Per la felicità di Cono ci sono ancora giovani che si sposano
Mia nipote, dell'età di mia figlia, si è sposata un paio di anni fa dopo aver avuto un moroso in giovanissima età, si sono lasciati subito dopo essersi imbarcati un mutuo casa, poi ha convissuto qualche anno con un altro e infine lo ha lasciato, non per capriccio,e successivamente si è legata con un terzo ragazzo di qualche annetto più di lei con cui ha inizialmente convissuto e convive ancora adesso perchè ha deciso di sposarlo due anni fa.
Ora attende un bimbo da lui, considerando le sue grosse problematiche adolescenziali e ancora oggi, devo dire come zia, che forse ha trovato l'uomo giusto per lei, a guardare da fuori.
Quindi non è detto che i giovani oggi non arrivino prima o poi a trovare la persona giusta per costruire un futuro insieme, però questo passa da più esperienze.
La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
Confucio
Come mi sta sul c.... questo Galimberti... senza neanche conoscerlo....
La Verità è sempre scomoda, Bumble. Sempre fastidiosa. Per certi versi rivoluzionaria....
Ti sta antipatico anche Papa Francesco? Eppure dice le stesse identiche cose.
" Il periodo della giovinezza è quello in cui sboccia la grande ricchezza affettiva presente nei vostri cuori, il desiderio profondo di un amore vero, bello e grande. Quanta forza c’è in questa capacità di amare ed essere amati! Non permettete che questo valore prezioso sia falsato, distrutto o deturpato. Questo succede quando nelle nostre relazioni subentra la strumentalizzazione del prossimo per i propri fini egoistici, talvolta come puro oggetto di piacere. Il cuore rimane ferito e triste in seguito a queste esperienze negative. Vi prego: non abbiate paura di un amore vero, quello che ci insegna Gesù e che san Paolo delinea così: «La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine» (1 Cor 13, 4-8). Nell’invitarvi a riscoprire la bellezza della vocazione umana all’amore, vi esorto anche a ribellarvi contro la diffusa tendenza a banalizzare l’amore, soprattutto quando si cerca di ridurlo solamente all’aspetto sessuale, svincolandolo così dalle sue essenziali caratteristiche di bellezza, comunione, fedeltà e responsabilità. Cari giovani, «nella cultura del provvisorio, del relativo, molti predicano che l’importante è “godere” il momento, che non vale la pena di impegnarsi per tutta la vita, di fare scelte definitive, “per sempre”, perché non si sa cosa riserva il domani. Io, invece, vi chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare controcorrente; sì, in questo vi chiedo di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente. Io ho fiducia in voi giovani e prego per voi. Abbiate il coraggio di andare controcorrente. E abbiate il coraggio anche di essere felici» (Incontro con i volontari alla GMG di Rio, 28 luglio 2013)
Ma tu non dovresti nemmeno suggerire. Procreare è naturale ma quello che fai, lo fai per ideologia, fissazione. Non hai gli strumenti per capire a fondo chi hai davanti e suggerire di far figli, farli magari con l'intento di rinsaldare un rapporto. E'un'ingerenza e rischiosa.
Tu potrai avere la tua idea/fissazione che siamo tutti brutti ed egoisti e non facciamo figli per convenienza, ma quello che fai è scorretto.
Siamo ridotti che dobbiamo dire ad uomo maturo che andare a fare lo psicologo senza titolo non sarebbe il caso. Non è pericoloso fare figli ma la proposta nei modi e nel contesto in cui viene fatta da te e da altri è possibile lo sia.
Poi quando la smetterai di fraintendere ciò che scriviamo e ti diciamo?
Non è una cosa religiosa, ma sociale, Laura!!!
PIERO ANGELA: divulgatore scientifico, giornalista, conduttore televisivo e saggista. Non credente.
Perché dobbiamo fare più figli
Mondadori Editore
Il crollo delle nascite, che rischia di mettere in seria crisi il nostro paese e più in generale l'Occidente. Soprattutto se messo in relazione con un costante (per quanto benvenuto) innalzamento dell'età media dei decessi e un conseguente invecchiamento della popolazione. Il rapporto fra popolazione attiva e popolazione passiva diventa così una delle questioni determinanti per lo sviluppo del nostro paese, da inserire peraltro nel quadro del boom demografico dei paesi emergenti e dell'alta natalità delle famiglie extracomunitarie immigrate in Italia. Piero Angela e Lorenzo Pinna portano così all'attenzione di tutti una questione tanto fondamentale quanto trascurata, con una chiarezza e una lucidità "scientifica" di cui il nostro dibattito pubblico avrebbe più spesso bisogno.
Di nuovo: Piero Angela, Galimberti, un filosofo come Zygmunt Bauman, sociologi e psicoterapeuti come Recalcati, attenti osservatori e analisti della Realta, il Santo Padre eccetera, si stanno inventando tutto tipo Novella 2000 quando parlano di Società liquida e frammentata o la stanno fotografando? Lasciatelo perdere il povero Conogelato, che vale meno di niente. Rispondete a questo. Delle due l'una: O sono tutti quanti dei bugiardi o dicono la Verità.
Conooooo, ma che ci frega della società, del padreterno, del Vaticano, del liquido, del solido e delle bibliografie delle tue stars: io ho una vitaccia sola, e me la vivo come mi pare, fatevene una ragione! Non puoi convincere una persona che sta a tal punto male in una relazione a soffrire per un idea vostra, opinabile, per poi scrivere sulla lapide: "SOPPORTO' STOICAMENTE UNA RELAZIONE DI MERDA PER OPPORSI ALLA LIQUEFAZIONE DELLA SOCIETÀ "
Ma chi vi viene appresso ? Nessuno! Giusto noi qui per farci salire un po' di gastrite prima di pranzo.
Ma non vedi Barbara che con queste affermazioni dài loro ragione? Nessuno ti costringe: Nè i sociologi, nè i filosofi, nè il Papa e nemmeno Dio. Ma la nostra è veramente la Società dell'individualismo, che pensa per prima cosa solamente a sè stessa. A "star bene" per sè stessa. A "godersela" per quanto può.
Il Bene Comune? Gli Altri? I più fragili e indifesi? Che m'importa! Al diavolo. Cazzate. "Io sono mia" "Perchè io valgo". Io...io.....io....
Per la felicità di Cono ci sono ancora giovani che si sposano
Mia nipote, dell'età di mia figlia, si è sposata un paio di anni fa dopo aver avuto un moroso in giovanissima età, si sono lasciati subito dopo essersi imbarcati un mutuo casa, poi ha convissuto qualche anno con un altro e infine lo ha lasciato, non per capriccio,e successivamente si è legata con un terzo ragazzo di qualche annetto più di lei con cui ha inizialmente convissuto e convive ancora adesso perchè ha deciso di sposarlo due anni fa.
Ora attende un bimbo da lui, considerando le sue grosse problematiche adolescenziali e ancora oggi, devo dire come zia, che forse ha trovato l'uomo giusto per lei, a guardare da fuori.
Quindi non è detto che i giovani oggi non arrivino prima o poi a trovare la persona giusta per costruire un futuro insieme, però questo passa da più esperienze.
Impulso di abbracciarti!
Grazie Lady. Di cuore. Qua sembra che siano solo fissazioni di pochi "simpatici vecchietti", ma quello che hai descritto te, accade continuamente. E' diventato ormai costume. Noi stessi ne facciamo quotidianamente esperienza nel nostro volontariato. Da noi arrivano Persone che a trent'anni hanno già bruciato tutto, portandosi dietro storie su storie. Le più incredibili a volte!
Grazie.
Cono la nipote di LadyHawke si è fatta prima le esperienze delle quali ha parlato sempre Axe, sveglia!
Ho capito, tu hai un amplesso mentale solo a leggere la parola matrimonio
E cmq Vega rassegnati, se la cosa è sociale e non religiosa, loro possono giocare allo psicologo aiuta tutti
Ma non vedi Barbara che con queste affermazioni dài loro ragione? Nessuno ti costringe: Nè i sociologi, nè i filosofi, nè il Papa e nemmeno Dio. Ma la nostra è veramente la Società dell'individualismo, che pensa per prima cosa solamente a sè stessa. A "star bene" per sè stessa. A "godersela" per quanto può.
Il Bene Comune? Gli Altri? I più fragili e indifesi? Che m'importa! Al diavolo. Cazzate. "Io sono mia" "Perchè io valgo". Io...io.....io....
vedi ? riporti lo slogan che ti infastidisce, significativamente declinato al femminile;
non ti domandi il perché mai nessun uomo - a parte gli schiavi prima dell'emancipazione - abbia dovuto pronunciare una frase del genere;
qualunque persona onesta avrebbe una coscienza e una buona fede che gli dice: è ovvio, le donne per millenni non hanno avuto quell'"io" disponibile; per alcuni secoli, gli amichetti tuoi hanno negato loro persino l'anima
ma tu insisti; quelle che dicono "io sono mia" vengono uccise un giorno sì e uno no dal loro pretesi padroni, e la colpa è di quell'individualismo che non si rassegna;
non dico altro, perché le cose che scrivi ti insultano forse più di quanto in effetti meriteresti.
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