La miglior amica...

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #61
    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
    Sì, vabbè il grande amore e la scarpa giusta, ma quanti hanno la fortuna di incontrarlo? Se accade, probabilmente quella è la pietra di paragone che ti spinge a non accontentarti. Ma se, arrivati alla quarantina, hai sempre vissuto relazioni deludenti, o finite male, ti senti solo, magari hai desiderio di una famiglia, qualcuno che ti faccia compagnia la sera davanti alla tv senza smazzarsi ad uscire, trovi una donna/uomo che ti sta bene, una relazione non problematica, seppure non passionale, perchè no? Perchè denigrare questo tipo di storie, svilirle ? La domanda da fare a Latino sarebbe: "Sei sereno con la tua donna? Ci stai bene?", poi le attrazioni fisiche aliene capitano in ogni coppia, fatevene una ragione, le si controlla, ma capitano. Non è che se un tizio lì per lì mi fa scattare l'ormone io mando all'aria la mia storia.
    Tipo il protagonista di The woman in red.....

    amate i vostri nemici

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    • nahui
      Astensionista

      • 05/03/09
      • 21040

      #62
      Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
      Nahui, scegli tu quale vuoi essere

      [ATTACH=CONFIG]26892[/ATTACH]
      Quella centrale mi pare abbastanza vispa.

      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      non è questione di svilire, ma il fatto che queste relazioni in realtà non esistono;
      quella che hai descritto è un'astrazione teorica, anche perché già "la scarpa giusta" sarebbe comunque anche questo;

      se una persona è arrivata alla quarantina senza elaborare idee che gli consentano qualcosa di diverso da quel modello fragile dell'accontentarsi, è già un bel problemone grosso grosso per le rimozioni di roba che prima o poi esce fuori.
      Io vedo le cose in modo completamente diverso, direi quasi capovolto E se fosse chi non riesce ad "accontentarsi", a mediare, smussare e sopportare, quello che ha il problemone? Non a caso il detto popolare "Chi si contenta gode". Poi, non mi permetto di giudicare nessuno, ognuno cerca il benessere e la felicità nel modo che desidera ed anche come riesce. Questo perchè, ripeto, l'incontro "magico" è anche una questione di fortuna. E' come il ragazzino che ha il talento per diventare un virtuoso di pianoforte, o per la matematica, ma vive senza istruzione in un remoto paese africano. Ieri sono uscita con delle belle signore cinquantenni, molto curate, colte, intelligenti, alla ricerca ossessiva di fidanzato; mi è venuto da pensare: ma possibile che non esista uno straccio d'uomo decente, nel loro ambiente, nella loro condizione ? Non è che facciamo troppo le difficili ? Ho destato scandalo consigliando loro di farsi un giro al Brico per incontrare un uomo "solido".
      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
      (George Bernard Shaw)

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      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #63
        A proposito, mi hanno chiesto se conosco qualcuno... Se interessa... Elevata capacità contributiva, poi facciamo a mezzo
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70446

          #64
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          non è questione di svilire, ma il fatto che queste relazioni in realtà non esistono;
          quella che hai descritto è un'astrazione teorica, anche perché già "la scarpa giusta" sarebbe comunque anche questo;

          se una persona è arrivata alla quarantina senza elaborare idee che gli consentano qualcosa di diverso da quel modello fragile dell'accontentarsi, è già un bel problemone grosso grosso per le rimozioni di roba che prima o poi esce fuori.
          Sono d'accordo.
          Sarà che ho sempre pensato che preferisco restare sola piuttosto che accontentarmi... E difatti ho trascorso diversi anni senza relazioni stabili.
          Poi boh anche sta fobia del restare solo la capisco poco.
          Ad esempio ho visto mia nonna, rimasta vedova a 75 anni, quando ancora era una bella donna. Dopo la morte del marito non ne ha più voluto sapere di stare con qualcuno, e di possibilità ne avrebbe avute a bizzeffe. Io le dicevo: "Ma dai nonna, avere qualcuno vicino nella vecchiaia fa sempre bene". E lei, nella sua saggezza di persona anziana, mi rispondeva sempre "Meglio soli che male accompagnati". E mai più ha voluto qualcuno vicino. Ed è stata benone.
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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          • nahui
            Astensionista

            • 05/03/09
            • 21040

            #65
            Beh, stesso ragionamento di mia madre. Ma non è una decisione che critico, anzi... Però non mi sento neanche di considerare tristi e rassegnati quelli che preferiscono stare in compagnia e condividere la vita con qualcuno, anche se non è l'amore folle della vita.
            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
            (George Bernard Shaw)

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #66
              Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
              Quella centrale mi pare abbastanza vispa.



              Io vedo le cose in modo completamente diverso, direi quasi capovolto E se fosse chi non riesce ad "accontentarsi", a mediare, smussare e sopportare, quello che ha il problemone? Non a caso il detto popolare "Chi si contenta gode". Poi, non mi permetto di giudicare nessuno, ognuno cerca il benessere e la felicità nel modo che desidera ed anche come riesce. Questo perchè, ripeto, l'incontro "magico" è anche una questione di fortuna. E' come il ragazzino che ha il talento per diventare un virtuoso di pianoforte, o per la matematica, ma vive senza istruzione in un remoto paese africano. Ieri sono uscita con delle belle signore cinquantenni, molto curate, colte, intelligenti, alla ricerca ossessiva di fidanzato; mi è venuto da pensare: ma possibile che non esista uno straccio d'uomo decente, nel loro ambiente, nella loro condizione ? Non è che facciamo troppo le difficili ? Ho destato scandalo consigliando loro di farsi un giro al Brico per incontrare un uomo "solido".
              Il caso e la fortuna non esistono. Men che meno in amore.
              amate i vostri nemici

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              • alienor
                Opinionista
                • 07/12/11
                • 2310

                #67
                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                Sì, vabbè il grande amore e la scarpa giusta, ma quanti hanno la fortuna di incontrarlo? Se accade, probabilmente quella è la pietra di paragone che ti spinge a non accontentarti. Ma se, arrivati alla quarantina, hai sempre vissuto relazioni deludenti, o finite male, ti senti solo, magari hai desiderio di una famiglia, qualcuno che ti faccia compagnia la sera davanti alla tv senza smazzarsi ad uscire, trovi una donna/uomo che ti sta bene, una relazione non problematica, seppure non passionale, perchè no? Perchè denigrare questo tipo di storie, svilirle ? La domanda da fare a Latino sarebbe: "Sei sereno con la tua donna? Ci stai bene?", poi le attrazioni fisiche aliene capitano in ogni coppia, fatevene una ragione, le si controlla, ma capitano. Non è che se un tizio lì per lì mi fa scattare l'ormone io mando all'aria la mia storia.
                Ma, vedi, Nahui, ognuno è fatto a modo suo, ergo nn si può generalizzare. C'è chi sta bene passando la vita in tranquilla serenità (e piattezza, imho) e c'è chi ritiene l'attrazione fisica/la passione, il sesso insomma, una componente fondamentale nella propria relazione.
                Gutta cavat lapidem.

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70446

                  #68
                  Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                  Beh, stesso ragionamento di mia madre. Ma non è una decisione che critico, anzi... Però non mi sento neanche di considerare tristi e rassegnati quelli che preferiscono stare in compagnia e condividere la vita con qualcuno, anche se non è l'amore folle della vita.
                  Neppure io. Ma secondo me la cosa folle è proprio pensare di cercare l'amore folle, a meno di non essere 18enni.
                  L'amore è qualcosa che si costruisce col tempo, non quello che ti fa sentire le farfalle nello stomaco. Quello è l'innamoramento, insieme a una buona dose di ormoni. Nulla a che vedere con l'amore.
                  Però se già uno sta con una persona dicendo "mi accontento" vuol dire che manca la costruzione di qualcosa insieme, manca quel percorso che ti fa desiderare di voler stare vicino all'altro, di condividere con lui i tuoi giorni. Di voler passare insieme i momenti belli ma soprattutto quelli brutti, che sono i più difficili da condividere.
                  Lo sappiamo tutti che la sbandata può capitare. E se si tratta solo di quella ok, prima o poi passa. Il tutto sta nel fare delle scelte. Io mi sono sentita "innamorata" di un altro, quando ero in crisi con il mio compagno, lo sapete. Però dall'altra parte c'era l'uomo che amavo. E quando ho scelto tra le farfalle nello stomaco e un sentimento che era invece molto più profondo e radicato, ho scelto quest'ultimo.
                  Credo che chi sceglie le farfalle, dentro di se abbia la consapevolezza che con il compagno/marito si è ormai agli sgoccioli. E, a quel punto, tanto vale voltare pagina.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • Misterikx
                    whatever..
                    • 24/03/05
                    • 15327

                    #69
                    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                    A proposito, mi hanno chiesto se conosco qualcuno... Se interessa... Elevata capacità contributiva, poi facciamo a mezzo
                    Cougar al 95%
                    cercano il capriolo giovvine che le rinvigorisca con iniezioni di......gioventu´

                    tornando al topic e´evidente che li tutti usano tutti;
                    l´amante fuori paese che attende l´amato,l´amica che usa l´"amato"come sorta di rivalsa verso l´amica(stuzzicanolo), l´"amato" che pensa all´amica mentre usa l´amante..
                    triangolo scontato in serate afose di mezz´estate
                    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #70
                      Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                      Io vedo le cose in modo completamente diverso, direi quasi capovolto E se fosse chi non riesce ad "accontentarsi", a mediare, smussare e sopportare, quello che ha il problemone? Non a caso il detto popolare "Chi si contenta gode".
                      anfatti, è una posizione talmente capovolta, du'vorte, che coincide con la mia dove scrivo che già la "scarpa giusta" comporta comunque un compromesso, e la capacità di relativizzare le aspettative;

                      ma questa è una circostanza che si vive in modo funzionale e spontaneo, come condizione necessaria della realtà, razionalizzandola se capita di parlarne;

                      è un po' diverso dal corazzare consapevolmente e attivamente l'identità col paradigma ideologico dell'accontentarsi, perché quella è una censura strutturale che a livello cosciente è stata elaborata come "rinuncia a...", con tutto il cascame di schegge distruttive di ciò che sta intorno e dentro;

                      nella coppia si avverte perfettamente quando l'altro "si accontenta", rimuove, soffre, e questo genera angoscia, rancore, sbalzi di umore, caduta di autostima;
                      magari dall'esterno può apparire persino una situazione serena, ma io avrei qualche perplessità;


                      Poi, non mi permetto di giudicare nessuno, ognuno cerca il benessere e la felicità nel modo che desidera ed anche come riesce. Questo perchè, ripeto, l'incontro "magico" è anche una questione di fortuna. E' come il ragazzino che ha il talento per diventare un virtuoso di pianoforte, o per la matematica, ma vive senza istruzione in un remoto paese africano. Ieri sono uscita con delle belle signore cinquantenni, molto curate, colte, intelligenti, alla ricerca ossessiva di fidanzato; mi è venuto da pensare: ma possibile che non esista uno straccio d'uomo decente, nel loro ambiente, nella loro condizione ? Non è che facciamo troppo le difficili ? Ho destato scandalo consigliando loro di farsi un giro al Brico per incontrare un uomo "solido".
                      non è facile sapere cosa andare a cercare davvero se non si è messa a frutto l'esperienza con chiavi di lettura efficaci;
                      se facessimo un test offrendo dieci domande da fare per capire una persona nelle caratteristiche che per noi sono più importanti, probabilmente emergerebbe che siamo poco coscienti di ciò che vogliamo davvero e molto impostati su luoghi comuni che non corrispondono (più) alla nostra reale condizione.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • alienor
                        Opinionista
                        • 07/12/11
                        • 2310

                        #71
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Il caso e la fortuna non esistono. Men che meno in amore.
                        Ma per piacere! Incontrare una determinata persona che chimicamente/a pelle senti che è "proprio lei" è decisamente casuale.
                        Gutta cavat lapidem.

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #72
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          se facessimo un test offrendo dieci domande da fare per capire una persona nelle caratteristiche che per noi sono più importanti, probabilmente emergerebbe che siamo poco coscienti di ciò che vogliamo davvero e molto impostati su luoghi comuni che non corrispondono (più) alla nostra reale condizione.
                          Vero, e questo accade perché difficilmente siamo capaci di autoanalisi. Sapersi guardare dentro è un passaggio fondamentale per sentirsi bene, con se stessi e con gli altri. Se non sai cosa vuoi davvero, come puoi anche solo pensare che la persona con cui stai risponda alle tue esigenze? Troppo spesso ci si relazione con qualcuno che risponde alle nostre esigenze apparenti, mentre dovremmo innanzitutto trovare l'empatia con chi condivide quello che c'è sotto la superficie. Che poi un percorso di questo tipo si fa con il tempo, in ogni caso, perché normalmente quando inizi una relazione con qualcuno sai ben poco di come sia veramente l'altra persona.
                          E' che si dovrebbe essere in grado, dopo un certo lasso di tempo, di avere il coraggio di prendere in mano le cose e dire a se stessi: "No, questa persona non è quella per me, lasciamo perdere". Invece chiudere una storia per molti appare impresa insormontabile. E inevitabilmente si finisce per stare male in due.
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • alienor
                            Opinionista
                            • 07/12/11
                            • 2310

                            #73
                            @Dark: l'amore è la diretta conseguenza o, meglio, evoluzione dell'innamoramento. Ciò non toglie il fatto che anche quando si è passati nella fase "amore" si possano sentire le farfalle nello stomaco et similia.

                            Il discorso riguardante Latino70 tuttavia mi pare diverso (per lo meno da quello che si evince da ciò che ha scritto): lui si è fidanzato con questa buona e brava ragazza perchè quello passava il convento. Non ha scritto che se n'era innamorato. Da qui si deduce che tutti i ns. seguenti discorsi su innamoramento/amore lasciano il tempo che trovano.
                            Gutta cavat lapidem.

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #74
                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                              Troppo spesso ci si relazione con qualcuno che risponde alle nostre esigenze apparenti, mentre dovremmo innanzitutto trovare l'empatia con chi condivide quello che c'è sotto la superficie. Che poi un percorso di questo tipo si fa con il tempo, in ogni caso, perché normalmente quando inizi una relazione con qualcuno sai ben poco di come sia veramente l'altra persona.
                              di solito - almeno per la mia esperienza - la vera attrazione fisica, quella che si percepisce in una circostanza comunicativa diretta, non mente troppo;
                              sembra che ci vogliano pochi minuti per decidere se una persona piace o meno; personalmente ho sperimentato una fortissima continuità dell'attrazione nel tempo, anche dopo oltre 20 anni e, seguendo la linea, ho anche avuto conferma che le donne che mi sono piaciute molto hanno anche mostrato uno sviluppo della personalità che continua a piacermi anche dopo molto che ho smesso di frequentarle; mentre altre per cui avevo pulsioni contrastanti hanno confermato la tendenza;

                              niente di "sc-sc- sc-scientifico", però

                              la cosa però è diversa dall'attrazione proiettiva, e cioè: hai in mente un ideal-tipo fatta così e cosà, incontri un fac-simile e valuti "razionalmente" che quella persona potrebbe rappresentare un'opzione; ecco, in questo modo non la "vedi" per quello che è, e per un buon lasso di tempo.
                              c'è del lardo in Garfagnana

                              Comment

                              • dark lady
                                la viaggiatrice
                                • 09/03/05
                                • 70446

                                #75
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                di solito - almeno per la mia esperienza - la vera attrazione fisica, quella che si percepisce in una circostanza comunicativa diretta, non mente troppo;
                                sembra che ci vogliano pochi minuti per decidere se una persona piace o meno; personalmente ho sperimentato una fortissima continuità dell'attrazione nel tempo, anche dopo oltre 20 anni e, seguendo la linea, ho anche avuto conferma che le donne che mi sono piaciute molto hanno anche mostrato uno sviluppo della personalità che continua a piacermi anche dopo molto che ho smesso di frequentarle; mentre altre per cui avevo pulsioni contrastanti hanno confermato la tendenza;

                                niente di "sc-sc- sc-scientifico", però

                                la cosa però è diversa dall'attrazione proiettiva, e cioè: hai in mente un ideal-tipo fatta così e cosà, incontri un fac-simile e valuti "razionalmente" che quella persona potrebbe rappresentare un'opzione; ecco, in questo modo non la "vedi" per quello che è, e per un buon lasso di tempo.
                                Mah a me invece l'attrazione iniziale si è spesso trasformata in un nulla di fatto, invece. Anche perché in ogni caso l'amore lo coltivi col tempo. L'innamoramento può scattare per chiunque e poi magari dopo qualche mese ti chiedi: "Ma che ci faccio con questo qui?". Decidere se una persona ti piace è un conto. Decidere se è quella che vuoi accanto per un certo lasso di tempo è tutt'altro paio di maniche.
                                Poi che si possa provare attrazione per una persona anche a lungo termine è un conto, ma l'attrazione e l'amore sono due cose ben diverse.
                                @ Alienor: certo l'amore è conseguenza dell'innamoramento, ma non è automatico che alla fase di innamoramento segua poi l'amore. A volte sono semplicemente dei fuochi di paglia che si spengono nel nulla.
                                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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