Gli / le ex

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #1

    Gli / le ex

    Vi propongo un brano del vecchio film “Nuovo cinema Paradiso”

    cliccare sul link



    (ho sbagliato il precedente link, questo è quello da me proposto vi consiglio di vederlo per capire perché ho iniziato questo topic)


    Quando una relazione finisce, la persona con cui abbiamo trascorso una parte della nostra vita diviene un/a “ex” partner. Ma come ci si comporta con un/a “ex”?

    Le relazioni sentimentali sono oggi, nel bene e nel male, più complesse di un tempo. In una società in cui l’individualità è messa al centro, si è sempre più consapevoli di quello che si desidera in un rapporto di coppia e spesso si è meno disponibili alla tolleranza di ciò che si avverte come non fluido e armonioso nella relazione.

    Le storie finiscono perché a seconda delle diverse epoche di vita, cambiano le aspettative, ciò che cerchiamo nell’altro. La passione iniziale non sempre sa tramutarsi in affetto, e talvolta non vi sono più i presupposti per progetti comuni.

    La cosiddetta “quarantena” è il periodo che intercorre fra il momento in cui i due amanti si lasciano e quello in cui eventualmente possono tornare a vedersi senza rancori pregressi e ambiguità.

    La durata può variare da pochi mesi a tutta la vita. Si può interrompere solo quando si è entrambi accoppiati con altri partner ? Se ad essere accoppiato è soltanto chi dei due soffrì di meno al momento del distacco, l’ex riceverà un colpo ulteriore alla propria autostima ?

    Se entrambi gli ex partner sono infelicemente accoppiati potrebbero cedere alla tentazione di accoppiarsi di nuovo ? Di solito la replica non funziona.

    L’ex è come la ciambella di salvataggio nelle relazioni extraconiugali, scongiura la solitudine, l’ansia del nuovo. Ma finché stai attaccato alla ciambella di salvataggio dell’ex come fai a guardare al nuovo ? Purtroppo tante storie si trascinano per paura di rimanere soli.

    La passione va bene finché c’è, quando svanisce è meglio concludere la storia anziché trascinare stancamente la relazione ?

    Grandi amori ? Passata la sbornia ho pensato: “ma come ho fatto ad essere innamorata di un tipo simile.

    Ci sono persone che dicono: “siamo rimasti ottimi amici”…. Se ci si è lasciati senza rancore rimane l’affetto e, a volte, il pensiero nascosto che ci si possa rivedere e forse copulare come ai vecchi tempi. La porta è meglio socchiuderla e non chiuderla ?

    Gli unici disposti a vedersi spesso dopo la fine della relazione sono quelli che hanno figli in comune, perciò costretti ad incontrarsi.
    Last edited by doxa; 30-04-2025, 21:42.
  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #2
    Mah, io ho avuto solo una storia importante, e sebbene lui si sia comportato da schifo, alla fine, quando mi è passato tutto quel dolore e tutto il rancore, sono riuscita ad avere con lui rapporti civili. Lui vorrebbe amicizia, io sono un po' più restia, ma del resto ci siamo voluti e ci vogliamo bene, in fondo, perché 17 anni insieme qualcosa comunque creano.
    Non tornerei con lui neppure fosse l'ultimo uomo sulla faccia della terra, ma se ha qualche problema lo ascolto.
    In generale credo sia possibile restare amici, se si è persone civili e se non ci sono state dinamiche pesanti (tipo violenza o cose del genere).
    Una mia amica ha due ex mariti, è amica di entrambi, vive ancora con l'ultimo (per gestire meglio i figli), e per le feste si trovano tutti insieme, lei, i due ex mariti e i figli (il primo è del primo marito e gli altri sono del secondo). Un bellissimo modo di vivere la relazione con gli ex, secondo me, sopratutto che rende sereni i figli.
    Addirittura il suo primo ex marito aveva avuto dei casini e per un po' ha vissuto con lei e l'ex marito 2, che lo hanno ospitato,
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • Ale
      Opinionista

      • 18/08/20
      • 21321

      #3
      La questione è individuale, c'è chi riesce a mantenere buoni rapporti con tutte le_gli ex a prescindere, e chi come il sottoscritto ci va cauto...
      ...nella mia vita ho avuto 6 relazioni diciamo, ufficiali, [per l'esattezza 5+1 o meglio 1+5, infatti la prima non saprei definirla giacché non si è mai andati a fondo, ehm ehm ]
      ...di queste solo con due ex sono ancora in discreti rapporti, diciamo di quasi amicizia [nb, friend zone si ma con dignità ed il giusto distacco,] e giusto stasera andrò a trovare la mia ultima ex ufficiale nella sua casa nuova, mentre con l'altra, quella dalla lunga relazione andiamo più d'accordo adesso che quando eravamo insieme
      ...vorrei anche dire che, almeno a mio avviso quando ci si lascia di comune accordo è molto più facile continuare a vedersi, mentre se la decisione è unilaterale penso che sia normale che la parte lesa serbi rancore, se poi ci sono aggravanti tipo tradimenti meglio restare fuori portata ottica
      ...con le altre lasciamo perdere, soprattutto con la famigerata cioè la mia penultima compagna la quarantena mi sa che durerà tutta la vita
      ...anche con le altre non è stato il massimo, per fortuna ho perso tutti i contatti e nemmeno le incontro più per strada, così non devo nemmeno fare la fatica di girarmi dall'altra parte
      ...capitolo a parte per le relazioni non_ufficiali, alla fine si può restare tranquillamente amici ed anzi, al lato pratico potrebbe anche non cambiare quasi niente
      Mens sana in corpore sano

      Počasi se daleč pride 🐌

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66028

        #4
        Ha scritto bene Doxa in un passo: oggi al centro c'è l'individuo. Anche nella Coppia. C'è l'io e non il noi. Dunque se non mi vai più bene, ti mollo. Se non c'è più "passione" ognun per sé e Dio per tutti...
        amate i vostri nemici

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        • doxa
          Opinionista
          • 30/04/19
          • 2659

          #5
          Ciao Ale, cerca di frequentare spesso questo luogo "peccaminoso". Fratel Cono ti assolverà. Egli vuol far credere che ha fatto suo il "motto" di papa Francesco: "Chi sono io per giudicare ?" Invece continuamente emette sentenze, ma non se ne accorge. Devi comprenderlo, è stato per anni un penitenziere (= confessore) diocesano.



          Cono
          Ha scritto bene Doxa in un passo: oggi al centro c'è l'individuo. Anche nella Coppia. C'è l'io e non il noi. Dunque se non mi vai più bene, ti mollo. Se non c'è più "passione" ognun per sé e Dio per tutti...
          Se non si va più d’accordo o se si hanno altre aspettative dal rapporto di coppia si deve comunque restare insieme per non “dispiacere a Dio” ?

          Torno al tema.

          Incontrare l’ex non per caso ma per scelta. Sbagliando, io ne sono stato artefice, causa l'idealizzazione della partner, ma ero adolescente.

          Idealizzare significa sopravvalutare, consciamente o inconsciamente, le qualità di una persona, oppure sottostimare i "difetti".



          Evitare i posti che frequenta e che conosce anche lui/ lei. Fuggire per non “ferirsi” più.

          L’attrice Nancy Brilli: cerco di non serbare rancore quando una storia finisce. Non mi sono mai rifatta viva all’improvviso con gli uomini con i quali avevo rotto. Se mi allontano è per sempre.

          L’attrice Lella Costa
          : ricordo un incontro casuale con un amore del passato, ma denominarlo ex non mi piace, perché se il sentimento d’amore è stato vero, la persona che lo ha suscitato resta come un segno, fa parte di me. Abbiamo sentito l’esigenza di dirci cosa abbiamo rappresentato l’uno per l’altra e perché la nostra storia d’amore è finita. Solo così ho finalmente eliminato gli strascichi che dentro di me alimentavano il rimpianto. Incontrarlo è stata un’emozione forte ma non ci frequentiamo neanche come amici.

          Quello con l’ex non è sempre un incontro facile, specie se chi è stato lasciato non ha metabolizzato l’abbandono.

          Esistono due tipi di ex sostiene Giorgio Abraham, psichiatra e sessuologo, uno è quello con cui si sono avuti figli, e con cui si giunge ad una tale abilità nell’organizzarsi da non lasciarsi mai. Fino al culmine di sostenere riunioni familiari “allargate”; l’altro è l’ex con cui c’è stata una storia di grande passione. In questo caso capita che prevalga la voglia di sminuire i bei ricordi, tipo “è diventato calvo” o “è davvero ingrassata”.

          Gli strascichi psicologici si fanno sentire anche perché nei propri ex si ritrova una parte di se stessi. Incontrare la persona amata nel passato significa ritrovarsi proiettati indietro nel tempo, percepirsi come si era al momento della relazione. Se si pensa di essere migliorati, di essersi evoluti, allora la storia passata è stata superata. Se le cose, nel frattempo, sono andate male, tutto si complica. Si tende ad idealizzare un vecchio rapporto, ad illudersi.

          Incontrarsi per dialogare, per mettere in gioco i propri sentimenti tramite i ricordi, in modo tranquillo o traumatico non lascia indifferenti.

          A volte i vecchi amori continuano a pesare sui nuovi e ne possono provocare il fallimento, specie se i divorzi sono legali ma non emotivi.

          I bambini e gli adolescenti osservano molto i genitori. L’incapacità di rompere un legame per un figlio può significare molte cose. Nella dialettica tra memoria ed oblio lasciarsi del tutto è difficile. Un rapporto che non si riesce a chiudere indica staticità, ancoraggio al passato. Solo la capacità di gustare il presente induce a ritenere il passato come tale.

          Giuliana De Sio: gli ex sono una specie di parentela psicologica, è come rivedere uno di famiglia.

          Monica Guerritore: quando ho rivisto uno dei pochi amori della mia vita, uno di quelli per cui si perde il sonno, mi è sembrato di incontrare un nulla. Dopo tre anni di passione e dieci durante i quali non ci siamo più rivisti, con la scusa di incontrarlo per lavoro, per un nuovo film, gli ho chiesto di vederci. Avevo talmente sofferto per la separazione che, un po’ per vendetta, volevo dimostrargli che ero un’altra, che ero forte. Quando l’ho visto ho capito che non ne avrei avuto più bisogno, che non rappresentava più nulla per me. Anzi, che non era neanche il mio tipo.

          Uno scrittore: la ex è meglio non incontrarla per scelta. Se s’incontra è meglio girarsi dall’altra parte. Con gli anni si cambia. Non si ritrova la persona di un tempo. Con una donna ho avuto una relazione burrascosa, quando ci siamo incontrati, dopo un anno, non mi ha salutato, mi ha evitato. Aveva ragione, gliene avevo fatte di tutti colori. A volte ci rivediamo e la preferisco a quando stavamo insieme, forse anche perché ho capito che tra noi due può esserci sono cameratismo.
          Last edited by doxa; 01-05-2025, 22:06.

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          • Ninag
            Opinionista
            • 05/03/24
            • 1502

            #6
            Molto tempo fa... avevo quindici anni, ho conosciuto un ragazzo, era estate, carino, molto complimentoso, premuroso, pure gnocco (passatemi il termine) .
            Dopo tre settimane con "cuoricini” cose da ragazzini, sparisce, i suoi amici mi raccontano che aveva litigato con suo padre ed era ripartito immediatamente, questo senza nemmeno un saluto.
            Vent'anni dopo: scena, una grande folla, che si muove lentamente, improvvisante lo vedo mentre cammino tra la folla, anche lui mi vede, mi chiama, io continuo a camminare senza voltarmi.

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            • Escolzia
              Opinionista

              • 10/08/16
              • 7520

              #7
              Il bello della parola ex è quel non più, quella giusta distanza che ti permette di tornare ad essere.

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              • nahui
                Astensionista

                • 05/03/09
                • 21040

                #8
                Direi che dipende. Alcuni restano fondamentali, anche se ad anni luce di distanza psico-fisica. Altri sono come gocce di pioggia sul parabrezza.
                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                (George Bernard Shaw)

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #9
                  Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                  Ciao Ale, cerca di frequentare spesso questo luogo "peccaminoso". Fratel Cono ti assolverà. Egli vuol far credere che ha fatto suo il "motto" di papa Francesco: "Chi sono io per giudicare ?" Invece continuamente emette sentenze, ma non se ne accorge. Devi comprenderlo, è stato per anni un penitenziere (= confessore) diocesano.



                  Cono

                  Se non si va più d’accordo o se si hanno altre aspettative dal rapporto di coppia si deve comunque restare insieme per non “dispiacere a Dio” ?
                  Non è questo. È che oggi ci si prende e ci si lascia con una facilità disarmante: dall'oggi al domani, come bere un bicchier d'acqua. Prevale come hai scritto l'individualismo. Non si combatte, non si è più abituati a combattere per difendere la storia, la coppia, il noi. Abbiamo a che fare continuamente con queste dinamiche. L'usa e getta è diventato costume. Prassi. Modus vivendi.
                  amate i vostri nemici

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #10
                    Il sociologo Zygmunt Bauman, teorico dell”amore liquido”, sostiene che l’amore contemporaneo è diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame. Amarsi e rimanere insieme tutta la vita, per le generazioni del passato non solo era possibile, ma era la norma. Oggi, invece, è diventato una rarità, una scelta invidiabile o folle, a seconda dei punti di vista. I “legami umani” sono stati sostituiti dalle “connessioni" e la fedeltà è diventato un valore molto raro.
                    amate i vostri nemici

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #11
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Il sociologo Zygmunt Bauman, teorico dell”amore liquido”, sostiene che l’amore contemporaneo è diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame. Amarsi e rimanere insieme tutta la vita, per le generazioni del passato non solo era possibile, ma era la norma. Oggi, invece, è diventato una rarità
                      più o meno, come la schiavitù
                      il funzionamento quello era: non si poteva fare diversamente; ma chiamarlo amore...
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70446

                        #12
                        Io non credo che la gente non voglia legami duraturi. E' che i legami duraturi sono davvero rari. E non perché non si vuole, ma semplicemente perché capita, ad un certo punto, di andare in direzioni diverse. La differenza rispetto al passato è che un tempo non era contemplata questa dinamica, e ci si forzava a stare in legami che stavano stretti (con tradimenti, violenze e quant'altro, peraltro).
                        D'altro canto sicuramente oggi c'è una effettiva difficoltà nel vivere le relazioni. Credo dipenda dal fatto che siamo in un mondo che è cambiato troppo velocemente.
                        Usando molto i social, anche per lavoro, vedo delle dinamiche pazzesche. C'è il fenomeno dei cosiddetti "Incel", uomini che non battono chiodo con le donne, tendenzialmente perché sono negativi e misogini all'ennesima potenza, e danno la colpa di questo alle "donne che guardano solo i fighi palestrati". Ci sono moltissime persone che soffrono la solitudine, ma tendenzialmente perché non sono capaci di stare soli, e per questo non sanno stare neppure in mezzo alle altre persone e sono incapaci di socializzare. Insomma, credo che vi sia un grande disagio sociale di fondo. Se la gente iniziasse ad andare dallo psicologo le cose migliorerebbero, secondo me.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • Ale
                          Opinionista

                          • 18/08/20
                          • 21321

                          #13
                          Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                          Ciao Ale, cerca di frequentare spesso questo luogo "peccaminoso". Fratel Cono ti assolverà. Egli vuol far credere che ha fatto suo il "motto" di papa Francesco: "Chi sono io per giudicare ?" Invece continuamente emette sentenze, ma non se ne accorge. Devi comprenderlo, è stato per anni un penitenziere (= confessore) diocesano.



                          Cono

                          Se non si va più d’accordo o se si hanno altre aspettative dal rapporto di coppia si deve comunque restare insieme per non “dispiacere a Dio” ?

                          Torno al tema.

                          Incontrare l’ex non per caso ma per scelta. Sbagliando, io ne sono stato artefice, causa l'idealizzazione della partner, ma ero adolescente.

                          Idealizzare significa sopravvalutare, consciamente o inconsciamente, le qualità di una persona, oppure sottostimare i "difetti".



                          Evitare i posti che frequenta e che conosce anche lui/ lei. Fuggire per non “ferirsi” più.

                          L’attrice Nancy Brilli: cerco di non serbare rancore quando una storia finisce. Non mi sono mai rifatta viva all’improvviso con gli uomini con i quali avevo rotto. Se mi allontano è per sempre.

                          L’attrice Lella Costa
                          : ricordo un incontro casuale con un amore del passato, ma denominarlo ex non mi piace, perché se il sentimento d’amore è stato vero, la persona che lo ha suscitato resta come un segno, fa parte di me. Abbiamo sentito l’esigenza di dirci cosa abbiamo rappresentato l’uno per l’altra e perché la nostra storia d’amore è finita. Solo così ho finalmente eliminato gli strascichi che dentro di me alimentavano il rimpianto. Incontrarlo è stata un’emozione forte ma non ci frequentiamo neanche come amici.

                          Quello con l’ex non è sempre un incontro facile, specie se chi è stato lasciato non ha metabolizzato l’abbandono.

                          Esistono due tipi di ex sostiene Giorgio Abraham, psichiatra e sessuologo, uno è quello con cui si sono avuti figli, e con cui si giunge ad una tale abilità nell’organizzarsi da non lasciarsi mai. Fino al culmine di sostenere riunioni familiari “allargate”; l’altro è l’ex con cui c’è stata una storia di grande passione. In questo caso capita che prevalga la voglia di sminuire i bei ricordi, tipo “è diventato calvo” o “è davvero ingrassata”.

                          Gli strascichi psicologici si fanno sentire anche perché nei propri ex si ritrova una parte di se stessi. Incontrare la persona amata nel passato significa ritrovarsi proiettati indietro nel tempo, percepirsi come si era al momento della relazione. Se si pensa di essere migliorati, di essersi evoluti, allora la storia passata è stata superata. Se le cose, nel frattempo, sono andate male, tutto si complica. Si tende ad idealizzare un vecchio rapporto, ad illudersi.

                          Incontrarsi per dialogare, per mettere in gioco i propri sentimenti tramite i ricordi, in modo tranquillo o traumatico non lascia indifferenti.

                          A volte i vecchi amori continuano a pesare sui nuovi e ne possono provocare il fallimento, specie se i divorzi sono legali ma non emotivi.

                          I bambini e gli adolescenti osservano molto i genitori. L’incapacità di rompere un legame per un figlio può significare molte cose. Nella dialettica tra memoria ed oblio lasciarsi del tutto è difficile. Un rapporto che non si riesce a chiudere indica staticità, ancoraggio al passato. Solo la capacità di gustare il presente induce a ritenere il passato come tale.

                          Giuliana De Sio: gli ex sono una specie di parentela psicologica, è come rivedere uno di famiglia.

                          Monica Guerritore: quando ho rivisto uno dei pochi amori della mia vita, uno di quelli per cui si perde il sonno, mi è sembrato di incontrare un nulla. Dopo tre anni di passione e dieci durante i quali non ci siamo più rivisti, con la scusa di incontrarlo per lavoro, per un nuovo film, gli ho chiesto di vederci. Avevo talmente sofferto per la separazione che, un po’ per vendetta, volevo dimostrargli che ero un’altra, che ero forte. Quando l’ho visto ho capito che non ne avrei avuto più bisogno, che non rappresentava più nulla per me. Anzi, che non era neanche il mio tipo.

                          Uno scrittore: la ex è meglio non incontrarla per scelta. Se s’incontra è meglio girarsi dall’altra parte. Con gli anni si cambia. Non si ritrova la persona di un tempo. Con una donna ho avuto una relazione burrascosa, quando ci siamo incontrati, dopo un anno, non mi ha salutato, mi ha evitato. Aveva ragione, gliene avevo fatte di tutti colori. A volte ci rivediamo e la preferisco a quando stavamo insieme, forse anche perché ho capito che tra noi due può esserci sono cameratismo.
                          Va bene Doxa, farò il possibile per venirci più spesso...
                          ...le noste_i nostri beneamate_i ex avranno il singhiozzo di tanto che li pensiamo
                          Mens sana in corpore sano

                          Počasi se daleč pride 🐌

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #14
                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            Ci sono moltissime persone che soffrono la solitudine, ma tendenzialmente perché non sono capaci di stare soli, e per questo non sanno stare neppure in mezzo alle altre persone e sono incapaci di socializzare. Insomma, credo che vi sia un grande disagio sociale di fondo. Se la gente iniziasse ad andare dallo psicologo le cose migliorerebbero, secondo me.
                            togli la struttura sociale che inquadrava le cose, ma nello stesso tempo le persone non sanno cosa cercare al di fuori di quel raccontino edulcorato del passato;

                            in via generale, siccome le relazioni sono pretese assicurazioni esistenziali, prima dei 40 difficilmente si è capaci di vedere se stessi e gli altri; è proprio una questione di aspettative strutturate; se non hai l'idea, o un abbozzo di idea, non la vedi la persona, nemmeno se ce l'hai accanto e ci stai già, a prescindere del saper stare da soli;
                            se uno è capace di stare da solo, ma in questa condizione non struttura un'idea di relazione, non si smuove niente;

                            l'idea è quella cosa famosa che chiedo e a cui nessuno risponde e cioè che cosa ho da dare a fronte di quali bisogni dell'altro ?
                            senza questo salto consapevole difficilmente si entra in sincronia con la vita di qualcun altro in modo decente, cioè che non genera continuamente stress comunicativi e fraintendimenti; a quel punto, ha ragione Cono e la rassegnazione è il meno peggio; almeno si sa a cosa ci si rassegna.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • dark lady
                              la viaggiatrice
                              • 09/03/05
                              • 70446

                              #15
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              togli la struttura sociale che inquadrava le cose, ma nello stesso tempo le persone non sanno cosa cercare al di fuori di quel raccontino edulcorato del passato;

                              in via generale, siccome le relazioni sono pretese assicurazioni esistenziali, prima dei 40 difficilmente si è capaci di vedere se stessi e gli altri; è proprio una questione di aspettative strutturate; se non hai l'idea, o un abbozzo di idea, non la vedi la persona, nemmeno se ce l'hai accanto e ci stai già, a prescindere del saper stare da soli;
                              se uno è capace di stare da solo, ma in questa condizione non struttura un'idea di relazione, non si smuove niente;

                              l'idea è quella cosa famosa che chiedo e a cui nessuno risponde e cioè che cosa ho da dare a fronte di quali bisogni dell'altro ?
                              senza questo salto consapevole difficilmente si entra in sincronia con la vita di qualcun altro in modo decente, cioè che non genera continuamente stress comunicativi e fraintendimenti; a quel punto, ha ragione Cono e la rassegnazione è il meno peggio; almeno si sa a cosa ci si rassegna.
                              Si, ma la cosa che evidenzio io è diversa.
                              Noto proprio tante persone che non sono capaci di entrarci, in una relazione. O peggio ancora, in relazione con gli altri a tutto tondo.
                              Molti si lamentano di essere soli, di non avere amici, ecc ecc. Poi c'è appunto il fenomeno Incel, ossia uomini che si lamentano di come nessuna donna li consideri, ecc, ecc. Qui non parliamo di bisogni dell'altro o meno, ma proprio di non essere capaci di interagire in modo sano con il prossimo.
                              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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