In un certo qual modo si e non credo fossero casuali i riferimenti al libero amore, senza tante scelte, dell'epoca sessantottina.
La liberazione dei proletari del sesso, che passato il vento divino sono tornati nella valle di lacrime fra pianti e lamenti privati, con tante dichiarazioni pubbliche.
Purtroppo l'accontentarsi non è il massimo, dovendo fare buon viso a cattivo gioco, simile alla tolleranza tanto promossa, ma che alla fine significa sopportare con rassegnazione sperando che si tolga di torno il prima possibile.
Fra dominatis
, eterni aspiranti dominus almeno di riserva, poi ci si consola e di mal comune si fa mezzo gaudio pensando che fra i ciechi un orbo è superman, un imbroglio sociale che però per i più difficilmente imbroglia se stessi.
Concetti che poi valgono su tante cose per non dire tutte, però in alcuni settori la bruciatura scotta di più e si sogna di essere il brutto anatroccolo, o meglio un montegristo che un giorno pareggia la contabilità sociale, favole che per questo hanno avuto tanto successo.
In alcuni casi da li sorge la spinta disperata a spiccare in altro e in parte ci si compensa.
Cosa vuol dire avere
un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente,
o la curiosità
di una ragazza irriverente
che si avvicina solo
per un suo dubbio impertinente:
vuole scoprir se è vero
quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti
della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù
la più indecente.
Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore toppo,
troppo vicino al buco del culo.
Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami.
diventai procuratore
per imboccar la strada
che dalle panche d'una cattedrale
porta alla sacrestia
quindi alla cattedra d'un tribunale,
giudice finalmente,
arbitro in terra del bene e del male.
E allora la mia statura
non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore,
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi
nell'ora dell'addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.
La liberazione dei proletari del sesso, che passato il vento divino sono tornati nella valle di lacrime fra pianti e lamenti privati, con tante dichiarazioni pubbliche.
Ma meno male che c'è qualcuno che si accontenta della seconda, terza e quarta scelta, e pure dell'outlet
Fra dominatis
, eterni aspiranti dominus almeno di riserva, poi ci si consola e di mal comune si fa mezzo gaudio pensando che fra i ciechi un orbo è superman, un imbroglio sociale che però per i più difficilmente imbroglia se stessi.Concetti che poi valgono su tante cose per non dire tutte, però in alcuni settori la bruciatura scotta di più e si sogna di essere il brutto anatroccolo, o meglio un montegristo che un giorno pareggia la contabilità sociale, favole che per questo hanno avuto tanto successo.
In alcuni casi da li sorge la spinta disperata a spiccare in altro e in parte ci si compensa.
Cosa vuol dire avere
un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente,
o la curiosità
di una ragazza irriverente
che si avvicina solo
per un suo dubbio impertinente:
vuole scoprir se è vero
quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti
della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù
la più indecente.
Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore toppo,
troppo vicino al buco del culo.
Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami.
diventai procuratore
per imboccar la strada
che dalle panche d'una cattedrale
porta alla sacrestia
quindi alla cattedra d'un tribunale,
giudice finalmente,
arbitro in terra del bene e del male.
E allora la mia statura
non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore,
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi
nell'ora dell'addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.


Davvero, si tratta solo di adeguare le proprie aspettative al proprio target, anche se è brutto a dirsi. Per esempio: magari per Cono sarà irraggiungibile Monica Bellucci, ma nell'opera parrocchiale chissà quante signore pie gli fanno gli occhi dolci
Quindi chi si astiene o si controlla lo fa volontariamente, perchè dovrebbe invidiare chi lo fa ed imporgli per questo la propria (falsa) morale?
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