relazione alla sua felicità sessuale;

                          così, tanto per distinguere se si tratta di qualcuno che vi vuole davvero soddisfatti in modo equilibrato e sostenibile, oppure solo di qualcuno che dà buoni consigli non potendo dare il cattivo esempio
                          magari, incidentalmente, ci sta che la dissezione faccia scoprire anche qualche dettaglio rivelatore su ciò che si pretende essere "amore", a vario titolo, di amicizia, amanza, genitoranza, ecc.
                          Questo esercizio lo compio sempre tutte le volte che mi catapulto nel mio splendido luogo che mi diede il latte e leggo proprio gli atteggiamenti delle persone che si protendono nello sbracciarsi nel dare consigli del buon vivere e del cosa perseguire.
                          Per quanto mio padre sia stata pure una persona piuttosto illuminata questi atteggiamenti "inquadranti e incanalanti" li ho sempre letti pure nei "suoi insegnamenti".
                          Sempre prodighi di consigli: "Pensa a studiare che e' la cosa veramente importante, per tutto il resto c'e' tempo".
                          Si pure a mori' dovrebbe esserci tempo
                          Che cagate, devi vivere e basta, come se stessi crepando domani.
                          -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                          -Where there’s will there’s a way-

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                          • Misterikx
                            whatever..
                            • 24/03/05
                            • 15327

                            #14
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio

                            in natura, gli esseri nascono, e non dipende da loro; muoiono, e probabilmente eviterebbero, se dipendesse da loro;
                            e la terza cosa rilevante che fanno è riprodursi, secondo certe modalità; è improprio pensare che questa funzione abbia una grande rilevanza come movente dell'agire umano e nella creazione delle regole morali e sociali?
                            a riprodursi bisogna essere in due ed ecco quindi che entra in campo l´altro..
                            da qui nasce la socialita´,la moralita le regole e rituali a seconda della fantasia chi piu ne ha piu ne mette senza necessariamente "scomodare" la competizione o le "penne",basti vedere i matrimoni combinati quando una bambina e´gia´ predestinata(volevo quasi dire prenotata) dalla famiglia affine che ha gia pronto il pupillo da covolare a nozze,nel prossimo futuro(ovviamente spero)
                            " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #15
                              Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                              Uff... sto scrivendo una tesi su Nietzsche e il termine di potenza mi rimbomba fino alle viscere...
                              ...
                              Occhio solo a perdersi troppo circa un ipotetico uomo in stato di natura animalizzato, nessuno l'ha mai visto e nessuno lo vedrà mai, la natura umana ha insita quella complessità che supera la mera animalità, per semplificare lo faccio anch'io a volte, ma non è corretto guardare agli umani e pensare ai lupi più di quanto non sia guardare ai lupi e pensare alle formiche, ci sono tratti di similitudie, ma è nelle differenze che vanno cercate le risposte a chi siamo, altrimenti rispondiamo sempre e solo a chi saremmo se...
                              ovviamente, in un forum generalista si va per approssimazioni e spunti di questo tipo;
                              Nietszche era un filosofo, e popperianamente, negando loro il crisma della scientificità, potremmo definire tali anche Freud, Adler (a proposito di volontà di potenza) e Reich, che tuttavia sarebbe lecito chiamare in causa;

                              io ho solo osservato un aspetto generale, modellato su una proprietà transitiva:
                              a) mortificazione = castrazione, almeno in via generale;

                              b) morale = mortificazione, almeno, in via generale, del perseguimento della potenza sessuale, più o meno mediata da attributi significanti;

                              quindi, c) morale = castrazione tendenziale, controllo della sessualità altrui;

                              il cui corollario è la propensione a camuffare da morale e probità anche il sentimento di invidia sessuale generato dal raffronto, che, in quanto invidia, non può riscuotere una patente sociale di sentimento nobile.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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