L’affetto allargato

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  • Turbociclo
    Opinionista
    • 28/04/19
    • 5572

    #196
    Dunque come si cura questa paura del “per sempre”?

    Io mi chiederei come si cura la fissazione del PER SEMPRE. Solo un folle può scommettere quello che potrà sentire fra 20, 30 anni. Io avrei una paura folle di una donna che mi promette "amore eterno". Sto insieme a mia moglie da 30 anni, non perché ci siamo promessi amore PER SEMPRE. Diciamo che finora è andata bene, ma poteva andar meno bene, infatti un paio di volte almeno stavamo per lasciarci. Forse non lo sai, ma la vita è così. Non lo era cento anni fa, perché anche se il matrimonio andava a puttane si era obbligati dallo stato, dalla chiesa, dalla morale pubblica a stare insieme lo stesso. Si soffriva come cani, soffrivano soprattutto le donne, come potranno confermarti le donne di questo stesso forum. Perché il marito poteva avere la sua vita, le sue amicizie, le sue sgualdrine, continuare a vivere una facciata per il mondo mentre la moglie in casa penava e faticava. Questo forse a te sarebbe sembrato giusto, a me invece abominevole.
    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."

    Dostoevskij.

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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70446

      #197
      Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza Messaggio
      Dunque come si cura questa paura del “per sempre”?

      Io mi chiederei come si cura la fissazione del PER SEMPRE. Solo un folle può scommettere quello che potrà sentire fra 20, 30 anni. Io avrei una paura folle di una donna che mi promette "amore eterno". Sto insieme a mia moglie da 30 anni, non perché ci siamo promessi amore PER SEMPRE. Diciamo che finora è andata bene, ma poteva andar meno bene, infatti un paio di volte almeno stavamo per lasciarci. Forse non lo sai, ma la vita è così. Non lo era cento anni fa, perché anche se il matrimonio andava a puttane si era obbligati dallo stato, dalla chiesa, dalla morale pubblica a stare insieme lo stesso. Si soffriva come cani, soffrivano soprattutto le donne, come potranno confermarti le donne di questo stesso forum. Perché il marito poteva avere la sua vita, le sue amicizie, le sue sgualdrine, continuare a vivere una facciata per il mondo mentre la moglie in casa penava e faticava. Questo forse a te sarebbe sembrato giusto, a me invece abominevole.
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70446

        #198
        Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
        Io la vedo in maniera molto semplice.
        Quando si comprende che l’amore, l’attrazione, e gli altri aspetti fondamentali della coppia non ci sono più, o non ci sono mai stati, è importante acquisirne coscienza senza sviluppare rancore, odio o desiderio di vendetta.
        La crisi della coppia può creare l’opportunità di comprendere cosa i due partner veramente vogliono, quali sono i loro bisogni per riprendere a vivere, per cercare e trovare un nuovo rapporto di coppia vero e appagante. Un nuovo rapporto famigliare.
        Sia che si rimanga all’interno del rapporto o che si decida, di comune accordo, di chiuderlo per ricominciare, ognuno per proprio conto, una nuova vita.
        Acquisire coscienza, non perdurare in una situazione divenuta insopportabile e ricominciare a vivere.
        Al bando costrizioni assurde legate ad atavismi religiosi o di falsa morale. Anche i figli, se ci sono, vivranno molto meglio.
        Alla fine si tratta solo di essere consapevoli che un rapporto può anche finire, se davvero vogliamo il bene dei nostri figli, se vogliamo bene a noi stessi, dobbiamo chiudere una parentesi ed aprirne un'altra, per dare nuove opportunità a tutti.
        Parole d'oro.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • Doppio
          Superstite
          • 04/08/10
          • 4917

          #199
          Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
          C'è stata un'apertura da parte di Cono nei confronti della ganza di mamma
          I ganzi e le ganze vanno a separare ciò che Dio ha unito, ti sembra niente?!
          È tanta roba, ma la parte lesa non sono i bambini, al limite è Dio.
          Non avete ancora visto niente

          Moderatore droghe

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          • efua
            Posh&Rebel
            • 07/12/11
            • 34901

            #200
            Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
            Io la vedo in maniera molto semplice.
            Quando si comprende che l’amore, l’attrazione, e gli altri aspetti fondamentali della coppia non ci sono più, o non ci sono mai stati, è importante acquisirne coscienza senza sviluppare rancore, odio o desiderio di vendetta.
            La crisi della coppia può creare l’opportunità di comprendere cosa i due partner veramente vogliono, quali sono i loro bisogni per riprendere a vivere, per cercare e trovare un nuovo rapporto di coppia vero e appagante. Un nuovo rapporto famigliare.
            Sia che si rimanga all’interno del rapporto o che si decida, di comune accordo, di chiuderlo per ricominciare, ognuno per proprio conto, una nuova vita.
            Acquisire coscienza, non perdurare in una situazione divenuta insopportabile e ricominciare a vivere.
            Al bando costrizioni assurde legate ad atavismi religiosi o di falsa morale. Anche i figli, se ci sono, vivranno molto meglio.
            Alla fine si tratta solo di essere consapevoli che un rapporto può anche finire, se davvero vogliamo il bene dei nostri figli, se vogliamo bene a noi stessi, dobbiamo chiudere una parentesi ed aprirne un'altra, per dare nuove opportunità a tutti.
            A tal proposito mi sono ricordata della firma di LadyHawke
            Disarmante nella sua semplicità
            Purtroppo troppo spesso si perde di vista l’essenziale

            La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
            Confucio
            -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

            -Where there’s will there’s a way-

            -Work hard have fun & be nice-


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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #201
              Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
              Io la vedo in maniera molto semplice.
              Quando si comprende che l’amore, l’attrazione, e gli altri aspetti fondamentali della coppia non ci sono più, o non ci sono mai stati, è importante acquisirne coscienza senza sviluppare rancore, odio o desiderio di vendetta.
              La crisi della coppia può creare l’opportunità di comprendere cosa i due partner veramente vogliono, quali sono i loro bisogni per riprendere a vivere, per cercare e trovare un nuovo rapporto di coppia vero e appagante. Un nuovo rapporto famigliare.
              Sia che si rimanga all’interno del rapporto o che si decida, di comune accordo, di chiuderlo per ricominciare, ognuno per proprio conto, una nuova vita.
              Acquisire coscienza, non perdurare in una situazione divenuta insopportabile e ricominciare a vivere.
              Al bando costrizioni assurde legate ad atavismi religiosi o di falsa morale. Anche i figli, se ci sono, vivranno molto meglio.
              Alla fine si tratta solo di essere consapevoli che un rapporto può anche finire, se davvero vogliamo il bene dei nostri figli, se vogliamo bene a noi stessi, dobbiamo chiudere una parentesi ed aprirne un'altra, per dare nuove opportunità a tutti.
              Come si fa a chiamarla semplicemente parentesi, Kanyu? Se ne chiude una, se ne apre un'altra, poi si chiude anche quest'altra e se ne riapre un'altra e via e via.....
              In tutto questo, il mio pensiero più grande è per l'anello debole della catena: I Bambini! I Figli. I minori.
              A noi non fa ormai nessun effetto passare da una storia all'altra, ma a loro? Non ce l'hanno, loro, il Diritto Naturale a crescere confrontandosi con un'unica Mamma e un unico Papà? Con l'universo maschile e quello femminile? Già per loro è arduo, dati alla mano, venire al mondo. Rarissimo che abbiano fratelli. Ora ci siamo presi anche la briga di inventare per loro le "famiglie" allargate!!! Io credo che il nostro egoismo sia veramente sconfinato.....

              "Non tutti diventiamo genitori ma l’esperienza di essere figli ci accomuna sempre, perché nasciamo figli e, come scrive Recalcati, la condizione di figlio coincide con l’essere umano. È un’esperienza che influenza la nostra vita ed il modo in cui costruiamo le nostre relazioni: le nostre amicizie, i rapporti d’amore, la scelta di fare o non fare figli, il desiderio di quanti figli avere ed il modo in cui facciamo i genitori a nostra volta.
              Perché è così fondamentale? Perché è il primo ruolo che assumiamo nel corso della vita.

              Esistono degli stereotipi sui figli, che avrai sentito nominare senz’altro almeno una volta: i primogeniti sono più responsabili, gli ultimogeniti sono più coccolati e i figli unici sono viziati. Sono luoghi comuni che spesso hanno un fondamento di verità, perché nascere primi, ultimi, in famiglie molto numerose oppure essere unici, fa differenza. Sono diverse le aspettative dei nostri genitori, sono diverse le esperienze di competizione o cooperazione che facciamo, è diverso il senso di solitudine che proviamo."



              L'inchiesta. «Figli unici, relazioni più povere»

              ​Pedagogisti e psicoterapeuti: così, nelle famiglie sempre meno numerose, la competizione supera la solidarietà.

              Dal bambino-tiranno alla società fraterna. Sembra un passaggio scontato nelle famiglie numerose quando dai giochi agli abiti tutto è condiviso tra fratelli, compreso l’affetto e le attenzioni degli adulti. Ma in una società che si adegua velocemente alla dinamica del figlio unico – quando non sceglie di perseguire la strada del no kid – a perdere non è solo la famiglia, che per i più svariati motivi fa meno bimbi di quelli che desidera. L’impoverimento in generale è nelle relazioni e nell’attitudine alla reciprocità, nel sentirsi più 'io' nel mondo che non 'noi' su questa terra. Soprattutto per quei bambini principi in un regno di grandi, che su quel fagottino ripongono tutto, dalle ansie alle attese. A sostenerlo sono pedagogisti e psicoterapeuti dell’età evolutiva che per la famiglia chiedono maggiori attenzioni nelle politiche d’accompagnamento alla genitorialità. Aiuto reciproco, dinamiche orizzontali, esercizio alla solidarietà piuttosto che alla competitività, inoltre, diventano i modelli educativi da perseguire per abituare i bambini alla vita futura. Economici, lavorativi, sociali, età avanzata del primo parto: le ragioni che hanno fatto cadere l’Italia nell’inverno demografico sono tante. Le dimissioni in bianco, poi, sono solo uno dei campanelli d’allarme di una collettività che non agevola la maternità. Lo scorso anno nel nostro Paese si è avuto il record negativo di nascite, 514mila, e il numero di bimbi medi per donna è sceso a 1,39. A preoccupare è anche l’aumento del 10% in dieci anni delle coppie senza figli - oggi al 31% - che rende il nostro Paese il primo in Europa per numero di coniugi childfree. Sembra che si sia persa, insomma, quella capacità generativa che è libertà e dono, non corda che avvinghia. Sempre meno bambini, così, possono fare esperienza delle «relazioni insostituibili tra fratelli», che sono invece una «straordinaria palestra generazionale » secondo il pedagogista Domenico Simeone, perché li mette precocemente a contatto con l’alterità. Con fratelli e sorelle, difatti, s’instaura un rapporto in cui «si attivano progetti di reciprocità educativa» – spiega il docente della Cattolica – e s’impara anche «a capire che non si è l’unico oggetto di amore, ma che anzi l’amore deve e può essere condiviso». I figli unici, al contrario, spesso non hanno opportunità di confronto e rimangono al centro delle dinamiche degli adulti «senza poter sviluppare le relazioni orizzontali», aggiunge Simeone. Certo, il rapporto con i grandi è fondamentale, tanto quanto che i più piccoli «condividano esperienze e sperimentino capacità» con altri bambini, anche se questo significa – ammette – affrontare persino frustrazioni «che comunque fanno parte della fatica di crescere ». Come fare ora in case con figli unici? Si può iniziare creando «opportunità di relazioni con altre famiglie con figli della stessa età», ipotizza l’esperto in pedagogia della vita, abitando non solo gli appartamenti, ma «le piazze e i luoghi di socializzazione». Poi, però, è necessario riprendere la dinamica della «comunità che forma», visto che l’educazione non è un fatto privato, ma assunzione di responsabilità partecipata dentro e fuori casa. Oggi tuttavia in nuclei familiari sempre più ridotti, il bambino spesso vive una dimensione dell’io imperante, senza riuscire a «centrare il positivo del noi». Per Alberto Pellai, neuropsichiatra dell’età evolutiva, la tendenza alla «strutturazione dell’identità narcisistica» si ridimensiona, da un lato, comprendendo che «solo in una logica di relazione condivisa» si rende più spiccato il processo di autonomia del figlio. E, dall’altro, recuperando dal passato la visione di «maternità e paternità sociale, quando non si era genitori solo dei propri figli, ma di una generazione»

              Last edited by conogelato; 04-06-2020, 01:09.
              amate i vostri nemici

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66024

                #202
                Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                È tanta roba, ma la parte lesa non sono i bambini, al limite è Dio.
                No Doppio, Dio ci vuole felici. Noi invece pensiamo che voglia limitarci. Mettere steccati alla nostra Libertà.....
                Dio non ci dice "Siate fecondi, crescete, rimanete insieme, perdonatevi, non desiderate la Donna o l'Uomo altrui" così, per farci un dispetto. Ce lo dice perchè ci ama. Perchè sa dov'è il nostro vero Bene.
                Ma noi, come qualcun'altro, ci lasciamo ingannare e infinocchiare dal Maligno.
                amate i vostri nemici

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                • efua
                  Posh&Rebel
                  • 07/12/11
                  • 34901

                  #203
                  Io vorrei sapere dove è che vede Cono tutte queste persone che aprono e chiudono storie nella loro vita, come aprono e chiudono le finestre per arieggiare i locali prima di soggiornarvi
                  Poi ovviamente essere figli unici è pure una colpa
                  La terra non ci regge più, qualora ti interessasse saperlo
                  -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #204
                    Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
                    Io vorrei sapere dove è che vede Cono tutte queste persone che aprono e chiudono storie nella loro vita, come aprono e chiudono le finestre
                    penso in tv o nei giornaletti di gossip, visto che pare informatissimo sulle vicissitudini delle celeb's;

                    teniamocelo stretto, come una moto d'antiquariato rimasta miracolosamente ferma in garage per 70 anni, perfetta, come nuova, tutti i pezzi originali; quando ti ricapita un tipo umano col suo candore, che ti rappresenta il mondo mentale di 60, 70 anni fa ? è come i borgatari romani di Pasolini, preservati per qualche decennio dalla gentrificazione dei quartieri borghesi;

                    certo, la sua è una finzione, nevrotica, perché sta nel mondo, percepisce tutto; ma è ben fatta, con tutti i dettagli e passaggi logici; puoi osservare come si produce quel tipo di pensiero, se lo leggi con attenzione; non andrebbe avversato o criticato, ma bisognerebbe incoraggiarlo ad esprimersi con parole sue;
                    quando lo fa, invece di copincollare, scrive cose preziose, interessantissime, che nessuno oserebbe in quel modo.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • efua
                      Posh&Rebel
                      • 07/12/11
                      • 34901

                      #205
                      Non so fino a che punto va incoraggiato a usare le parole sue
                      Perché poi invita la malcapitata di turno a non dirgli di no
                      Ed io al solo pensiero di essere attenzionata in qualche modo, provo orrore

                      Ovviamente comprendo quello che dici Axe
                      E Cono serve da monito per evitare le vie dell’infelicita’, travestite da bene per la tua felicità
                      -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

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                      • nahui
                        Astensionista

                        • 05/03/09
                        • 21040

                        #206
                        Io da tutte le fidanzate e i fidanzati di mamma e papà ho avuto solo arricchimenti. Vediamo, Nino mi ha aiutato ad andare al classico e fare l'università, mentre papà avrebbe voluto che facessi il magistrale e poi la maestra, come nonna. Nena, la fidanzata argentina, mi ha comprato tanti bei vestiti firmati coi petroldollari, mi ha insegnato a lavare i piatti ed un po' di spagnolo, ed ha avuto il coraggio di dirmi che sono stonata come una campana; Laura la veronese mi ha fatto fare i primi viaggi della mia vita, vedere Venezia, il lago di Garda, e scoprire che una donna può ordinare una birra grande alle 5 di pomeriggio. Sarei una persona molto diversa se i miei non avessero divorziato
                        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                        (George Bernard Shaw)

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #207
                          Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                          Io da tutte le fidanzate e i fidanzati di mamma e papà ho avuto solo arricchimenti. Vediamo, Nino mi ha aiutato ad andare al classico e fare l'università, mentre papà avrebbe voluto che facessi il magistrale e poi la maestra, come nonna. Nena, la fidanzata argentina, mi ha comprato tanti bei vestiti firmati coi petroldollari, mi ha insegnato a lavare i piatti ed un po' di spagnolo, ed ha avuto il coraggio di dirmi che sono stonata come una campana; Laura la veronese mi ha fatto fare i primi viaggi della mia vita, vedere Venezia, il lago di Garda, e scoprire che una donna può ordinare una birra grande alle 5 di pomeriggio. Sarei una persona molto diversa se i miei non avessero divorziato
                          E' una cosa bellissima e che ti ha fatto sicuramente crescere con una mentalità più aperta e cosmopolita.
                          Io purtroppo me la sono dovuta creare da sola, mentre i miei passavano il tempo a urlarsi contro, spaccare piatti, mettersi le mani addosso, e io bambina passavo il tempo a cercare di portare una pace che non c'è mai stata. No,ma bellissima cosa la famiglia che rimane unita.
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • bumble-bee
                            ...

                            • 10/12/09
                            • 15569

                            #208
                            Già, unita dall'odio, dai risentimenti....
                            Bambol utente of the decade

                            Comment

                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #209
                              Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza Messaggio
                              Dunque come si cura questa paura del “per sempre”?

                              Io mi chiederei come si cura la fissazione del PER SEMPRE. Solo un folle può scommettere quello che potrà sentire fra 20, 30 anni. Io avrei una paura folle di una donna che mi promette "amore eterno". Sto insieme a mia moglie da 30 anni, non perché ci siamo promessi amore PER SEMPRE. Diciamo che finora è andata bene, ma poteva andar meno bene, infatti un paio di volte almeno stavamo per lasciarci. Forse non lo sai, ma la vita è così. Non lo era cento anni fa, perché anche se il matrimonio andava a puttane si era obbligati dallo stato, dalla chiesa, dalla morale pubblica a stare insieme lo stesso. Si soffriva come cani, soffrivano soprattutto le donne, come potranno confermarti le donne di questo stesso forum. Perché il marito poteva avere la sua vita, le sue amicizie, le sue sgualdrine, continuare a vivere una facciata per il mondo mentre la moglie in casa penava e faticava. Questo forse a te sarebbe sembrato giusto, a me invece abominevole.
                              Il "per sempre" fa presente Dio, Turbociclo. La dimensione eterna di Dio. Cosa hai promesso a tua Moglie quel giorno? "Io prendo te come mia Sposa. E prometto di esserti fedele, sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti ed onorarti per tutti i giorni della mia Vita!"
                              Guarda che è importante! Non è solo una bella formuletta strappa-lacrime. Gli Sposi chiamano Dio a farsi garante della loro Unione. Ci pensi se aggiustassimo quella frase con l'aggiunta "Fino a quando durerà il sentimento"? Sarebbe da ridere, no? Dio esiste, amico mio. Dio esiste davvero amici ed amiche! Come mai tante volte non ci fidiamo affatto di Lui? Perchè ci condanniamo all'infelicità volendo fare di testa nostra separandoci, cercando altro, chiudendo e riaprendo continue parentesi come diceva ieri Kanyu? Il problema sta in noi: Non negli Altri! Nella nostra profonda incapacità di amare ed accettare il partner o la partner per quello che è.
                              amate i vostri nemici

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66024

                                #210
                                Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
                                Io vorrei sapere dove è che vede Cono tutte queste persone che aprono e chiudono storie nella loro vita, come aprono e chiudono le finestre per arieggiare i locali prima di soggiornarvi
                                Poi ovviamente essere figli unici è pure una colpa
                                La terra non ci regge più, qualora ti interessasse saperlo
                                La colpa è nostra, che li costringiamo a vivere da figli unici. E comunque lascia perdere Cono: Secondo te di cosa stanno parlando tutti quei sociologi, esperti familiari, filosofi del diritto che sono stati postati a più riprese sul Forum? Ti sembra davvero che la nostra Occidentale sia una Società felice? A misura d'uomo?

                                Umberto Galimberti “non facciamo figli? Troppo edonismo”

                                In una lunghissima intervista al Corriere della Sera il filosofo agnostico che si ispira ai greci Umberto Galimberti si lancia in una critica “sfrenata” ai motivi che celano il drammatico crollo della nascite nel nostro Occidente, Italia in primis: «Colpa dell’edonismo sfrenato: i figli lo ostacolano. Siamo il popolo più debole della terra. Per mangiare, apriamo il frigo anziché sudare nei campi. Ci difendiamo dal resto del mondo con il colonialismo economico, che ha sostituito quello territoriale. L’impero romano cadde così, fra postriboli e spettacoli circensi. Non lavorava più nessuno», spiega l’antropologo e scrittore che si professa “senza speranza” («La speranza è una virtù cristiana»). La decadenza dei costumi ma non solo, il problema è insito negli stessi genitori: «I padri si lamentavano perché i figli non vogliono saperne di portare avanti le loro aziende. Per forza, quando compiono 18 anni gli regalano la Porsche! Si è mai chiesto perché, su 5 milioni d’immigrati, 500.000 siano imprenditori? Vedo negli africani una potenza biologica che noi abbiamo perso."
                                Per il filosofo “discepolo” di Bontadini, Vanni Rovighi e Severino, la modernità in Italia e in Europa è segnata dalla paralisi, se non addirittura dalla catastrofe: ancora dalla intervista al Corriere Galimberti spiega «Quanta gente c’è in giro che se la mena senza un perché? Spesso sono costretto a dire ai miei pazienti: ma scusi, questi sono problemi, secondo lei?». È infatti anche psicologo e psicoanalista e il giudizio sull’oggi è tanto lucido quanto senza appello: «Il denaro è diventato l’unico generatore simbolico di valori. Non sappiamo più che cosa è bello, vero, giusto, santo. Pensiamo solo a che cosa è utile.
                                In merito al ruolo “minoritario” che oggi la Chiesa svolge di fronte ai drammi del mondo (secondo l’intervistatore e lo stesso Galimberti) il filosofo racconta un aneddoto su Papa Francesco: «Santità, lei ha messo le persone davanti ai princìpi, però ha un polmone solo, lavora come un pazzo, è pieno di nemici; stia attento a non morire, altrimenti dopo ne eleggono uno che rimette i princìpi davanti alle persone. Lui ha riso e mi ha abbracciato, sussurrando: “Si ricordi che Dio salva le persone, non i princìpi”».

                                https://www.ilsussidiario.net/news/u...itori/1926192/

                                Umberto Galimberti, agnostico. Pensa te, Efua. Un agnostico che scrive sul Corriere della sera, le stesse cose che pensa il tanto bistrattato Cono.
                                Last edited by conogelato; 05-06-2020, 00:55.
                                amate i vostri nemici

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