Originariamente Scritto da dark lady
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Per cpaire come stanno le cose devi provarle, semplicemente.
Se avessi avuto problemi di condizionamento culturale mi sarei sentita in colpa a passare da un letto all'altro, quando ero in quel periodo.
Ma non è stato così: semplicemente ad un certo punto ho capito che c'era di meglio. Poi ovviamente non siamo tutti uguali. Ci sarà anche chi si lascia condizionare.
siamo mossi da desiderio e paura, e continuamente alla ricerca di un punto ottimale di equilibrio, dato che ogni azione è suscettibile di migliorare o peggiorare la nostra condizione; il condizionamento sta nell'inevitabile e necessario pre-giudizio col quale identifichiamo le circostanze su cui fondare le nostre scelte, e quindi l'azzardo, o l'eccessiva prudenza;
tutto il tuo ragionamento del con amore si fonda sull'equivoco romantico di quell'amore;
infatti, se ti chiedessi di definirlo in termini di riscontri concreti e verificabili, comportamenti, aspettative, ecc... cose su cui potremmo tutti convenire con un certo grado di senso comune, dovresti per forza elencare estremi che rimandano ad investimenti dettati da paura e desiderio, e ad un equilibrio culturalmente condizionato;
parlare di amore - e relative conseguenze - senza compiere questa operazione è solo una rimozione funzionale;
non c'è niente di male, eh; soprattutto se ne hai bisogno; ma non me la spacciare per una realtà non condizionata, perché è un falso;
noi non esistiamo a prescindere dall'educazione e se ci rappresentiamo una cosa del genere ci stiamo solo ingannando, culturalmente.

Poi, che io abbia una mentalità apertissima ed una vita da suora sono questioni mie personali


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