Bè però mica è facile decidere razionalmente di morire. Ci vogliono le palle. Una di 90 anni probabilmente non ha nemmeno la forza di morire progettandola a tavolino.
"La morte somiglia a schiacciare un pisolino"
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Alla fine è soggettivo. Mia nonna continua a ripetere che prega il Signore di addormentarsi e di non svegliarsi più. E per quanto sia triste non posso non capirla. E' stata indipendente fino a un anno fa, poi ha avuto un crollo fisico e ora è in casa di riposo. E non ci vuole stare. E' lucida e quindi comprende bene la propria situazione. Anche io la penserei come lei, credo. Del resto ha quasi 99 anni...Originariamente Scritto da dietrologomah dipende ..fosse per me vi lascerei immediatamente ma prima farei un po di danni a chi so io , ma ho visto anziani aggrapparsi alla vita e ho una zia in casa di riposo che non ne vuole sapere di andarsene“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Le nonne cattoliche implorano sempre il Signore di portarsele via
Credo che comunque morire richieda un grande coraggio, e decidere di morire ancora di più.Moderatore Viaggi
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"Find what you love and let it kill you"
Charles Bukowsky
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Secondo me a volte ci vuole più coraggio nel decidere di restare...“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Di solito chi resta ma vorrebbe morire, resta passivamente attaccato alla vita e così facendo sopravvive senza vivere.
Mia madre ha fatto così. E' rimasta per mancanza di coraggio ma voleva andarsene, e ha vissuto di merda.Moderatore Viaggi
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boh... mi sembra una nozione sospesa per aria;Originariamente Scritto da dark lady Visualizza MessaggioSecondo me a volte ci vuole più coraggio nel decidere di restare...
il "coraggio" ha un senso se legato ad un ruolo sociale in termini di "valori"; la solitudine lo rende completamente privo di senso;
a volte poi, la condizione di dipendenza può determinare una mortificazione tale del sentimento di dignità da spingere ad andarsene;
non tutto è tollerabile, e nemmeno si capisce in base a cosa dovrebbe esserlo, se non in un'ideologia della sofferenza come "valore".c'è del lardo in Garfagnana
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Ci atterrisce perchè siamo fatti per la Vita! E perchè, spesso, non ne abbiamo ancora trovato il significato più profondo....Originariamente Scritto da Neliel* Visualizza MessaggioQuando penso che un giorno smetterò di esistere mi viene l'ansia perciò cerco di non preoccuparmene sperando di avere ancora molti anni davanti a me.
E' proprio il pensiero di 'smettere di pensare' e percepire ciò che mi circonda che mi atterrisce.amate i vostri nemici
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Appunto. Non tutto è tollerabile, per cui decidere di restare comporta un grande coraggio, a volte. Non sempre, e infatti ho appunto detto "a volte". Non è il caso della mamma di Mor, ad esempio. E neppure di mia nonna, che comunque la sua vita l'ha vissuta fino alla fine.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioboh... mi sembra una nozione sospesa per aria;
il "coraggio" ha un senso se legato ad un ruolo sociale in termini di "valori"; la solitudine lo rende completamente privo di senso;
a volte poi, la condizione di dipendenza può determinare una mortificazione tale del sentimento di dignità da spingere ad andarsene;
non tutto è tollerabile, e nemmeno si capisce in base a cosa dovrebbe esserlo, se non in un'ideologia della sofferenza come "valore".“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Il Valore sta nella Vita stessa, Axe: Fatta di gioie e di dolori, di felicità e di amarezze....Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioboh... mi sembra una nozione sospesa per aria;
il "coraggio" ha un senso se legato ad un ruolo sociale in termini di "valori"; la solitudine lo rende completamente privo di senso;
a volte poi, la condizione di dipendenza può determinare una mortificazione tale del sentimento di dignità da spingere ad andarsene;
non tutto è tollerabile, e nemmeno si capisce in base a cosa dovrebbe esserlo, se non in un'ideologia della sofferenza come "valore".
C'è una Dignità profonda della Persona che nessuna sofferenza potrà mai inficiare.amate i vostri nemici
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Originariamente Scritto da Morwen Visualizza MessaggioLeggendo Huffingtonpost.it mi è capitato un articolo che parla di un ragazzo, sopravvissuto ad un incidente stradale, che racconta quanto gli è successo.
Lo posto in questa sezione ma potrebbe anche essere messo in "spiritualità e religioni", volendo.
"È come quando schiacci un sonnellino: ti addormenti per un po' e non sogni, ti svegli e hai la sensazione di aver dormito a lungo, mentre in realtà sono stati solo 15 minuti". Cosi ha descritto la morte un uomo che l'ha vissuta sulla sua pelle: il suo nome non è noto, ma si sa che ha avuto un grave incidente stradale e che il suo cuore ha smesso di battere per due minuti, due volte. Per raccontare la sua particolare esperienza, il sopravvissuto ha creato un evento su Reddit in cui ha risposto alle curiosità degli utenti.
L'uomo avrebbe provato ben due volte la sensazione di stare per morire: "La prima volta è stata poco prima dell'incidente e l'unico pensiero nella mia mente era: 'Oh, dannazione!'", ha scritto su Reddit. Poco dopo non c'erano più pulsazioni né respiro. La seconda volta è stata nella sala operatoria: "Sentivo dolore ovunque e ad un certo punto non ho sentito più nulla, non ho sentito più la vita. Poi mi sono risvegliato e ho sentito di nuovo il dolore".
Vi riporto l'articolo, che mi è sembrato interessante dato che si ricollega al thread aperto da dietrologo qualche settimana fa:
Di questi momenti di buio, l'uomo ha dei ricordi. Come della voce dei medici che dicevano: "È morto": "La mia prima reazione è stata: 'Oh mio Dio, che bello! Ora posso dire a tutti i miei amici che sono morto e poi tornato in vita!'. Ma so che era la morfina che mi parlava. Poi la realtà ha preso il sopravvento e ho realizzato che stavo per morire davvero. Ho capito quanto seria fosse la mia situazione".
A chi gli ha chiesto di descrivere la sensazione della morte, ha risposto: "Era come un vuoto nero, senza pensieri, senza coscienza, nulla. Tutte e due le volte ho sentito di 'non essere lì'. È stato come schiacciare un sonnellino. Ho capito di essere tornato in vita perché il dottore ha condiviso l'informazione con me: 'Sei morto per un paio di minuti', mi ha detto. Altrimenti avrei continuato a pensare di essere assorto in una specie di sonno". E a chi gli domanda se crede che tutto sia stato solo frutto di uno "scherzo" della sua mente, dice: "Ho fatto esperienza di qualcosa. E quel qualcosa era il nulla".
Sul suo profilo Reddit, l'uomo ha allegato le "prove" del suo incidente e del suo ricovero. Ha anche realizzato un video qualche giorno dopo l'operazione, per testimoniare la sua voglia di vivere. "Temo sicuramente meno la morte ora - ha scritto sul social network - so che è niente di meno che dormire. Quando morite, smettete di esistere, quindi non preoccupatevi!".
Io me la immagino proprio così la morte. Il nulla. L'assenza di dolore, di pensiero, di percezione di sè e dello spazio circostante. E spero che sia davvero così, niente luce, niente incontri ravvicinati del terzo tipo, nessun rimpianto, nessuna voglia di urlare o piangere. Il nulla. E' molto rassicurante.
E' successo che verso la fine di novembre il mio più caro amico facesse un incidente stradale ( http://www.lanazione.it/arezzo/scont...eriti-1.467787 ) . Rimase incastrato in mezzo alle lamiere per qualche ora ed arrivò morto, che non respirava, all'ospedale di Arezzo. Restò in coma per qualche settimana poi si è rimesso in maniera prodigiosa ma questo è un altro discorso... fatto sta che parlando, dopo la sua dimissione, mi ha raccontato che lui, nel tempo che è stato "morto" non ha percepito NIENTE. Nessuna luce, nessun cristo, niente di niente di niente...parole testuali: "non percepivo né tempo né sogni, era come se stessi dormendo".
Ecco, scusate ma mi sembrava il posto adatto dove raccontare questa cosa.[FONT=Georgia][SIZE=4]
[I]The tragedy lies within the beauty - [B]Dogbowl[/B]
[/I]
[B]I Miei Blog[/B] (per chi non ha niente di meglio da fare)
[URL="http://viaggioaltermine.blogspot.it/"]http://viaggioaltermine.blogspot.it/[/URL]
[URL="http://inquisizionimusicali.blogspot.it/"]http://inquisizionimusicali.blogspot.it/[/URL]
[/SIZE][/FONT]
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..chissa´come ci rimarra´male cono..Originariamente Scritto da Bardamu Visualizza Messaggio
Nessuna luce, nessun cristo, niente di niente di niente...
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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E perchè mai? Sono ESPERIENZE che alcuni hanno vissuto e raccontato ed altri no.amate i vostri nemici
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E' rassicurante, soprattutto perchè non ha percepito dolore. Ha dormito, era in stand-by. Credo sia la cosa che tutti vorremmo, in caso di coma.Originariamente Scritto da Bardamu Visualizza Messaggio
E' successo che verso la fine di novembre il mio più caro amico facesse un incidente stradale ( http://www.lanazione.it/arezzo/scont...eriti-1.467787 ) . Rimase incastrato in mezzo alle lamiere per qualche ora ed arrivò morto, che non respirava, all'ospedale di Arezzo. Restò in coma per qualche settimana poi si è rimesso in maniera prodigiosa ma questo è un altro discorso... fatto sta che parlando, dopo la sua dimissione, mi ha raccontato che lui, nel tempo che è stato "morto" non ha percepito NIENTE. Nessuna luce, nessun cristo, niente di niente di niente...parole testuali: "non percepivo né tempo né sogni, era come se stessi dormendo".
Ecco, scusate ma mi sembrava il posto adatto dove raccontare questa cosa.Moderatore Viaggi
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