Accoppiati a tutti i costi

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70464

    #1

    Accoppiati a tutti i costi

    Leggendo Cono che continua a scrivere ad Ale che "l'unica soluzione per lui è trovare una lei", mi sono chiesta: ma perché quest'ansia di dover stare a tutti i costi con qualcuno? Non è che sia proprio così facile trovare una persona con cui essere compatibili, e i sentimenti non arrivano a comando.
    Eppure c'è molta gente che pare non possa stare da sola a nessun costo. E magari passa da una relazione all'altra perché si accontenta, per poi rendersi conto che non è cosa.
    Credo che per molti saper stare da soli sia davvero difficile.
    Poi ci sta che uno possa desiderare di trovare una persona da avere accanto, ma se diventa la priorità della vita, secondo me si perde di vista il rapporto con se stessi, la propria individualità.
    Voi che ne pensate?
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12553

    #2
    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Voi che ne pensate?
    "pensate": la chiedi difficile

    L'essere umano é "sociale". Per la sopravvivenza della stirpe. "Socievole", altra storia.
    Poi, a parte quanto scritto nel DNA (o là attorno), uno dei motivi per i quali si cerca a tutti i costi qualcuno/a é che non si "apprezza" la propria compagnia. Come sempre (o quasi): il problema di "conoscenza" di se stessi. Roba vecchia.
    Poi,IMHO secondariamente, una lunga serie di "utilities": dal lavaggio/rammendo di mutande e pedalini ai minuti piaceri
    Fine della svanverata delle 15.
    ...vassapé...

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    • nahui
      Astensionista

      • 05/03/09
      • 21040

      #3
      Mah, chi sta in coppia si lamenta del marito/moglie, chi sta solo si lamenta della solitudine, non saprei
      Per un certo periodo ho frequentato un giro di vedove ancora giovani e benestanti: si lamentavano della solitudine, ma io le vedevo dividersi tra viaggi, spettacoli e aperitivi, senza vincoli di orario, spesa, cucina, lavo e stiro e pensavo "mah"
      Mi padre si è risposato dichiaratamente "per sistemarsi" e non vivere più da solo, cosa che credo sia più comune tra gli uomini: purtroppo non è stato un matrimonio felice, avrebbe avuto più senso assumere una governante forse avrebbe addirittura risparmiato
      Io non avrei titolo per esprimermi, ma ho la fortuna di stare molto bene da sola, quindi non credo che scenderei mai a compromessi, piuttosto andrei a vivere con un'amica o un amico.
      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
      (George Bernard Shaw)

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      • Kanyu
        *

        • 10/05/19
        • 23123

        #4
        Mi ero già espresso sul thread del pensiero quale sia la mia idea su questa situazione, ma la discussione sembra interessante quindi un po’ mi dilungo.
        Una volta, mezza della mia vita fa, mi sposai. Il matrimonio durò per quelli che alla fine si dimostrarono gli anni peggiori della mia esistenza di prima e dopo. Per fortuna nostra, dal momento ero esitante ad abbandonare quel matrimonio, già c’erano dei problemi sebbene l’amassi, lei fuggì con un uomo, persona affermata, ricca e di "buona famiglia", del quale comunque era molto più innamorata che di me. Tra le altre, la sua fuga alla ricerca di sé stessa e della sua arte, le diede modo di realizzare quelle che riteneva le sue massime aspirazioni.
        Dico, per fortuna nostra, perché lei vive ancora felicemente con costui, mentre io, restando sempre single, mi sono affermato in molti modi che non mi sarebbero stati possibili in quel matrimonio. Tutto quello che feci dopo, i cambiamenti alla mia vita realizzati dopo il divorzio, mi hanno portato alla posizione in cui attualmente mi trovo.
        Insomma, ci siamo fatti un favore reciproco, lei con una vita stabile con la sua arte, economicamente più che tranquilla e nel suo modo irrequieto di essere, e io con una vita di conturbazioni vissute per conto mio, senza dover patire le insofferenze di un’altra, men che meno colei che appunto provava una intolleranza assoluta per qualunque mia idea che non la “rappresentasse”.
        (tralascio in questo post, altre condizioni della mia vita da solo in cui mi ritrovai e di cui credo tutti siate a conoscenza).
        Intanto, non ho la sensazione di aver perso colpi senza avere avuto una persona di sostegno, quella persona, tanto più, sono in grado di apprezzare le mie lotte fatte da solo.
        Chissà un domani potrei realizzarmi come parte di una coppia felice; intanto, per adesso, sto bene così. Il resto non conta.
        "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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        • Bauxite
          Cosmo-Agonica

          • 25/12/09
          • 36341

          #5
          La maggior parte della mia vita da adulta è trascorsa da single, gli intermezzi credo siano state delle casualità dovute a periodi precisi e contesti diversi.
          Non mi lamento perché non vivo con sofferenza la situazione, mi è molto usuale.
          Mi piace immaginare che possa esserci stato qualcuno, di cui magari non mi sono accorta, un incontro non incontrato, una parola non pronunciata che avrebbe potuto cambiare l'andamento delle cose, o che avrei potuto considerare come punto di cambiamento. Mi piace pensare ad un ideale che non sia nulla di ciò che ho vissuto e per cui essere qualcosa di diverso da ciò che ha vissuto, oppure tutto l'incontrario: esserci familiari senza capire il perché.
          Questo è il lato fantasioso della situazione.
          Sentirmi triste non mi accade per queste situazioni mancate.
          L'amarezza è un sentimento che ho vissuto non da single.
          Sola non mi sento, lo ero in coppia quando facevo le cose che piacevano a me perché l'altro c'aveva da fare (non mi dilungo sulla questione) e le gentili concessioni non le dò e non le voglio.
          Continuo a pensare che il tempo sia una cosa preziosa e ognuno dovrebbe viverlo al meglio che può.

          E soprattutto bisogna ricordare una cosa: vale la pena correre dietro a qualcuno che corre dietro ad altro e non avere nessuno che corre dietro a te? Questo è il nodo della faccenda
          Un po' come Vulvia che ama Alberto Angela, ecco.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24587

            #6
            credo che ognuno abbia in mente qualcosa, in base a ciò che conosce;

            io ho un set di "pace nervosa", intimità felice, essere conosciuto e capito, e magari pure utile, sponda;
            queste cose mi valgono facilmente la rinuncia a certi spazi di libertà assoluta; ma sono cose che forse capitano e, se succede, non è comunque detto siano tutte rose e fiori;
            però, una volta che sai di che si tratta, non esiste altro che valga la libertà totale; cioè, almeno per me sarebbe impossibile accontentarmi e tirare avanti una cosa in cui mancano quelle circostanze essenziali.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • efua
              Posh&Rebel
              • 07/12/11
              • 34903

              #7
              Si puo’ stare e sentirsi soli in tanti modi
              Per la maggior parte della mia vita finora sono stata da sola, pur pagando la spazzatura pure per altre persone
              Alla fine e’ come ti senti tu
              Io nella mia solitudine ci vivo da dio ma capisco pure Cono e la sua paura fottuta della vita, che lui esprime cosi’
              Che poi alla fine non ci sta nemmeno nulla di male a provare affetto ed aiutarsi
              Se uno/a ovviamente non ti fa saltare i nervi appena respira
              La vita e’ fatta di tante piccole, minutissime aggiustature
              E si cerca di sopravvivere come si puo’
              -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

              -Where there’s will there’s a way-

              -Work hard have fun & be nice-


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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70464

                #8
                Mi piacciono le vostre riflessioni.
                Credo che saper stare con se stessi sia una vera ricchezza. Proprio in questi giorni sto cercando di tirare su di morale una mia amica che sta male perché non trova nessuno e perché è convinta che "una vita così non vale la pena di essere vissuta". Ecco, a me queste cose mettono tanta tristezza. Riflettono un'incapacità di apprezzare se stessi e la propria vita indipendentemente dall'avere una relazione sentimentale.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                Comment

                • Bauxite
                  Cosmo-Agonica

                  • 25/12/09
                  • 36341

                  #9
                  Dipende anche da come si è stati educati, cresciuti, con quale idea di felicità e molto altro.

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24587

                    #10
                    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                    Mi piacciono le vostre riflessioni.
                    Credo che saper stare con se stessi sia una vera ricchezza. Proprio in questi giorni sto cercando di tirare su di morale una mia amica che sta male perché non trova nessuno e perché è convinta che "una vita così non vale la pena di essere vissuta". Ecco, a me queste cose mettono tanta tristezza. Riflettono un'incapacità di apprezzare se stessi e la propria vita indipendentemente dall'avere una relazione sentimentale.
                    questo è il motivo per cui, avessi avuto figli, mi sarei speso molto più che per un approccio fanatico all'istruzione "utile", all'individuazione di spazi creativi da coltivare in totale autonomia;
                    ed è una cosa che, nella misura del possibile, cerco di promuovere anche nelle relazioni umane adulte, e persino adulterate e adulterine
                    certo, con una 40enne sprovvista da quel lato, è più difficile; ma probabilmente anche la tua amica ha qualche talento speciale e sommerso, e aiutarla a coltivarlo, se possibile, potrebbe aumentare molto la sua autostima e l'equilibrio che poi potrebbero diventare presupposti di una relazione gratificante.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70464

                      #11
                      Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                      Dipende anche da come si è stati educati, cresciuti, con quale idea di felicità e molto altro.
                      Quello di sicuro, ma credo che dipenda anche dalla scarsa capacità di voler affrontare le cose. Lei ad esempio non vuole saperne di andare dalla psicologa e non crede nella sua utilità, quando è invece palese che ogni suo problema viene da dentro di lei.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70464

                        #12
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        questo è il motivo per cui, avessi avuto figli, mi sarei speso molto più che per un approccio fanatico all'istruzione "utile", all'individuazione di spazi creativi da coltivare in totale autonomia;
                        ed è una cosa che, nella misura del possibile, cerco di promuovere anche nelle relazioni umane adulte, e persino adulterate e adulterine
                        certo, con una 40enne sprovvista da quel lato, è più difficile; ma probabilmente anche la tua amica ha qualche talento speciale e sommerso, e aiutarla a coltivarlo, se possibile, potrebbe aumentare molto la sua autostima e l'equilibrio che poi potrebbero diventare presupposti di una relazione gratificante.
                        Eh, il problema è che ha tre figli e non riesce a seguire cose. Le ho proposto di venire con me a fare teatro (che secondo me ha anche un talento notevole), di venire a cantare nel coro, ecc, ma tra i turni di lavoro e i figli le viene problematico coltivare un hobby. Lei di fatto è molto simile a me (siamo pure nate lo stesso giorno), ma è molto instabile, credo a causa del fatto che è bipolare. E non volendosi far curare, non aiuta. Ma a parte lei, che è un caso a sè, ne conosco altre di persone così. Che vogliono a tutti i costi qualcuno nella loro vita, e che adeguano poi i propri ritmi a quelli dell'altro, annullando completamente loro stessi. Come se l'unica cosa importante fosse avere qualcuno accanto e non stare da soli.
                        Credo che di base la gente abbia poca capacità di autoanalisi e di capire quali siano realmente i propri bisogni.
                        Mi fa piacere leggere invece che su questo forum c'è un concentrato di persone con grande capacità analitica.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • LadyHawke
                          Osservatrice

                          • 29/04/19
                          • 9338

                          #13
                          ma perché quest'ansia di dover stare a tutti i costi con qualcuno? Non è che sia proprio così facile trovare una persona con cui essere compatibili, e i sentimenti non arrivano a comando.
                          Concordo.
                          Cosa penso e dico sempre?
                          Meglio soli che male accompagnati

                          Come già detto da qualcuno siamo esseri sociali, quindi è naturale che cerchiamo i nostri simili, qualcuno con cui condividere un percorso, un interesse comune, sesso, e se capita anche la vita insieme, ma non per forza ad ogni costo, soprattutto mano a mano che si diventa più adulti e dopo i cinquanta/sessanta diventa ancora più difficile trovare una persona giusta compatibile, più difficile rinunciare alle proprie abitudini e libertà che a vent'anni ed iniziare una convivenza.
                          Dipende pure dal proprio passato, dai modelli ricevuti, dai vuoti affettivi lasciati durante l'infanzia e la ricerca di soddisfare quel bisogno di sentirsi amati, magari ad ogni costo.


                          Voglio dire ben venga se capita l'occasione ma anche chi insiste a consigliare agli altri di accoppiarsi con qualcuno in realtà non è che proietta un proprio bisogno di essere, sentirsi amato e l'incapacità di vivere solo?
                          Vivere soli non significa essere soli e soffrire necessariamente di solitudine, come già detto in altro 3ad.

                          Conosco vedove che sono rimaste sole ma non sono sole, hanno una vita ricca d'impegni e interessi, non si mettono alla ricerca spasmodica di un nuovo compagno, stanno bene così.
                          La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                          Confucio

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                          • efua
                            Posh&Rebel
                            • 07/12/11
                            • 34903

                            #14
                            Oddio Dark, la situazione della tua amica non e’ proprio semplice
                            Gia’ e’ tanto che sopravvive a tre figli
                            A parte i figli, se non parte da lei di farsi aiutare…
                            Certo che a volersi accollare pure un uomo
                            E’ una donna coraggiosa
                            Le mie amiche si sono regolate facendo gruppo tra di loro
                            I rapporti saldi, quelli dell’infanzia
                            Con la relativa facilita’ di approvvigionamento della salsiccia…
                            Stessa cosa dicasi per il latte di mucca…
                            Il resto vien da se’
                            -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                            -Where there’s will there’s a way-

                            -Work hard have fun & be nice-


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                            • Kanyu
                              *

                              • 10/05/19
                              • 23123

                              #15
                              Certo, è una fatica enorme anche "solo" a gestire un figlio per conto proprio, non ho nemmeno idea di cosa possa voler dire portare avanti una vita accudendone tre.
                              Puoi arrivare a capire questa sua esigenza, da sola, disposta ad ogni cosa solamente magari per avere un aiuto.
                              Anche economico, anche per parlare con qualcuno mentre sei a letto. Dormirci assieme.
                              Se poi come è stato detto è anche bipolare che non è roba da psicologo secondo me ma di qualche professionista più in là...
                              e non vuole farsi aiutare...
                              Nei miei momenti bui andai dallo psicoterapeuta (più che altro una psichiatra) che mi disse: già il fatto che tu abbia deciso di venire da me per conto tuo è il passaggio più importante per iniziare qualsiasi cosa".
                              È difficile questa sua situazione.
                              Forse anche traumi avuti in gioventù o da piccola.
                              Ma ogni situazione è a sé stante.
                              Non è facile nemmeno starsene da soli alle volte e non è facile nemmeno accettare chi ti vuole aiutare.
                              Si perde il senso delle cose.
                              "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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