invidia sessuale e controllo

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #31
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    L'Uomo non è come il pavone evocato da Axe. Ma molto, molto di più.
    Cono, se fosse come dici tu, le belle ragazze giovani e desiderate si dovrebbero innamorare indifferentemente dei loro coetanei belli e dei cinquantenni impiegatini delle poste calvi e con la panzetta (ma li sposano se miliardari), e gli uomini belli e potenti delle bruttarelle della porta accanto;
    invece non accade mai; perché ? esattamente perché la natura ci ha selezionato proprio come con i pavoni, per rendere più forte la specie; ovviamente anche queste strategie sono più complesse e variate, ma il tema è quello, perché siamo dotati di istinti analoghi, ci piacciano o meno;

    che tu dica che l'uomo è "di più" è una tua rispettabile e condivisibile opinione e anche un precetto, nel senso di "dovrebbe essere considerato di più";
    ma non c'entra molto con la questione di cui parliamo, in cui non si dice "cosa si dovrebbe fare o pensare", ma si osserva che cosa accade
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Doppio
      Superstite
      • 04/08/10
      • 4917

      #32
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      ma che c'entra questo con le propensioni autentiche ?
      chi ha potuto, anche nel passato remoto, quando non c'erano pubblicitari, si è ritagliato ampi spazi di libertà sessuale, spesso negandola agli altri; questa cosa la dimentichi sempre...
      oltretutto, anche nel mondo animale c'è questa competizione;
      Vivi da animale se credi, io sono un essere umano.

      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      ma quando mai... anche questa è un'ideologia come le altre, e anche questa può essere tacciata di essere illusione, la validità delle proprie azioni farà comunque riferimento ad un'etica, che non può essere autoriferita come se tu fossi nato per partenogenesi su un'isola deserta;
      E perchè mai?

      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      quello che racconti tu dei vacanzieri è solo il risultato dello scimmiottamento di quel comportamento, indice del "vorrei ma non posso"; sono uova di lompo del supermercato
      ma anziché criticare la mia osservazione, la conferma esattamente;
      Infatti era quello che dicevo, non c'è affatto una veste diversa, a meno che la veste diversa dipenda semplicemente dal fatto di essere uno che può, ma allora sei tu che parli di un elite di pochi o pochissimi, se ne fai parte auguri e usa contraccettivi, ma buona parte di noi sono comuni mortali, se siamo deboli cercheremo di omologarci con alterni risultati, ma l'omologazione non fa per me, non ho nemmeno passato la revisione.

      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      ma cosa sono questi esempi estremi e forzati dei vacanzieri ?
      Hai chiesto tu un esempio... faccio quello che posso.
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      perché devi ricondurre tutto alla schiavitù nei confronti di presunte ideologie quando è evidente dalla notte dei tempi che l'uomo ha sempre perseguito la maggior libertà possibile ? dai sovrani poligami, satrapi vari, alle vite libertine di tutti i potenti, lo ius primae noctis, le libertà codificate di tutte le classi agiate e sacerdotali, fino a quelle degli agiati di oggi;
      Non sempre e comunque, Giulio Cesare era noto per la morigeratezza dei costumi al contrario di Nerone... entrambi senza dubbio potenti, ma quale dei due si è consegnato alla storia con un immagine di grandezza? La storia è piena di esempi come questi, quasi tutti i condottieri hanno vissuto da cani rispetto alle possibilità che avrebbero avuto per il loro rango, ma hanno cercato la grandezza altrove che nel piacere. I potenti che si sono ingrassati tra orge e vino hanno lasciato il tempo che hanno trovato, se l'albero si riconosce dai frutti l'albero del nulla cosa vale?
      Non avete ancora visto niente

      Moderatore droghe

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      • Doppio
        Superstite
        • 04/08/10
        • 4917

        #33
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Molto bene! Si è davvero LIBERI quando diveniamo capaci di disciplinare i nostri istinti: L'Uomo non è come il pavone evocato da Axe. Ma molto, molto di più.
        Cono, cono, forse non hai notato che ne avevo anche per te, sei l'altro lato dello specchio, ma da questo lato è fin troppo facile infrangerlo e io non sparo sulla croce rossa... a meno che sia in cerca di morfina.
        Non avete ancora visto niente

        Moderatore droghe

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #34
          Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
          Vivi da animale se credi, io sono un essere umano.
          stai tranquillo, gli istinti li hai anche tu, ed è umano sia decidere di combatterli che di assecondarli;

          E perchè mai?
          per lo stesso motivo per cui tu attribuisci arbitrariamente l'eterodirezione alle scelte altrui, mentre ti asserisci indipendente da ogni influenza, che invece esiste a fortiori nella natura sociale umana, perché nasci e vieni cresciuto secondo regole di chi ti ha preceduto, e rispetto alle quali ti poni di fatto in relazione, senza esserne indipendente;


          Infatti era quello che dicevo, non c'è affatto una veste diversa, a meno che la veste diversa dipenda semplicemente dal fatto di essere uno che può, ma allora sei tu che parli di un elite di pochi o pochissimi, se ne fai parte auguri e usa contraccettivi, ma buona parte di noi sono comuni mortali, se siamo deboli cercheremo di omologarci con alterni risultati, ma l'omologazione non fa per me, non ho nemmeno passato la revisione.
          vabbè, mi hai citato solo una variante di Fantozzi, il modello soccombente consolato con l'aglietto: embè ?

          Non sempre e comunque, Giulio Cesare era noto per la morigeratezza dei costumi al contrario di Nerone... entrambi senza dubbio potenti, ma quale dei due si è consegnato alla storia con un immagine di grandezza?
          Giulio Cesare era morigeratamente pederasta, come peraltro costume abituale a Roma, ma soprattutto in età imperiale;
          ma, a parte questo, che c'entra la grandezza ora ?

          La storia è piena di esempi come questi, quasi tutti i condottieri hanno vissuto da cani rispetto alle possibilità che avrebbero avuto per il loro rango, ma hanno cercato la grandezza altrove che nel piacere. I potenti che si sono ingrassati tra orge e vino hanno lasciato il tempo che hanno trovato, se l'albero si riconosce dai frutti l'albero del nulla cosa vale?
          ma qui stai travisando proprio tutto il senso della discussione, inserendo elementi valutativi di merito e ideologici che non c'entrano davvero nulla, dato che io non ho detto che chi scopa di più è migliore, un aristos, bensì la relazione inversa, e cioè che nella quasi totalità di casi l'arbitrio del potere ha consentito l'individuazione di quella che è la preferenza istintiva, ossia la pluralità;

          restando terra terra e senza fare tanta filosofia, ribadisco:

          quando un grand'uomo di successo, ma dalla vita sessuale molto limitata in termini quantitativi si confronta in gruppo con dei pirla qualsiasi che però hanno avuto molte donne, o più belle e prestigiose, improvvisamente si sente smarrito come un bambino o come l'ultimo dei suoi fattorini, si azzera e gli rode il culo, tantissimo, diventa nervoso, aggressivo, perché in quel momento non conta più un caxxo tutto quello che è abituato a pensare di essere, dato che in quella competizione che si materializza arriva ultimo, ed è costretto a prenderne atto e torna a sentirsi l'homunculus che non piace, nonostante tutti gli sforzi per il successo; una frustrazione difficilmente sostenibile;

          figuriamoci se poi, invece di essere l'uomo di successo, è lo stesso Fantozzi... minimo diventa un pasdaran

          perché il successo maschile, scontati i vari percorsi sociali a funzione di protesi ed eventuali sublimazioni, si misura da sempre sull'attitudine riproduttiva con una molteplicità di femmine, che infatti è l'istinto assecondato da chi può;

          questa cosa fa emergere la nozione che il raffronto con la sessualità altrui è da sempre fonte di insicurezza e invidia, e che i sistemi morali che disciplinano la sessualità o comportamenti correlati inevitabilmente incorporano questi sentimenti;

          perciò, quando sento qualcuno che predica costumi castigati secondo la sua propria nozione di opportunità, mi insospettisco sempre e penso alla strofa di De André dei "buoni consigli e del cattivo esempio".
          Last edited by axeUgene; 16-08-2013, 23:48.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Doppio
            Superstite
            • 04/08/10
            • 4917

            #35
            Puntino sulla i... Giulio Cesare fu fuori dalla realtà imperiale, non fu nemmeno imperatore. Cosa c'entri la grandezza non mi pare poi tanto difficile, non può essere tutta una questione di una morale dettata dall'invidia dei perdenti se il semplice fatto di darsi una regolata sia un elemento che conferisce ad una persona un valore maggiore rispetto a chi decide invece di abbandonarsi agli istinti e li lascia vivere al suo posto. Non lo accetterai, visto che mi hai cassato come un sofisticato dilemma la fondamentale distinzione tra il rifiuto e il autocontrollo (che poi non ha tutta questa sofisticazione), gli istinti non si combattono o si assecondano soltanto, è ben diversa la terza via quella di riconoscerli, farli propri ed indirizzarli nella direzione che si ritiene migliore. Che il numero di partner sessuali configuri un uomo come vincente è un fatto che non vedo affatto così evidente, anzi, spesso e volentieri determina un livello di selezione che se dobbiamo proprio vederla in temini istintuali evolutivi è perdente. Posso anche credere che nel dissenso ad una scelta edonista ci sia tra le concause l'atteggiamento dettato dall'invidia, ma non può certo essere l'unico, e nemmeno il più forte. Vabbeh, io prendo il volo e ti lascio senza un contradditorio per una settimana... salut.
            Non avete ancora visto niente

            Moderatore droghe

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #36
              Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
              Puntino sulla i... Giulio Cesare fu fuori dalla realtà imperiale, non fu nemmeno imperatore.
              infatti, la precisazione l'avevo fatta esattamente per questo, per sottolineare che la pederastia non era ancora così di moda a Roma;

              Cosa c'entri la grandezza non mi pare poi tanto difficile, non può essere tutta una questione di una morale dettata dall'invidia dei perdenti se il semplice fatto di darsi una regolata sia un elemento che conferisce ad una persona un valore maggiore rispetto a chi decide invece di abbandonarsi agli istinti e li lascia vivere al suo posto. Non lo accetterai, visto che mi hai cassato come un sofisticato dilemma la fondamentale distinzione tra il rifiuto e il autocontrollo (che poi non ha tutta questa sofisticazione), gli istinti non si combattono o si assecondano soltanto, è ben diversa la terza via quella di riconoscerli, farli propri ed indirizzarli nella direzione che si ritiene migliore. Che il numero di partner sessuali configuri un uomo come vincente è un fatto che non vedo affatto così evidente, anzi, spesso e volentieri determina un livello di selezione che se dobbiamo proprio vederla in temini istintuali evolutivi è perdente. Posso anche credere che nel dissenso ad una scelta edonista ci sia tra le concause l'atteggiamento dettato dall'invidia, ma non può certo essere l'unico, e nemmeno il più forte.
              la motivazione "edonista" la attribuisci tu, e crei tutto un quadretto ideologico che già implica risposte;

              io distinguo solo tra coloro che sono in condizione di assecondare l'istinto, e gli altri che vorrebbero ma non possono; e rosicano, anche perché le grandezze che eventualmente - e assai raramente -perseguono sono postume, oppure lasciano quello stesso vuoto di insicurezze che viene colmato con ideologie succedanee di potenza;

              io non sto dicendo che il numero di partner sessuali configuri oggettivamente un uomo come vincente - che ha un senso solo a partire da un'ideologia determinata - ma che nella quasi totalità dei casi la percezione degli insicuri è questa, e genera complessi di inferiorità correlati ad una realtà istintiva, non ad un'ideologia, che qui non c'entra nulla.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #37
                Si potrebbe dire che il vincente ha semplicemente la possibilità di scegliersi lo stile di vita e, qualunque sceglie, resta vincente, ciò difficilmente lo rende un censore peloso della vita altrui essendo appagato del proprio.
                I perdenti si fanno forza in gruppo elargendo gratuitamente buoni consigli su ciò che non sono stati buoni a fare in proprio, ma riprogettando il mondo si sentono pure loro dei semidei, per quel che gli vale.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66024

                  #38
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  Cono, se fosse come dici tu, le belle ragazze giovani e desiderate si dovrebbero innamorare indifferentemente dei loro coetanei belli e dei cinquantenni impiegatini delle poste calvi e con la panzetta (ma li sposano se miliardari), e gli uomini belli e potenti delle bruttarelle della porta accanto;
                  invece non accade mai; perché ? esattamente perché la natura ci ha selezionato proprio come con i pavoni, per rendere più forte la specie; ovviamente anche queste strategie sono più complesse e variate, ma il tema è quello, perché siamo dotati di istinti analoghi, ci piacciano o meno;

                  che tu dica che l'uomo è "di più" è una tua rispettabile e condivisibile opinione e anche un precetto, nel senso di "dovrebbe essere considerato di più";
                  ma non c'entra molto con la questione di cui parliamo, in cui non si dice "cosa si dovrebbe fare o pensare", ma si osserva che cosa accade
                  E che cosa accade, carissimo? Forse facciamo all'amore come lo fanno gli animali? Certo che no: In quel momento entrano in ballo non solo i nostri corpi, ma anche le componenti emotive, psicologiche, culturali.....entra in ballo TUTTO, di noi. E' questo che rende l'uomo un unicum irripetibile in natura: La sua capacità di ordinare le sue azioni non solo in base all'istinto. Ma anche e soprattutto secondo la sua morale, etica...coscienza.
                  amate i vostri nemici

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #39
                    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                    E che cosa accade, carissimo? Forse facciamo all'amore come lo fanno gli animali? Certo che no: In quel momento entrano in ballo non solo i nostri corpi, ma anche le componenti emotive, psicologiche, culturali.....entra in ballo TUTTO, di noi. E' questo che rende l'uomo un unicum irripetibile in natura: La sua capacità di ordinare le sue azioni non solo in base all'istinto. Ma anche e soprattutto secondo la sua morale, etica...coscienza.
                    Cono, sei OT; questa cosa che dici riguarda un aspetto diverso, ossia la proiezione di cui individualmente rivestiamo ciò che viviamo;

                    e non cambia il fatto che è l'istinto a modulare le scelte e le predilezioni, da sempre; e quelle componenti emotive, psicologiche e culturali si sono modellate e adattate a quelle esigenze; evolvendosi nel tempo, ma sempre funzionali all'istinto di specie.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66024

                      #40
                      Polo nord e polo sud: Ci separa un abisso. Amen.
                      amate i vostri nemici

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #41
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Polo nord e polo sud: Ci separa un abisso. Amen.
                        guarda che io descrivo fatti, come li studia la scienza, la biologia, l'antropologia, la sociologia, non mie opinioni;

                        se a te la realtà non piace, è perfettamente lecito, ma non la cambia di certo.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • Baboulenka
                          Opinionista
                          • 25/01/09
                          • 14527

                          #42
                          OT: Non vorrei si pensasse che in sociologia viene dato per vero il fatto che la realtà sia una e sia oggettiva. Non è affatto così, anzi, correnti relativamente recenti parlano della realtà come un qualcosa di soggettivo che dipende e prende forma dalla "definizione delle situazioni" del singolo individuo e quindi della realtà "percepita".
                          La descrizione dei fatti è più legata ad una concezione tradizionale della sociologia di stampo durkheimiano, tutt'ora validissima, ma non è l'unica concezione usata o considerata valida.

                          I solemnly swear that i am up to no good...

                          Comment

                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #43
                            Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza Messaggio
                            OT: Non vorrei si pensasse che in sociologia viene dato per vero il fatto che la realtà sia una e sia oggettiva. Non è affatto così, anzi, correnti relativamente recenti parlano della realtà come un qualcosa di soggettivo che dipende e prende forma dalla "definizione delle situazioni" del singolo individuo e quindi della realtà "percepita".
                            La descrizione dei fatti è più legata ad una concezione tradizionale della sociologia di stampo durkheimiano, tutt'ora validissima, ma non è l'unica concezione usata o considerata valida.
                            sì, ma qui si tratta di affiancare nozioni sociologiche a quelle antropologiche e biologiche;

                            l'equivoco sa nel fare tutto un pappone delle circostanze di relazione, quando l'oggetto da identificare è l'influenza delle preferenze istintive nella selezione e sopravvivenza del genere umano;

                            se mettiamo un bambino di o anni di fronte ad una fetta di torta al cioccolato e ad un piatto di amara cicoria, 99 volte su cento, e forse anche la centesima, egli preferirà la prima; perché ?

                            perché la selezione naturale ha favorito la predilezione per il dolce, fonte di calorie indispensabili e rare per quasi tutto l'arco della storia umana, mentre, guardacaso, i veleni sono spessissimo amari, e ciò ha selezionato l'avversione all'amaro facendo sopravvivere coloro che ne avevano istinto;

                            analogamente, la preferenza per partner giovani e belli, la generale identificazione della bellezza con la salute, mostrano come la cultura si sia strutturata per incorporare gli istinti utili alla procreazione, e così la preferenza per la molteplicità degli accoppiamenti, dato che, oltre al numero, anche un patrimonio genetico della prole più vario comporta maggiori probabilità di sopravvivenza;

                            infatti, la facoltà di riservarsi questo privilegio è sempre stata appannaggio dei ceti abbienti e potenti che ne hanno coltivato l'arbitrio.
                            c'è del lardo in Garfagnana

                            Comment

                            • nahui
                              Astensionista

                              • 05/03/09
                              • 21040

                              #44
                              Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                              ... o in campo medico dove è nata la figura del sessuologo (che si trovino un lavoro di giorno).
                              Premesso che in genere trovo insopportabili e cialtroni gli psico-sessuologi televisivi...
                              Ma dai, quanto accanimento, poveri sessuologi... Il sesso è una forma di comunicazione, specialmente all'interno della coppia, e mi sembra naturalissimo che si sia sviluppata una branca della psicologia destinata ad aiutare chi manifesta problemi in questo tipo di comunicazione.
                              Poi, opinione personale, credo che la maggior parte dei problemi che portano le coppie dai sessuologi siano appunto le nevrosi derivanti dal carattere artificiosamente monogamo della coppia moderna rispetto alla libertà di accoppiamento richiesta dallo stato di natura.
                              Ma io sono come il buon Ferrini, eh: non capisco, ma mi adeguo!!!
                              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                              (George Bernard Shaw)

                              Comment

                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24578

                                #45
                                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                                Poi, opinione personale, credo che la maggior parte dei problemi che portano le coppie dai sessuologi siano appunto le nevrosi derivanti dal carattere artificiosamente monogamo della coppia moderna rispetto alla libertà di accoppiamento richiesta dallo stato di natura.
                                non so...
                                posto che credo anche io che la monogamia sia una scarpa strettina, i problemi di coppia mi sembrano più dovuti ad un malassortimento originario che è perfettamente compreso a livello istintivo, ma rimosso nella comunicazione; il che richiede interventi esterni a sbloccare, che possono essere le avventure o gli psicologi;

                                le coppie bene assortite, nel senso di funzionalmente complementari, trovano naturalmente modi per adattarsi alle circostanze, almeno per lunghi periodi di tempo, e anche nel conflitto permanente.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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