la mia adolescenza

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  • dietrologo
    • 27/08/08
    • 9716

    #1

    la mia adolescenza

    Vissuta nel pieno periodo figli dei fiori dell'isola di wight , Woodstock e il Re nudo di Milano , ricordo che eravamo divisi tra due correnti di pensiero diverso , i bacchettoni e capelloni , chi ascoltava il liscio di Casadei e chi Led Zeppelin , chi andava dal barbiere e usciva tutti incipriato e chi portava i capelli lunghi , chi andava a Messa e chi suonava la chitarra nel parco , chi andava in autostop e faceva il bagno nudo con le ragazze nude sulle spiaggette del Po e chi se ne stava a casa bravo a studiare e certe cose non le avrebbe mai fatte...

    cosa ricordate e come vi rivedete a distanza del tempo e rifarete esattamente tutto ?
  • Misterikx
    whatever..
    • 24/03/05
    • 15327

    #2
    niente casco..niente telefonini..niente social ma si era cosi umanamente sociali

    Last edited by Misterikx; 08-09-2017, 11:32.
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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    • dietrologo
      • 27/08/08
      • 9716

      #3
      na chiavica di discussione..mi vergogno..

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      • Yele
        abstract
        • 16/08/16
        • 6082

        #4
        Originariamente Scritto da dietrologo Visualizza Messaggio
        Vissuta nel pieno periodo figli dei fiori dell'isola di wight , Woodstock e il Re nudo di Milano , ricordo che eravamo divisi tra due correnti di pensiero diverso , i bacchettoni e capelloni , chi ascoltava il liscio di Casadei e chi Led Zeppelin , chi andava dal barbiere e usciva tutti incipriato e chi portava i capelli lunghi , chi andava a Messa e chi suonava la chitarra nel parco , chi andava in autostop e faceva il bagno nudo con le ragazze nude sulle spiaggette del Po e chi se ne stava a casa bravo a studiare e certe cose non le avrebbe mai fatte...

        cosa ricordate e come vi rivedete a distanza del tempo e rifarete esattamente tutto ?
        non ti vergognare

        Comunque c'erano anche più di due correnti di pensiero, a quanto ne so dai miei genitori

        nella mia adolescenza io rimpiango di essere stata troppo "una brava ragazza"... qualche cazzata l'ho fatta, ma troppo poche, a ripensarci

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        • bumble-bee
          ...

          • 10/12/09
          • 15569

          #5
          Sono nato verso la fine del '68.... troppo piccolo per capire cosa accadeva nel mondo in quegli anni. Sono cresciuto come uno bravo scolaretto, senza eccessi, senza tentazioni, contento di quel poco di divertimento riuscivo a procurarmi. Nessuna bravata degna di nota. Ho provato a fumare, ma ho provato subito schifo.... con le le droghe poi, mai avuto contatti di alcun tipo... nemmeno fumo passivo. I figli dei fiori? Visti solo in TV e del resto, ognuno viva e lasci vivere gli altri come vogliono, se non arrecano danni a nessuno. Per il resto... ho un rapporto di amore odio con tutto ciò che rappresenta "l'ordine costituito", cioè da una parte amo e prediligo ordine, regole e convenzioni... dall'altra odio chi pretende ordine, impone regole e convenzioni, che fanno comodo ad una parte sola della società e non valgono come regole generali rispettate da tutti, tipico del nostro paese. Come il bimbo protagonista del film "il sesto senso", vedo la gente sempre più felicemente ipocrita e doppiogiochista che si lasciano piegare dal vento, mentre io mi irrigidisco e cerco di resistere, invece. Eppure sarebbe abbastanza facile farsi trascinare, basta mollare la presa, essere più disinvolti e imitare gli altri. Eh ma io non sono gli altri.... mi più facile irrigidirmi e resistere.... fino a quando però? Oggi forse il movimento "No global" è l'unico che può contrastare questa società che ci sta soffocando con regole e convenzioni imposte quasi a forza e che francamente non condivido.... ma ogni volta sfasciano tutto e passano per casinisti, facendo il loro gioco. Io credo che tra non molto ci sarà un nuovo '48, altro che '68. Non appena la gente sarà veramente disperata e ridotta alla fame.... non basteranno promesse e riforme.... qualche testa salterà. La storia è ciclica.
          Bambol utente of the decade

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          • King Kong
            رباني
            • 05/07/17
            • 2354

            #6


            Aut hic aut nullubi

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            • Yele
              abstract
              • 16/08/16
              • 6082

              #7
              bellissime le foto

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              • Yele
                abstract
                • 16/08/16
                • 6082

                #8
                Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                ho un rapporto di amore odio con tutto ciò che rappresenta "l'ordine costituito", cioè da una parte amo e prediligo ordine, regole e convenzioni... dall'altra odio chi pretende ordine, impone regole e convenzioni, che fanno comodo ad una parte sola della società e non valgono come regole generali rispettate da tutti, tipico del nostro paese.
                Anch'io

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70446

                  #9
                  La mia adolescenza? Un periodo da incubo, per quanto mi riguarda. Sono sempre stata una fuori dagli schemi. Ero una darkettona, sempre vestita di nero, e mi prendevano in giro perché non ero alla moda. Mi curavo ben poco del mio aspetto e questo non giocava a mio favore. Ma del resto delle opinioni altrui su di me non me ne fregava una beata cippa. Ero abbastanza solitaria, me ne andavo in giro spesso per i fatti miei con le cuffie nelle orecchie a isolarmi dal mondo.
                  E soprattutto, avevo una doppia vita.
                  A casa ero la brava ragazza, studiosa e ligia al dovere. Prendevo bei voti e rispettavo i dettami fascisti di mio padre. Ma quando ero fuori (soprattutto in estate al mare con la nonna, lontana dal controllo dei miei), mi fumavo le canne e pure altre droghe, bevevo fino a star male, mi imbucavo ai concerti punk, finivo regolarmente coinvolta in qualche rissa... Non so come, sono sempre riuscita a mantenere ben separate queste mie due vite. Anche perché ho sempre saputo quali fossero i miei limiti e dove dovevo fermarmi per non cadere in dipendenze o cose del genere.
                  Poi c'è stato il suicidio di mia cugina, più altri casini in famiglia che mi hanno messo in una situazione ancora più caotica. Ricordo quegli anni come un incubo.
                  Ho iniziato a stare meglio dopo le superiori, quando ho iniziato a lavorare.
                  Sento molti dire che rimpiangono i tempi dell'adolescenza. Io non li rivivrei neppure sotto minaccia di morte.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • dietrologo
                    • 27/08/08
                    • 9716

                    #10
                    leggendoti mi sembrava di rivedere una periodo simile che avevo rimosso , un amico d'infanzia morto e un cambiamento della mia vita , da figlio dei fiori ribelle a impegnato a rifarsi una vita decente..però a differenza non rinnego quel che ho fatto , anzi lo ricordo come un vero periodo di libertà e crescita personale senza condizionamento

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                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70446

                      #11
                      Originariamente Scritto da dietrologo Visualizza Messaggio
                      leggendoti mi sembrava di rivedere una periodo simile che avevo rimosso , un amico d'infanzia morto e un cambiamento della mia vita , da figlio dei fiori ribelle a impegnato a rifarsi una vita decente..però a differenza non rinnego quel che ho fatto , anzi lo ricordo come un vero periodo di libertà e crescita personale senza condizionamento
                      Nel mio caso non è stato affatto un periodo di crescita personale. Io scappavo da una situazione familiare assurda e mi distruggevo per tenere lontani i fantasmi della mia vita. La libertà l'ho vista solo dopo, quando ho iniziato a lavorare e sono riuscita ad allontanarmi davvero dalla famiglia.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                      • follemente
                        Opinionista

                        • 22/12/09
                        • 11727

                        #12
                        La mia adolescenza non fu segnata da fatti collettivi, ma da alcune persone, in primis i miei genitori che m’imposero una scuola superiore che non m’interessava, anche se risultavo bravissima con troppa facilità; mi rammaricai sempre di non aver fatto il liceo classico, come avrei voluto. I miei furono molto severi con me, specie mia madre, per quanto concerne i rapporti con i ragazzi. Meno male che i giovani del paese organizzavano dei festini in cui si ascoltava buona musica, si ballava e si pomiciava tra cotte varie. Più tardi mi permisero di andare a ballare nelle discoteche accompagnata dal fratello maggiore oppure in compagnia di altre ragazze oppure di andare per una settimana al mare sempre con quelle amiche.

                        Una grande influenza su di me ebbe un ambiente cattolico (anche se io non ero credente) di un mio cugino e la sua partner che rappresentavano per me l’ideale di coppia che poi avrei sempre cercato (sebbene abitassero lontano): un rapporto fatto non solo di sentimenti, ma di tanta cultura e di un fitto dialogo culturale e spirituale e di crescita comune. A 16 anni divenni la ragazza di un loro amico molto più grande di me e quotidianamente ci scambiavamo lettere in cui parlavamo di tutto, specie di cultura: divenne il mio pigmalione. Non ci vedemmo molto, lontani com’eravamo, ma è interessante notare che per lui la verginità era un valore (sigh!), anche la sua. Quando finii la scuola superiore, ci lasciammo, ma io inconsapevolmente cercai sempre, per tutta la vita, quel tipo di rapporto.

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                        • Tiberio
                          Opinionista
                          • 16/08/16
                          • 3530

                          #13
                          Originariamente Scritto da dietrologo Visualizza Messaggio
                          cosa ricordate e come vi rivedete a distanza del tempo e rifarete esattamente tutto ?
                          Io, no assolutamente, farei il contrario, a partire dalla scuola
                          "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70446

                            #14
                            Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                            La mia adolescenza non fu segnata da fatti collettivi, ma da alcune persone, in primis i miei genitori che m’imposero una scuola superiore che non m’interessava, anche se risultavo bravissima con troppa facilità; mi rammaricai sempre di non aver fatto il liceo classico, come avrei voluto. I miei furono molto severi con me, specie mia madre, per quanto concerne i rapporti con i ragazzi. Meno male che i giovani del paese organizzavano dei festini in cui si ascoltava buona musica, si ballava e si pomiciava tra cotte varie. Più tardi mi permisero di andare a ballare nelle discoteche accompagnata dal fratello maggiore oppure in compagnia di altre ragazze oppure di andare per una settimana al mare sempre con quelle amiche.

                            Una grande influenza su di me ebbe un ambiente cattolico (anche se io non ero credente) di un mio cugino e la sua partner che rappresentavano per me l’ideale di coppia che poi avrei sempre cercato (sebbene abitassero lontano): un rapporto fatto non solo di sentimenti, ma di tanta cultura e di un fitto dialogo culturale e spirituale e di crescita comune. A 16 anni divenni la ragazza di un loro amico molto più grande di me e quotidianamente ci scambiavamo lettere in cui parlavamo di tutto, specie di cultura: divenne il mio pigmalione. Non ci vedemmo molto, lontani com’eravamo, ma è interessante notare che per lui la verginità era un valore (sigh!), anche la sua. Quando finii la scuola superiore, ci lasciammo, ma io inconsapevolmente cercai sempre, per tutta la vita, quel tipo di rapporto.
                            Io pure ho fatto la scuola che hanno voluto i miei, mentre avrei voluto fare il classico. Tornassi indietro, farei quello!
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                            • okno
                              Party Crasher
                              • 30/03/06
                              • 15292

                              #15
                              Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                              La mia adolescenza non fu segnata da fatti collettivi, ma da alcune persone, in primis i miei genitori che m’imposero una scuola superiore che non m’interessava, anche se risultavo bravissima con troppa facilità; mi rammaricai sempre di non aver fatto il liceo classico, come avrei voluto. I miei furono molto severi con me, specie mia madre, per quanto concerne i rapporti con i ragazzi. Meno male che i giovani del paese organizzavano dei festini in cui si ascoltava buona musica, si ballava e si pomiciava tra cotte varie. Più tardi mi permisero di andare a ballare nelle discoteche accompagnata dal fratello maggiore oppure in compagnia di altre ragazze oppure di andare per una settimana al mare sempre con quelle amiche.

                              Una grande influenza su di me ebbe un ambiente cattolico (anche se io non ero credente) di un mio cugino e la sua partner che rappresentavano per me l’ideale di coppia che poi avrei sempre cercato (sebbene abitassero lontano): un rapporto fatto non solo di sentimenti, ma di tanta cultura e di un fitto dialogo culturale e spirituale e di crescita comune. A 16 anni divenni la ragazza di un loro amico molto più grande di me e quotidianamente ci scambiavamo lettere in cui parlavamo di tutto, specie di cultura: divenne il mio pigmalione. Non ci vedemmo molto, lontani com’eravamo, ma è interessante notare che per lui la verginità era un valore (sigh!), anche la sua. Quando finii la scuola superiore, ci lasciammo, ma io inconsapevolmente cercai sempre, per tutta la vita, quel tipo di rapporto.
                              E' da "Gianna" che non sentivo più "pigmalione"
                              "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                              -=1313=-

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